P•R•I•M•O
-...e secondo la tradizione non dobbiamo dormire insieme per tutta la settimana prima delle nozze, e non posso certo mandarlo sul divano, perciò...-
-Ryuuji, se tu mi avessi detto che volevi semplicemente prendere una tregua dal suo russare ti avrei comunque ospitato a casa mia.-
Izumi stava cercando di tranquillizzare l'amico da almeno dieci minuti, ma non c'era nulla da fare: Ryuuji si sentiva in colpa a stare da lei a dormire per ben sette giorni, e ancora di più per aver portato Masaki con sé, consapevole che Hiroto non poteva occuparsene. Ma se avesse saputo quanto avesse reso felice la sua migliore amica a quella notizia, sarebbe rimasto anche di più.
-Sei sicura? Vuoi che faccia io la spesa? Posso andare a prendere Masaki a piedi e possiamo stare fuori fino a cena se...-
-Mido, mi fa piacere che siate qui, non devi preoccuparti. E poi, posso anche andare a prendere io Makkachin, visto che esco prima di te e non devo fare le corse per arrivare a scuola.-
Ryuuji sospirò, posando la testa tra le mani, mentre Izumi gli dava una leggera pacca sulla spalla e lo tranquillizzava per l'ennesima volta, il tutto con il sottofondo dei Pokémon, la cui sigla era stata allegramente cantata da Masaki appena tre minuti prima.
-Scusa, 'zumi, è che sono molto stressato...-
-Lo capisco, non preoccuparti. Manca una settimana al tuo matrimonio, l'ansia è d'obbligo, no? Per quanto riguarda la spesa posso passare io dal supermercato.-
-Zia, zia! Guarda, hanno vinto ancora!-
Izumi spostò lo sguardo verso quello del bimbo e si alzò dal divano per sedersi al suo fianco, mentre Ryuuji sospirava sorridendo.
Tre ore dopo, Ryuuji spense finalmente il computer e decise di andare di sopra a sistemare i documenti. Nel mentre, Izumi spense la TV e Masaki si alzò e esclamava allegramente di avere bisogno del bagno. Izumi gli indicò la porta e si alzò da terra, appoggiando il telecomando sul mobile e facendo per sedersi sul divano, quando un particolare attirò la sua attenzione: era un cofanetto rosso, su cui vi era inciso il simbolo di una marca che non riconosceva, e Izumi giurava di non averlo mai visto prima. Che l'avesse dimenticato Maya il giorno precedente? Izumi bocciò l'idea: perché mai avrebbe dovuto appoggiarla di fianco alla TV, in mezzo ai CD dei Tokio Hotel che "non poteva credere che fossero ancora di moda"? E poi era di una marca troppo poco conosciuta per essere finita tra le mani di Maya. Magari era invece di suo fratello, era possibile che l'avesse dimenticata lì.
-Hai poi chiamato Marghe, dopo la partita di venerdì?-
Izumi sobbalzò, e si riprese, andandosi a sedere sul divano proprio mentre Masaki tornava dal bagno.
-Si, ha detto che domani viene a prendermi e andiamo a fare un giro in centro. Ce la fai a portare a scuola Masaki?-
-Per portarlo non c'è problema, e per quanto riguarda l'andarlo a prendere ho chiamato Hiro e ci pensa lui. Ce lo riporta dopo mangiato.-
Ryuuji scese di nuovo in salotto, e si diresse in cucina per prendere i biscotti. Fu allora che Masaki, sedendosi di fianco a Izumi, le fece una domanda che probabilmente gli ronzava in testa da un po':
-Zia?-
-Mh?-
Disse Izumi, portandosi il thè alla bocca:
-Ma tu sei lesbica?-
Izumi sputacchiò il thè e tossì tre o quattro volte, mentre cercava di ignorare il rumore di oggetti che cadevano proveniente dalla cucina.
-No ma... Cosa te lo fa pensare?-
Domandò Izumi, dopo che si fu calmata, quando riprese a respirare. Ryuuji apparve poco dopo con i biscotti e non aprì bocca se non per mangiarne uno, completamente a disagio.
-Beh, lo zio Ichi abita da un amico di papà, la tua amica strana abita con il pirata e zio Haru con Suzu. Stanno tutti con un maschio, ma tu non stai con nessuno.-
Izumi ingoiò il boccone e cercò di appuntarsi in mente "amica strana", giusto per avere qualcosa con cui ribattere alle provocazioni di Maya. Intanto, però, era molto occupata con il cercare una risposta da dare al bambino che in quell'esatto momento stava venendo fulminato dal proprio padre.
-Oh, ecco, no. Solo non sto con nessun ragazzo, insomma, non più. Ma mi piacciono i maschi, sì.-
Snocciolò velocemente Izumi, grattandosi la nuca per l'imbarazzo, e portandosi la tazza alle labbra, cercando di cambiare discorso.
-Ma ehi, in fondo neanche tu hai ancora qualcuno, no?-
Masaki rise.
-Ma io sono piccolo!-
-Mi stai dando della vecchia, Makkachin?-
Masaki sbiancò, scosse la testa e, scusandosi, iniziò ad elogiare la donna, il tutto nascondendosi dietro al bicchiere di latte freddo. Izumi rise alla scena, e si finse offesa per i seguenti dieci minuti, facendo dannare il povero Masaki ormai sull'orlo delle lacrime. A quella scena, Izumi lo prese in braccio e lo strinse forte tra le braccia:
-Stavo scherzando Makkachin!-
-I-io non volevo dirti che sei ve-vecchia!-
-Lo so tesoro, non ti preoccupare.-
Lo rassicurò Izumi, accarezzandogli i capelli e trattenendo una risata. Ryuuji sorrise alla scena e scattò una foto con il cellulare, mentre Izumi si risedeva sul divano, con ancora Masaki tra le braccia, e si disfava la treccia sfatta, chiedendo al piccolo di rifargliela. Masaki, asciugandosi gli occhi e scacciando le ultime lacrime, scosse la testa.
-Stai molto bene così, zia.-
Izumi sentì il cuore sciogliersi e, non senza un po' di rammarico, lasciò i capelli sciolti.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro