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(Edward) Capitolo 22


Passo il resto della settimana a lavorare ad un ritmo sostenuto come il resto dei miei fratelli. Come prevedibile, Jay ha spifferato ogni cosa a Clay e Juliet quindi, a quel punto, mi sono ritrovato a far sapere sia a Faith che ad Andrew del fatto che sto uscendo con Sophia.

Se Drew non ha fatto una piega quando gli ho raccontato di me e Sophia, Faith, al contrario, mi ha riempito di urla felici e di abbracci a non finire, c'è stato anche un momento di euforia saltellante. Uno spettacolo irripetibile e, se sarò abbastanza fortunato, non dovrò più assistere ad una cosa del genere.

Ieri, venerdì, sono andato a casa di mamma per farle sapere, prima che qualcuno le spifferi tutto, che sto uscendo con una donna, lei ovviamente si è rivelata subito entusiasta della questione, in particolare quando le ho chiesto se potevo invitarla domenica a pranzo così da presentargliela.

Adesso che ci penso forse la mia non è stata proprio una brillante idea, molto probabilmente avrei dovuto parlarne prima con Sophia, per capire se è pronta a conoscere mia madre visto che, il resto della famiglia ormai la conosce, l'unico membro che le manca è, appunto, mamma.

Ad ogni modo, il danno ormai è fatto e mamma si sta già preparando per il pranzo di domani. Da una parte sono contento che sia così felice ed emozionata, d'altra parte sono preoccupato, non solo per il fatto che non sono certo che Sophia sia pronta a conoscerla ma, soprattutto, perché spero che le piaccia.

Mamma è una di quelle persone che va a sensazioni, se le piaci a pelle siamo apposto altrimenti, è incredibilmente difficile farle cambiare idea, solo una persona è riusciva a farle cambiare idea su ciò che pensava e, questa persona, era papà. Considerando quello che è successo con Allison, il giudizio di mia madre al momento potrebbe essere abbastanza cruciale, non sono certo di quale potrebbe essere la mia reazione se non le dovesse piacere Sophia.

Quando mi sono ritrovato a parlare di questa cosa con Jay si è fatto una grande risata, secondo lui è impossibile che a mamma non piaccia Sophia e, teoricamente, lo penso anch'io ma un conto è che le piaccia come persona, un altro è che le piaccia insieme a me.

Insomma, sono due giorni che mi arrovello il cervello come un matto, secondo quell'incosciente di mio fratello la dovrei fare finita, aspettare e vedere cosa succede. Effettivamente è inutile fasciarsi la testa prima di rompersela.

Il problema è che sono arrivato ad un'unica conclusione, anche se mamma mi mettesse in guarda e mi dicesse di fare un passo indietro con Sophia, visto quanto mi piace, probabilmente finirei per rischiare e farmi fare a pezzi una seconda volta. Dopotutto sono riuscito a rialzarmi una volta potrei farlo anche una secondo.

Ovviamente non ho passato una settimana intera senza sentire Sophia, martedì e mercoledì ci siamo scambiati diversi messaggi mentre, giovedì, stanco degli sms, l'ho chiamata ed abbiamo passato la serata al telefono. Parlare mi aiuta a conoscerla e lascio che lei conosca me.

Ormai riesco, più o meno, a capire il suo stato d'animo anche attraverso il telefono e posso benissimo immaginare quando arrossisce, mi sono accorto che, quando accade, la voce le trema leggermente.

Quando l'ho chiamata ieri, aspettava una chiamata da Erin per parlare un po' anche con Logan quindi la nostra chiacchierata è stata abbastanza breve rispetto a quella del giorno precedente ma, visto che c'ero, mi sono fatto dire a che ora potevo andare a prenderla oggi a casa e siamo rimasti d'accordo per le quattro e mezza.

Considerando che dobbiamo andare anche al supermercato mi sembra un giusto orario. Sono piuttosto curioso di scoprire cosa vuole cucinare. Ha detto che cucineremo insieme e per me sarà una prima volta. Sono abituato a cucinare io o al massimo, quando stavo insieme ad Allison, ad aspettare che l'altra persona finisse di preparare senza dare fastidio.

Ad Allison non è mai piaciuto cucinare in coppia, ha sempre detto che lei cucina meglio da sola visto che ognuno ha tempi diversi per preparare certe cose e lei preferisce seguire certi schemi. Insomma, era un po' maniaca del controllo ma ognuno è fatto a modo suo quindi l'ho sempre lasciata fare nella maniera in cui si sentiva a suo agio.

In questo penso di aver sempre sbagliato con lei. Adattandomi io troppo a quel che lei voleva fare ad a come lo voleva fare, non ho dato spazio alla nostra relazione di adattarsi a quelle che erano le mie esigenze ma, lasciarmi nella maniera in cui mi ha lasciato, andandosene via dicendo che sarebbe tornata, non è stato certamente il modo migliore per gestire le cose.

Faccio un giro per casa, controllando di non aver lasciato qualcosa in disordine, è da stamani che pulisco e riordino. Non che ci fosse chissà quale sporco o che disordine ma preferirei non fare una figuraccia proprio la prima volta che Sophia vedrà casa mia.

