(Edward) Capitolo 3
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<< Buongiorno riflesso >>
<< Possibile che tu non ti stanchi mai di dire sciocchezze? >> chiedo a mio fratello mentre entro in casa di Clay dirigendomi subito a salutare Juliet ed il piccolo Max.
<< Accidenti, è mattina, ieri sera dovevi vederti con... >> mentre prendo in braccio Max facendogli il solletico, Jay si rivolge a Clay << com'è che si chiamava? >>
<< Kassy? Katy? Ah no, Kate! >>
<< Esatto! Dovevi vederti con Kate quindi, perché sei così di mal umore? >>
Rimetto a terra Max << Come facciamo a sopportarli tutti i giorni? >>
<< Ce li dividiamo, ecco come facciamo, io mi tengo Clay e tu Jay >>
<< La questione continua a non essere molto equa, in realtà io me lì ritrovo, entrambi, tra i piedi tutti i giorni. Inoltre, tu sopporti Clay perché lo ami >>
<< Non starai mica dicendo che non mi ami vero? Tu sei uno dei miei due grandi amori, come puoi ferirmi così >> Jay mi si appiccica al braccio urlandomi in un orecchio in una delle sue migliori interpretazioni melodrammatiche.
<< E smamma rompiscatole >> sbuffo scrollandomelo dal braccio.
<< Forza, sedetevi a tavola e fate colazione mentre io aiuto Max a vestirsi >> Juliet sospinge entrambi.
Senza dire niente mi muovo verso il mio solito posto a sedere. La maggior parte delle volte, io e Jay facciamo colazione insieme a casa mia prima di venire da Clay ma, oggi, sapendo che avrei dovuto avere compagnia, non si è presentato da me come al solito.
<< Allora? Com'è andato l'appuntamento con Kate? >> è Clay a domandarmelo ed io lo guardo male.
<< Me lo chiedi così poi potrai andare a spiattellarlo al mondo intero? >>
<< Andiamo Ed! Non l'ho fatto a posta, mi è scappato! Per quanto tempo mi rinfaccerai ancora il fatto che ho detto a mamma che avevi un appuntamento? >>
<< Credimi, lo farò ancora per parecchio tempo quindi mettiti l'anima in pace chiacchierone che non sei altro >> sembra che io sia arrabbiato con lui, lo so, ma in realtà non lo sono affatto.
È uno dei miei gemelli, tra di noi non ci sono segreti e ci conosciamo come nessun'altro ci conosce. Certo, Juliet ci è molto cara, siamo molto legati a lei, non solo perché ci ha resi zii, è anche la compagnia di Clay ed abbiamo condiviso parecchie esperienze.
Nessuno di noi dimenticherà mai la prima volta che Clay ha visto Juliet, all'ultimo anno delle elementari, già allora aveva deciso che sarebbero stati insieme. Ho faticato parecchio il primo mese visto che anche Jay si era preso la sua prima cotta per lei, non capivo come entrambi potessero pensare ad una ragazza in quel senso.
All'epoca le trovavo incredibilmente pedanti e noiose, le nostre coetanee non facevano altro che parlare di sciocchezze, volevano giocare solo con le barbie o a prendere il tè o, ancora peggio, a farsi le treccine ed un finto trucco. Ricordo con orrore il periodo delle elementari e delle medie, non capivo assolutamente come i miei amici potessero essere interessati a loro, tanto meno i miei gemelli.
Per mia fortuna la simpatia di Jay verso Juliet non è durata molto, c'ha messo meno di un mese a rendersi conto che non era interessato a lei, al contrario, Clay, era veramente partito. La prima volta che Clay ha invitato Juliet a casa nostra ha fatto un discorsino ad Andrew prima che lei arrivasse, l'ha intimato a starle lontano perché lei, una volta cresciuti, sarebbe stata la sua fidanzatina e non c'era niente su cui discutere.
All'epoca non era molto interessato all'opinione di nessuno, lui aveva già capito che loro erano fatti per stare insieme. Non ho mai capito come abbia fatto, soprattutto perché a quell'età si cambia molto crescendo.
