(Edward) Capitolo 27
Angolo autrice:
Buon pomeriggio a tutti. Inizio questo capitolo subito con un angolo autrice, so che alcuni di voi si sono preoccupati per la mia assenza, se avete notato infatti, non ho risposto a nessun commento o messaggio in questi giorni (cosa che conto di fare nelle prossime ore). In primo luogo vorrei mi scuso per l'enorme ritardo, non ho avuto problemi con wattpad questa volta ma, bensì, mercoledì, verso ora di pranzo, ho avuto un piccolo incidente e sono stata ricoverata a causa di una frattura ma, soprattutto, perchè avevo sbattuto la testa sul marciapiede. Mi hanno trattenuta per quarantotto ore per monitorare l'atroce mal di testa che mi sono ritrovata. Il problema principale è stato che, mia zio, che era con me al momento dell'incidente, prima di andare via in macchina, si è portato via il mio zaino che era nel suo portabagagli. Ora, direte, vabbè, qual'è il problema? Il problema è stato che lui abita a cinquanta chilometri da casa mia e, io, per ovvie ragioni non potevo andare a recuperarlo quindi, ho dovuto aspettare che qualcuno lo andasse a recuperare. Per fortuna mio zio sa che ne avevo bisogno quindi oggi, con la scusa di venirmi a trovare per vedere come stavo, è venuto per pranzo riportandomi lo zaino quindi...
Ecco a voi il capitolo e scusate ancora!
Ieri, prima di andare a casa di Sophia con i miei fratelli e Juliet per aiutarla a preparare la casa per l'arrivo di Erin e Logan, sono stato a casa di Jay che, appena mi ha visto, era particolarmente agitato.
È tutta la settimana che cerco di capire cos'abbia in mente e, vedendo la razione che ha avuto ieri quando mi sono presentato a casa sua, sono certo che ormai sia solo questione di tempo prima che si riesca a capire quale strambo piano gli è saltato in mente ed ha messo in atto.
Ad ogni modo, ieri, non ero andato a casa sua con l'intento di sfilargli altre informazioni o chissà cos'altro pensava avrei fatto. Normalmente, per non dire sempre, è Jay che viene a casa mia, io sono andato poche volte al suo appartamento, non perché non ci sia spazio o per chi sa quale motivo.
Semplicemente lui è praticamente sempre da me quindi non ho mai sentito il bisogno di andare a trovarlo. Le uniche volte in cui sono andato io da lui è stato perché c'era il trasloco da fare o aveva bisogno di aiuto per sistemare l'appartamento oppure quando è stato malato e c'era bisogno di prendersi cura di lui quindi, per non affaticare mamma o Juliet, mi sono offerto volontario.
Una volta assicuratogli che poteva star tranquillo, che non avevo intenzioni belliche nei suoi confronti, gli ho spiegato che non mi sentivo bene, probabilmente un inizio di febbre e, visto che i farmaci che avevo io a casa erano scaduti, cosa di cui mi sono sbarazzato appena me ne sono accorto, avevo bisogno di qualcosa, un'aspirina o qualcosa del genere.
Mi sentivo troppo malaticcio per poter andare fino alla farmacia che è al centro commerciale mentre, mio fratello, abita a due passi e, anche se non si ammala molto, è come una farmacia, è fornitissimo. Infatti mi ha rimesso in piedi grazie a del paracetamolo e poi, avevo bisogno di un mazzo delle chiavi di casa mia che, dopo qualche protesta, alla fine, mi consegna.
<< Tanto ne hai chissà quanti altri mazzi >> ho commentato mentre mi mettevo le chiavi in tasca e lui continuava a guardarmi male cose se gli avessi tolto l'unico mazzo.
L'ultima volta che mi sono ammalato Allison era ancora a casa con me per cui fu lei a prendersi cura di me e le medicine che sono scadute, le ha comprate tutte lei. Abitando da solo dovrei sapere che è bene avere alcuni medicinali sempre pronti ma, la realtà dei fatti è che possiedo disinfettante, garze e cerotti di ogni misura ma, per il resto, non ci ho mai pensato.
