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(Sophia) Capitolo 20 (parte 2)


Come mi aveva accennato Juliet, non ci mi vuole molto ad arrivare a casa sua. In realtà, in questa città, non ci vuole molto per arrivare da tutte le parti, il fatto che la gente preferisca camminare o andare in bicicletta diminuisce drasticamente le macchine che girano per la città.

Certo, questo non vuol dire che sono l'unica ad usarla ma, siamo così pochi che è difficile che si crei un ingorgo, le uniche due volte che l'ho trovato è stato per andare al centro commerciale o per entrare o uscire dal parcheggio del supermercato.

Insomma, non c'è molto traffico anche se, non ho ancora guidato durante gli orari di punta, probabilmente a fine turno lavorativo ed a fine lezioni scolastiche anche qui si creano parecchie file ma spero di non scoprirlo molto presto.

La casa è una villetta su due piano con un garage laterale, da fuori posso dire che è molto carina, ha un bel patio davanti alla porta d'ingresso e le finestre sono piuttosto grandi. Come mi aveva avvertita Juliet siamo praticamente in mezzo alla campagna.

Non ci sono altre auto parcheggiate quindi, invece di parcheggiare davanti al garage per evitare di ingombrare l'uscita o l'entrata di un'altra macchina, mi limito a parcheggiare la macchina dove vedo diversi segni di pneumatici sperando di averla messa al posto giusto.

Scendo dall'auto passandomi le mani sui jeans e pregando che la serata vada bene, mi piacerebbe davvero riuscire a stringere un'amicizia con Juliet, per me già adesso ho parecchie amicizie visto che prima avevo soltanto Erin, ma Juliet mi piace molto, è calma e tranquilla, proprio come me.

Prendo il dolce dal sedile e salgo gli scalini del patio. Trovo il campanello e busso. Mentre aspetto osservo le luci che provengono dalla casa, segno che c'è già qualcuno a differenza di quel che farebbe credere il grande silenzio che circonda questo posto.

Quando la porta si apre rimango interdetta per un secondo, non c'è nessuno ma, quando sento un << Chi sei? >> piuttosto brusco, abbasso lo sguardo e lo inquadro.

<< Max per la miseria! Quante volte devo dirti di non aprire la porta di casa da solo? >> Juliet urla da qualche stanza all'interno dell'abitazione ma ancora non si vede all'orizzonte.

Sorrido divertita dal suo sguardo tra l'incuriosito e l'indagatore. Mi abbasso sulle ginocchia stando ben attenta a non far cadere il dolce << Così tu sei Max. Ho sentito parlare molto di te, io sono Sophia >>

Allungo la mano verso di lui stando attenta a tenere la torta in perfetto equilibrio. Mi fissa con questi occhi davvero teneri e non sembra un po' combattuto ma, alla fine, decide di afferrare la mia mano stringendola.

<< Piacere Sophia. Mi spiace ma non posso farti entrare >> mi lascia la mano guardandomi seriamente << La mamma dice sempre che non devo aprire la porta e far entrare gli estranei e tu sei un'estranea >>

Rido divertita perché, effettivamente, ha una sua logica anche se ha aperto la porta ugualmente e continua a tenerla spalancata << La tua mamma ha ragione a dirti queste cose, non sai mai se una persona estranea a buone o cattive intenzioni >> gli spiego mentre sento i passi affrettati di Juliet.

<< Max! >> lo sgrida.

<< Cosa c'è? Non l'ho mica fatta entrare >> si giustifica subito lui.

<< Oh per l'amor del cielo >> si passa una mano tra i capelli << Ciao Sophia, scusa il trambusto >>

<< Figurati, nessun trambusto >> la rassicuro.

<< Allora non sei un'estranea >> afferma Max guardandomi sorpreso anche se, finalmente, si rende conto del contenitore che ho in mano e si avvicina curioso << Cosa c'è lì? >>

<< Ho fatto una torta >>

Lo vedo che mi guarda indagatore << L'hai fatta tu o l'hai comprata? >>

<< Max ma che domande sono! >>

Faccio segno a Juliet di non preoccuparsi prima di rispondere al piccolo indagatore << No, non l'ho comprata, l'ho fatta io >>

<< Se fai i dolci come la mamma siamo messi male >>

<< E questa frase da dove viene fuori? >>

<< Me l'ha insegnata zio Jay ed ha ragione, mi piacciono i tuoi pancake ma i dolci... >> l'espressione leggermente corrucciata parla per lui e mi fa morire dal ridere.

<< Che mi tocca sentire >> sbuffa Juliet prima di alzare lo sguardo mentre io sento un'auto parcheggiare dietro di me << È arrivato Clay >>

<< Io sono molto brava in cucina, pensa, come lavoro cucino tutto il giorno >>

<< Allora devi essere davvero brava, la nonna dice sempre che la pratica ci aiuta ad imparare per bene >> sento delle portiere sbattere.

<< E tua nonna ha ragione perché è proprio così. Mi sembri un ometto sveglio, la porti tu al sicuro questa? >> chiedo a Max porgendogliela.

