Capitolo 5 (parte 2)
<< Oh! Ehm... ciao Amy, che ci fai qui? >> domando particolarmente sorpreso di ritrovarmi la mia vicina di casa dietro al bancone del locale.
<< Jay! Ma che piacere vederti, ultimamente ci incontriamo ovunque, sembra quasi il destino >> scherza ridendo, le sorrido mentre la vedo che cerca di sistemarsi meglio senza farsi notare anche se non è in disordine << ma che sorpresa incontrarti qui, come stai? >>
<< Sto bene grazie, come sempre. Piuttosto, sul serio, che ci fai qui? >> glielo chiedo nuovamente visto che sembra essersi dimenticata la mia domanda.
<< Può sembrare scontato, ma come tutti anch'io ho bisogno di un lavoro per mantenermi ed indovina? >> si indica il petto, e suppongo si riferisca alla maglia ed il grembiule, ridendo, come se stesse dicendo la cosa più divertente al mondo << gli indizi ci suggeriscono proprio che ci lavoro qui, ecco perché mi trovo da quest'altra parte del bancone >>
<< Capisco, non pensavo che lavorassi qui... >> è evidente una certa sorpresa da parte mia, come potrebbe essere altrimenti? Il mio cervello sta già iniziando ad elaborare la cosa e mi ritrovo ad arrivare a determinate conseguenze.
<< Sembri molto sorpreso in senso negativo, il mio non è un lavoro di altissimo livello ma non è neanche un lavoro di cui vergognarsi >> la vedo fare un passo indietro ad appoggiarsi al bancone che le sta proprio alle spalle.
<< Ma no, non pensare male, sono sorpreso, questo è vero e non c'è assolutamente niente di cui vergognarsi nel lavoro che fai. Guarda che alla fine dei conti anch'io faccio il carpentiere nella vita, non sono mica un avvocato o un medico. I nostri sono lavori umili ma onesti, ci permettono di vivere una vita più che dignitosa e questo è l'importante per me >>
<< Bene, mi fa piacere sentirtelo dire, pensavo mi stessi giudicando perché non ho una laurea o comunque non sono una persona con una grande carriera scolastica alle spalle >>
<< Figuriamoci, avere una laurea non è sintomo di intelligenza, vuol dire solo che ti sei impegnato ed hai studiato per ampliare la tua cultura in un determinato percorso di studi. L'intelligenza è un'altra cosa e ce ne sono tantissime, tutte diverse >> concludo.
Amy torna a sorridermi avvicinandosi nuovamente al bancone davanti a lei e sporgendosi verso di me << Allora... Come mai sei sorpreso di trovarmi qui? >>
<< Diciamo che conosco molto bene Sophia? >>
<< Sophia? Davvero? >>
<< Eh già, ho aiutato a realizzare questo progetto, dopo tutto hanno assunto noi come impresa edile per i lavori di ristrutturazione >> le faccio presente prima di buttare là un'altra informazione che evidentemente le è sfuggita << e poi sai no? È difficile non conoscere bene una persona quando ha una relazione con tuo fratello. Non trovi? >>
La vedo irrigidirsi un attimo prima di riprendere il discorso come se nulla fosse << Allora non stavano scherzando quando ne parlavano? Ed io che credevo che Sophia non avrebbe mai superato il suo problema di timidezza verso gli uomini >> adesso quella sorpresa è decisamente lei.
<< Direi che i fratelli Reed sono riusciti a farmi abbassare la guardia e superare le mie timidezze, nei loro confronti >> commenta Sophia inserendosi nel discorso uscendo dalla cucina.
<< Siamo stati bravi effettivamente >> mi vanto come se fosse dovuto a me il suo cambiamento anche se sappiamo tutti di chi è stato il merito.
Sophia sorride divertita << Sei venuto a pranzare? >>
<< Puoi dirlo forte >> confermo subito.
<< E... sei da solo? >> chiede ancora guardando dietro di me. Sappiamo entrambi chi sta cercando ma decido di giocare un po' con lei.
<< La domanda potrebbe essere difficile... Quale dei miei fratelli stai cercando? Rifletti bene sulla risposta, è importante >> alzo l'indice come per sottolineare la solennità della questione.
Amy ridacchia guardandomi << Sei davvero buffo >>
<< Dov'è tuo fratello? >> insiste Sophia.
<< Andrew? A casa o forse ancora in cantiere, non ne sono mica tanto certo >> fingo di rifletterci mentre la vedo sbuffare ed alzare gli occhi al cielo << Forse volevi sapere dov'è Nate? Beh lui è ancora in quella base militare sperduta chissà dove. Povero ragazzo, non sa cosa si perde della vita a starsene chissà dovere rinchiuso in una struttura piena di uomini grandi e grossi pronti a sputare urdini >>
<< Jay... >> scuote la testa.
<< Ah! Capisco, ti riferisci all'altro fratello, quello con cui hai una relazione? >>
<< Esattamente quel fratello, hai presente? Quello con cui convivo >> commenta ancora reggendomi il gioco, ormai mi conosce abbastanza bene da sapere che non lascerò perdere il mio piccolo teatrino.
<< Ah beh, quel fratello è qui per strada >> alzo una mano e col pollice indico la porta alle mie spalle << È stato incastrato da una bella gatta da pelare >> so esattamente come usare le parole per prendere in giro Sophia infatti la vedo subito scattare sull'attenti.
<< Cosa? >>
<< Forse è il caso che tu lo vada a salvare altrimenti potrebbe non restituirtelo, è una di quelle gatte che artiglia per bene le sue vittime >>
Amy osserva Sophia con attenzione e stupore mentre la vede arrossire, togliersi il grembiule e scattare fuori come una furia e borbottare << Se quell'arpia di Allison è tornata questa volta me la mangio viva, non batterò in ritirata >>
Appena esce dalla porta non riesco più a trattenermi e scoppio a ridere fragorosamente mentre mi avvicino al bancone.
<< Come mai ridi? Tuo fratello potrebbe trovarsi in grossi guai se si sta comportando in maniera inappropriata >> interviene Amy ma dal tono capisco che è più curiosa che preoccupata per un eventuale lite o rottura tra Sophia ed Edward.
<< Figuriamoci, Edward adora Sophia, non la tradirebbe mai e tanto meno guarda nessun'altra come fa con le >>
<< Dicono tutti così ma alla fine cedono sempre tutti, non ho mai conosciuto un uomo che non avesse tradito la propria donna almeno una volta >> afferma con una certa sicurezza che lascia intendere più di quanto forse non volesse vista la smorfia che fa subito dopo.
<< Mi spiace per te >>
<< Per me? Perché mai dovresti essere dispiaciuto, sono single, come ben sai visto che abiti accanto a me >> mi ricorda facendo un sorriso allegro.
<< Sono dispiaciuto per te perché non hai ancora incontrato un uomo che fosse davvero innamorato di te. Mio fratello ama davvero Sophia e posso assicurarti che non esiste un'altra donna e non esisterà fino a che continueranno a stare insieme. Cosa che mi auguro sarà per il resto di quella che sarà una lunga vita insieme >>
<< Oh Jay, non sapevo che fossi un inguaribile romantico >>
Per un attimo sono sconcertato per la osservo meglio rispondendo << Non sono un tipo molto romantico per la verità, non ancora. Immagino che lo diventerò quando incontrerò la persona giusta, fino ad allora continuerò a cercarla >>
Si appoggia al bancone sporgendosi verso di me << E dimmi... come sai di non averla ancora incontrata o di averla proprio difronte o vicino a te? >>
L'insinuazione verso sé stessa è palese e devo ammettere che Amy è decisamente brava, suppongo che abbia flirtato parecchio in vita sua e se non l'ha fatto, possibilità della quale sarei davvero colpito vista la sua abilità, ha una notevole dote naturale ma non credo che sia questo il caso. È stato evidente sin da subito che Amy sa come civettare, l'ho vista "colpire" già diversi uomini per farsi aiutare ed ha funzionato con tutti quelli che sono passati sulla sua strada, finora.
Prima di risponderle la osservo bene e mi rendo finalmente conto di una cosa, ormai sono diventato una sfida, pensavo che fosse solo abituata a flirtare con tutti ma i miei continui rifiuti sembrano aver acceso una scintilla che non volevo attivare. Devo trovare il modo per farla desistere una volta per tutte dalle sue avances prima che diventi ingestibile e, a quanto pare, mi ha offerto questa possibilità su un piatto d'argento.
<< So che è difficile da credere ma se ci avessi parlato anche solo per pochi minuti me ne sarei accorto, sono una di quelle persone che sa quel che vuole >> mi prendo un paio di secondi prima di aggiungere, intenzionalmente << proprio come so cosa e, soprattutto, chi non voglio >>
<< Un uomo deciso... almeno a parole, ci sarebbe da vedere quanto lo sei davvero con i fatti ed immagino che sarà una cosa che potremo constatare solo con il tempo >>
<< Lo constaterai sicuramente, mi piace molto la coerenza nelle persone >>
<< Secondo me non è una questione di essere coerenti o no, è una cosa naturale, tutti noi abbiamo delle tentazioni e prima o poi, soprattutto gli uomini, cediamo >> mentre lo dice ammorbidisce lo sguardo facendolo diventare seducente.
Questo gesto mi conferma di averci visto giusto fin da subito su di lei, è una civetta, penso che lo faccio più per sport o abitudine che per un reale interesse in tutti gli uomini con cui si diverte a flirtare. Immagino che abbia avuto una carenza con qualche figura genitoriale, molto probabilmente il padre, il corso di psicologia che ho fatto qualche anno fa la catalogherebbe subito lì, sembra rispecchiare perfettamente quel genere di profilo.
