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Capitolo 4

'quel nano... se non fosse stato il re avrebbe visto di cosa sono capace!'. Corro fuori dal cancello senza nemmeno degnare di uno sguardo le due guardie. Non presto attenzione a ciò che mi circonda, corro e basta. Cado per terra, ormai allo stremo delle mie forze

<< perché a me? Cosa ho fatto di male? >> ormai le lacrime scendono dalle mie guance

<< ti serve un fazzoletto, signorina? Sembrate sconvolta >> dice un ragazzo porgendomi un fazzoletto bianco ricamato con colori bizzarri. Sorrido e mi alzo in piedi prendendo il fazzoletto
<< ti ringrazio >> rispondo sorridendo allo strano ragazzo
'mi chiedo perché indossi quel cappello'
<< vi piace il mio cappello? >> dice abbassandosi verso di me in modo tale da farmelo vedere più chiaramente. È tutto colorato, con statuette che qualche volta escono e suonano un mini orologio, per poi ritornare all'interno del cappello. Disegni stravaganti e senza senso, senza esagerare troppo, ricoprono tutta la stoffa dell'oggetto
<< wow, come può esistere un cappello del genere? >> dico facendo raddrizzare il ragazzo
<< piacere, io sono il cappellaio matto, al vostro servizio >>
<< sei un... cappellaio matto? >>
<< no no, IL cappellaio matto. Il cappellaio matto più matto di tutti, il cappellaio matto più bello di tutti, il cappellaio matto più affascinante di tutti. IO sono IL cappellaio matto >> dice sfoggiando un aria sicura e vanitosa (ma non in maniera fastidiosa)
<< io sono Alice >> dico facendo un cenno con la testa. I suoi occhi si illuminano per un secondo e inizia a girarmi intorno per poi fermarsi nuovamente di fronte a me
<< tu non sei Alice. Come ti chiami? >> la sua risposta mi sorprende
<< cosa dici? Certo che sono Alice! >>
<< no no, Alice è molto più bassa e ha i capelli mooolto più corti. Potresti essere sua sorella maggiore, al massimo >>
<< sai quante ragazze portano questo nome nel mondo? Di sicuro ti confondi con un'altra >>
<< uhm, si, forse hai ragione >> dice guardandomi negli occhi
<< bene, dove state andando di bello, signorina? >> continua aggiustandosi il capello
<< il più lontano possibile. Potresti aiutarmi? >>
<< dipende. Lontano, dove? >>
<< fuori dalla città >> dico sicura. 'Probabilmente mi riderà in faccia, ma ormai non importa più'
<< uhm, è difficile. Ci sono molte guardie che controllano il confine. Siete capace di trasformarvi in corvo, signorina? Perché io no >> dice ridendo. Amareggiata mi siedo nuovamente sulla fresca erbetta
<< è tutta colpa di quello stregatto o come si chiama lui, se solo non l'avessi visto... >>
<< stregatto?! Dove? Dove l'hai visto?! >> mi interrompe il cappellaio agitato come non mai
<< vicino al mercato, ma poi è andato via >> dico non capendo la sua agitazione
<< per tutti i cappelli, quel gatto è ancora vivo! No, uomo! No, mezzo gatto! Mezzo uomo! Entrambi! Insomma, sono sempre stato confuso sulla sua identità... ma ad ogni modo è vivo! >> risponde sorridendo come se fosse la notizia migliore di tutta la sua vita
<< devo subito dirlo a... >>
<< eh, no! Ora tu mi spieghi chi è e cosa rappresenta questo stregatto nelle vite di tutti! Perché qui tutti sanno ma nessuno parla! Sputa il rospo, cappellaio! >>
<< in verità non li mangio i rospi. Sono troppo viscidi... >>
<< cappellaio! >> urlo facendolo ricomporre. Si siede affianco a me e inizia a fissare il cielo
<< vedete, signorina, probabilmente non ne siete a conoscenza, ma molti anni fa nel nostro regno, vi era una regina molto cattiva. Dava tasse molto alte e punizioni al dir poco spaventose. Anche così, la sua bellezza restava immutata negli anni. Era considerata la più bella negli ultimi dieci secoli. Molti si innamorarono di lei. Tra questi ci fu un solo ragazzo che riuscì a far breccia nel cuore della regina. Il nostro attuale re. I due si sposarono e regnò finalmente la pace. Con il re al suo fianco, la regina, sembrò essersi completamente trasformata. Poi, un giorno, nacque una bambina. Quella bambina fu battezzata dalla regina stessa che la considerava come una figlia, essendo nata da una serva del castello. La bambina passò tutta la sua infanzia a castello, crescendo e diventando ogni giorno più bella. Troppo. La bellezza della regina divenne seconda a quella della ragazza, e questo fece nascere nuovi rancori nel cuore della reale. Un giorno la regina impazzì del tutto. Quella stessa sera ci fu il ballo al castello. Molti, anche da villaggi lontani, vennero per festeggiare il compleanno della regina. Ma ella, non contenta dell'amore che il suo re le riservava solo per lei, lo pugnalò davanti a tutti. Iniziò il panico nella sala. Le guardie bloccarono il portone per non far uscire nessuno, mentre la donna si dirigeva sempre più sulla sua prossima vittima: la figlia della serva. E, quando le guardie la trascinarono al centro della sala, nessuno si mosse. Tranne una persona, la migliore amica della vittima. Corse verso la regina e la colpì al volto facendola cadere. In quel momento prese l'amica e fuggirono. Inutile dire, che non andarono troppo lontano. La regina era decisa ad ucciderle entrambe e chiunque l'avesse ostacolata... >>

