(Edward) Capitolo 6
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Non ho mai capito il perché, ma la demolizione è sempre stato il momento che preferisco durante una ristrutturazione. Forse è per il fatto che diamo inizio a qualcosa di nuovo o, semplicemente, demolire è divertente, non saprei ma, di certo, non sono l'unico a cui piace prendere buttare giù un muro o far saltare il pavimento.
Una cosa che mi annoia molto invece è dover grattare via la vernice dalle pareti e ridipingere, cose che, al contrario, a Clay dà una certa soddisfazione. É per questo che lasciamo questo lavoro a lui ed agli operai che lo aiutano.
Visto che ormai il locale è un cantiere aperto abbiamo mandato via sia Faith che Sophia per una questione di sicurezza e, nel caso di Sophia, per evitare una possibile crisi o interferenza nel nostro lavoro.
In passato è già successo che, un cliente particolarmente ansioso, ha osservato la fase di demolizione da fuori ed ha dato di matto, vedendo che, per realizzare il progetto, stavamo buttando giù una marea di pareti, il pavimento e, addirittura, il tetto ha iniziato a strillare per strada.
Da quel giorno, dopo aver avuto a che fare addirittura con le autorità che sono dovute intervenire, non abbiamo più permesso a nessuno di assistere alla demolizione, i non addetti ai lavori si fanno prendere da una sorta di panico a causa di tutti i detriti che vedono formarsi sotto i nostri colpi.
Demolire è anche un ottimo momento per sfogarsi, sempre che uno ne abbia bisogno, tipo Andrew in questo preciso istante, se la sta prendendo con il pavimento con una certa ferocia, se continua così finiremo la demolizione anche prima del previsto. Chiuderemo un'ora prima, ma con la forza che ci sta mettendo Andrew sarà come se niente fosse, nessuna ora persa anzi, semmai l'abbiamo guadagnata visto che lavora ad una velocità impressionante.
<< L'hai notato anche tu né? È da stamani che va avanti a questo ritmo, si è fermato giusto per una mezz'ora a pranzo. Sai che gli prende? >> Jay mi affianca ed entrambi osserviamo nostro fratello << Sembra veramente fuori di sé eppure, questa mattina, era tranquillo >>
<< Non so che dirti, di certo ci ha fatto recuperare il tempo che credevamo di perdere chiudendo prima >> per evitare di innervosire Drew ancora di più, mi rimetto a lavoro.
Jay capisce subito l'antifona così, anche lui, torna a smantellare il pavimento. Potrebbe sembrare il lavoro peggiore di demolizione ed invece non è così, potremmo definirlo un lavoro intermedio mentre, quello che è davvero una terribile, è il tetto, ogni volta che c'è da buttare giù un tetto, soprattutto quelli vecchi, vorrei filarmela.
Jay di solito è il più bravo a trovare una scusa per non essere presente nei giorni in cui programmiamo di lavorare ad un tetto, nonostante le minacce che gli rivolgiamo, per un motivo o per un altro, riesce sempre a filarsela in ufficio da Faith. In questa maniera lascia tutto il lavoro a noi e torna appena sa che è stato del tutto smantellato.
Come sempre, quando si hanno un sacco di lavoro, o cose, da svolgere, il tempo sembra scorrere più in fretta ed è Faith a richiamare la nostra attenzione quando entra, con Sophia, per avvisarci che sono le sei ed è ora di tornare a casa e prepararci.
<< Forza ragazzi, è ora di staccare. Mettete in ordine e tornate a casa, chiudo io dopo aver fatto dare un'occhiata a Sophia così che possa rendersi conto di come funzionano i lavori >> Faith è sempre molto a suo agio in mezzo a tutta questa confusione, c'è abituata.
<< Fate pure, basta che state attente a dove mettete i piedi, ci sono ancora una marea di detriti e cocchi da dover sgomberare >> la voce autoritaria di Andrew non lascia spazio per le repliche.
Non ci sono molti operai ad aiutarci oggi, la prossima settimana saremo molti di più a lavorare su questo cantiere. Lì avevamo già avvisati del fatto che avremmo finito prima infatti, sentendo le parole di Faith, si sbrigano tutti a riordinare gli strumenti utilizzati.
Finiamo per raggrupparli tutti insieme nello stesso punto, vicino all'ingresso, gli operai non se lo fanno dire due volte e, una volta salutato, se ne tornano a casa. Nel frattempo, le ragazze entrano e si guardano a torno stupite, Sophia molto più di Faith.
<< Accidenti ragazzi, ci avete dato dentro, manca da finire la levigatura delle pareti, l'ultimo pezzo di pavimentazione, portare via i detriti ed avete concluso con la demolizione >> Faith è davvero sorpresa.
<< Se potessi chiamare per lo smaltimento ci faresti un favore, domani manderò nel pomeriggio uno degli operai a prendere il camioncino per trasportare via i detriti così da essere liberi il prima possibile di muoverci per la ristrutturazione >> Drew è particolarmente rigido, ce ne accorgiamo tutti ma facciamo finta di nulla.
<< Ok, ci vediamo più tardi. Forza Ed, devi portarmi a casa >> Jay interviene attirando la nostra attenzione.
<< Cos'è, mi hai scambiato per il tuo tassista? >> domando infastidito dal tono che ha utilizzato.
<< No, non preoccuparti, non sei solo il mio tassista, sei il mio tutto fare, cucini, lavi i panni, mi scarrozzi a giro... Aspetto solo che ti aggiorni un po' ed inizi anche a stirare, su questo pecchi ancora e devo ricorrere ad altre persone >>
Solo per il fatto che sento una risata femminile soffocata, anche se non sono certo di chi delle due ragazze in questione stia cercando di trattenersi dal ridere, evito di rispondere male a mio fratello << Muoviti e sta zitto o ti lascio a piedi >> va bene, decisamente non ci riesco molto bene ma almeno ci ho provato.
Senza salutare nessuno o aggiungere altro, sbattendo le mani sui pantaloni e sulla maglietta cerco di levarmi quanta più polvere è possibile. Sporcherei dappertutto ugualmente, già lo so, ecco perché in macchina ho dei copri sedili almeno, dopo averli sporcati per bene, posso lavarli senza sporcare tutto l'abitacolo.
<< Il mio tassista è alquanto irriverente >> come gli lancio un'occhiata d'avvertimento, Jay, guarda con finto terrore le ragazze.
Se provoca divertimenti in Faith e Sophia, in me non fa altro che aumentare la noia. Alzo gli occhi al cielo per poi osservare mio fratello con scetticismo, aspetto che si dia una mossa ma, soprattutto, che tenti di levarsi un po' di polvere da dosso.
<< Sul serio? Anche questa volta? Non posso essere esentato ogni tanto? Voglio dire, hai le coperture ai sedili e comunque sporco anche se provo a scrollarmi di dosso un po' di polvere >>
Incrocio le braccia al petto in attesa e non ci vuole molto, Jay si arrende quasi subito sbuffando << Alle volte sei peggio di Brontolo, davvero, come possiamo essere gemelli se siamo così tanto diversi? >>
<< Sei stato trovato nella spazzatura, te l'ho sempre detto ma non hai mai voluto credermi soltanto perché nostra madre è troppo buona per dirtelo in faccia >> ribatto con divertimento, da piccolini c'è stato un momento in cui ci ha creduto davvero.
Avevamo undici anni e, come al solito, Jay scherzava prendendoci in giro, Clay era particolarmente sensibile quel giorno, Juliet aveva la febbre alta e stava proprio molto male. Così, all'ennesima presa in giro in cui Jay faceva il verso della "disperazione" di Clay, è riuscito a far scappare una lacrima a Clay.
Allora, arrabbiato, dopo averlo sentito dire una frase simile a quella che ha appena detto ora, me ne sono uscito con questa storia del fatto che, in realtà, Jay non è figlio dei nostri genitori ma che era stato trovato abbandonato vicino alla spazzatura.
Un'enorme scemenza, non credevo avrebbe mai creduto sul serio ad una stupidaggine del genere, fatto sta che, Jay, è tornato di corsa a casa, arrabbiato sul serio con i nostri genitori. Come ha messo piede in cucina, dove si trovavano nostra madre e nostro padre ha iniziato a fargli la predica per non avergli detto di averlo adottato, lì ha sgridati per bene dicendo loro che, avrebbero dovuto essere più sinceri con lui e non lasciargli credere di essere il nostro gemello solo perché ci assomigliava.
I miei erano, giustamente, confusi dalle sue stupidaggini, è stato evidente fin da subito che io, Clay e Jay non ci assomigliamo e basta, siamo, letteralmente, identici fisicamente anche grazie al fatto che abbiamo sempre fatto le stesse attività quindi pure nello sviluppo siamo stati in grado di restare uguali.
Morale della storia, i miei si sono fatti una grande risata dopo essersi ripresi dall'iniziale sorpresa per la ramanzina di Jay, lo hanno rassicurato sul fatto che era davvero figlio loro e che non era semplice somiglianza quella con me e Clay. Al che, Jay, ha rimproverato me per avergli mentito, logicamente, io gli ho dato dello scemo oltre che del credulone per aver pensato anche solo per un momento a ciò che avevo detto.
