2' GIORNO INKUARANTENA: Tempo
Buongiorno baldi giovani della 2E e benvenuti in questo esperimento, siete curiosi di scoprire cosa gli altri hanno realizzato con il tema Tempo? O vuoi solo vedere la tua FF bellina bellina in questa pagina? In ogni, caso benvenuto.
Si ho copiato ed incollato, i'm lazy.
MENU'
1)Luisa; "i noi del futuro"
2)Maria; "reset"
3)Maria Sara; "la promessa spezzata"
4)Marvin;
___
1) "I Noi Del Futuro" -Luisa
POV LUISA
Mi risvegliai in un letto che non era il mio. Anzi era un divano, il divano di una casa che con conoscevo. Era una casa piccola, sembrava l'appartamento di un condominio.
Vi erano tante birre sul tavolo e un paio di camice a quadri rosse e verdi sul divano. Controllai le mie tasche, ed avevo fortunatamente il mio telefono. Volevo solo controllare l'orario, magari ero ancora in tempo per tornare a casa dei miei e non farmi scoprire.
Ma oggi era il trenta marzo del 2034.
"E tu chi cazzo sei?", mi girai velocemente verso la voce che proveniva dalla porta appena aperta. Era una donna dai capelli lunghi,castani, arruffati, il trucco era su un verde acqua ma era molto coinciso e perfetto. Sembrava aver passato anni della sua vita a perfezionarlo. I pantaloni a palazzo però mi ricordavamo indubbiamente una persona.
"Io mi sono svegliata qui, non so perchè!" dissi mettendo le mani in avanti, impaurita e terrorizzata. Anche se dal profondo del mio cuore sapevo che quella ragazza non mi avrebbe fatto niente.
La ragazza si grattò la nuca, poi sbuffò. "Stai tranquilla non ti faccio nulla, vieni in cucina ti faccio un po' di the", rispose infine infilandosi in una delle stanze dell'appartamento. In realtà era molto più grande di come me lo ero immaginato questo posto. Le pareti della cucina erano tutte dipinte, sembravano dipinte da lei stessa.
"Mi ricordi qualcuno, qualcuno che conosco da tanto, tutto qui," mi disse la giovane mentre iniziava a bollire dell'acqua, "come ti chiami giovinotta?" chiese quindi mentre prendeva le tazze dallo scaffale più alto della cucina.
Appena le mie labbra si mossero a dire il mio nome, le scivolò la tazza dalle mani, che si frantumò in milioni di pezzi sul pavimento. Spaventata corsi subito da lei, ma lei mi stava osservando con uno stupore e terrore mai visti.
Due ragazzi corsero dalla porta d'ingresso dalla quale anche noi eravamo entrate. La prima aveva dei corti capelli blu zaffiro, ed indossava un pigiamone molto pesante ed infantile, il suo aspetto cozzava molto male con quel vestiario. L'altro ragazzo invece pareva molto più grande di entrambe, sembrava stanco e preoccupato.
Lui si avvicinò subito alla ragazza davanti a me, ed iniziò a ripulire con il suo aiuto, mentre si sussurravano parole che non riuscivo a sentire.
"Fortù, esattamente perchè cazzo c'è la Luisa del liceo nella nostra cucina?" scazzata e sinceramente stizzita disse l'altra mentre si sedeva ad una sedia del grande tavolo di legno presente nella stanza.
"Si chiama anche Luisa Id Erotavlas!" urlò, quella che capii chiamarsi Fortuna, sbattendo le mani sul tavolo. Fu in quel momento che compresi.
Mi trovavo nel futuro. Probabilmente questo è tutto un sogno. Tutto un sogno della mia malata mente da scrittrice di fanfiction.
Quella era Fortuna, la sorridente e frizzante Fortuna che faceva parte della 2E. E per ovvi motivi l'altra era ovviamente Maria, la meno sorridente e più depressa Maria che faceva parte del mio gruppo di amici.
Ma l'altro ragazzo chi era? Non mi sembrava familiare, eppure sembrava così vicino e affettivo con la Fortuna di questa linea temporale.
Oh. Oh, ho capito. Quello era il famoso ragazzo storico di Fortuna, che ai miei tempi ancora non ha mai incontrato di persona.
"Uhm, posso farvi una domanda?" chiesi all'improvviso mentre le due ventenni continuavano a litigare su che cosa fossi io, il ragazzo era tornato a dormire lamentandosi che avesse lavorato fino a notte fonda. "Spara mini Luisa," mi disse Maria, il suo tono arrogante non l'ha perso neanche in tutti questi anni a quanto pare.
"La 2E ha ancora, insomma, rapporto tra di loro? Apparte voi due ovviamente" chiesi imbarazzata, era una domanda stupida e molto fuori luogo. Per loro probabilmente ero un alieno che stava copiando le sembianze della loro migliore amica dell'epoca.
