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Capitolo 4.

"Incredibile, sei riuscito a perderti!"
"Non mi sono perso! E smettila di dirlo, so benissimo dove stiamo andando!"
"Ah davvero? E perché mi sembra di aver visto quella roccia almeno altre tre volte?"
Mi fermo e sbuffo irritato.
Stupido bosco e stupide mappe.
Non si capisce proprio niente.
Giro e rigiro la carina tra le mani, mentre Zoroark si siede a terra, fissandomi con i suoi occhi azzurri.
"Ammettilo, ti serve aiuto."
Sbuffo di nuovo.
A volte vorrei davvero non poter capire quello che dicono i pokemon, soprattutto quello che dice Zoroark.
"Come se tu sapessi leggere le cartine."
"Quello no, ma sono un pokemon e ho un naso. Il mio fiuto è più affidabile di quelle cose cartacee."
In effetti...
Chiudo la mappa della regione di Unima e la ributto nello zainetto, per poi fare un gesto al mio pokemon, per fargli capire di incamminarsi.
"Allora mi mostri la via, vostra altezza."
"Ooh così si ragiona!" esclama Zoroark, alzandosi da terra e iniziando a camminare.
"Guarda che scherzavo."
"Ma come? Mi ci stavo già abituando!"
Ridacchio, mentre lo seguo tra le fitte foglie del sottobosco.
"Sei sicuro che sia giusto di qui?"
Insomma, sembra di essere in una giungla.
E poi, esiste un sentiero, perché dobbiamo inoltrarci tra gli alberi.
"Fidati di me." dice, per poi borbottare "Gli umani."
"Ti ho sentito."



"Accinuzzoli!" esclamano, realizzando un coretto mica male.
Ridacchio, mentre porgo loro il contenitore delle mie medaglie.
Alla fine, dopo la rivelazione della mia identità, i tre ragazzini hanno invitato me e Touya a casa di Toni per una tazza di cioccolata calda, visto che la neve aveva ripreso a scendere.
E Toni non si è di certo fatto indietro.
"La campionessa a casa mia? Questa cosa non mi capiterà mai più nella vita!" aveva detto esuberante, prendendomi per il braccio e conducendomi dove abita.
Io non ho fatto altro che ridere, questi ragazzini mi hanno veramente rallegrata.
Si chiamano Rosa e Nate e, insieme a Toni, hanno iniziato il loro viaggio circa un mese fa, proprio da qui.
Hanno quindici anni e sono proprio dei peperini.
Penso che sia stata Belle a dare loro i pokemon, se non sbaglio me lo aveva accennato l'altra volta.
"Sono proprio belle!" esclama Rosa, sfiorando le medaglie con il dito.
"Già! Ma ora sono diverse, sapete? Alcune palestre non ci sono più e ne sono state aperte di nuove." spiego, per poi prendere un sorso di cioccolata dalla tazza.
"Esattamente! E nella prima palestra c'è uno dei nostri migliori amici!" continua Touya, facendo spalancare le boccucce ai tre amici di fronte a noi.
"Wow!"
"Quindi si può diventare Capopalestra?" chiede Nate, appoggiandosi al tavolo con i gomiti.
Sorrido alla sua domanda.
"Ma certo! Puoi diventare qualsiasi cosa tu voglia: Capopalestra, una star di Pokewood o addirittura campione!"
"Ma questo solo se batterete la signorina qui presente!" spiega Touya, indicandomi con il pollice.
Gli faccio la linguaccia, in tutta risposta.
"Allora mi darò da fare e arriverò a scalare tutta la Lega Pokemon!"
"Anche io!"
"Ehi, vi siete dimenticati di me?" esclama Toni, mettendo il broncio.
Prima che riuscissi a dire qualcosa però, Touya sbatte la mano sul tavolo.
"Eh no, fanciulli belli! Ci sono prima io in fila!" e alza il mento, come se dovesse vantarsi di qualcosa.
La sua affermazione non fa altro che accendere lo spirito di sfida nei ragazzi, che si alzano tutti insieme e attaccano Touya contemporaneamente, facendolo cadere dalla sedia.
Scoppio a ridere vedendolo sommerso da sei mani, intente a fargli il solletico.
"Aaah basta! Touko, aiutami!"
Scuoto la testa, mentre bevo un altro sorso.
"Te la sei cercata!"


La porta del mio ufficio si spalanca d'un tratto, facendomi sobbalzare e facendomi scrivere uno scarabocchio, invece del numero che avevo in testa.
"Signore!"
Sbuffo, imponendomi di non urlare.
"Che cosa c'è, ancora?"
È tutto il giorno che le reclute vanno e vengono dalla mia stanza, cosa che mi urta molto e mi ha perfino causato un'emicrania.
Porto le mani alle tempie, massaggiandole e chiudo gli occhi.
"La macchina è pronta, signore!"
Li riapro immediatamente, lasciando cadere la penna sulla scrivania e scattando in piedi.
Un sorrisetto si forma sulle mie labbra.
"Ottimo. Davvero fantastico."
Mi avvicino al ragazzo, per poi mettergli la mano sulla spalla.
"Fammi strada. Voglio vederla con i miei occhi."



