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(Sophia) Capitolo 19 (parte 2)




           

Girandomi vedo la signora di prima piena di roba ed un po' in difficoltà così, dimenticandomi per un attimo del fatto che sono di fretta, mi affretto ad aiutarla. << Aspetti, gliele porto io >> mi allungo e prendo le due cassette dell'acqua che aveva con sé.

<< Non disturbarti, posso farcela >>

Sembra proprio una di quelle donne che non desidera l'aiuto di nessuno ma non mi faccio scrupolo e, ignorandola, le chiedo << Qual è la sua macchina? >>

Mi guarda un attimo stupita prima di ridacchiare ed indicarmi davanti a lei << È la macchina blu accanto alla tua >>

<< Perfetto, ha visto? Era destino >> la rassicuro avvicinandomi alla sua macchina << Se mi apre il porta bagagli gliele sistemo dentro >>

E così, senza fare altre storie, con i due sacchetti che ha in mano, mi apre il bagagliaio facendosi da parte per potermi lasciare lo spazio di manovra per alzare ed appoggiare le due cassette dell'acqua.

<< Ecco fatto. Diciamo che è stato il mio modo per scusarmi dell'attesa anche se, con lei è stata molto veloce >>

<< Lorella sa che il lunedì sono sempre un po' più di corsa >> mi spiega con un sorriso.

<< Bene, anch'io devo proprio andare, è stato un piacere conoscerla e buona giornata >> la saluto.

<< Grazie per l'aiuto e buona giornata anche a te >> mi saluta anche lei.

Salgo in macchina, avvio il motore ed esco dal parcheggio, le faccio un altro cenno di saluto e torno a casa. Con la mia cassetta dell'acqua e le buste della spesa, salgo a casa, per prima cosa tiro fuori la lasagna appoggiandola sul tavolo.

Inizio a sistemare tutti i prodotti che ho acquistato lasciando già sul piano di lavoro le mele ed il cioccolato per la torta che preparerò nel pomeriggio per stasera. Prendo una forchetta per mangiare, scarto la lasagna e, lasciandola nel contenitore di plastica in cui me l'hanno sistemata inizio a pranzare.

Sono davvero affamata infatti, praticamente, divoro tutto ciò che è nel piatto, nel frattempo, con il telefono in mano, controllo l'indirizzo della scuola e, come ricordavo, è proprio a pochi minuti a piedi da casa. Con mia grande sorpresa trovo anche il numero così decido di chiamare prima.

Compongo il numero appena ho finito di mangiare e mi sento piena, con mia grande soddisfazione visto che la lasagna non era solo bella da guardare ma era anche buona. Non ci vuole molto prima che qualcuno risponda, dopo quattro squilli una donna risponde al telefono.

<< Segreteria scolastica, sono la signora Brains, come posso esserle utile? >>

<< Buongiorno, sono Sophia Wood e vorrei avere la possibilità di incontrare qualcuno della presidenza per discutere di una possibile iscrizione alla prima elementare >>

<< Vuole dire di un possibile trasferimento >> prova a correggermi.

<< No, proprio di una iscrizione. Volevo sapere cosa devo fare, devo prendere un appuntamento o devo semplicemente venire lì ed aspettare che in presidenza siano disponibili? >>

<< Capisco comunque no, le darò io l'appuntamento >>

<< Certo, il prima possibile se non le è di disturbo >>

<< Se vuole, tra tre quarti d'ora, quindi alle tre, la preside è libera >>

<< Perfetto, sarò lì tra mezz'ora >>

<< Quando entra nell'edificio vada a destra, in fondo al corridoio troverà una porta davanti a lei, non può sbagliare >>

<< Va bene, a più tardi >> riattacco il telefono dopo che la signora Brains attacca.

Mentre aspetto che si faccia l'ora per andare, inizio a preparare l'impasto per la torta ed a sbucciare le mele. In questo sono sempre stata molto veloce infatti, due chili di mele, li sbuccio ed affetto nel giro di venti minuti per poi lasciarli in una ciotola d'acqua con un po' di succo di limone.

In questa maniera le mele non si anneriscono e le posso lasciare in frigo. Anche l'impasto per il dolce, lo lascio a riposare nella ciotola dell'impastatrice ma lo inserisco, con un po' di difficoltà, in frigorifero.

Scendo da casa con anticipo per paura di arrivare in ritardo e quindi fare una figuraccia con quella che, in un modo o nell'altro, sarà la preside di Logan. A passo sostenuto seguo la strada che mi sembra di ricordare che porta alla scuola e, nel giro di cinque minuti, sono davanti all'edifico.

<< Evviva la mia buona memoria >> mi autocongratulo.

