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Ex

Quella fu la seconda volta nella mia vita che sferrai un pugno contro una porta, solo che questa volta non c'era nessuno a prendersi cura di me, della mia mano dolorante. Non c'era nessuno a dirmi di stare tranquillo che tutto sarebbe andato per il meglio.

Non ero riuscito a riportarla a casa come le avevo promesso, non ero riuscito a dirle addio. La sera prima l'avevo salutata come sempre "ora devo scappare, ci vediamo domani mamma." Ma lei non aveva un altro domani.

In quella fredda stanza d'ospedale, senza di me, se n'era andata per sempre. Ero arrabbiato, infuriato con lei e con me stesso, avrei voluto spaccare ogni cosa in quella maledetta stanza, ma dovetti farmi coraggio e dar fondo a tutte le mie forze per non dare di matto. C'era ancora mio padre, imbambolato come uno stolto che continuava a recitare le sue parole a un freddo corpo, come se stesse recitando qualche sacra scrittura.

Mi avvicinai a lui molto lentamente e in quello stesso istante entrarono le infermiere accompagnate dal barelliere e dal becchino.

"Pa', dobbiamo andare..." lo presi gentilmente per il braccio e lo aiutai ad alzarsi. Mi fece impressione pensare che quello che sostenevo potesse essere la stessa persona che era stata in Iraq al comando del suo battaglione, quello stesso uomo sempre fiero e rigido come un pezzo di marmo, che solo con lo sguardo incuteva timore, quello stesso uomo che me ne ha date tante per insegnarmi l'educazione e che diceva che le carezze erano cose da femminuccia, ora era lì ridotta a un'ameba senza neanche la forza di fiatare e di reggersi in piedi.

Che vita del cazzo è questa? Possibile dannarsi tanto per avere cosa? Ora mio padre era come un bambino impaurito smarritosi in mezzo agli scaffali del supermercato e nessuno si accorge di lui, perché tutti troppo intenti ad andare avanti con le loro futili faccende.

Al funerale erano presenti poche persone, un paio di sorelle di mia mamma e un fratello, l'unico fratello di mio padre, io e la mia famiglia e qualche amica della chiesa di mia madre.

Il Don fece una messa molto bella e toccante, fortunatamente concisa. Alla fine della tumulazione della salma, riportai mio padre a casa. Egli aprì la porta, andò nervosamente in cucina, poi in bagno, in sala e infine in camera. Si voltò verso di me e disse "Dove diavolo è tua madre? Quando ho bisogno di lei, non c'è mai!" Con la rabbia in viso si recò in sala, sprofondò nella poltrona portandosi le mani sulla faccia e cominciò a lasciarsi andare in un pianto fragoroso. Rimasi impietrito! Mio padre? Quell'uomo da occhi di ghiaccio e dal cuore gelido, stava rannicchiato sulla poltrona a piangere. E' proprio vero che nulla è come sembra.

Mi sedetti di fianco a lui sul divano, e mi misi in religioso silenzio per non disturbare il suo dolore. Si fece tardi e non so chi si addormentò prima dei due, fatto sta che alle 5 del mattino mi resi conto che non ero nel mio letto e che non avevo avvisato Elena.

Presi in mano il cellulare e notai che c'erano quindici chiamate senza risposta... povera Elena.

Tornai a casa, neanche troppo di corsa, aprii la porta e la trovai sveglia in cucina che sorseggiava nervosamente una tazza di caffè, credo una delle tante bevute in quella notte. La lasciai sfogare, ne aveva tutto il diritto, quando ebbe finito, la gelai "Elena, non ti amo più. Anzi non credo di averti mai veramente amato. Lo so, sono uno stronzo ma credo sia giusto che tu ti trovi un uomo che sappia apprezzare la donna meravigliosa che sei".

Le cadde la tazzina dalle mani che si frantumò sul pavimento di ceramica grigia della cucina lasciando una chiazza di caffè. Non le diedi neanche il tempo di riprendersi, non le diedi l'opportunità di cercare di trattenermi, niente. Mi voltai, mi avvia alla porta d'ingresso e, con il piccolo Tommy sorridente e inconsapevole, me ne andai.

Nel giro di pochi giorni persi mia madre e con lei anche l'unica cosa che mi faceva credere in un matrimonio che in realtà non avevo mai voluto veramente.

Ed ecco perché vi dico che anche in amore la mia vita è stata uno schifo, semplicemente perché non sono neanche stato capace di amare l'unica persona che veramente mi amava incondizionatamente. Dopo Elena ebbi un sacco di avventure ma tutte storielle di sesso per essere soddisfatto dal punto di vista organico. Che razza di uomo sono stato?


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