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(Sophia) Capitolo 14

Angolo autrice:

Grazie mille a quelli che, anche se sono stata in ritardo, oltre a leggere il capitolo hanno lasciato una stellina: 

MartinaLoreto, assa2003, fede5494, betta93, AnnaDelGrosso, Laspirantescrittrice, MaricicaVallasca, nikmory, Elena_Dora, DomenicaCarlino, libertyflashquickt, Hilary_5SOS_92, JennyCuccu. angelacopes73, mareciapet, francesca-addeo e SaraSantinaPanzali



Con mio grande imbarazzo devo ammettere che per quanto mi riguarda è molto meglio evitare le scarpe con il tacco, decisamente non riescono a darmi la stabilità di cui ho bisogno, al contrario, anche se guardo dove metto i piedi mi sembra di camminare sulle punte.

Sono piuttosto certa che sia per questo che Edward, per arrivare alla sua macchina, mi ha aiutata ad arrivarci cedendomi il braccio che, un paio di volte, mi ha dovuta sorreggere prima che finissi sull'asfalto in posizione pelle d'orso.

Una volta seduta, con lo sportello della macchina chiusa, prima che Ed si sistemasse al posto di guida, ho tirato un sospiro di sollievo e sono riuscita, ancora una volta, a rilassarmi visto che, per l'ansia di cadere ero tutta in tensione.

<< Allora, hai passato una piacevole serata? >> chiede mentre avvia il motore della macchina.

<< Assolutamente si, ieri ero pronta a passare l'ennesima domenica sera al telefono con Erin a guardare qualcosa alla televisione e commentarla con lei ma venire a teatro mi è piaciuto davvero moltissimo >> e, come mi succede con Erin, riesco a sciogliermi << Che poi, sul serio, la cantante che interpretava la Madama era incredibile, come la serva della Madama. Oddio, ho un vuoto di memoria, come si chiamava il personaggio? >>

<< Suzuki? >>

<< Esatto, lei! Non sono un'esperta però mi sono piaciute moltissimo, avevano una voce incredibile. Insomma, mi sembravano davvero bravissime >>

<< Sono assolutamente d'accordo >> con la coda dell'occhio vedo che sorride ma non so il motivo.

<< L'unica cosa che non mi ha convito moltissimo è stato durante il primo atto... >> non concludo la frase perché voglio capire se è stata solo una mia impressione.

<< Il tenente Pinkerton? >> prova ed indovina subito.

<< Si! >> esclamo girandomi a guardarlo << Allora non era solo una mia impressione? >>

<< Direi di no, durante tutto il primo atto non è riuscito a dominare sulla musica a differenza degli altri cantanti però, nel terzo atto, quando è tornato in scena è andato decisamente meglio >>

<< Oh si, nell'ultimo atto quando cantava era decisamente molto più chiaro e non si lasciava più sovrastare dall'orchestra >> concordo con lui.

Edward si gira a sorridermi un secondo quando si ferma ad uno stop << Mi fa piacere che l'opera ti sia piaciuta e che ti sia stata bene in mezzo a tutti noi, nonostante due persone nuove >>

<< Voi Reed riuscite a mettere a proprio agio le persone, inoltre Juliet è davvero molto simpatica, mi sono trovata bene fin da subito con lei ed anche lo sceriffo sembrava preparato ad incontrarmi. È evidente che Faith l'aveva avvertito della mia timidezza ed infatti è stato molto discreto nei miei confronti, cosa che mi ha senza dubbio aiutata >>

<< Credimi, Oliver è un tipo riguardoso, non l'ha fatto soltanto perché avvisato della tua timidezza. Lo sceriffo non è certamente un uomo invadente, a differenza di altre mie conoscenze >> è evidente che pensa a qualcuno in particolare perché ha un leggero sorriso mentre scuote appena la testa.

<< Sarò timida ma sono anche una ragazza curiosa >> ammetto prima di chiedergli << Chi è la persona invadente a cui pensavi? >>

<< Oltre alla mia famiglia in generale? >> è palesemente divertito dalle sue stesse parole << Gli unici un po' meno impiccioni in famiglia sono Andrew e Nathan, il gemello di Faith >>

<< Non l'ho mai incontrato >>

<< Difficile, è un militare, al momento è in qualche base sperduta chissà dove >>

<< Non riesco ad immaginare quanto possiate essere preoccupati per lui >>

<< Tra meno di un anno tornerà a casa e saremo tutti più tranquilli anche se, pochi mesi fa, ci ha fatto davvero prendere un colpo. Nella missione a cui era assegnato c'è stato un attacco, sono morti in molti e non abbiamo avuto notizie per qualche settimana, io ed i ragazzi eravamo pronti al peggio. L'attacco era stato proprio brutto, non ci avevano dato molte speranze ma per fortuna, ad un certo punto, sono riusciti a trovare lui ed alcuni uomini sopravvissuti >>

Mentre me lo racconta posso vedere chiaramente quanto è stato preoccupato per il fratello, stringe talmente tanto le mani sul volante che le dita gli sbiancano ed anche la mascella è rigida.