Vorrei chiederle della sua famiglia, giusto per curiosità personale, per sapere se ho azzeccato oppure se mi sono sbagliato. Il problema è che facendole delle domande di carattere privato rischierei di darle un segnale sbagliato cosa che non intendo fare.
Mi distraggo quando la porta alle mie spalle si apre e Sophia rientra in negozio. Alza lo sguardo sull'orologio aggrottando le sopracciglia.
<< Puoi pure andare a casa Amy, sono le tredici passate, il tuo turno è finito >>
Non ne capisco la motivazione ma Sophia sembra piuttosto nervosa ed ansiosa, non capisco perché l'abbia assunta se non la vuole qui, cosa che mi sembra piuttosto evidente.
<< Oh... Giusto, perfetto allora vado a casa >> si sfila il grembiule prima di entrare nel retro.
<< Hai ritrovato quell'allocco di mio fratello? L'hai salvato dalla gatta? >> chiedo ridendo della sua espressione tra l'arrabbiato, l'offeso e l'indignato.
<< Sei proprio un cretino ed io che ti do pure retta >> brontola tornandosene dietro il bancone ed iniziano a prendere qualcosa.
<< Via non prendertela così, non ho mai detto che ci fosse una donna... >> le faccio presente sogghignando.
<< Hai detto che era stato incastrato da una gatta da pelare >>
<< Esatto e questo è un modo di dire, sta a significare che ha un'incombenza fastidiosa, un problema, un guaio o una situazione difficile... Vuoi dirmi forse che non ho detto la verità? >> chiedo indicando l'esterno con il pollice e sorridendole in modo innocente.
<< Sai sempre come salvarti tu >>
<< E tu invece non hai salvato quella povera anima di mio fratello >>
<< Tranquillo, l'ho fatto, arriverà subito >> mentre parla Amy esce con la borsa e la giacca in mano.
<< Beh è stato un piacere incontrati anche oggi Jay, adesso sai che lavoro qui, anche se part time quindi, se hai bisogno di me e non sono a casa c'è una forte possibilità che tu possa trovarmi qui >> mi fa l'occhiolino prima di incamminarsi verso la porta << Buona giornata >>
<< Anche a te >> rispondo.
<< Ciao Amy >> la saluta Sophia prima di appoggiare un bel piatto pieno di salatini misti << a te il tuo antipasto >> commenta guardandomi.
<< Grazie >> lo afferro subito e mi infilo in bocca subito un paio di pizzette, Sophia si adopera a preparare il pranzo per Edward ed un altro piatto per me, così mi schiarisco la voce prima di iniziare la mia indagine << Allora... >>
<< Non iniziare >> mi interrompe subito.
<< Oh andiamo, volevo solo chiederti come mai hai assunto Amy se non ti piace >>
<< A te piace? Jay non ci vorrai provare con lei vero? >> mi guarda e sembra davvero preoccupata.
<< Per la verità no, mi ha dato un po' i brividi la prima volta che l'ho incontrata, ho pensato subito fosse meglio scappare a gambe levate ed ormai mi sono abituato alle sue continue avances >>
<< Fammi un favore e non metterti in situazioni strane o in intimità con Amy >>
<< Vuoi darmi qualche informazione in più? Tanto lo scoprirò comunque >>
Sophia si acciglia un attimo prima di rispondermi << Amy è la sorella di Erin, ricordi? Quella di cui ti ho parlato... >>
<< Oh si, la combina guai, il danno vivente >>
<< La madre di Logan >>
<< Ah cavolo! Giusto, mi stavo dimenticando questo dettaglio, la sorella traditrice in pratica oltre che quella inaffidabile >>
<< Esattamente >>
<< In pratica avevo ragione su Amy >> festeggio facendo un sorriso enorme semplicemente per il fatto che l'ho inquadrata subito per bene, la mia professoressa sarebbe fiera di me << Comunque puoi stare tranquilla, Amy non è quella che cerco >> lascio il piatto che ho già finito sul bancone.
La porta dietro di me si apre ancora proprio mentre Sophia appoggia un altro piatto pieno di salatini per me, lo afferrò velocemente quando vedo Edward.
<< Fratello, sei arrivato giusto in tempo, iniziamo a mangiare? >>
<< Chi vuoi prendere in giro? Non ci credo mai che quello è il primo piatto, come minimo sei già al quarto >> afferma raggiungendomi.
<< Così mi ferisci! >> esclamo portandomi una mano al petto.
<< Ma falla finita buffone >> si sporge sul bancone per baciare Sophia proprio quando si apre nuovamente la porta.
Mi giro e, con la bocca piena, esclamo << Coco Pops! >>
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