Capitolo 17
Io che non programmo niente nella mia vita una cosa la vorrei programmare... Il mio funerale.
Io sono quella delle vacanze last centesimo di secondo, quella che all'improvviso dice "usciamo, andiamo da qualche parte?", indipendentemente dall'orario in cui mi trovo.
Insomma vivo ogni giorno improvvisando. Certo, purtroppo, alcune cose sono necessariamente programmate, come il lavoro, ma se posso, anche in quel caso, non programmo nulla...
Questo mio aspetto mi porta, ogni tanto, allo scontro con mio marito che, al contrario di me, vorrebbe sempre tutto pianificato.
In un viaggio di ritorno dalla Puglia, gli proposi di fermarci a Rimini o comunque più o meno a metà strada, cosi per fare una gita fuori porta... un'ora di discussione dove, credo, che la frase "tu sei matta" sia stata ripetuta una quindicina di volte. Non c'è stato verso di farlo capitolare... conclusione sua "ci fermeremo la prossima volta che affronteremo il viaggio, programmando la fermata" grrrrr
Va beh, d'altronde non posso aspettarmi che mi seguano tutti nella mia innata follia...
Questo è per te Claudio...il mio funerale non deve essere comune e triste.
Ho sempre affermato che mi sarei sposata con un abito principesco ma di colore nero... il mio colore preferito, anche se poi il nero non è un colore ma sono tutti i colori insieme, ovviamente capitolai al bianco altrimenti, in chiesa, non mi avrebbero fatto entrare.
Al contrario, al mio funerale, tutti dovranno indossare abiti colorati o bianchi perché non voglio tristezza quel giorno. Sì, entra in gioco la mia innata presunzione che da per scontato che qualcuno possa essere triste quel giorno, beh se non lo saranno gli verrà meglio vestirsi a festa.
Non voglio un sermone noioso dove si dica quanto fossi stata una brava moglie, mamma integerrima e nonna saggia, dove le porte del paradiso si apriranno per accogliermi fra le anime dei defunti in attesa del giorno in cui il Signore riunirà tutti... Insomma non voglio la classica funzione funebre.
Partendo dal fatto che vorrei essere cremata, mi piacerebbe che l'ultimo saluto mi sia dato sulla spiaggia. Le mie ceneri devono risiedere in una scatola di cartone. Come dicevo tutti devono essere vestiti a festa, nessuno in nero!
Lo strumento che, in quel momento, si userà per riprodurre la musica , dovrà trasmette solo musiche allegre. Se accadesse oggi direi che vorrei "Occidentalis Karma", "L'esercito del Selfi" , "Mira Sofia" e via discorrendo.
Se qualcuno vorrà parlare di me dovrà essere sincero, dovrà dire realmente chi fossi stata in vita, pregi e difetti. Credo che vorrei la mia amica Nadia a raccontare di me, lei è una persona schietta e sincera, e mia sorella Rosa perché in fondo credo che veniamo dallo stesso pianeta e mi conosce bene in tutta la mia pazzia.
Mio marito e miei figli li lascio fuori da questa incombenza, sarebbero troppo coinvolti.
Un falò acceso e sul comparire della luna e delle prime stelle si dovrà aprire la scatola di cartone e lasciar volare via le miei ceneri, affinchè giungano al mare.
Poi tutti a cena al ristorante, pago io.
Vorrei che rimanesse un ricordo della voglia di vivere e di far casino che, in qualche modo, mi contraddistingue. Io poi tanto sarò lì ad osservare anche se, probabilmente, mi domanderò chi è tutta quella gente in festa, visto che nell'al di là mi avranno sparaflashato.
Credo che nel momento in cui si muore, il corpo rimanga un involucro vuoto, il contenitore che trattiene l'anima (o energia vitale, o aurea, o quello che volete) fino a che può. Quell'involucro è ciò che rimane di noi come ricordo visivo, nelle foto, nei ritratti, nei filmati, ma niente altro...
Per questo la mia scelta di farmi cremare...
Quello che vorrei è che, dopo la mia morte, quando anche le foto non possono far tornare alla memoria il ricordo, qualcuno possa ricordare ciò che la mia anima ha seminato in questa vita terrena...