Certo, io e Jay abbiamo accettato subito Juliet, per noi non è stato un grande problema, solo all'inizio c'è stata una certa gelosia, ma solo per il fatto che eravamo abituati ad essere solo noi tre, al massimo includevamo Andrew in quel che facevamo ma, noi tre ci siamo sempre bastati, non avevamo bisogno di nessun'altro.
Il giorno in cui Juliet venne a casa nostra fu incredibilmente divertente per mamma, la scuola era iniziata da poco più di quattro mesi e, in quel poco tempo, erano diventati praticamente inseparabili, stavano sempre appiccicati il che, per noi, equivaleva a non essere più un trio ma un quartetto.
Mamma sapeva che avevamo qualcosa in mente ed aveva ragione, unendo tutti i nostri risparmi, il giorno prima, avevamo passato un intero pomeriggio a scegliere e guardare anellini per poi comprare il primo che avevamo visto.
Niente di che, un anellino per bambini, di metallo color argento con una pietrina di plastica a forma di cuoricino rosso.
Devo dire che, con gli anni, ho capito che quando scegliamo qualcosa, almeno noi, finiamo sempre per perdere un sacco di tempo a vedere qualunque cosa ma compriamo, puntualmente, la prima cosa che avevamo visto o che c'era piaciuta.
Comunque, quel giorno, con una scusa io e Jay abbiamo lasciato da soli i due piccioncini sulla veranda nascondendoci dietro ad una finestra che avevamo lasciato semi aperta e coperta dalle tende così da poterli spiare.
Ovviamente facevamo il tifo per nostro fratello, per noi era una cosa importante, era il primo di noi ad avere, in un certo senso, a che fare con una ragazza e voleva sigillare un nuovo legame con lei. Ogni esperienza fatta l'abbiamo sempre vissuta in tre, la maggior parte delle volte con grande trepidazione, altre volte invece sarebbe stato meglio evitare.
Senza che ce ne accorgessimo, abbiamo attirato l'attenzione di mamma ed anche quella di Andrew così, praticamente tutta la nostra famiglia ha assistito al momento in cui Clay si è dichiarato a Juliet e le ha regalato l'anellino chiedendole di essere la sua migliore amica.
Lui era incredibilmente agitato ed anch'io e Jay lo eravamo per lui, lei per nostra fortuna ha accettato subito saltandogli al collo abbracciandolo, saltellava dappertutto, l'unica pecca di quella giornata è stato il fatto che l'anellino era decisamente troppo grande per Juliet.
Per fortuna mamma era là così ha risolto la questione con grande semplicità, ha fatto un nodo con un fiocco bianco attorno all'anello per poi legarlo modello collanina al collo di Juliet dicendole che nel giro di qualche anno avrebbe potuto portarlo al dito ma che, fino ad allora, avrebbe sempre potuto portarlo con sé in quel modo.
Ogni volta che può mamma ricorda questa storia, come se non la conoscessimo già tutti, anche Max l'avrà sentita almeno un centinaio di volte ma, devo ammettere, è una bella storia quindi nessuno si lamenta a parte Clay che si imbarazza ogni volta.
Ad ogni modo, è stato Juliet ha sempre portato al collo l'anello che le aveva regalato Clay per poi iniziare a portarlo all'anulare all'inizio della terza media. L'ha avuto al dito per tanto anni senza mai toglierselo, a parte per quel periodo in cui Clay stava per fare un gran casino.
Per quanto era certo del suo destino con Juliet, non ho mai capito come gli sia venuto in mente di fare un passo indietro con lei. Tutti noi sapevamo che c'era qualcosa di più di un'amicizia molto forte tra di loro, alla fine delle elementari si sono dati il primo bacio a stampo, in terza media il loro primo e vero bacio.
Poi alle superiori, in seconda per la precisione, Clay si è fatto prendere dall'ansia e dal panico, nessuno ha mai detto apertamente che stavano già insieme, ma tutti ne eravamo a conoscenza. Così, senza alcun preavviso, un giorno l'ha guardata e le ha semplicemente detto che lei era la sua migliore amica, che lo sarebbe stata per sempre.
Juliet ovviamente c'è rimasta malissimo, per lei è stata una vera e propria batosta oltre che una grande delusione. Lei lo ha sempre considerato il suo ragazzo, non solo perché si scambiavano effusioni di ogni genere, ma anche per i sentimenti che condividevano.
