(Edward) Capitolo 23 (parte 2)
A risvegliarmi, improvvisamente, è il suono di un cellulare, non riconosco la suoneria quindi ci impiego qualche minuto a capire che non sto sognando ma che un telefono sta davvero squillando a casa mia.
Allungo una mano per recuperare l'orologio da polso che ho appoggiato vicino a me la sera prima, sono solo le nove e mezza. Jay non sembra minimamente scalfito dallo squillo insistente. Ci impiego diversi secondi a capire perché sono nella stanza degli ospiti con mio fratello.
Ammetto che il rumore di passi ed un colpo a qualcosa seguito da una << Cavolo >> mi aiuta a ricollegare il tutto molto più velocemente. Infatti ho riconosciuto subito la voce di Sophia mentre la sento muoversi per arrivare a quello che suppongo sia il suo cellulare.
Mi metto a sedere un secondo << Pronto mamma >> la sento cercare di sussurrare e parlare il più piano possibile, suppongo lo faccia per non disturbare, prima di alzarmi dal letto ed avviarmi fuori dalla stanza chiudendo, piano, la porta alle mie spalle.
Non mi ci vuole molto prima di inquadrarla, Sophia è in piedi davanti alla poltrona in soggiorno con una mano davanti al telefono << No mamma, non ho mal di gola... Mi sento benissimo, non sono malata... Sto sussurrando per evitare di disturbare... >>
Al momento sono abbastanza divertito, sembra quasi di essere tornati al liceo quando uno cercava di non farsi beccare dai genitori quindi bisbigliava al telefono cercando di fare ogni cosa il più piano possibile.
Per farle capire che non mi sta disturbando, mi avvicino a lei che, poco prima di essere abbracciata mi vede, le sorrido bisbigliandole un << Buongiorno >> a fior di labbra prima di darle un bacio veloce.
<< Buongiorno >> mi risponde prima di ricordarsi che ha ancora la chiamata aperta infatti sento distintamente sua madre iniziare ad urlare.
<< Buongiorno? O mio dio! Non posso crederci! Sophia Wood! Sono sconvolta, c'è qualcuno con te? Hai passato la notte con qualcuno? Un uomo? >>
<< Ehm... Mamma... >>
<< Oltre al danno anche la beffa! Non solo ti sei dimenticata ancora una volta della tua povera mamma che ha soltanto te al mondo >> la signora urla così tanto che Sophia è costretta ad allontanare il telefono dall'orecchio << Tu vuoi farmi morire, di la verità, ti scordi di chiamarmi ed inoltre non mi dici cose importanti come il fatto che, finalmente, potresti esserti trovata un uomo! Sai quanto ci tenga a saperti con qualcuno, perché vuoi darmi questi dispiaceri? Chissà cosa penserà, che siamo delle vere maleducate ed incivili >>
<< Per l'amor del cielo mamma >> il tono di Sophia è pieno di sdegno e mi sembra di sentire anche un filo di sofferenza << Smettila di fare un melodramma per niente >>
<< Come sarebbe a dire per niente! Hai fatto sesso con un uomo, vuol dire che è importante! So che è così, non sei propriamente una che va a letto con chiunque, a dimostrazione della mia teoria c'è il fatto che l'hai fatto soltanto con una persona in venticinque anni >>
Guardo sorpreso Sophia, questo non me lo aspettavo, so che ha poca esperienza, ma non credevo così poca e lei, oltre ad essere arrossita come poche volte, distoglie subito lo sguardo dal mio nascondendo la faccia sul mio petto visto che la sto ancora abbracciando.
<< Per favore mamma, sappi che mi stai mettendo in grande imbarazzo, smettila di urlare ma soprattutto... Qui nessuno ha fatto sesso con nessuno quindi calmati, mi sono semplicemente addormentata a casa di Edward >> intenerito dalla piega che sta prendendo la situazione e dall'evidente difficoltà di Sophia, le prendo il telefono << Ma che... Ed! >>
<< Buongiorno signora >> tengo buona Sophia che ancora non riesce a guardarmi in faccia cosa che mi facilita il compito.
<< Oh! Buongiorno, immagino tu sia Edward >> dall'altra parte, la madre di Sophia, torna a parlare come una persona normale e smette di urlare.
<< Esattamente, è un piacere conoscerla e, per favore, stia tranquilla, non penso assolutamente niente di lei ma sarò più che felice di conoscerla appena ce ne sarà l'occasione >> incoraggiato dal fatto che ha smesso di urlare, aziono il vivavoce, così che Sophia possa ascoltare.
<< Un unico avvertimento ragazzo, sono contenta che Sophia abbia una relazione, perché state insieme vero? >>
<< Decisamente >> Sophia, finalmente, torna a guardarmi anche se è ancora imbarazzata e le guance rosse di vergogna lo denotano.