<< Deve essere stato proprio brutto ma... >> gli poso una mano sul braccio teso che continua a stringere il volante << adesso sta bene, no? >>

Si prende un momento per allentare la presa e rilassare nuovamente i muscoli. Io resto con la mano sul suo braccio, anche quando lo vedo posare lo sguardo sulla mia mano. Voglio prima essere certa che sia più tranquillo prima di ritirare la mano anche se, questo non mi impedisce di arrossire per l'imbarazzo.

<< Si, sta bene, gli è rimasto soltanto un disturbo post traumatico ma secondo Faith c'è un medico davvero molto bravo alla base che se ne sta occupando quindi dovrebbe essere tutta questione di tempo prima che riesca a mettersi anche questo alle spalle >>

Vedendolo più rilassato tolgo la mano dal suo braccio sempre un po' in imbarazzo per il mio gesto che, per molti può essere anche considerato normale ma, per una persona timida come me, non lo è affatto. Infatti sono abbastanza sorpresa da me stessa ma mi giustifico con il fatto che Edward è sempre stato molto attento a me ed i miei bisogno che, per una volta, ho cercato di essere io ad aiutare lui.

<< Sono certa che Faith abbia ragione e che il medico che segue tuo fratello riuscirà ad aiutarlo. Come hai detto tu, ha solo bisogno di tempo >> concordo con positività.

<< Piuttosto, credo di doverti delle scuse da parte dei miei familiari >> il brusco cambiamento di argomento mi confonde un po'.

<< E perché? >>

<< Devi sapere che, anche se sono fantastici, nessuno in casa mia riesce davvero a farsi gli affari propri. Certo, c'è sempre chi è più invadente di altri però, in generale, nessuno si fa i fatti propri >> spiega come se ora fosse tutto più chiaro.

<< Ehm... va bene, suppongo che sia normale >>

<< Non so se l'hai già realizzato o se non te ne sei ancora accorta ma, a quanto pare, sei diventata la loro nuova attrattiva >> inizia a rallentare visto che il semaforo davanti a noi è rosso.

<< Ok, temo di iniziare a perdermi >>

Edward si gira a guardarmi << Come dire, in pratica, ti stanno incastrando in tutti i modi per permettermi, o per meglio dire permetterci, di passare più tempo insieme, possibilmente da soli >> con una mano indica noi e la macchina.

Mentre parla, con calma per permettermi di comprendere tutte le parole ed il suo discorso, continua a fissarmi dritto negli occhi ed io ricambio lo sguardo, cercando, per l'appunto, di stargli dietro e decifrare le sue parole.

<< Mh... >> ci metto un paio di secondi a capire cosa sta cercando di dirmi, un'auto dietro di noi suona il clacson.

Sobbalziamo entrambi perché eravamo così concentrati che non ci siamo accorti che il semaforo è scattato ed ora è verde quindi, senza attendere ancora, Edward si concentra nuovamente sulla guida.

Ed a quel punto scoppio a ridere perché, proprio quanto ci hanno interrotto, ho capito il significato nascosto, neanche tanto, dalle parole di Edward.

<< In pratica i tuoi fratelli stanno cercando di metterci insieme? >> mentre glielo chiedo continuo a ridere perché, effettivamente, potevo benissimo arrivarci da sola ma, la verità è che, non me ne ero minimamente accorta.

<< Esattamente e se continui a ridere potrei anche offendermi >> risponde sbuffando leggermente anche se sembra decisamente divertito dalle mie risate << Non sono propriamente uno di quelli con un ego smisurato, però non credo neanche di essere proprio da buttare >>

<< Oh no Ed, non sto ridendo per questo >> cerco di calmarmi << È la cosa che è surreale, non solo non mi ero accorta di nulla ma, soprattutto, non credevo che qualcuno cercasse davvero di incastrare qualcuno per accoppiare due persone >>

<< Non lo pensavi solo perché non conosci bene la mia famiglia. Da loro ci si può aspettare di tutto, soprattutto da Jay che ha, senza dubbio, le idee più folli e riesce anche a metterle in pratica oltre che a farsi aiutare >> mi spiega sorridendo.

<< Penso che dovresti ricordare a tuo fratello che sei assolutamente in grado di chiedere ad una ragazza un appuntamento. Se davvero volessi uscire con me non credo che ti ci vorrebbe chissà quale sforzo per chiedermelo >> commento con convinzione perché basta guardarlo per sapere che non ha alcun problema a porsi con le persone e, di certo, non ha problemi con le ragazze.