Dandomi un'occhiata a torno riesco, finalmente, a rendermi conto di quello che mi ha sempre rimproverato Jay e non posso fare altro che rimproverarmi mentalmente. Ormai è troppo tardi per far sparire tutte queste cose a giro per casa mia. In primo luogo non so dove spedirle e, non essendo mie, non posso buttarle.

Rassegnato prendo il portafoglio, il telefono, le chiavi della macchina e di casa ed esco sbuffando. Incontro il mio vicino di casa e, per la prima volta, mi limito a salutarlo, non mi fermo a chiacchierare con lui visto che mancano cinque minuti alle quattro e mezza.

Parcheggio senza chiudere la macchina ma togliendo le chiavi dal quadro. Una volta davanti al portone, non ho bisogno di cercare il cognome di Sophia, sono venuto a trovare spesso Faith quindi so perfettamente dov'è il suo campanello. Busso ed aspetto.

<< Edward? >>

<< Si, sono io. Che fai? Scendi tu o salgo io? >>

<< Sto già scendendo >>

<< Ti aspetto >> sorrido al campanello.

Era parecchio che non mi sentivo così, sono felice di essere qui ed in questi giorni, anche se ci siamo sentiti, mi è mancata. Sophia è di parola, pochi secondi dopo esce dal portone con la giacca e la borsa in mano oltre che un gran sorriso ed il viso in fiamme.

<< Ciao >> la saluto.

<< Ciao >> mi saluta con una certa timidezza e capisco subito che è dovuto al fatto che non sa bene come comportarsi dopo il bacio nella sua macchina << Che ti ridi? >>

<< Niente, sono contento di vederti >> mi avvicino << Mi sei mancata >> ed a tradimento le do un bacio veloce facendola arrossire ancora di più << Andiamo? >>

<< C-certo >> mi avvicino alla macchina aprendole la portiera << Grazie >>

Oggi sono decisamente felice e leggermente euforico per tutto. Mi siedo al mio posto e parto alla volta del supermercato << Sei particolarmente felice o mi sbaglio >>

<< Non sbagli affatto. Te l'ho detto, mi sei mancata >> lo ammetto senza nessun problema << Devo avvisarti che tutti i miei familiari sono a conoscenza del fatto che usciamo insieme >>

<< Mi sembra giusto, dopo tutto anche tutti i miei familiari sanno di noi due >> commenta sorridendomi.

<< Ottimo. Hai voglia di venire con me a pranzo da mia madre domani? Le piacerebbe molto conoscerti ed il pranzo domenicale per noi è una tradizione, sarei contento se volessi venire >> le lancio un'occhiata per cercare di capire cosa ne pensa e mi affretto subito ad aggiungere << Non sei obbligata, sono certo che tutti capirebbero, dopo tutto non è molto che ci frequentiamo >>

<< No, non è questo è che... Credevo intendessi che avevi avvisato i tuoi fratelli, non credevo anche tua madre >>

<< Avresti preferito che lo sapesse da Clay? >> le domando divertito << Devi tenere a mente che lui è tutto tranne che bravo nel mantenere segreti anzi, appena lo guardi praticamente crolla sputando il rospo anche se non sospettavi nulla >>

<< Ok, direi che hai fatto bene a dirlo tu a tua madre, sarebbe stato ancora più imbarazzante di quello che sarà >>

<< Non sarà imbarazzante, la mia famiglia è molto rumorosa ma, se c'è una cosa che apprezzo molto è che, siamo molto aperti ed accoglienti >> parcheggio davanti al supermercato << Però non voglio che ti senta obbligata a partecipare al pranzo di domani se non te la senti >>

<< Non è che mi sento obbligata è solo che... >> abbassa lo sguardo sulle sue mani.

Le prendo le mani per attirare la sua attenzione << Che cosa? Puoi dirmi qualunque cosa lo sai vero? >>

<< Certo che lo so >> sospira prima di iniziare a giocare con la mia mano << E se non dovessi piacergli? >>

La fisso incapace di credere a quel che ho sentito. Certo, probabilmente anch'io mi farò di questi problemi quando dovrò incontrare sua madre ma è il modo in cui l'ha confessato ad intenerirmi incredibilmente. Le sgancio la cintura di sicurezza e facendo forza riesco a farla slittare dal suo sediolino alle mie gambe.

<< Ed! Ma che fai? >> la sua faccia assume una tonalità di rosso incredibile appena me la sistemo in grembo.

<< I miei fratelli ti conoscono già tutti >>

<< Non è vero, non ho ancora conosciuto Nathan >> precisa subito.

<< La maggior parte dei miei fratelli già ti conosce e ti apprezza, anche a mio nipote piaci quindi, sono certo che piacerai anche a mia madre, non devi preoccuparti di niente >> la guardo mordersi il labbro nervosa ed agitata << Se la tua preoccupazione è solo questa puoi stare tranquilla >> la rassicuro ancora prima di allungarmi di nuovo e darle un altro bacio.