Lo vedo guardare un attimo dietro di me prima di affermare << Sarà davvero meglio metterla al sicuro prima che lui la veda >> afferra la teglia e scappa dentro casa.

<< Si dice grazie! >> lo riprende subito Juliet.

<< Grazie! >> urla lui di rimando da qualche parte per la casa.

<< È davvero molto carino >> commento pronta a rialzarmi.

<< Ehilà Sophia! >> l'urlo che mi arriva da dietro mi fa spaventare così barcollo e mi ritrovo con il sedere per terra.

<< Jay! >> sono tre voci a riprenderlo, una di queste è quella di Juliet.

Mi giro e trovo, non solo Clay ma anche gli altri due gemelli quindi, alla fine, è come se avessi detto una bugia a Erin visto che, a quanto pare, a cena c'è pure Edward. Che lo dico a fare? Sono già rossa come non mai, non solo per la caduta alquanto goffa e per il fatto che sono ancora seduta per terra no, anche per il ricordo del bacio che gli ho dato.

<< Ti sei fatta male Sophia? >> è Clay a domandarmelo ma a porgermi la mano per aiutarmi ad alzare è Edward.

<< Tutto bene? >> mi chiede ed io potrei andare in iperventilazione al momento ma cerco di apparire calma annuendo frettolosamente con la testa.

<< Scusa Sophia, non volevo farti cadere o spaventarti >> Jay si scusa subito.

<< Non preoccuparti >> mi schiarisco la gola << Sono io che sono un po' sbadata >>

<< Sophia ci ha portato un dolce che ha fatto lei quindi, perché non la smettiamo di stare qui sulla porta d'ingresso? >> Juliet ci invita ad entrare e noi lo facciamo subito << Faccio fare un giro della casa a Sophia, voi potete pensare a controllare la cena che si sta scaldando? >>

Juliet non aspetta neanche la risposta dei ragazzi e si lancia subito in un tour della casa trascinandomi con lei. Da fuori sembrava ci fossero solo due piani ed invece, ce ne sono tre, hanno anche il piano interrato, essendo una paurosa e sapendo che, per definizione, nei film dell'orrore la ragazza che scende muore sempre, la seguo con molta titubanza lì sotto.

Ad ogni modo la casa è meravigliosa, ci sono parecchi dettagli interessanti e si vede che è vissuta, anche solo per la colonna a cui hanno segnato le diverse altezze che ha raggiunto Max fino ad ora. Inoltre ci sono tantissime fotografie, soprattutto di Max ma ci sono anche di loro tre o alcune di Juliet e Clay da piccoli.

<< La mia preferita però è questa >> siamo tornati nel corridoio dell'ingresso, i trigemini sono nell'ultima stanza che mi rimane da vedere, quella che suppongo essere la cucina.

Mi avvicino alla foto, ritrae un divano con sopra due bambini seduti ai lati di una bambina che ha le gambe tirate sul divano ed incrociate mentre, un terzo bambino seduto per terra con le spalle appoggiate al divano proprio davanti alla bambina.

I tre bambini sono praticamente identici, non credevo avessero una foto tutti e quattro insieme, mi era già evidente che i trigemini tenessero tutti a Juliet, anche se ognuno a modo proprio ovviamente, ma questa foto è la prova del fatto che il loro legame è davvero profondo e mi sento un attimo a disagio davanti a questo loro rapporto.

Non perché io sia gelosa di Juliet o di Edward ma per la consapevolezza che, in venticinque anni, l'unico legame che sono riuscita a stabilire è stato con Erin e Logan che è quasi come un figlio per noi visto che l'abbiamo cresciuto.

Mentre loro sono stati circondati da tanto affetto e per così tanto tempo, hanno creato un sacco di legami, è vero che per i ragazzi Andrew e Faith sono fratelli ma anche Juliet ha costruito la stessa cosa con loro e, da quanto ho visto, ha davvero molte amicizie così, mi chiedo, se sono io ad allontanare le persone o se semplicemente non sono stata altrettanto fortunata negli incontri.

<< Eravamo in prima media >> mi spiega ancora Juliet.

<< Eravate davvero carini >> commento subito.

<< Io in particolare vero? >> Jay è il primo ad affacciarsi dalla cucina << Sono quello seduto per terra >>

<< Ma certo >> rispondo anche se erano tutti e tre molto carini.

<< Visto? >>

<< Non farti illusioni Jay, Sophia è semplicemente gentile >> gli risponde subito Edward.

Clay è il bambino sulla destra di Juliet, si capisce dallo sguardo che le rivolge mentre Edward è sulla sinistra. Mi giro a guardarlo ed incrocio il suo sguardo, sarà anche cresciuto ma quell'espressione seria ce l'ha ancora.