<< A parte il fatto che Jay non ascolta mai quello che gli dico. Devi sapere che quando parlo, quel che dico gli entra da un orecchio e gli esce immediatamente dall'altro >>

<< Sarà ma sono certa che capirebbe e ti ascolterebbe se gli dicessi che ti mette in difficoltà con tutte queste imboscate che ti prepara >> commento con un filo di dispiacere perché, in realtà, non mi dispiacerebbe affatto uscire e frequentare Edward.

<< Il punto è che non mi mette affatto in una situazione complicata. Temo più che possa mettere te in qualche situazione imbarazzante >>

<< Me? Ma se non mi ero neanche accorta di cosa stanno facendo >> ancora una volta mi ritrovo a ridere un po' << Sono più sorpresa dal fatto che non ti da fastidio la situazione in cui ti stanno mettendo >>

<< Ed in che situazione mi stanno mettendo? >> chiede con evidente curiosità.

Ormai siamo quasi arrivati, riconosco il tratto di strada che si percorre per entrare in paese.

<< Ecco, intendo dire che, stanno cercando di incastrarti con me, tutto qui >>

<< A te dispiacerebbe? >>

<< Cosa? >>

<< Se riuscissero ad incastrarci ancora insieme, ti dispiacerebbe? >>

Mi ritrovo a sbattere le palpebre più volte guardandolo un po' combattuta, non capisco il perché di una domanda del genere. Edward non è certamente il tipo di ragazzo che, normalmente, si relaziona con me.

Opto per un approccio del tutto sincero ed onesto anche perché dargli una risposta a caso non avrebbe senso ed a me piacerebbe riuscire a costruire un bel rapporto con questa famiglia << Mi trovo bene con te, penso che questo sia molto evidente per tutti e, onestamente, non capisco cosa stai cercando di chiedermi con queste domande >>

<< Suppongo, semplicemente, che il mio sia un tentativo di sondare il terreno per capire se ti piacerebbe uscire uno di questi giorni >>

<< Uscire? >> chiedo incredula.

<< Si, con me, soltanto con me >>

<< Un appuntamento? >> lo fisso perché sono sempre più basita, non mi aspettavo di certo che il nostro rapporto potesse prendere una piega del genere.

Edward, davanti al mio scetticismo, ride << Si, ti sto chiedendo se ti piacere uscire per un appuntamento con me e, prima che tu mi chieda se dico sul serio, sappi che sono incredibilmente serio anche se non si direbbe visto che sto ridendo >>

<< La tua risata decisamente non aiuta a prenderti sul serio >>

Accosta la macchina davanti al palazzo del mio appartamento, spegne il motore e si gira a guardarmi << Allora? Hai voglia di concedermi un appuntamento? >>

<< Se me lo stai chiedendo solo perché Jay sta cercando di metterci insieme non devi stare a preoccuparti, non sono una di quelle che fa grandi viaggi mentali >>

A questo punto lo vedo scendere dalla macchina e fare il giro della vettura, apro la portiera e lo guardo mentre mi porge la mano per aiutarmi a scendere. L'afferro uscendo dall'auto e ci incamminiamo alla porta del mio palazzo.

<< Sophia? >> ha lo sguardo serio mentre mi parla << Mi piacerebbe davvero uscire con te, indipendentemente da ciò che stanno cercando di fare i miei familiari. Se non lo volessi davvero non te lo chiederei >>

<< Ok. Se sei sicuro allora va bene, sarei contenta di uscire con te >>

<< Senza che qualcuno cerchi di incastrarci insieme >> dice alleggerendo l'aria seria che si era creata.

<< Esattamente >> entrambi ridiamo della cosa.

<< Va bene, allora ci sentiamo in questi giorni per organizzarci? >>

<< Ok. Sappi però, che domani, mi vedrai certamente arrivare in cantiere, avevo già pensato di portare nuovamente la colazione o uno spuntino mattutino se preferisci. Infatti ieri sono andata a comprare quel che mi serviva al supermercato >> mi agito un po' al pensiero che possa pensare che gli stia troppo intorno.

<< Sono certo che tutti saranno contenti di vederti arrivare con del cibo, primo fra tutto Jay >>

<< Ed il caffè. Ho notato che Andrew sembra non riuscire a farne a meno >>

<< Direi di no, per mio fratello è indispensabile come l'aria >> ed ancora una volta ci troviamo a ridere.

<< Va bene, ormai è piuttosto tardi vado altrimenti domani mattina non riuscirò ad alzarmi dal letto prima dell'arrivo di mio fratello >>

<< Certo >> prendo le chiavi di casa dalla borsa << Allora buona notte e grazie mille per tutto >>

<< È stato un piacere, ci vediamo domani e buona notte >>

Senza aspettare, appena si allontana da me, entro nel portone chiudendo la porta prima di togliermi le scarpe e salire le scale con i tacchi in mano ed un sorriso enorme sul volto.

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