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⚜ii⚜

"Ora vada a lavorare Mr. Kim. Qui c'è il suo primo incarico. Lo finisca entro stasera."

"Sì, signore."

Taehyung prese velocemente i fogli che gli porgeva il suo capo e li guardò.

Le sue mani tremavano e sudavano per l'ansia che aveva avuto quel giorno.

Mai in vita sua avrebbe pensato che, un giorno, sarebbe diventato il segretario di Jeon Jungkook, possessore ed erede degli Hotel Jeon.

Qualsiasi persona sarebbe morta, pur di essere al suo posto in quel momento.

Non solo perché la paga era parecchio alta, ma anche perché Jungkook era spaventosamente attraente.

Persino i ragazzi eterosessuali non avrebbero potuto dire il contrario.

Era un dato di fatto che lui fosse uno degli uomini più attraenti mai visti nella storia del business.

"Mr. Kim, si metta a lavorare immediatamente." Disse Jungkook, digitando furiosamente al computer.

"M-mi scusi, signore."

Taehyung tirò fuori il suo computer personale e iniziò a trascrivere tutte le informazioni necessarie per l'incontro che si sarebbe tenuto il giorno successivo a New York. Tutto, sulla sua postazione, era sistemato in modo ordinato, con materiale nero e lucido. La sua scrivania era un po' lontana da quella di Jungkook ma era in una posizione perfetta per guardarlo di nascosto.

Lanciava uno sguardo di sottecchi a Jungkook ogni secondo, per poter ammirare le sue espressioni facciali.

Santissimo Iddio. Sembra una divinità.

Taehyung sentiva che per lui sarebbe stato impossibile riuscire a trattenere i propri pensieri, nell'ammirare il suo profilo e le sue sopracciglia così perfette, ed era talmente frustrato da poter sentire le sue mani contrarsi ogni secondo. Jungkook mantenne un viso serio tutto il tempo che lavorava, e Taehyung non poté che trovarlo più affascinante che mai.

Diventerei volentieri una troietta, per lui.

Successe che poi, essendosi perso nell'ammirare Jungkook, i due fecero contatto visivo.

Taehyung distolse rapidamente lo sguardo e tornò a scrivere, sperando di non venire ripreso ancora ma, con suo grande stupore, Jungkook non disse una parola e si limitò a guardarlo attentamente, prima di rimettersi a lavorare.

Ci sono andato dannatamente vicino.



>Il giorno dopo


"Ha il foglio con le informazioni che le ho detto di preparare ieri?" Chiese Jungkook, sistemandosi la cravatta davanti allo specchio.

"Sì, signore." Taehyung gli porse il foglio.

"E lo ha controllato?" Chiese.

Cazzo, non l'ho fatto.

"S-sì, signore."

Jungkook lo fissò per un qualche secondo e poi procedette.

"Verrà con me all'incontro di oggi." Annunciò Jungkook, stringendosi ulteriormente la cravatta nera.

"Oh okay."

"Cos'è questo atteggiamento?" Domandò l'altro, severamente.

Taehyung tremò.
"Uh- mi scusi, signore. Sarò più che felice di partecipare al Suo incontro."

>>>>>>>>>

Nonostante la Sede Principale Jeon si trovasse a San Francisco, i due ragazzi dovettero prendere un volo di sei ore per andare a New York.

Taehyung dovette svegliarsi alle 4 di mattina, quel giorno, per finire di stampare tutti i documenti necessari per tutte le persone che avrebbero partecipato all'incontro. Erano ormai le 6 di mattina, ed in appena trenta minuti avrebbero dovuto prendere il volo.

"Questo è il mio jet privato. Verrà con me ogni volta che lo dovrò prendere. Verrà con me anche ad ogni incontro a cui sarò invitato o che organizzerò. Capito?"

"Sì, Mr. Jeon."

"Mr. Jeon, il volo 209 per New York è pronto per Lei, signore." Un uomo in uniforme nera si avvicinò ai due.

"Okay, andiamo."

Taehyung annuì in risposta, seguendo rapidamente il suo capo.

Il volo per New York fu rilassante e tranquillo. Quel tipo di jet era qualcosa che non aveva mai avuto occasione di vedere prima d'allora. Dagli interni lussuosamente decorati, agli assistenti di volo fantastici, Taehyung poté ottenere le ore di sonno che aveva perso quella mattina e caricarsi di energia per la giornata, gustando i dolci che venivano loro serviti.

Quando atterrarono, i due non sprecarono tempo e si diressero immediatamente verso il luogo dell'incontro.

"Attenderà all'incontro assieme a me, e si siederà al mio fianco. Passerà a me e a tutti gli altri partecipanti alla riunione i documenti che ha stampato stamane. Si impegnerà anche a prendere appunti su chi sta ascoltando e chi no. Capito?" Spiegò Jungkook, dirigendosi verso il palazzo dove si sarebbe tenuta la riunione.