<< Bene allora vedi di non far soffrire la mia bambina, è un'inguaribile romantica oltre che incredibilmente ingenua e timida quindi trattala bene >> vedo una certa sorpresa nell'espressione di Sophia mentre ascolta sua madre.
Sophia ha i capelli leggermente scompigliati così ci passo una mano cercando di sistemarglieli << Ne ho tutta l'intenzione >>
<< Mi piace la tua voce, è profonda e sensuale. Si, sono certa a mia figlia piacerà un sacco venire a le... >>
<< Mamma! >> Sophia strilla prima che la signora possa finire la parola ma sappiamo entrambi cosa stava per dire infatti scoppio a ridere.
<< Ho capito, uff >> la signora sbuffa scocciata << Quanto sei sensibile, scusa va bene? Adesso credo che vi lascerò a fare qualunque cosa stiate facendo e, mi raccomando, per quanto io non veda l'ora di diventare nonna, al momento mi sembra un po' prematuro, prima voglio vedervi sposare quindi... Usate le protezioni! >> ci sgrida come se fossimo in procinto di fare sesso e mio fratello non fosse in casa.
<< Va bene, ora basta sul serio, ciao mamma, ci sentiamo presto >>
<< Si, il giorno in cui ti chiamo visto che tu mi scordi sempre >>
<< Prometto che ti chiamo in settimana, tranquilla >>
<< Bene, buona domenica ragazzi >>
<< Buona domenica >> la salutiamo entrambi ed io attacco la chiamata.
<< Beh è andata bene >> commento sorridendo.
<< Si, per te, per me invece è stato incredibilmente imbarazzante. Alle volte non capisco proprio come faccia a dire certe cose senza rendersi conto di essere completamente fuori luogo oltre al fatto che mi mette in difficoltà >>
<< Non credo che lo faccia con cattiveria, dopo tutto, certi discorsi sono del tutto naturali, non c'è niente di cui essere in imbarazzo o vergognarsi >> le restituisco il cellulare che si affretta ad infilare nella tasca del jeans.
<< La fai facile tu, per una persona timida come me non è affatto così >>
<< Sono certo che con il tempo ed una maggior confidenza tra di noi, certi discorsi ti metteranno meno in imbarazzo >>
<< Sarebbe carino smetterla di arrossire come una scema per ogni minima cosa ma, al momento, non riesco proprio a farci nulla per quanto mi imponga mentalmente di non agitarmi >> vedendo che non ho alcuna intenzione di lasciarla andare, finalmente, anche lei mi abbraccia.
<< Fossi in te non ci spererei troppo, continuerai ad arrossire, magari un po' di meno, ma questa tua caratteristica non penso la perderai e, come ti ho già detto, non mi dispiace. Mi piace la tua timidezza >>
<< Piace solo a te >> mi rimbecca scherzando prima di sospirare ed arrossire nuovamente << Sono mortificata, ieri sera sono stata molto bene, non mi stavo annoiando o altro ma ero davvero stanca e mi sono addormentata come un pesce lesso ma avresti potuto e dovuto svegliarmi >>
<< Per amore della verità devo confessare di aver provato a svegliarti ma non eri molto collaborativa o intenzionata ad alzarti quindi ti ho lasciato dormire >>
<< Avresti potuto lasciarmi sul divano, come cavolo hai fatto a farmi arrivare fino al letto se non volevo svegliarmi? >> vedo una certa preoccupazione attraversare il suo sguardo.
<< Ti eri già tolta le scarpe e, vista la posizione in cui eri, mi è stato piuttosto facile prenderti in braccio e portarti nel mio letto >>
<< Abbiamo dormito insieme? >> la sua voce si alza di un'ottava.
<< No Sophia, tu hai dormito nel mio letto mentre, io, ho dormito nella stanza degli ospiti >> e per sottolineare la cosa le indico la stanza in questione.
<< In pratica ti ho costretto ad alzarmi di peso, tra l'altro sono pienamente cosciente di non essere propriamente leggera, ed infine ti ho sfrattato dalla tua camera da letto? >> la sua è una domanda retorica e ne sono più che cosciente infatti rimango in silenzio << Ora si che mi sento meno in colpa >>
<< Quante sciocchezze che riesci a dire, non è stato un problema >>
<< Oddio che vergogna! Mi dispiace davvero moltissimo >>
<< Vuoi smetterla di scusarti? E comunque... >> mi abbasso visto che c'è una certa differenza d'altezza, mi fermo a pochi centimetri dalla sua bocca << Spero tu sia stata comoda stanotte >>
Sophia neanche mi risponde o forse non mi ha proprio ascoltato, si alza quel tanto che basta chiudendo gli occhi ed appoggiando la sua bocca sulla mia. Sento le sue mani muoversi sulla mia schiena prima di oltrepassare le mie braccia e stringersi dietro il mio collo.
