Italia-Spagna: la disfatta
Italia-Spagna 0 a 4... Era stanca, ormai sfinita. Sono le 4 del mattino e mi ritrovo sul davanzale della finestra del mio appartamento con le gambe a penzoloni. Dentro di me sono anche contento che l'Italia abbia perso, perché almeno non ci sono festaglioli in giro.
Anch'io sono stanco... ero quasi arrivato alla cima, ma le forze hanno ceduto e, sicuramente, la tattica di gioco adottata non era stata quella giusta.
In questo momento ripenso alla frase di Giorgio, il clochard "Sono anche un codardo, per questo sono ancora qui." E comprendo cosa volesse dire.
C'è chi afferma che chi si suicida sia un gran codardo e chi invece afferma il contrario... Io in questo momento non mi sento un codardo. Giorgio, me lo ha detto chiaro, lui non ha avuto il coraggio di farla finita, eppure avrebbe tanto voluto cancellare tutto il dolore, tutti i sensi di colpa, ma non ha avuto il coraggio ed è per questo che si ritiene un codardo. Io sono qui e continuo a guardare di sotto, continuo a pensare se ho sistemato davvero tutto, se sto facendo la cosa giusta... ma chi può dirmi se ciò che ho deciso di fare sia giusto o sbagliato. Cosa ne possono sapere gli altri di ciò che nasce dentro una persona. Come si fa a giudicare se sia Giorgio il codardo o se sono io?
Io sto scappando? No, non credo che io stia scappando, anche perché non ho più nulla da cui scappare, non ho nulla che mi lega... già Tommy. Ma lui non sa neanche che esito. Guardo sotto e mi tremano le gambe. Guardo sotto e so che in una frazione di secondo tutto diventerà estremamente buio e vuoto. Codardo io? Non credo! Sono qui seduto e devo trovare il coraggio, perché non mi voglio male, perché io mi amo e amo quello che sono. Devo trovare il coraggio, perché se fossi un codardo o ancora peggio un pazzo, probabilmente sarei già lì lungo disteso, e invece sono ancora qui a chiedermi se sia giusto o sbagliato. Chi mi ha donato la vita non c'è più... quindi non faccio un torto a loro.
Tutto ormai è deciso, ho lavorato quest'ultimo periodo con grande sacrificio, con tenacia e grinta per arrivare a questo punto e ora non posso tirarmi indietro... è giusto così.
Un ultimo sguardo alle stelle, un bacio soffiato al vento, un pensiero a quel povero strozzino che a breve realizzerà che non rivedrà mai più i soldi che mi ha prestato. La consapevolezza di aver ridato speranza a qualcuno e un ultimo addio a questo mio Paese che mi ha visto nascere, che mi ha illuso con tante promesse, che mi ha sostenuto all'inizio per poi portarmi via tutto con la scusa della crisi... Addio a questa vita che mi ha ferito e gettato in un angolo, a questo governo che non s'accorge di quanto stia realmente accadendo... perché oggi muoio io, Mario piccolo imprenditore stritolato dai debiti, ma domani sarà Luigi giovane operaio in cassaintegrazione o Francesca, casalinga con tre figli e un marito invalido per causa di servizio o chissà chi altro che troverà una soluzione drastica per risolvere una situazione, ai loro occhi, irrisolvibile. Fino a quando il nostro governo, potrà andare avanti facendo finta di non sentire chi oggi sussurra a bassa voce che quelli come il mio non sono semplici suicidi ma sono omicidi di Stato? Grazi e Italia, grazie di cuore! Un respiro... pronti...via!
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