"S-sì, signore." Disse affaticato Taehyung cercando di stare al passo dell'altro. Camminando a passo svelto verso la stanza, iniziò a tirare fuori i fascicoli dalla borsa. Non vide dove stava andando ed inciampò, sbattendo contro la schiena di Jungkook.

"Ow!"
Esclamò.

Jungkook si girò.
"Fai attenzione a dove stai andando. Non siamo in un parco divertimenti."

Perché cazzo è così cattivo?

"Mi dispiace." Disse Taehyung, massaggiandosi la fronte.

Il piano era pieno di persone in uniformi nere. Taehyung esitò prima di entrare, ma Jungkook fece il suo ingresso nella stanza con sicurezza.

"Mi dispiace sono in ritardo. Ora iniziamo la riunione." Alzò la voce, attirando così l'attenzione degli altri uomini. L'aula divenne immediatamente silenziosa, e Taehyung si sentì in soggezione nel sedersi vicino a Jungkook davanti a tutti quelli sguardi. Stavano andando così veloci che Taehyung temette di non poter stare al passo.

Passò i file che aveva stampato a tutte le persone presenti, dandone uno anche a Jungkook.

Spero di non aver fatto errori.
Pregò, stringendosi le gambe con le mani.

"Gli hotel Jeon hanno ricevuto più di 20 milioni di ospiti quest'anno, il 2016. Con un incremento di vendite del 18% ed un aumento dei benefici della compagnia del 27%. Ho deciso di farmi conoscere anche in altri stati, come Hong Kong, il Giappone, gli Stati Uniti e, ovviamente, alcuni stati Europei."
Spiegò Jungkook, leggendo i fogli. Girò pagina e continuò.

Madonnina menomale, sta andando tutto bene.

"Mentre questo progetto si espande internazionalmente, noi potremmo chiaramente rischiare di avere qualche debito, ma al fine di evitare ciò, abbiamo già chiesto ad alcune agenzie di sponsorizzarci, sostenerci ed aiutarci in tal caso. Il franchise sarà del 20.5% e i nostri sponsor avranno il 99.hoe% per-"

Jungkook smise di parlare.

Taehyung spalancò gli occhi e guardò il documento.

Oh cazzo, una cosa del genere non può essere possibile in questo cazzo di universo bastardo.

Sul foglio, sotto la parte degli sponsor vide scritto "99.hoe%"

Taehyung deglutì, non osando girarsi verso Jungkook. Sentì il suo sguardo ardente puntarglisi sulla nuca ed, in quel momento, seppe che quel suo errore sarebbe stato la fine di tutto.

"Mr. Jeon, qual è il significato di 99.hoe%?" Domandò un uomo seduto di fronte a lui.

"È uno scherzo?" Lo derise un altro, tossendo nel frattempo.

"Cosa stava pensando mentre lo scriveva?"

Jungkook si schiarì la voce, ristabilendo la calma.
"Chiedo scusa per il ridicolo errore che ho fatto. Sarebbe dovuto essere 99.5%."

Il respiro di Taehyung divenne più corto.
Sono morto. Sono fottutamente morto!!

Probabilmente aveva scritto "hoe" (troia in inglese) il giorno prima, mentre si era incantato a fissare Jungkook, fantasticando sulla sua figura da dio. Il più grande errore che avrebbe mai potuto fare era stato commesso il giorno del suo primo incontro.

Mi licenzierà. Mi licenzierà. Mi licenzierà.

Jungkook poggiò sul tavolo il plico di documenti ed afferrò il braccio di Taehyung, che fece una strana espressione reagendo al dolore improvviso.
"Vi prego di scusarci per un momento."
Trascinò forzatamente l'altro fuori dalla stanza, per poi sbatterlo contro il muro nonappena usciti dal campo visivo degli altri.

"Cosa cazzo credi di fare?" Abbassò la voce di molto, facendo tremare Taehyung.

"M-mi d-dis-dispiace s-signore. Non n-ne avevo i-intenzione, e-era un errore e i-io-"

"Perché cazzo non hai controllato?" Strinse i denti con rabbia, fissandolo con uno sguardo pungente.

Taehyung era ad un passo dal pisciarsi addosso.

"Mi hai umiliato davanti a 30 persone che supportano la mia azienda, Kim Taehyung." Jungkook afferrò le guance di Taehyung.

"M-mi l-licenzi s-signore." Disse Taehyung con le labbra schiacciate.

Jungkook rise acidamente, per poi aumentare la presa sulle guance dell'altro.

Cazzo, mi sta facendo male!

"Pensi che te la lascerò passare così facilmente? Ti darò una punizione talmente dura da farti rimanere traumatizzato dal fare errori del genere." Jungkook lo fissò.

L'altro deglutì.

"Hai capito?"

"S-Sì, signore."

Taehyung era sicuro di essersi pisciato adosso.



N/T: Nelle ultime righe al posto del Lei ho usato il tu, più che altro per sottolineare ulteriormente il fatto che Jungkook abbia completamente perso la pazienza. Qualora qualcuno non fosse d'accordo con questa mia scelta, me lo faccia sapere e, al massimo, modificherò questa cosa!

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