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23. Mettigli le mutande


Come c'era d'aspettarsi, presto la pioggia iniziò a venire giù in una violenta tempesta. Nonostante avesse chiuso la finestra, Xia Yao poteva comunque sentire il frastuono provenire dall'esterno. Pesanti gocce d'acqua colpivano il davanzale fino al punto da far sentire le farfalle nello stomaco a Xia Yao, quasi come se fossero piccole, brillanti scintille volanti.

[Pipì d'unicorno, non c'è dubbio.]

Si avvicinò alla finestra guardando furiosamente fuori.

Se si fosse trattato di semplice pioggia sarebbe stato semplice ma in quel caso il vento ruggiva e una vera e proprio tempesta era in atto. L'ombrello che Yuan Zong reggeva era stato così deformato che a malapena se ne poteva ricavare la forma originaria.

«Entra in macchina, dannazione!» ruggì infuriato Xia Yao.

Ciononostante, non solo non riuscì a scacciare Yuan Zong ma finì anche per attirare l'attenzione di sua madre.

«Che succede, figliolo?»

Xia Yao cercò di calmare il respiro e disse rivolto alla porta: «nulla, tutto okay.»

«I fulmini sono impressionanti, chiudi bene la finestra.»

«Va bene.»

Detto ciò, Xia Yao non chiuse la finestra ma l'aprì con forza.

«Entra!»

Yuan Zong si infilò nella sua stanza in un battito di ciglia e Xia Yao non ebbe alcun dubbio che l'espressione che aveva sul viso fosse solo una maschera impassibile sotto la quale si nascondeva un ghigno divertito.

Xia Yao gli chiese di farsi una doccia dato che Yuan Zong era completamente fradicio. Poi prese un pigiama oversize dall'armadio a muro e glielo diede.

Entrato nel bagno, Yuan Zong prese nota dei numerosi prodotti per la cura della pelle di Xia Yao. Non poté evitare di emettere un lungo sospiro. Davvero gli piaceva spalmarsi tutta quella roba addosso?

Finita la doccia, tornò in camere e trovò Xia Yao intento ad appendere i suoi abiti bagnati per farli asciugare.

«Le tue mutande sono troppo piccole, non mi vanno» gli disse Yuan Zong.

Xia Yao divenne viola.

«Figlio di puttana, chi ti ha detto di mettertele?»

«Le ho viste nel bagno, quindi le ho indossate» replicò l'uomo con espressione impassibile.

Xia Yao gli lanciò uno sguardo tagliente e glaciale.

Yuan Zong infilò una mano sotto il bordo dei boxer e con tono provocante disse: «O... dovrei togliermele ora?»

«Non ce n'è bisogno!» lo interruppe Xia Yao per poi dirigersi con un'espressione frustrata verso la scrivania.

Aprì un cassetto e ne tirò fuori la casetta di legno.

«Ricordi cosa mi hai detto qualche giorno fa?»

«Cosa?»

Xia Yao replicò quietamente a disagio. «Se ti avessi sorriso, gli avresti creato l'intimo.» Poi tirò fuori la statuina.

Vedendo ciò, Yuan Zong non poté evitare di sorridere lievemente.

L'espressione di Xia Yao si incupì. «Che hai da sorridere?»

In verità, nessuno sarebbe riuscito a restare serio vedendo quel che Xia Yao aveva fatto alla statuina. Il "piccolo Xia Yao" e il sedere della bambolina erano stati dipinti di nero, per non parlare del fatto che quella zona era coperta da una sorta di sostanza flaccida e divertente. Era come se Xia Yao avesse cercato di fare tutti gli sforzi possibili per dotare la statuina di mutande e le sue mani pasticcione avevano creato quella situazione.

Yuan Zong schioccò le labbra e rispose impassibile: «sarà più difficile adesso, non te la caverai con un semplice sorriso.»

«Non posso darti un dito che ti prendi tutto il braccio!» Xia Yao strizzò gli occhi e guardò male Yuan Zong. «Quello che ti ho detto per fartela aggiustare dovrebbe essere già abbastanza! Riparala, oppure riprenditela!»

Yuan Zong abbassò leggermente il capo per dare un'occhiata a Xia Yao. «Okay, lo farò.»

Solo allora Xia Yao mostrò un sorriso felice.

Mentre la pioggia continuava a cadere all'esterno, in casa due figure se ne stavano sedute accanto la finestra. Xia Yao era seduto accanto Yuan Zong e ascoltava il rumore della pioggia e il martellio e il raspio dovuti alla statuina. Si sentiva un po' indispettito. Perché lui con un martello in mano era così inutile mentre Yuan Zong sembrava rendere il duro materiale roccioso come morbido fango con solo un piccolo coltellino.

«La forza non arriva dal colpetto ma dalla mano» disse Yuan Zong.

Hmph... Xia Yao grugnì frigidamente.

Innegabilmente, Xia Yao non poteva evitare di guardare affascinato le grandi mani di Yuan Zong che erano in grado di fare lavori così delicati nonostante il loro aspetto ruvido e rozzo. Il coltello, tenuto da dita abili, era mosso con grazia e accuratezza. In un secondo, la parte eretta tra le gambe della statuina sparì e al suo posto comparve una piccola collinetta.

Non c'era una precisa idea dietro il lavoro di Yuan Zong ma una volta che ebbe aggiunto l'intimo, la statuina non sembrò solo "decente" ma, in uno strano contrasto, anche più seducente. Si diceva che la completa nudità attirasse le persone ma che il vedo non vedo fosse molto più intrigante. Le mani di Yuan Zong avevano perfettamente incarnato quel detto.

[Non so voi, ma io mi sto immaginando Ken di Barbie versione cinese]

Xia Yao, pensando fosse ancora sconveniente, gli disse: «Fai dei pantaloni più lunghi.»

Yuan Zong inarcò un sopracciglio e gettò un'occhiata a Xia Yao. «Non posso, non ho abbastanza materiale.»

«L'hai fatto sicuramente di proposito.»

Yuan Zong si leccò lentamente le labbra. «Ho seguito le tue richieste, no? Gli ho fatto delle mutande. Tu non hai specificato cosa volevi, così gli ho dato un'aria da puttanella, quindi non prendertela con me per inadempienza.»

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