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Viaggiare

Martedì appuntamento con un notaio. Il luogo dell'appuntamento era Bologna. Mi alzai di buon'ora, presi la mia valigetta e mi misi in macchina, pronto ad affrontare le mie tre orette di viaggio verso un'altra tappa importante. Durante il viaggio la mia testa era affollata di pensieri. Cercavo di scervellarmi per capire se ci fossero potute essere delle alternative, ma più pensavo e meno arrivavano idee illuminanti. Ormai la partita stava giungendo al termine e l'unico modo per vincerla era quello che stavo già utilizzando... O almeno quello che io credevo fosse l'unico modo.

Mi fermai alla stazione di servizio S.Zenone ovest per bere un caffè. Scelsi quella stazione di servizio perché in quel luogo avevo mille ricordi. Ricordi che risalivano ai tempi dei lunghi viaggi fatti con i miei genitori per raggiungere il loro paese natale, Taranto, e ricordi più recenti, quando con la compagnia degli amici del liceo si andava a Rimini a fare i week end estivi in cerca di avventure e divertimento.

Con i miei si facevano sempre e solo due fermate: all'inizio del viaggio e alla fine "Adria" in provincia di Bari. Mio padre era solito viaggiare di notte, diceva che era meglio per due motivi: era più fresco ed io dormivo tutto il viaggio. Ci fermavamo in questa stazione di servizio ma non per prendere il caffè o per mangiare, semplicemente per fare pipì... e se non ti scappava al momento, era un casino. Il caffè non serviva, mia madre per l'occasione tirava fuori la caffettiera da dodici e riempiva il termos, mentre per il mangiare...sani panini da consumare rigorosamente durante il viaggio.

Ricordo che quando ero proprio piccolo, ogni volta che ci si fermava la mia domanda era "siamo arrivati?" e tutte le volte i miei ridevano e mi dicevano di no, che saremmo arrivati solo dopo che avessi dormito. Quando avevo dieci anni trovai un cagnolino abbandonato e decisi di portarlo a casa dai miei. Loro non accettarono di buon grado la cosa, ma mi permisero di tenerlo a patto che, appena fossimo partiti per andare dalla nonna, gli avremmo trovato una sistemazione da quelle parti, perché non era gestibile un cane in un appartamento: era troppo impegnativo. A malincuore acconsentii anche perché a quell'età non è che hai molta scelta. Quindi arrivammo all'ultima stazione di servizio, mio padre scese con Jerry, io andai in bagno con mia madre e quando rientrammo tutti in macchina Jerry non faceva più parte del viaggio... Non so quanto piansi, ancora oggi ogni tanto lo sogno che mi viene incontro ed io, bambino, che lo abbraccio, felice che lui abbia ritrovato la strada di casa. Certamente le fermate con gli amici erano ben diverse. Si arrivava con una o due macchine, si scendeva tutti infighettati, si entrava in autogrill e si ordinavano i primi caffè e le prime bibite della serata. Ogni tanto si faceva i galletti con le ragazze che transitavano, soprattutto le straniere e, a volte, molto raramente, capitava che qualcuna di questa si riuscisse anche a rimorchiarla. Ma la cosa divertente era fare gli scherzi a Giacomo, il bonaccione della compagnia, un ragazzo che non avrebbe mai fatto male a una mosca e che non si arrabbiava neanche se gli portavi via un braccio. Una volta, mentre lui era in bagno, nascondemmo la macchina nel parcheggio riservato ai camion, dietro ad un TIR enorme, mentre noi ci appostammo dietro una siepe per goderci la scena.

Giacomo uscì dalla toilette, cominciò a guardarsi in giro, poi per due o tre volte entrò e uscì dall'autogrill e più il tempo passava, più il suo viso sbiancava. A un certo punto lo vedemmo incamminarsi a piedi verso l'uscita dell'area di servizio, pareva avesse tutte le intenzioni di fare l'autostop, quindi decidemmo di salire in macchina e uscire allo scoperto. Lo caricammo in macchina e lo prendemmo per il culo per tutto il viaggio mentre lui rideva con noi... era un gran bel tipo, un ragazzo troppo buono per questo mondo...

Dopo la laurea in medicina, uscì in bicicletta per andare dalla nonna a comunicarle la notizia di persona e un camion lo travolse. L'autista disse che era sbucato all'improvviso dallo stop, che aveva provato a fermarsi, ma il peso del mezzo e tutto il resto...non c'era riuscito e Giacomo ci salutò per sempre.


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