<< Booby! >> Drew richiama il suo cane visto che anche lui e Clay sono pronti per tornare a casa.
<< Ci vediamo alle sette da mamma! >> Faith è costretta ad urlare perché siamo già tutti furori dal locale.
Andrew le fa un segno con la mano, giusto per farle sapere che l'abbiamo sentita. Apro la macchina con il telecomando, sbatto le scarpe sull'asfalto mentre mi avvicino alla portiera ed allungo i muscoli del collo.
Quando salgo in auto Jay si è già sistemato sul sedile accanto al mio. Senza dire niente metto in moto e guido fino a casa sua che poi, non è neanche tanto lontana dal mio appartamento, potrebbe benissimo usare le sue gambe invece di farmi allungare.
<< Vedi di non fare il cattivo e non lasciarmi a piedi stasera! Quindi aspettami prima di andare a casa di mamma, vengo a piedi al tuo appartamento così andiamo insieme e non mi rompi le scatole con il fatto che devi sempre portarmi a giro >>
<< Ti rompo perché è vero e poi non capisco proprio il motivo per il quale non utilizzi la macchina visto che ne hai una tua oltre alla patente >> gli faccio notare e, come ogni volta, fa finta di non sentirmi.
<< Ci vediamo più tardi rompi scatole! >>
Appena chiude la portiera della macchina riparto in direzione del mio appartamento che raggiungo nel giro di due minuti. Il problema sorge quando cerco le chiavi di casa, stamani ho dimenticato di lasciarle nel cruscotto quindi, ho lavorato tutto il giorno avendole in tasca e, in qualche movimento, devono essermi cadute.
<< Mannaggia! >> risalgo velocemente in macchina << Speriamo che siano ancora al locale >>
Per fortuna il cantiere è a pochi minuti da casa mia. In realtà tutto è a pochi minuti da casa mia visto che la città è così piccola, il posto più distante che frequento è il lago dove andiamo a fare dei picnic quando la domenica è bel tempo e non fa freddo.
La porta del locale è ancora aperta, sospiro di sollievo per non dover andare a giro della città alla ricerca di mia sorella, parcheggio in maniera sbrigativa ed entro nel cantiere.
<< Stai tranquilla, davvero, vedrai che nessuno dei ragazzi ti ha giudicato per il tuo comportamento, tanto meno Andrew per la tua reazione nei suoi confronti, lì avevo avvertiti del fatto che sei timida e capisco il tuo comportamento >> mi blocco quando sento Faith parlare.
<< Credimi, sono davvero mortificata, non volevo è solo che non ero preparata, Andrew è anche più alto e piazzato dei gemelli e, per un attimo, guardandolo, mi ha ricordato la stessa sensazione che mi ha provocato un bulletto ai tempi delle scuole medie >> la voce di Sophia è flebile << Argomento di cui, decisamente, non amo parlare >>
<< Non preoccuparti. Ad ogni modo mi spiace, so che sono moltissimi ad avere avuto problemi a scuola a causa del bullismo, per mia fortuna non ho mai avuto di questi problemi, se qualcuno ci avesse anche solo provato Nathan, il mio gemello, era lì altrimenti c'è solo l'imbarazzo della scelta quando hai altri quattro fratelli maggiori >>
<< Sei stata molto fortunata invece, non tutti possono affermare di avere un buon rapporto con il fratello o che sia, addirittura, pronto a difenderla. I tuoi genitori hanno fatto proprio un buon lavoro nel crescervi, spero di conoscerli prima o poi >>
<< Sicuramente ci sarà occasione con mia madre anzi, perché non ti unisci a noi questa sera? Sono certa che le farebbe molto piacere >>
<< Non mi sembra il caso, già ha dovuto preparare per tanto di voi, non posso presentarmi così all'ultimo secondo >>
<< Ma che! Mamma cucina sempre per un reggimento, è abituata a Jay che mangia per tre persone >> Faith prova ad insistere.
<< Ti ringrazio davvero molto ma no, sul serio, non mi sentirei a mio agio a presentarmi così a casa di tua madre e poi, dopo la figuraccia che ho fatto oggi con i tuoi fratelli sarebbe meglio che prendessi un po' più di confidenza con loro >>
<< Sei sicura? Non voglio essere insistente ma, se cambi idea basta che mi chiami, va bene? >>
<< Lo terrò a mente >>
Capendo che il discorso è concluso, paleso la mia presenza entrando e parlano << Faith! Penso di essermi perso le chiavi di casa qui da qualche parte >>
<< Ed! Stavo giusto per chiamarti, Sophia ha notato e recuperato le tue chiavi tra i detriti >> entrambe mi guardano, mia sorella sorride e Sophia, come le volte precedenti, arrossisce.
