Giugno
Oggi si torna a casa, sono passati due giorni dalla mia dichiarazione e dal casino che ha combinato Dominique.
Non credevo che il rimprovero di Rose avrebbe sorbito qualche effetto invece il giorno dopo molti si sono venuti a scusare con me e nessuno ha più detto nulla.
Oltre tutto a colazione sono arrivate due strillettere, una per Dominique dal padre in cui si dichiarava estremamente deluso dalla figlia per poi scusarsi con me e la seconda per Lily dalla madre, non avevo mai sentito una strillettera urlare tanto, è stato davvero un brutto spettacolo a cui assistere.
MI sentivo abbastanza in difficoltà. Alla fine sono state sgridate per colpa mia e la cosa non mi piaceva neanche un po'.
Pensavo che fosse stata la preside ad avvertire i signori Weasley ed i Potter invece ho scoperto da Albus che subito dopo il pranzo suo fratello James ha scritto a sua madre chiedendole di spiegare agli zii cos'è successo o di fargli leggere la lettera in cui ha spiegato tutto dettagliatamente.
Quel che mi lascia più confuso di tutto questo è il comportamento di Rose, in questi giorni mi ha completamente evitato, ogni volta che provavo ad avvicinarmi se n'è andata via oppure trovava impegno improvviso.
Mi sento più ferito dal suo comportamento che da quello che hanno fatto o detto le sue cugine, ho provato a parlarne con Albus ma lui mi ha dato solo risposte evasive.
Ho appena chiuso il mio baule con le ultime cose che non potevo mettere ieri sera perché mi sarebbero servite stamani, non sono ancora pronto a tornare a casa eppure afferro il baule e mi dirigo al treno al fianco di Albus.
Cerco tra la folla la testa rossa che mi interessa ma riesco a vedere solo tutti i Weasley tranne quella che mi interessa trovare.
" Merlino, questa situazione inizia ad innervosirmi davvero. Dove cavolo si è cacciata! "
<< Non la troverai in mezzo alla folla. Rose detesta il caos della stazione, sono sicuro che sia già montata sul treno. Sarà seduta comodamente nella carrozza che occupano tutti gli anni i miei cugini >> è Albus a parlare.
<< Quindi se mi sbrigo posso anche beccarla da sola ed incastrarla >> mollo il baule su quello che lievita di Albus << Lo so, ti devo un favore, portami te il baule io devo correre prima che tutti arrivino. Se va bene ci vediamo a Londra altrimenti ti raggiungo nella carrozza che occupiamo di solito >>
Inizio a correre e scoppio a ridere alla risposta di Albus << Guarda che mi devi più di un favore ormai! >>
Faccio lo slalom tra tutti gli alunni che si trascinano dietro il proprio baule chiacchierando amichevolmente con i loro compagni. Superata la folla la corsa fino al treno è breve, mi dirigo velocemente verso la carrozza che so essere quella che mi interessa.
La porta è chiusa, riprendo un attimo fiato, la apro e, come previsto da Albus, trovo Rose seduta sul sedile accanto al finestrino, è seduta a gambe incrociate ed è concentrata sul libro che sta leggendo, è così concentrata che non si accorge nemmeno della porta che si è aperta e della mia presenza.
I raggi del sole le colpiscono la lunga chioma rossa fuoco, che le contorna il viso, e le crea tante sfumature sia di rosso che di biondo, sembrano davvero le fiamme del fuoco, hanno gli stessi colori.
<< Ehm ehm... >> paleso la mia presenza.
Quando si volta verso di me chiudo la porta dalla cabina con calma mentre vedo la sua espressione di sorpresa tramutarsi in una di preoccupazione.
<< Mi stai evitando >> dico diretto mentre sigillo la porta ed insonorizzo la cabina.
<< No che non lo sto facendo >>
<< Rose... Perché devi dire una stronzata quando è palese che mi stai evitando. Sono tre giorni che cerco di parlarti e sono tre giorni che sparisci appena mi vedi, impegni improrogabili saltano fuori proprio quando spunto fuori io. Per me questo è evitare una persona e ti lascerei anche in pace se solo riuscissi a capire cosa ti ho fatto, perché hai deciso di ignorarmi tutto ad un tratto? >>
Sospira poggiando il libro al suo fianco per poi alzarsi così da ritrovarci uno di fronte all'altro.
<< Non hai fatto proprio nulla Scorpius. Non sei sempre te il problema, qui sono io il problema, pensavo di poter gestire questa situazione ma non è così, mi sbagliavo >>
<< Io... Non capisco, su cos'è che ti sbagliavi? Cos'è che non riesci a gestire? Pensavo che fossimo amici, cosa c'è di difficile in questo >>
<< Niente, non c'è niente di difficile nel esserti amica, sei una splendida persona ed è facile volerti bene o capirti >>
<< Se hai qualche problema puoi parlarmene lo sai... >>
Scuote la testa << Non devi preoccuparti per niente, sono solo sciocchezze >> dice facendomi un sorriso tirato, che non arriva per niente agli occhi << Che ne dici se passiamo il viaggio insieme? Tanto so che hai chiuso ed insonorizzato la carrozza. Siamo partiti e se non fosse stato per lo spostamento del treno non me ne sarei neanche accorta >>
<< Volevo solo essere sicuro che questa volta non mi scappassi >>
<< Hai fatto bene, vieni sediamoci, non vorrai passare tutto il viaggio in piedi, vero? >>
Prende il libro e con la bacchetta lo fa sparire, suppongo che l'abbia spedito nel suo baulem vicino alla porta del treno per salire e scendere. Si sistema nuovamente vicino al finestrino con le gambe rannicchiate contro sé stessa.