Errore abbastanza grave da parte mia visto che, ho passato una nottata orribile. Pensare che Jay, senza farsi notare, mi ha suggerito più volte di fermarmi e lasciar montare a lui e Clay la cameretta per Logan ma si sa, sono sempre stato un tipo poco incline ad ascoltare i consigli degli altri.
Comunque non ho avuto nessun problema il pomeriggio o durante la cena, poco prima di andarmene da casa di Sophia ho faticato non poco per non farle capire che non stavo bene e, una volta arrivato a casa, non ho neanche voluto chiamare Jay per farmi portare qualcosa per cercare di sentirmi meglio.
No, ho alzato i riscaldamenti, mi sono fatto una doccia calda e, dopo essermi infilato un pigiama, mi sono messo immediatamente sotto le coperte. Quando ho iniziato ad avere freddo, ho capito che mi era arrivata la febbre, ho borbottato da solo al buio per un po' prima di riuscire ad addormentarmi.
Dicono di stare a letto quando si ha la febbre, cosa che ho fatto fino all'ultimo, prima di alzarmi per prepararmi per andare a prendere Sophia ed andare a pranzo da mia madre, peccato che io ancora non mi senta bene e, stasera, abbiamo preso accordi con Juliet per andare a cena da lei e Clay.
Mi segno mentalmente, di andare nel bagno grande quando arrivo a casa di mamma così da poter prendere qualcosa che mi faccia stare meglio per potermi godere il pranzo e la compagnia. Peccato che il raffreddore non si possa nascondere fingendo che tutto vada bene come per la febbre.
Prima di uscire mi infilo due pacchetti di fazzoletti nelle tasche visto che, da quando mi sono alzato dal letto, non faccio altro che soffiarmi il naso. Non ho bisogno di guardarmi allo specchio per sapere che, nel giro di qualche ora, avrò sicuramente il naso rosso a forza di soffiare e strofinare il naso.
Sbuffo scocciato mentre scendo le scale di casa. Il non ammalarmi molto spesso è una scocciatura in realtà, perché quando poi arriva il raffreddore, la tosse o la febbre, arrivano per bene, non quelle leggere motivo per il quale sto scrivendo a Jay di portarmi un blister di paracetamolo o aspirine da potermi portare a casa.
Purtroppo sono particolarmente insofferente al raffreddore, febbre o qualunque altra cosa, essendo una persona sempre in moto ed a cui piace essere impegnato, essere malato è un vero e proprio intralcio alla mia routine.
Arrivato sotto casa di Sophia, mi copro bene prima di scendere per bussare. Lei, come al solito, non ci impiega molto per scendere << Buongiorno e buona domenica >> mi saluta subito piena di allegria mentre tiene in mano due teglie.
<< Buongiorno >> la saluto lasciandole un bacio sui capelli così da evitare di mischiarle qualcosa.
Saliamo in macchina ma, questa volta, sembra rendersi conto delle mie condizioni << Edward ma stai bene? Se non ti senti potremmo restare a casa, ti preparo qualcosa di caldo e ti metti a letto >>
Metto in moto le prendo la mano e la stringo con la mia sul cambio << Sta tranquilla, sto bene, non c'è bisogno di far saltare i nostri programmi per un po' di raffreddore >>
<< Sei sicuro? Hai anche gli occhi lucidi >>
<< Tranquilla, un po' di raffreddore non mi fermerà ed io voglio passare la domenica con te e la mia famiglia, al solito pranzo domenicale e stasera, desidero davvero andare a cena da Juliet, lei, sicuramente, ci tiene ed io sono davvero felice del fatto che voi stiate legando >>
<< È vero, mi trovo molto bene con Juliet, credo sia perché siamo abbastanza, credo sia proprio grazie al fatto che è una ragazza tranquilla caratterialmente, riesce a mettermi a mio agio e con la sua calma placa la mia timidezza >>
<< Ne sono davvero contento, credimi, per me è importante. Loro sono la famiglia ed il fatto che tu riesca ad andare d'accordo con tutti e, soprattutto, tutti ti apprezzano così come sei non è scontato >> le stringo la mano mentre parcheggio dietro l'auto di Faith. Mi giro verso Sophia che mi guarda sorridendo << Piuttosto, non avevi detto che avresti fatto solo un dolce? Quelle mi sembrano due teglie, non una >>
<< Però una è più piccola. Quella grande è per gli adulti, mentre l'altra è per Max >>
<< Perché? >>
<< Non ero certa che Max fosse abituato a bere caffè o che gli piacesse così ho pensato di fare due tipi di tiramisù, uno, ovviamente, è il classico secondo la ricetta italiana, mentre l'altro, appunto, per Max, è alla nutella >>
Scoppio a ridere prima di commentare << Lo sai vero che Jay avrà da protestare e che la vorrà anche lui? Se c'è una cosa certe, è che mio fratello assaggia ogni cosa >>
<< Beh la teglia è più piccola ma non è così tanto piccola. Direi è abbastanza perché qualcun altro possa assaggiare senza che Max rimanga senza dolce. Oltre alla porzione per Max, direi che ci sono almeno altre cinque fette >> commenta facendomi la linguaccia.