Magari ci saranno,un giorno, due amiche al bar che bevono un caffè parlando di loro, della loro giornata e, improvvisamente, una dice all'altra "Tu sei come Alda Merini..." e l'amica sa chi è Alda Merini, non sa se era grassa o magra, bionda o mora, vecchia o giovane... però sa chi era Alda Merini veramente!
Questo è ciò che vorrei riuscire a fare nei prossimi anni... lasciare un ricordo di me che non sia visivo, ma che vada al di la dei sensi effimeri.
Essere ricordati per ciò che si è dato come contributo in questa vita sia, esso, un contributo monumentale come quello dei grandi della storia, vedi Maria Teresa di Calcutta o Leonardo Da vinci o Michelangelo, o un contributo che viene trasmesso di generazione in generazione, con insegnamenti pregni di etica e di morale come quelli dei nonni, dei bisnonni etc..
Perché in fondo ognuno di noi è nulla nel mezzo del miliardo di persone ma è unico e raro nel proprio percorso di incontri... ognuno di noi lascia la propria impronta nella memoria di chi resta e di chi ha toccato, anche solo per un istante.
Grazie per aver avuto la costanza e la pazienza di arrivare fino in fondo a questo mio piccolo compendio e spero di essere riuscita nell'intento di farvi sorridere ma, al contempo, riflettere su argomenti anche un po' spigolosi.
Il ringraziamento più grande, concedetemelo, va a mia mamma che mi supporta e mi sopporta. Una grande donna che la vita ha segnato, una donna che mi ha insegnato tanto e ancora oggi mi è accanto e mi sostiene... una donna che da me e, ne sono certa, dai suoi alunni, dai suoi nipoti e da chi ha incontrato e incontrerà, nel suo percorso di vita lascerà un segno indelebile nella memoria dell'anima.
Vi saluto con un mio inno alla vita...
VIVO
Non chiedermi perché rido
Ti risponderei che sono felice
Non chiedermi perché piango
Ti direi che un dolore mi ha affranto
Non chiedermi perché tremo
Dovrei dirti che ho paura, che temo
Non chiedermi perché sogno
Ti confiderei un mio intimo segreto
Non chiedermi se amo
Ti direi non lo so
Non chiedermi se odio
Ti direi di no, sapendo di mentire
Chiedimi se sono felice
E ti risponderò che ogni volta
Che un sorriso appare sul mio viso
Significa che sono felice
Chiedimi se ho del dolore
Ti dirò che spesso piango
Racchiuso nel silenzio
Per colpa di qualche triste evento
Chiedimi se mai ho avuto paura
Ti dirò che a volte ho tremato
Di fronte a qualche cosa che ho temuto
Chiedimi se ho dei segreti
Ti risponderò che ogni giorno
Ogni momento sogno e spero
Senza rivelarlo al mondo intero
Chiedimi se conosco l'amore
Ti dirò che non lo so
Perché l'amore nasce dal cuore
E non dalla ragione
Chiedimi se porto rancore
Ti dirò onestamente
Che l'odio ha provato astutamente
ad assalire il mio cuore
Ora io ti domando
Perché mi chiedi ciò?
Cosa cerchi con affanno?
Io ho risposto hai tuoi quesiti
Senza troppi inviti
Ora io ti esorto
A Fermati ad ascoltare
Questa è la risposta che avrei dovuto dare
VIVO ed è per questo che
piango, tremo , sogno , amo , odio e rido
VIVO e se domani riderò
Sarà perché forse un sogno verrà palesato
o un amore nuovo sarà nato
Vivo e se domani piangerò
Vorrà dire che una nascosta paura si sarà manifestata
o una piccola gioia mi avrà emozionata
Vivo e se domani l'odio mi farà tremare
Può darsi che la forza dell'amore
Mi riuscirà a fermare
Una cosa però voglio ancora dire
Se domani il mio pianto o il mio riso
riuscirò ancora ad udire
Se domani sarò felice o triste
Se domani sognerò o avrò paura
Se domani amerò o odierò
Poco importa del perché
Vivo, e questa è l'unica risposta per me
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