<< Per fortuna le hai trovate, grazie >> le sorrido nella speranza di metterla a suo agio e, sembro riuscire nel mio intento visto che, mi risponde accennando anche lei ad un sorriso.
Senza pensare troppo al fatto che non dovrei, mentre rendo le chiavi che mi passa mia sorella, mi ritrovo a chiedere << Hai già qualche programma per cena? Se sei sola perché non ti unisci a noi?>>
Faith mi guarda un attimo sorpresa per poi passare a guardare Sophia sorridendole apertamente. Forse non avrei dovuto chiederlo perché rischio di farmi scoprire per il fatto che ho ascoltato la loro conversazione ma, ormai, è troppo tardi per i ripensamenti.
<< Visto! Te lo dicevo che ci farebbe davvero piacere averti a cena >> esclama Faith.
<< Grazie, mi fa davvero molto piacere il vostro invito ma proprio non posso, ritrovarmi a tavola con tutti voi ed altre persone, senza essermi prima abituata a voi Reed sarebbe davvero un po' troppo per i miei nervi. È troppo presto, più avanti, se mi inviteranno i vostri genitori, verrò più che volentieri >> ribadisce Sophia sorridendo apertamente ad entrambi.
<< Va bene. Accetto la cosa solo perché sono convinta non ci vorrà ancora molto >> il tono di Faith è piuttosto sicuro.
<< Dici? >> chiedo con un filo di scetticismo.
<< Ne sono abbastanza sicuro dopo tutto, con te è molto più a suo agio, certo, c'è ancora molto su cui lavorare, però per essere solo la terza volta che vi incontrate direi che Sophia è abbastanza tranquilla in tua presenza >> afferma prima di chiedere conferma << Mi sbaglio? Con Edward non sembri particolarmente agitata >>
Sophia mi guarda un attimo spaesata prima di spostare rapidamente arrossendo di colpo << È che Edward non mi mette pressione con mille domande o fissandomi come se fossi pazza o stupida. Questo di certo mi aiuta >>
Faith sorride soddisfatta, come se avesse fatto chissà quale scoperta << Ed, come Andrew e Nathan, è un ragazzo molto discreto, non è un impiccione e se gli dici o racconti qualcosa se lo tiene per lui. Jay è incredibilmente curioso, non lo fa apposta ma per lui porre domande per qualunque cosa è normale, sedare la sua frenesia o curiosità non è molto facile. Diciamo pure che in tale impresa riescono solo Drew, Ed, Nate e mamma, il resto di noi ci prova ma con scarsissimi risultati. Al contrario, se non vuoi far sapere qualcosa non parlare con Clay, è un chiacchierone e si fa scappare qualunque cosa >>
<< Spezziamo una lancia in favore di Clay, non si lascia scappare proprio tutto, se è una cosa davvero molto seria non dirà niente. Jay invece si lascia trasportare dal suo carattere solare, è come una batteria inesauribile, un po' stressante e pedante, ma di certo è un'ottima compagnia ed è bravissimo a rallegrare qualunque situazione, anche le più nera >> intervengo a favore dei miei fratelli fissando Sophia che, come ha notato anche Faith non riesce a reggere molto il mio sguardo.
Però, dal nostro primo incontro abbiamo fatto passi da gigante visto che mi parla anche se, quando parla, devo sempre stare particolarmente attento perché parla con un tono davvero basso e, se mi distraggo, potrei non sentirla o capire ciò che dice.
Osservo la ragazza davanti a me, ho incontrato diverse persone timide ed anch'io con la mia riservatezza alle volte posso apparire timido ma, non ho mai conosciuto nessuno di così tanto timido, in un certo senso fa tenerezza.
Visto che ci sono ascolto i timori di Sophia e con Faith la rassicuriamo su ogni "danno" che vede, ricordandole che è necessario per riuscire a realizzare il progetto che è stato concordato, alla fine dei conti aspetto che anche loro escano dal locale, che chiudano tutte le luci e la porta a chiave.
Infine le saluto senza preoccuparmi troppo, sarà Faith ad accompagnare Sophia a casa che poi, l'appartamento, in cui si è trasferita la ragazza, altro non è che il vecchio appartamento di Faith, quello che avevano puntato in tanti restando poi a bocca asciutta.
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