<< Se la metti così allora la assaggerò anch'io, cercherò di tenere un posticino per entrambe >> scendo dall'auto andando a dare una mano anche a Sophia ed entriamo in casa tranquillamente.
<< Sai che il tiramisù è il dolce preferito di Andrew? >> domando mentre lei mi guarda sorpresa per poi ridere e scuotere la testa.
<< Perché ne sono tanto sorpresa? Non capisco proprio, dopotutto lui adoro il caffè quindi, quale altro dolce se non il tiramisù che è a base di caffè >>
<< Esatto >>
<< Il tuo invece? Qual è il tuo dolce preferito? >>
<< Ci sono un sacco di dolci che mi piacciono ma, credo proprio che, se dovessi scegliere solamente un dolce al mondo, probabilmente, sarebbe la Sacher. Si, mi piace il connubio tra il cioccolato ed una buona marmellata di albicocche >>
<< Davvero? >> mi guarda stupita mentre io annuisco << Non so perché ma non l'avrei mai detto >>
<< E cosa avresti detto? >>
<< Boh, probabilmente avrei puntato su una torta come il millefoglie o qualcosa di più classico come la crostata oppure i profitterol >>
<< I cosa? >>
<< Oh dai! Quel dolce composto da bignè di crema pasticcera, crema chantilly, panna o gelato che, poi, vengono ricoperti da una crema di cioccolato o di caramello. Hai presente? >>
<< No, ma devo decisamente provarlo >>
<< Vuol dire che prima o poi te lo preparerò >>
<< Senza dirlo a Jay altrimenti ce lo ritroveremo tra le scatole fino a quando non sarà pronto e finirà per portarselo via >> commento facendola ridere.
Visto che iniziavo ad avere diversi brividi di freddo, nonostante mi sia vestito pesante, entrare in casa mi fa tirare un sospiro di sollievo visto che riesco a quietare i brividi di freddo prendendo anche un po' di tempo per riscaldarmi per bene portando prima i dolci in cucina e sfilando ed appendendo prima il cappotto di Sophia.
Quando poi è il mio turno, anche se con un po' di titubanza, mi tolgo la giacca appendendola. Come mi ero già prefissato, lascio Sophia con Faith, Monica e mamma in cucina e me la filo nel bagno principale della casa.
Apro subito l'armadietto dei medicinali e mi metto alla ricerca di qualcosa che possa aiutarmi, non trovo il paracetamolo, ma trovo la tachipirina che, alla fine dei conti, è la stessa cosa, quindi, senza indugiare ne prendo subito uno pentendomene un po' perché ho lo stomaco vuoto e mamma mi ha insegnato a prendere sempre medicinali a stomaco pieno, ma ormai il danno è fatto.
Per fortuna, la tachipirina, ha un effetto praticamente immediato, nel giro di poco tempo mi sento molto meglio anche se rimango lo stesso un po' intontito e faccio un po' di fatica a seguire i discorsi in questo caos che, normalmente, trovo piacevole ma oggi, mi sta mettendo a dura prova.
Mentre pranziamo, mamma intavola una discussione su quanto tempo dureranno i lavori nei cantieri che abbiamo aperto nella sua proprietà. Sbuffando non poco, Andrew la mette al corrente delle tempistiche che ha calcolato nel caso non ci fossero intoppi, cioè prima di natale ma, sappiamo tutti che nel nostro lavoro si trova sempre qualche rallentamento quindi siamo tutti consapevoli del fatto che non saranno mai pronte prima di natale, forse una o due poco prima o proprio per natale ma, tutte e tre è molto improbabile.