Cerco di lasciarle il timone, voglio che impari a lasciarsi andare e fidarsi completamene di me. Quindi mi limito a stringerle le mani sui fianchi ed avvicinarla quanto più è possibile. Senza poterne fare a meno, rilascio un sospiro di sollievo quando, timidamente, fa in modo che il bacio da leggero ed a stampo passi a qualcosa di più.
Quando si allontana è troppo presto per quanto mi riguarda ma lascio che si ritiri anche perché, essendo mattina, non è propriamente un momento facile per i miei istinti ed i neuroni. Si schiarisce la gola.
<< Ehm... Qual era la domanda? Temo di essermi distratta >> commenta con un sorriso facendomi scoppiare a ridere.
<< Hai dormito bene? >>
<< Si, ero decisamente comoda ed al caldo anche se... Non è stato molto igienico dormire così vestita >>
La guardo con scetticismo prima di prenderla un po' in giro chiedendole << Avresti preferito che ti cambiassi? >>
<< Assolutamente no, non era quello che intendevo >> scatta subito.
<< Sto scherzando Sophia, non mi sarei mai permesso, non adesso per lo meno, ma tra qualche tempo chi lo sa >> le sorrido visto che sono riuscito a scatenare nuovamente i suoi rossori.
<< Buongiorno piccioncini. Vedo che siamo già particolarmente attivi questa mattina, avete già fatto colazione? >> Sophia sussulta tra le mie braccia, non si aspettava di veder spuntare fuori Jay.
<< Buongiorno >> lo salutiamo mentre lo guardiamo avviarsi in cucina e rimanere deluso dal fatto che no, la colazione non è pronta e tanto meno l'abbiamo iniziata a preparare.
<< Non ve l'ha spiegato nessuno che, la prima cosa da fare quando ci si sveglia, anche prima di amoreggiare, è preparare la colazione. Fai i pancake Ed? >> domanda speranzoso Jay.
<< Vorrei ricordarti che oggi andiamo a pranzo da mamma >> gli faccio presente mentre, dopo aver preso Sophia per mano, lo seguiamo in cucina.
<< Oh andiamo, lo sai che ho fame la mattina >>
<< C'è un momento della giornata in cui non hai fame? >> con grande sorpresa di entrambi, la domanda ironica, non è venuta da me, ma da Sophia che ride davanti alle nostre espressioni << Il fatto che io sia una ragazza timida, non vuol dire che non abbia senso dell'umorismo. Ora apparecchiate per la colazione al bancone e sedetevi mentre io preparo i pancake per tutti >>
Io, dopo averle tirato fuori tutto il necessario, insieme a Jay, ci affrettiamo a fare ciò che ci ha chiesto Sophia, apparecchiamo tre posto sul bancone della cucina e ci sediamo mentre lei prepara con precisione e velocità la colazione.
<< Insomma, tra meno di tre ore dovremo essere da mamma, ho saputo che verrai anche tu Sophia, sono sicuro che te la caverai bene al pranzo domenicale ma, giusto per avvertirti, siamo una famiglia abbastanza rumorosa >>
<< Soprattutto quando Jay è presente al tavolo >> commento per punzecchiare mio fratello.
<< Tra poco torno a casa per prepararmi, certamente non posso venire così visto che ho addirittura dormito in questi vestiti e comunque, avrei bisogno di una doccia. Ad ogni modo, questo pranzo, per me sarà una novità vera e propria, il pasto più numeroso a cui ho partecipato era formato da me ed altre sei persone ed è stato un evento unico, mai ripetuto, una volta è bastata ed avanzata >>
<< Sette? Oh ragazza, preparati, perché noi, per ora, siamo sempre in dieci, con te facciamo undici e, conoscendo la nostra famiglia, non possiamo fare altro che allargarci ancora >> Jay mi lancia un'occhiata furba, non ho il tempo di chiedergli cos'ha in mente o di lanciargli un avvertimento che parte alla carica << Allora Sophia, ieri non ho avuto occasione di chiedertelo ma, mi domandavo, che te ne pare della casa e dell'arredamento? Per esempio, i piattini all'ingresso ti piacciono? >>
Angolo autrice:
Buongiorno a tutti! Intanto grazie a tutti coloro che hanno votato con la stellina lo scorso capitolo, appena abbiamo raggiunto i 32, come al solito, ho aggiornato la storia (ora ;-) ) Come sta andando questa settimana? Siamo solo a metà ma, io, non vedo l'ora che arrivi sabato xD
Cosa ne dite del capitolo? Che succederà nel prossimo?
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