<< cosa successe dopo? Avanti, parla!!! >>. Fece un respiro profondo

<< mentre tutti scapparono dal castello, un evaso si preoccupò di andare a soccorrere il re. Quell'evaso era lo stregatto. Era stato messo in prigione dalla regina stessa, solo perché aveva scoperto i suoi piani riguardo l'omicidio della figlia della serva >>

<< ma non si può arrestare qualcuno senza che abbia infranto la legge! >>

<< si che si può, signorina. Soprattutto se quel qualcuno intralcia la regina. Lo fece diventare un pericolo, lo fece passare per pazzo e poi lo fece rinchiudere nelle segrete dal suo migliore amico, il generale Hoshi >>

<< il generale e lo stregatto erano migliori amici?! >>

<< si, peggio. Erano come fratelli. Ma quel tradimento fu difficile da digerire per lo stregatto. Ha portato così tanto rancore nei suoi confronti... che non lo perdonò mai. L'unico di cui si fidava era il re, al quale raccontò la verità e, sorprendentemente, gli credette. Ma il suo potere era nullo comparato a quello della regina, così fu costretto a non fare nulla >>

<< o scelse di non fare nullo >> dico guardando il cappellaio

<< non mi permetto di giudicare le azioni del mio re, signorina. Ad ogni modo, essere salvato dallo stregatto fu un'immensa fortuna per lui. Ma il pericolo doveva cessare di esistere. Per sempre. Lo stregatto si dissolse e andò dalle due ragazze in pericolo. La regina doveva essere fermata. Prese il pugnale d'argento e l'accoltellò da dietro facendola cadere in una pozza di sangue. L'evaso si affrettò a portare in salvo le due fanciulle ancora terrorizzate. Fece male. La regina non era ancora stata sconfitta. Prima di morire fece un profondo taglio nell'addome del ragazzo trascinandolo, con sé giù dal dirupo lì vicino. I loro corpi non vennero mai ritrovati e tutti tornarono alla vita di sempre. Ma molti rimasero profondamente segnati da quell'accaduto, anche il re stesso. E questa era la storia del famoso stregatto >>

<< ma, aspetta, se lo stregatto è vivo vuol dire che si è salvato! è per questo che il re non vuole farmi uscire dalla città, perché sono l'unica che lo ha visto, vero? >> dico mentre il cappellaio annuisce in risposta. Mi alzo di scatto

<< devo andare, grazie mille, cappellaio!!! >> dico correndo via. 'Forse so dove trovarlo! '

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