Drunk!AU Oneshot
Luisa's POV
"Ok che cazzo stai facendo?" disse Fortuna praticamente urlando, per sovrastare la musica assordante del locale, guardando Maria in un espressione tra il incazzatissima e il preoccupatissima.
"She said it was ok!" le rispose lei mentre disinfettava un ago con dell'alcol, e con alcol intendo la birra. E per ago in realtà intendo che non credo sia un ago ma un qualcosa di lontanamente appuntito e di ferro.
"Ho detto che era ok!" dissi guardando Maria cercando dell'approvazione. E chi meglio di Maria per trovare dell'approvazione nel farmi fare i buchi alle orecchie da lei stessa?
"Ook, no" reagì immediatamente Forta tirando l''ago' in mezzo alla folla, perduto probabilmente per sempre. Però uffa io questi buchi alle orecchie li volevo seriamente. Sbuffai.
E presi un sorso di qualunque cosa stava per bere Maria, rubandole il bicchiere. In un giorno normale, mi avrebbe probabilmente urlato bestemmie in tutte le lingue del mondo e staccato la testa a morsi ma in questo stato di completamente fatta era molto... amichevole, possiamo dire.
E ho usato un aggettivo per cani perchè da fatta, ubriaca, Maria era seriamente una bestia. In tutti i sensi che possano venire in mente.
Ero sicura che Fortuna avesse bevuto meno di me ma quanto Maria Sara, a quanto pare però aver ballato per quasi due ore in pista e un'altra ora e mezza su un tavolo del pub, distruggendolo, sembra averla resa molto più sobria.
In quelle tre ore credo di aver rubato almeno cento euro da un paio di pantaloni lanciati da un tipo che stava scopando e una carta di credito. Non che me ne possa fare qualcosa, ma ho probabilmente reso la prossima settimana di qualcuno un po' più movimentata.
Sono abbastanza sicura che Maria abbia scazzottato qualcuno perchè Maria Sara me lo ha detto sette volte in venti minuti, continuando a salutarmi ogni volta come se mi avesse appena visto.
Da ubriaca, Maria Sara ha dei seri problemi con la memoria. Beh anche domani probabilmente avrà dei seri problemi a ricordare tutto ciò.
Anche se in realtà non mi è molto chiaro per cosa ha iniziato a picchiare questo tizio? Un paio di volte ha detto per della marijuana, altre tre per una tipa e il resto per il puro gusto di farlo. Conoscendo Maria, tutte e tre.
"Ehy ma quello è Marvin?" dissi indicando un angolo della stanza. Era un bell'angolo. Davvero carino.
La maggior parte delle persone dormivano lì, forse era anche comodo?
Apparte l'angolo, Marvin stava parlando con un tizio da tipo dieci minuti, che stava palesemente dormendo. Ma proprio dormendo.
Si potevano sentire da qui tutti i 'ti voglio cooooooosì bene' urlati a squarcia gola abbracciando un corpo inerme. Però nessuna di noi si mosse.
Continuavamo a bere lentamente i nostri drink mentre osservavamo la scena impassibili.
Sinceramente avevo proprio perso il senso dell'orario finchè non vedemmo Maria Sara che raccoglieva Marvin dal suolo, che stava facendo resistenza perchè era da incivili non salutare un amante.
"Ma lo conosce quel ti-" "Non ne ho la più pallida idea", rispondemmo in coro io e Maria alla nascente domanda di Fortuna.
Maria Sara sembrava in una forma abbastanza buona, apparte i problemi con la memoria e dove minchia ha preso quella roba che ha addosso?
Ricordo che Maria Sara era entrata in questo bar con un jeans strappato e la sua tipica maglia nera, quella che piace un sacco a Maria. Ma ora aveva un corsetto sopra la suddetta maglia abbinato a una gonna più corta di me.
Mi dimenticai praticamente della maggior parte dei pensieri quando entrambi vennero qua tutti sorridenti e Maria Sara ci indicò la televisione in fondo al locale.
Era iniziato il countdown per il nuovo anno.
Mentre urlavamo a squarciagola i numeri, abbracciandoci, spingendoci e sorridendo come dei pazzi sentivo un calore al petto che non era quello tipico dell'alcol.
Era unico calore molto familiare, quello che sentivo quando semplicemente stavo bene, mi sentivo bene, e volevo vivere più a lungo.
Proprio quando scattò lo zero scappammo fuori dal locale, iniziammo a correre verso la stazione con i nostri biglietti già pronti.
Urlavamo cose senza senso nel freddo della notte, con le gambe che facevano male ma che interrottamente continuavano a muoversi e a non stancarsi in quella frenetica corsa.
Finalmente eravamo su quel treno, ma all'improvviso ricominciammo a rincorrerci per tutti i vagoni giocando ad acchiapparella, essendo il veicolo completamente vuoto.
Poi ci fermammo, tra l'alcol e il freddo eravamo davvero stanchi. Ci sedemmo per tutto il vagone, occupando il pavimento, e almeno venti posti per solo cinque persone.
Aspetta.
Cinque persone...?
"REGA ABBIAMO DIMENTICATO SALVATORE"
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Buon anno ragazzi miei, questa storia non l'ho riletta e non ho intenzione di rileggerla. Sarà piena di errori proprio come se l'avessi scritta da ubriaca.
Vi voglio bene.
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