A parte il primo, ormai sono sempre io a prendere l'iniziativa ed a mettere fine ai baci che ci scambiamo, come faccio adesso. La sento sospirare prima di appoggiare la testa sulla mia spalla come a volersi nascondere.

<< E se ti faccio fare brutta figura? >>

Rido sonoramente alla sua domanda ed apro lo sportello. Con diverse manovre riesco ad uscire dall'abitacolo trascinandomi anche lei << Basta dire sciocchezze, andiamo a fare la spesa >> chiudo la macchina e, prendendola per mano, mi avvio all'interno del supermercato.

Prendo il cestello e, anche una cosa stupida e quotidiana come fare la spesa, sembra più allettante se Sophia è con me. Di norma vado vengo da solo per farla sia per me che per Jay visto che mio fratello non viene mai al supermercato, sarebbe davvero contro produttivo visto che riempirebbe il carrello solo di schifezze.

Appena entriamo sento Sophia che mi tira leggermente il braccio per attirare la mia attenzione << Se sei tanto sicuro allora va bene. Mi farebbe piacere venire a pranzo da tua madre >>

<< Perfetto perché mia madre aveva dato per scontato che sarei riuscito a convincerti >> ammetto.

<< E se avessi detto di no come avresti fatto? >> domanda curiosa.

<< Non so, credo che avrei trovato il modo per convincerti, alle volte sono abbastanza persuadente >>

<< Chissà perché ma immagino che sia vero >>

<< Comunque hai detto si quindi... cosa dobbiamo comprare? >>

<< Seguimi >> muove la mano nella mia in modo tale da intrecciare le nostre dita ed inizia a muoversi per il supermercato prendendo tutti gli ingredienti che ci servono.

Quando arriviamo davanti al corridoio dei vini si ferma un attimo << Hai una bottiglia di vino rosso? Con quel che prepareremo sarà perfetto >>

<< No, devo ammettere di non essere un gran bevitore quindi possiedo solo una cassetta di birre nel frigo, giusto per quando Jay si ferma a guardare la tv con me >>

<< Succede spesso che tuo fratello stia a casa tua vero? >> chiede mentre camminiamo per il corridoio e si guarda intorno alla ricerca di un buon rosso.

<< Purtroppo passa molto più tempo di quanto nessuno possa immaginare a casa mia, a casa sua torna giusto per dormire e lavarsi anche se, tiene sempre un cambio anche da me, giusto in caso di emergenza >>

<< Trovo che sia bello che passi così tanto tempo con te ed a casa tua, vuol dire che si sente a suo agio nello starti in torno >> si ferma ed inizia ad allungarsi e quasi saltellare per cercare di arrivare ad una bottiglia particolarmente in alto per la sua altezza ma non per la mia.

<< Può essere fastidioso >> ammetto allungandomi e chiedendo per sicurezza << Vuoi questa? >>

<< Si >> al suo consenso afferro la bottiglia in questione e la metto nel cestello.

Continuiamo a fare la spesa e, già che ci sono, prendo alcune cose che mi mancano per la colazione di domani visto che, come al solito, stamattina Jay è venuto a fare colazione ed ha esagerato come sempre finendomi latte, zucchero, cereali e biscotti.

Arrivando alla cassa abbiamo un piccolo problema sulla questione del conto, entrambi vogliamo pagarlo e, per riuscire a prevalere anche sulla sua idea di dividere, ho dovuto prevaricarla con la forza fisica tenendola lontana con un braccio mentre con l'altro estraggo la carta di credito e pago.

Tutto questo, ovviamente, sotto lo sguardo divertito non solo delle persone che sono in coda dietro di noi ma anche di Lorella che sicuramente spettegolerà sulla questione, con mamma, lunedì ed il resto della città via via che passeranno per la sua cassa.

<< Basta protestare, andiamo a preparare questa cena >> la lascio andare sentendola sbuffare sonoramente.

Afferro le buste della spesa e mi incammino fuori con Sophia al mio fianco che pesta i piedi per terra cosa che mi fa abbastanza ridere << Sembri una bambina offesa quando fai così >>

<< Guarda che posso pagare anch'io ogni tanto >>

<< Ne sono certo ma stiamo andando a mangiare a casa mia, come minimo la spesa la devo pagare io quindi smettila e goditi questa giornata >> apro il portabagagli con la chiave, appoggio le buste e richiudo.

<< Mi sto godendo questa giornata, non sei l'unico a cui è mancato l'altro e per me tutto questo è molto nuovo, non sono abituata a certe cose quindi abbi un po' di pazienza va bene? >>

<< Avrò molto più che un po' di pazienza quindi rilassati >> ancora una volta le lascio un bacio, a stampo questa volta, imbarazzandola << Adesso sali in macchina che andiamo >>


Angolo autrice:

Scusate se oggi non sarò di molte parole ma... SONO IN RITARDO! ahahahah

Comunque buongiorno e spero che il capitolo vi sia piaciuto ;-) un bacione a tutti!

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