Per fortuna quello scemo è tornato sui suoi passi grazie all'intervento dei nostri genitori che l'hanno fatto ragionare, era inutile fasciarsi la testa e fare un passo in dietro senza una vera ragione, solo per evitare di deludere o ferire una persona.
Se i nostri genitori non fossero intervenuti in tempo, io e Jay avevamo già un piano con Juliet, nessuno di noi tre voleva metterlo davvero in atto, ma se Clay non fosse tornato sui suoi passi avremmo cercato di fargli cambiare idea scatenando la sua gelosia.
E come avremmo mai potuto farlo meglio se non con uno di noi in atteggiamenti troppo intimi con Juliet? Niente l'avrebbe mai infastidito di più che vedere me o Jay accanto a Juliet non in maniera fraterna. Sarebbe stato decisamente strano visto che avrei dovuto farlo io. Jay era poco credibile visto che Clay sapeva benissimo che la cotta che aveva avuto per lei quando erano alle elementari era passata da parecchio tempo e correva dietro a qualunque gonnella.
Io, d'altro canto, sono sempre stato tranquillo e non ho mi ero mai sbilanciato, fino ad allora, verso nessuna ragazza. Certo, a sedici anni anch'io avevo diversi ormoni in circolo ma ero già abbastanza riservato, non mi piaceva spettegolare di ragazze, neanche con i miei fratelli.
La cosa mi metteva un po' in imbarazzo, soprattutto perché non ero così sciolto nel discutere dell'argomento oltre al fatto che non sono mai stato uno che andava a raccontare ai quattro venti le proprie questioni. Certo, crescendo l'argomento è diventato molto più comune e naturale, dopo il liceo io ed i miei fratelli abbiamo affrontato parecchie volte l'argomento ma, con gli estranei, continuo ad evitare di scendere nei dettagli visto che non sono affari loro.
<< Andiamo Ed! Non puoi non dirci com'è andata la tua serata con Kate? Era la terza o quarta volta che uscivate, no? >> anche Jay insiste.
<< La quarta e, posso assicurarvi, anche l'ultima. Non ho alcuna intenzione di rivederla >> affermo senza lasciare alcun dubbio in questione.
<< Accidenti, che ha combinato questa volta la maniaca del controllo? >> come al solito, Jay, è parecchio divertito dalla cosa.
Si è fatto un sacco di risate quando gli ho raccontato degli appuntamenti precedenti e, effettivamente, aveva ragione. Ho cercato di andare oltre ai primi appuntamenti per vedere se Kate era semplicemente una pazza maniaca del controllo o se c'era altro che nascondeva dietro quell'aspetto.
Grave errore da parte mia. Mi quasi ha fatto passare la voglia di mettermi a cercare un'altra ragazza.
<< Ricordate cosa vi avevo raccontato l'altra volta? Su come sembrava piacerle particolarmente "giocare" >> mimo con le virgolette mentre mi giro sulla sedia.
<< Oh si! Si era improvvisata infermiera ahaha >> ricorda Jay ridendo forte.
<< Già, questa volta non le ho posto molta attenzione dall'inizio ed ecco il risultato >> tiro su la maglietta sulla schiena, mostrando loro il segno che ho sulla schiena.
<< Ma che cavolo... ? Ed! >> l'esclamazione indignata è di Clay mentre Jay ride con ancora più forza.
Mi tiro giù la maglietta e mi rigiro a guardarli con evidente imbarazzo << Lo dici a me? Hai visto che mi ha combinato? Mi sono distratto un attimo perché pensavo scherzasse, invece quella pazza faceva sul serio e mi ha fatto un male cane >>
<< Ci credo, deve averti colpito con forza visto il livido che ti sta uscendo >>
<< Com'è che le trovi tutte tu quelle più matte? >> la domanda divertita di Jay mi fa storcere il naso visto che sembra avere ragione.
Al primo appuntamento, a parte il fatto che ha programmato dettagliatamente ogni cosa e mi ha fatto un vero e proprio interrogatorio, Kate, era sembrata abbastanza normale. Peccato che dal secondo ho iniziato a capire che non era proprio così e, con ieri, abbiamo superato ogni limite. È volere troppo desiderare una ragazza normale sotto tutti i punti di vista?
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