Non me ne sono neanche accorta ma Juliet è entrata in cucina così, con i ragazzi, anch'io entro, la vedo controllare qualcosa prima di sorridere entusiasta << La cena è pronta. Clay potresti mettere una sottopentola a tavola? Il resto di voi sedetevi pure dove preferite >>

Seguo Jay ed Edward al tavolo che è nella sala che affaccia alla cucina. Max è il primo a sedersi e si mette al posto giusto in mezzo da un lato del tavolo ed immagino che sia abituato a stare in mezzo ai genitori quindi, suppongo di dovermi sedere dall'altra parte.

<< Sophia vieni, mettiti qui >> Jay mi indica il posto difronte a quello di Max quindi in mezzo.

Mi accomodo dove mi suggerisce Jay, alla fine sono contenta di poter stare accanto ad Edward. Juliet ci raggiunge subito con Clay ed inizia a servirci della pasta con un sugo di carne. Osservo con una certa perplessità il piatto che Juliet passa a Jay, è davvero esagerato.

<< Ti consiglio di non guardare i piatti che si fa fare, Jay mangia per tre persone >> è Edward a delucidarmi sulla situazione. Mi aveva detto che il fratello è una buona forchetta ma non credevo così tanto.

Mangiamo con una certa armonia, è rilassante anche se decisamente rumoroso, soprattutto a causa di Jay e Max. I due, in particolare, punzecchiano Juliet per il fatto che, a quanto pare, ha preparato tutti piatti che le vengono bene anche se, Max, è ancora scettico sul mio dolce, dice che prima di prenderlo vuole aspettare di sapere cosa ne pensa Jay.

<< Noi abbiamo già provato i dolci di Sophia e puoi stare certo che sarà buonissimo, fidati di zio Jay, lo sai, sono il più esperto sul cibo in questa famiglia >> il tono è serio ma il bambino ride alla faccia del padre e dell'altro zio.

Si vede che è legato agli zii, cerca sempre il loro sguardo e si rivolge a loro con grande ammirazione. Quando arriviamo al dolce, anche se con un po' di scetticismo, Max decide di fidarsi della parola di Jay, dopo aver ricevuto la sua fetta, minuscola se confrontata a quella di Jay, lo assaggia con attenzione.

Mentre tutti mangiano io fisso Max in attesa del suo giudizio. Quando alza lo sguardo capisco il verdetto e sorrido ma sono le sue parole che mi fanno ridere di gusto << Ma allora sei davvero brava in cucina! Non è che insegneresti qualcosa alla mamma? Lei non è molto brava ed io devo sempre aspettare di essere a casa di qualche amichetto o della nonna per mangiare un buon dolce >>

<< Che familiari ingrati che mi ritrovo. Da oggi cucinate voi tutti i giorni ed a tutti i pasti, basta, mi ritiro >> Juliet è fintamente offesa ma il piccolo di casa non sembra accorgersene visto che salta subito sul posto scusandosi con la madre e provocando le risate di noi adulti.

A fine cena riesco ad alzarmi per aiutare Juliet a sparecchiare mentre i trigemini si concentrano completamente su Max facendolo giocare e divertire anche se, ovviamente, ad un certo punto vengono ripresi << Jay per favore, ha appena cenato, non tenerlo a testa in giù altrimenti vomita e poi pulisci tu >>

<< Si signora >> e subito rimette immediatamente Max in posizione verticale per il verso giusto.

Io e Juliet chiacchieriamo in tranquillità mentre mettiamo in ordine, lavo i piatti e le pentole che non entrano in lavastoviglie facendo alzare diverse proteste da parte di Juliet ma ignorandole tutte. È Edward a portarmi le ultime stoviglie da lavare. È tutta la sera che ci lanciamo sguardi, non so se il resto degli abitanti di questa casa se ne è accorto, ma se l'hanno fatto, nessuno ha dato il minimo cenno alla cosa e ne sono sollevata.

Vediamo tutti Max sbadigliare e Juliet mi bisbiglia << È ora. Ma, visto che c'è Edward, non se ne andrà a dormire fino a quando non lo metterà lui stesso a letto? >>

Non ci vuole molto prima che la previsione di Juliet si avveri << Zio Ed... Andiamo a nanna? >>

<< Vieni qui furfantello >> si abbassa ed allungando le braccia lo prende subito in braccio << Andiamo a sistemarti per la nanna e poi subito sotto le coperte >> li guardo sparire su per le scale mentre Edward continua a parlare al piccolo.

<< Ehi Sophia, ti spiace dare un passaggio a casa a me ed Edward? Stupidamente siamo venuti in macchina con Clay ma ho visto che la tua macchina è abbastanza grande >>

<< Ma certo, non c'è problema >> 


Angolo autrice:

Sono felice di poter fare questo: BUONA DOMENICA A TUTTI!

Allora? Che ne pensate di questa cena? Jay sembra abbia iniziato ad agire e mettere in atto i suoi piani, che succederà nel prossimo capitolo? 

Prima di salutarvi vorrei ringraziare di cuore tutti coloro che stanno mettendo il voto ai capitoli, lo so che a leggere la storia siete di più di quelli che mettono la stellina ma, in ogni caso, grazie a tutti, ma soprattutto a chi vota e commenta la storia sostenendomi.

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