Sono in anticipo di dieci minuti ma, meglio in anticipo che in ritardo quindi mi avvio all'interno dell'edificio e, come spiegatomi dalla signora della segreteria, prendo il corridoio sulla destra dove, in fondo, capeggia una grande porta con su scritto, per l'appunto, segreteria.

Varco la soglia con un po' di titubanza, è una stanza enorme e ci sono altre tre porte all'interno, una con su scritto vietato l'accesso se non agli addetti, un'altra ha la scritta psicologa della scuola e l'ultima, con la scritta più grande di tutte, presidenza.

C'è una signora di mezza età dall'altra parte della scrivania, deve essere la signora della segreteria, che mi guarda con aria scettica ed interrogativa. È evidente che ricorda tutti i parenti dei ragazzi che entrano qua dentro.

<< Buongiorno, sono Sophia... >> non riesco a finire che mi interrompe.

<< Wood. Piacere di conoscerla, sono la signora Brains, ha parlato con me al telefono >> afferma allungandomi la mano.

<< Certo, mi ricordo, piacere >> prendo la sua mano e la stringo.

<< È in anticipo >>

<< Si, di qualche minuto, mi piace non far aspettare le persone con cui ho appuntamento >>

<< Allora c'è una prima volta per tutto, di norma sono quasi tutte in ritardo da queste parti addirittura di fretta >> commenta con evidente fastidio << Per fortuna c'è qualche eccezione ma nessuna si è mai presentata in anticipo, al massimo in perfetto orario >>

<< Capisco beh, ognuno ha le proprie abitudini ed i propri impegni >>

<< Immagino di si. Se vuole accomodarsi, vado ad avvisare la preside che è qui >> si alza dalla scrivania e raggiunge la presidenza con pochi passi mentre io, come da lei suggerito, mi accomodo su una delle sedie poste proprio davanti alla scrivania.

Non ho mai amato le scuola infatti devo ammettere di non essere così entusiasta del fatto di essere qui ma è per Logan quindi, come è già successo in questi ultimi anni, cerco di farmi passare la mia " allergia " agli ambienti scolastici ed aspetto con pazienza.

A differenza di quel che pensavo, non ci vuole molto prima che la Signora Brians esca dall'ufficio e mi faccia passare dicendomi che la preside è pronta per ricevermi. La ringrazio e mi avvio all'interno della presidenza prima di chiudermi la porta alle spalle.

<< Signorina Wood, è un piacere conoscerla, sono la preside Louisanne >> la preside è una donna di mezza età con degli occhialini sul naso, composta, con capelli grigi ed un sorriso parecchio rassicurante.

<< Molto piacere di conoscerla >> stringo la mano che mi porge prima di accomodarmi sulla sedia difronte alla scrivania che mi indica.

<< La signora Brians mi diceva che vuole iscrivere in prima elementare un bambino >> va dritta al punto togliendosi gli occhiali e riponendoli davanti a lei prima di assumere un'aria molto attenta con le braccia incrociate sulla scrivania.

<< Si ecco, Logan è un bambino un po' particolare, ha cinque anni ma è un plusdotato >>

<< Capisco e come mai non lo ha iscritto in prima elementare a settembre >>

<< Vede, il punto è che vorremmo avesse una vita scolastica il più normale possibile visto che la sua infanzia è stata parecchio turbolenta. Il problema è che, non solo la maestra dell'asilo insiste affinché venga iscritto ad una classe superiore, anche Logan desidera mettersi alla prova, ecco perché il ritardo dell'iscrizione >>

<< Certo, ma, come sa, essendo la preside di tutte le classi scolastiche, non mi risulta nessun Logan plusdotato all'asilo, forse dovete ancora certificarlo? >> rimette gli occhiali aprendo un fascicolo e cercando non so bene cosa.

<< Il bambino è stato certificato ma non è iscritto a questa scuola >>

<< Oh ecco spiegato perché non ricordassi neanche lei >>

<< Ecco, mi sono appena trasferita, come saprà i fratelli Reed stanno ristrutturando un locale sulla strada principale della città ed io sono una delle due proprietarie. Mentre io mi sono già trasferita, la mia socia ancora non si è trasferita per una questione logistica e Logan è con lei >> le spiego.

<< Credo di essermi persa ad un certo punto. Il bambino, Logan, è figlio suo o della sua socia? >> chiede con aria leggermente confusa.

<< Di nessuna delle due >>

La signora toglie, nuovamente gli occhiali, massaggiandosi la base del naso << Temo di essere un po' confusa. Logan non è figlio di nessuna delle due ma volete iscriverlo in questa scuola ad anno iniziato ed a una classa avanzata >>

<< Si, direi che ci siamo >>

<< Potrebbe spiegarmi un po' com'è possibile tutto questo? >>

<< È abbastanza complicato quindi cercherò di essere il più esauriente possibile ma, se ha delle domande non si faccia problemi, siamo molto aperte sull'argomento visto che è tanto spinoso >>

Inizio a raccontare ogni cosa, dal principio, non solo di come la madre non l'abbia voluto ed abbandonato o di come Logan non è stato riconosciuto dal padre e quindi porta il cognome di Erin, Knight, ma anche della nonna che non era in grado di crescerlo e di ciò che abbiamo fatto per riuscire a farlo crescere al meglio delle nostre possibilità anche se non siamo i suoi genitori.