Non mi sono ancora mosso ma, quando alza lo sguardo su di me, mi avvicino a lei sedendomi al suo fianco, continuo a guardarla mentre si sporge un po' per appoggiarsi contro la mia spalla e sospirare piano.
Se il silenzio nell'abitacolo non fosse stato così assordante non l'avrei neanche sentita.
" Cosa stai combinando questa volta? Possibile che io non riesca mai a capirti? Perché riesci a capirmi solo guardandomi mentre per mee sei un rebus complicatissimo ed un mistero continuo? "
Restiamo in silenzio per tutto il viaggio, non so se anche lei ha la mente invasa da tanti interrogativi come me però ad un certo punto visto che si è irrigidita mi è venuto spontaneo mettermi ad accarezzale i capelli nell'intento di rilassarla, cosa in cui dopo poco sono riuscito.
<< Siamo arrivati >>
Quando parla rivolgo lo sguardo prima su di lei e poi al finestrino in cui si vede l'inizio della stazione, nel giro di uno o due minuti il treno si fermerà e tutti gli studenti torneranno a casa propria con i loro familiari.
<< Prometto che ti scriverò presto. Tu vedi di fare lo stesso ok? >> dico lasciandola andare e provando ad alleggerire l'aria che improvvisamente mi sembra così pesante.
<< Sei un serpeverde eppure sei così ingenuo, davvero non te ne rendi conto... >> ha lo sguardo serio mentre lo dice, con la bacchetta in mano apre la porta avviandocisi.
<< Cosa? >> domando stupito fermandola per un polso.
<< Non sottovalutarti ma, soprattutto, apri gli occhi Scorpius. Dominique è una stronza, ma non è l'unica ragazza al mondo, so che non te ne accorgi neanche, ma ci sono molte altre ragazze che vorrebbero essere notate da te >> mentre parla non si gira neanche.
<< Non dire stupidaggini solo per tirarmi su di morale Rose, non ce n'è bisogno >>
Si gira di poco strattonando il braccio dalla mia presa, il treno si ferma e posso sentire perfettamente tutti gli studenti che scendono.
<< Io non dico stupidaggini, tanto meno per consolarti. Se non fossi stato così accecato da mia cugina adesso ti saresti già accorto da un pezzo che ho ragione, potresti avere di meglio, qualcuna che ti voglia davvero per quello che sei. Peccato che per te, Dominique, resterà sempre la sola >> torna il silenzio perché sono così sorpreso che non so cosa dire << Non scrivermi questa esteta, perché io non lo farò. Passa delle buone vacanze Malfoy >>
Mentre la sento parlare sono sempre più scioccato, non mi aspettavo di sentirla dirmi certe cose ma soprattutto non mi aspettavo di venir sopraffatto così da un'ondata di panico e dolore, è come se mi avessero lanciato un pietrificus totale, sembro una statua.
Il mio cervello è così impegnato nell'elaborare le parole di Rose e cercare di trovare una spiegazione a tutto questo che non mi accorgo neanche del momento in cui va via.
" Malfoy...
" Perché? Cosa cavolo è successo? Com'è successo? Com'è che non mi sono neanche accorto che la situazione stesse degenerando così tanto? Possibile che mi sbagli sempre su tutto? "
Inizio a muovermi senza capire bene cosa sto facendo, scendo dal treno, sono uno degli ultimi o l'ultimo, vedo i miei genitori che hanno già recuperato il mio baule e mi stanno aspettando nel solito punto ed infine vedo tutti gli Weasley-Potter, Rose è tra le braccia della madre che le bisbiglia qualcosa.
Hermione Granger in Weasley alza lo sguardo verso di me una volta che la figlia ha finito di dirle qualcosa, mi fa un piccolo sorriso, dice qualcosa di veloce al marito e poi tornando a guardarmi si smaterializza con Rose tra le braccia.
" Questa fa male, ha fatto molto più male di quando ero piccolo e mi sono accorto che tutti mi giudicavano per il mio cognome, molto più di quando Dominique ha riso dei miei sentimenti ed infinitamente di più del momento in cui mi sono reso conto di essere stato la burla dell'intera scuola.
Quello che sento ora pensavo che l'avrei sentito quando sono stato respinto da Dominique invece il senso di abbandono, angoscia e depressione lo sento solo ora. È stata Rose ha farmelo provare, ma non riesco a capire perché "
I miei genitori si avvicinano a me, la preoccupazione di mamma è subito palese, quando sta per parlare è papà che l'anticipa.
<< Va tutto bene Scorpius? >> anche lui è in ansia, non lo si capisce dalla sua espressione ma per chi lo conosce bene è palese da quella leggera inclinazione nella sua voce.
Lo guardo e prima di rispondergli ci devo pensare un attimo, alla fine quando parlo la mia voce è solo un sussurro, se parlassi a voce più alta ho come l'impressione che mi spezzerei.
<< Non lo so, non ne sono sicuro, ma credo proprio di no... >>
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