Durante il discorso Jay è intervenuto dicendo che non c'era alcun problema se la casa conclusa per ultima fosse la sua visto che è l'unico ad essere ancora single e certamente non ha fretta mentre abbiamo concordato tutti che la priorità è Faith visto che loro già convivono.
L'imbarazzo di Sophia, durante il discorso, soprattutto grazie alle occhiate che le ha lanciato Jay, era ben visibile per tutti. Sia io che mamma abbiamo cercato di quietarla, io avvicinandomi a lei e mettendole un braccio sulle spalle, mentre mamma, oltre ad aver ammonito Jay con un'occhiataccia, le ha preso la mano sorridendole.
<< Non capisco se ad imbarazzarti sia il discorso in sé fatto qui con i miei familiari o la prospettiva che un domani quella di cui stiamo parlando sarà anche casa tua >> le sussurro all'orecchio prima di lasciarle un bacio fra i capelli.
Non mi aspettavo una risposta cosa che, infatti, non fa, ma neanche mi aspettavo che mi lanciasse un'occhiata sorpresa. Ricambio lo sguardo domandandomi se, per caso, non c'avesse mai pensato ad una nostra futura convivenza cosa che, invece, io, ho fatto già diverse volte.
So che è presto e non ho neanche conosciuto sua madre, ma sicuramente non sono uno che prende le cose sottogamba, quello che c'è tra me e Sophia è un rapporto vero che sta crescendo e rafforzandosi sempre di più. Io sono consapevole di essere sulla buona strada, sempre che non ci sia già, dell'essere innamorato di lei.
Non ho voluto toccare l'argomento per evitare di metterla in imbarazzo ma, durante il pranzo mi rendo conto che forse è arrivato il momento di mettere sul tavolo ogni cosa e metterla al corrente del fatto che sarei pronto ad andare a convivere con lei anche domani.
Come previsto, Andrew, era particolarmente felice quando ha visto il dolce preparato da Sophia e, a dimostrazione di ciò, questa volta, quello che ha mangiato più dolce di tutti è stato proprio lui. Però, Monica, Faith, mamma e, come previsto, Jay, hanno provato anche il tiramisù di Max.
I primi ad andare via, questa volta siamo io e Sophia visto che ho decisamente bisogno di mettermi a letto se voglio andare da Clay a cena questa sera. Mentre salutiamo tutti, Sophia e Juliet, si mettono d'accordo affinché la mia ragazza vada prima a casa di mio fratello così da poter aiutare Juliet a preparare la cena.
Quindi, alla fine dei conti, io mi organizzo con Jay in modo che mi venga a prendere lui stavolta così che poi possa tornare a casa in macchina con Sophia e, visto che ci siamo, mi passa un blister di paracetamolo di nascosto che infilo in tasca senza che nessuno se ne accorga.
Non che ci sia niente di male, dopotutto il paracetamolo è un farmaco da banco, non c'è bisogno di prescrizione medica per comprarlo però non voglio far preoccupare i miei famigliari o Sophia facendogli capire che non è semplice raffreddore ma che ho anche la febbre.
Incurante dei germi, una volta accostato sotto casa sua, è Sophia a sporgersi verso di me e baciarmi, la lascio fare perché, per quanto volessi stare attento a non farla ammalare, sono contento di questo contatto che, un po', oggi mi era mancato.
Appena arrivo a casa, i brividi di freddo riprendono a percorrermi il corpo ma, fortunatamente, ho pensato bene di lasciare il riscaldamento alto in modo tale da trovare l'appartamento bello caldo infatti, entrando riesco a riscaldarmi e, il più in fretta possibile, mi rimetto il pigiama infilandomi sotto il piumone, al buio.
Visto che ci sono, per paura di addormentarmi e non alzarmi in tempo, imposto la sveglia venti minuti prima dell'ora fissata con Jay per poi, chiudere un pò gli occhi visto che hanno iniziato a bruciarmi poco prima del dolce. Alla fine finisco per addormentarmi.
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