Io addirittura, teoricamente, non sono neanche imparentata con lui ma questo non vuol dire che gli voglia meno bene << L'assistente sociale che ha seguito il nostro caso è stata molto gentile e disponibile, se desidera posso darle il suo nominativo ed un numero di telefono a cui contattarla se avesse bisogno di altre delucidazioni >>

Sia io che Erin siamo più che consapevoli di essere un caso particolare e gravoso per l'ambiente scolastico, sono tutti abituati ad una coppia di genitori o ad una madre o ad un padre single, al massimo una coppia con un bambino adottato.

Avere una zia ed una zia acquisita come tutori legali è un caso decisamente fuori dal comune quindi cerchiamo di essere il più accomodanti possibili con lo scetticismo e la confusione che creiamo.

<< Sarebbe utile averlo in qualunque caso. Se vuole adesso, posso farle fare un giro della struttura e spiegarle un po' come funzionano le cose qui dentro >> si alza ed io con lei << Non sono solo la preside dell'asilo e delle elementari, mi occupo anche delle medie e delle superiori e, la segreteria >> usciamo dal suo ufficio << ha lo stesso ruolo, per fortuna la signora Brians è molto organizzata e riesce a gestire tutti i ragazzi dell'intera scuola. Ovviamente siamo divisi, come avrà notato ci sono due edifici, il più grande, questo, che contiene l'asilo e le elementari qui al piano terra mentre al piano superiore ci sono le classi delle medie. Nell'edificio davanti >> mi indica l'edificio in questione << È per le classi superiori. Abbiamo pensato che fosse meglio dividerli così per evitare problemi visto che al liceo hanno un linguaggio non sempre molto appropriato a dei bambini >>

Continuiamo il giro concentrandoci sugli spazi per i bambini delle elementari, mi vengono presentate anche alcune maestre che incontriamo nel giro scolastico. Devo ammettere che, il tutto, mi fa proprio una buona impressione, non mi aspettavo che fossero così preparati e ben organizzati e la cosa non può farmi altro che piacere.

<< Questo è quanto. Saremo contenti di aiutare ad inserire Logan nella giusta classe ma, prima di accettarlo in prima elementare, quando lo iscriverete, vorrei avere la documentazione che attesta il suo essere un plusdotato e che facesse una chiacchierata con la nostra psicologa, solo per accertarci che il bambino sia davvero pronto per un salto del genere >>

<< Mi sembra perfetto. Allora ci faremo sentire molto presto >> stringo la mano alla preside e, dopo esserci salutate, mi avvio fuori dalla scuola, sono le tre e quarantacinque e devo sbrigarmi.

Quando esco dalla porta vedo diverse mamme fuori dalla scuola, probabilmente i ragazzi stanno per uscire e loro li sono venuti a prendere << Sophia! >> Una mano alzata richiama la mia attenzione e vedo Juliet che mi si avvicina sorridendomi.

<< Juliet >>

<< Ciao! Che ci fai da queste parti? >>

<< Sono venuta ad informarmi per quando arriverà Logan, mio nipote, con Erin >>

<< Ma certo, quanti anni ha? >>

<< Cinque ma vogliamo iscriverlo in prima elementare >>

<< Così sarebbe in classe con Max >> mi ricorda sorrido.

<< A proposito, a che ora questa sera? >>

<< Alle sette? Sai, con un bambino piccolo tendiamo a cenare presto >>

<< Ma certo, per le sette sarò da te. Ora scusami ma torno a casa, devo chiamare Erin e farle un resoconto della mia chiacchierata con la preside >>

<< Fai bene ad andare via in fretta, tra poco le belve usciranno e sarà un gran caos >> entrambe ridiamo alla sua battuta << Ci vediamo stasera >>

<< A dopo >> mentre mi incammino a casa, tiro fuori il telefono e chiamo subito Erin.








Angolo autrice:

Buongiorno ragazze e ragazzi (? Non sono sicura che ci sia anche qualche ragazzo, nel caso.... ciaooooooo )

Ebbene ci siamo quasi, la cena è in arrivo, cosa vi aspettate? So che molte di voi sono incuriosite da Logan ma, purtroppo, dovrete avere un pò di pazienza, lo stiamo iniziando a conoscere grazie a Sophia ma lo conosceremo davvero quando si trasferirà con Erin :-)

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