La notte è scesa su Unima già da un bel pezzo.
Siamo rimasti a chiacchierare a casa di Toni per un bel po', del più e del meno, senza nemmeno accorgerci che le tazze fumanti di cioccolata si erano trasformate in una vera e propria cena, preparata dalla mamma del ragazzo.
E la cosa sarebbe andata avanti fino a chissà quando, se non fosse stato per lo sbadiglio di Rosa, che ha provocato poi quelli di tutti noi altri.
Dopo esserci salutati, ci siamo diretti verso il Centro Pokemon di Alisopoli, poiché eravamo troppo stanchi per tornare a casa.
In più, non mi piace viaggiare con il buio, non si sa mai cosa possa accadere.
E quindi, eccomi qui, a dividere l'ennesima stanza con Touya.
Ma tutto sommato, mi sono divertita, insieme a quei tre ragazzini.
Vederli sorridere e con tanta voglia di fare e di vincere negli occhi mi ha ricordato tutte le esperienze che ho fatto nel mio viaggio.
Mi hanno ricordato cosa significa avere fiducia in se stessi e nel futuro.
E mi hanno ricordato il mio obiettivo.
Io voglio tornare alla Lega Pokemon.
È lì che appartengo.
Ma come faccio?
Tornare là dentro significa fare prima un'altra cosa: ritrovarlo.
"Touko?"
La voce di Touya mi libera dai miei pensieri.
"Che c'è?"
"Stai dormendo?"
Guardo il soffitto, con un'espressione impassibile sul volto.
"Ma se ti ho risposto, cretino!" esclamo, lanciandogli uno dei tanti cuscini che l'infermiera Joy ci ha messo a disposizione.
"Ouch! Non c'è bisogno di diventare aggressivi!" risponde, agitando le mani in aria.
Ridacchio divertita, mentre mi alzo sui gomiti per vederlo meglio.
È sdraiato sulla pancia, con le coperte che gli arrivano fino al naso ed è voltato verso di me.
"Che vuoi?"
"Devo dirti una cosa."
"Touya, è quasi l'una di notte..."
"Lo so. Ma devo dirtelo."
Spalanco gli occhi, mettendomi seduta del tutto.
"Mi stai facendo preoccupare."
Sento la sua risatina.
"Non devi. È solo che... beh..."
Un sorriso si forma sulle mie labbra.
"Penso che sia la prima volta che ti sento balbettare, sai?"
Questa volta, tocca a lui a lanciarmi un cuscino, che mi becco in pieno viso.
"Sshhh!" mi intima, mettendosi a sedere anche lui.
"Volevo dirti che... Ehm..." lo vedo grattarsi il collo nervosamente.
È davvero la prima volta che lo vedo così.
"Insomma, quello che devo dirti è..." ci riprova, ma si blocca di nuovo.
"È?" provo a dire, cercando di incoraggiarlo.
"È che io..."
Altra pausa.
"Tu cosa?"
"Io... voglio dormire insieme a te." e lo dice talmente veloce che mi ci vuole un attimo a capire.
Aggrotto le sopracciglia confusa, sbattendo gli occhi un paio di volte.
Lui vuole cosa?
E per quale motivo?
Evito di dare voce ai miei pensieri e mi alzo, raggiungendo il suo letto.
Lui subito torna a stendersi sotto le coperte, lasciando un po' di spazio anche per me.
Una volta accanto a lui, mi volto nella sua direzione e circondo il suo torace con le mie braccia.
Appoggio la testa sul suo petto, sentendo il suo cuore battere forte.
Chissà perché è così agitato.
"Hai fatto un brutto sogno?"
È l'unica cosa che mi viene in mente.
E poi, so come ci si sente e non è per niente bello.
"Io... diciamo di sì." lo sento dire.
Lo stringo più forte, accarezzandogli la schiena con le mie mani, cercando di tranquillizzarlo.
Al contrario, però, sono io quella che si rilassa sempre di più, fino ad arrivare al punto che i miei occhi diventano pesanti e si chiudono, lasciandomi addormentare cullata dal rumore del suo cuore.



Sono un idiota.
Ma uno bello grosso.
L'idiota più idiota di tutti.
Passare del tempo con Touko non fa altro che farmi diventare sempre più vigliacco e codardo.
Maledizione.
Perché non riesco a dirle niente?
Alla fine sono solo due semplici parole.
E perché non me ne sono reso conto prima?
Prima che quello spilungone verde si mettesse in mezzo.
Mi passo una mano sul viso, per poi rimetterla intorno al suo corpo.
Per fortuna è buio e la mia faccia arrossata non si può vedere.
E per fortuna che si è addormentata, così posso guardarla ancora un po', senza che lei mi dica di smetterla o di voltarmi dall'altra parte.
È sempre stata così, determinata e forte all'esterno, ma fragile e sensibile all'interno.
E ne ho avuto la conferma pochi giorni fa.
Vederla tra le lacrime, a pezzi e senza quella solita allegria che le si legge perfino negli occhi è stato come se una morsa d'acciaio mi avesse stretto il cuore.
Lei si merita tutto quello che è buono di questo mondo.
Mi sono promesso che non capiterà più che si senta di nuovo in quel modo.
Io la voglio proteggere.
La stringo di più a me, lasciando un bacio sulla sua fronte.
"Ti proteggerò io, cascasse il mondo." sussurro, per poi chiudere gli occhi e lasciarmi trasportare nel mondo dei sogni.



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*entra Renato Zero*
Il triangolo no! Non lo avevo considerato 🎶
LOL
Bentornatiiii (o benvenuti)!
Ebbene sì, posso finalmente dirlo.
HO FINITO LA SCUOLA! 🎉
E intendo tuuuuutto il liceo muahahah

Ahem.
Passando alla storia, Touya ci svela i suoi sentimenti da cucciolino tenerino cuoricino :3
E Touko, povera ingenua Touko, che crede che anche lui abbia gli incubi.
Poi la scena dei personaggi misteriosi. Forse si riesce già a capire qualcosa, ma in ogni caso, io accetto scommesse e proposte.
Chi sono, secondo voi?
Avete a disposizione l'aiuto da casa. Jk.

Vi ringrazio per seguire la mia storia e spero che vi stia piacendo :3
Al prossimo capitolooooooooo 💕

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