"Ah si, in realtà" "Purtroppo" "Zitta Maria" "Oe".
Vederle battibeccarsi e ridere mi fece sorridere, per un paio di secondi vidi proprio le mie due amiche. Era così strano.
"E, come se la cavano?", mi sentivo strana, mi sentivo trasparente, io forse stavo per sparire, stavo per svegliarmi. Avevo bisogno di sapere cosa stava succedendo alla me di quel tempo, ai noi di quel tempo.
Maria sorrise, era così bello il suo sorriso, non avevo l'occasione di vederlo spesso, forse nel tempo si è un po' addolcita, "Maria Sara vive da sola in questo stesso condominio, ha una relazione abbastanza stabile con una, ma non mi ricordo manco il nome, mi sta sul cazzo", Fortuna annuì copiosamente "Sabba invece a breve si sposerà, ha deciso che conviverà solo dopo il matrimonio, quindi sta ancora un po' sfruttando la casa di Luisa", "ah si, pure la futura sposa di Salvatore mi sta sul cazzo," "Ja quella è decente, è diverso, è che a te stanno tutti sul cazzo Fortù", le disse Maria ridendo, Fortuna mi posò davanti a me la tazza di thè ancora fumante, mentre faceva la linguaccia all'amica.
"Salvatore come t'ho detto, sta sfruttando la casa che Luisa ha con la sua ragazza, convive con quella buona donna oramai da anni e mi sa che tu non la conosci ancora?", disse Maria guardandomi sospetta, "Vado in seconda superiore", risposi nervosa. Entrambe mi guardarono e poi si sorrisero a vicenda.
"Infine, Marvin" riprese il discorso Fortuna mentre girava delicatamente il suo thè, "Ah si giusto," ricominciò Maria poggiando la testa su una mano "Convive con un ragazzo, un tira e molla continuo, ma per colpa di Marvin, lui per una volta è un bravo ragazzo, un vero angelo", Fortuna rise sotto i baffi.
Guardai le mie mani ed erano completamente invisibili. E anche le mie braccia stavano scomparendo. Le due ragazze mi guardarono assonnate, probabilmente pensavano fosse tutto un sogno.
Sentii una suoneria familiare, e vidi Maria andare a rispondere, "Chi è?" le chiesi impicciona, lei mi rivolse uno sguardo, rilesse il contatto e poi disse, "Dì a Maria che un giorno troverà qualcuno di decente che la sopporti abbastanza".
2) "Reset" -Maria
Era il 10 Giugno 2020,fine della quarantena,inizio delle vacanze ufficiali.
Marvin aprì gli occhi,poi li richiuse,sopraffatto da un senso di vuoto che non comprendeva. Osservava il soffitto con sguardo vuoto,pensando a quanto fosse rumoroso il silenzio.
-'MARTÌ SCETT! SONGN E TRE.'
L'urlo della madre lo fece risvegliare da quel coma momentaneo. Odiava quando la madre gli urlava contro...ma allora perché tutto d'un tratto quella voce gli risuonava così nostalgica?
'Avvisali ora. Puoi ancora salvarli.'
Prese il cellulare,scorrendo sulla tendina per vedere i numerosi messaggi mandati dalla 2E.
D'istinto controllò la data del giorno.
Non sembrava giusta,eppure lo era.
-'MARVIN MOVT O SENÒ NUN T C PORT A REGG RALL'AMICI TUOJ OGGI'
Scese dal letto sospirando.
-'Alla...Reggia?'
-'Eh non dovevi uscire oggi?'
Marvin si limitò a rispondere con un flebile 'ah si' nonostante sapesse bene di non ricordarsi di doverlo fare. Eppure la 2E era importante per lui.
Si preparò come al suo solito,mettendo i primi abiti che gli capitarono sotto mano ma che sapeva sarebbero andati bene assieme in ogni caso.
Si ritrovo lì,alla reggia,a parlare con coloro che aveva ritenuto così a lungo suoi amici,ma che in questo momento non era sicuro lo fossero. Sembrava tutto così surreale,gli occhi sembravano perennemente pizzicare e il nodo in gola non spariva,come se volesse piangere per nessun motivo,e di tanto in tanto si ritrovava a toccare il terreno o i suoi amici come per confermare di essere sulla terra,di essere vivo.
D'improvviso iniziò a nevicare.
A Giugno.
I piccoli fiocchi bianchi scendevano sulle teste arcobaleno dei suoi amici increduli che non si limitavano nelle loro reazioni di sorpresa.
-'BLEAH! MA NON SA DI NEVE CHE SCHIFO!'
-'MARIAAAAA PERCHÉ DEVI SEMPRE METTERE TUTTO IN BOCCA?OIMÀ NUN C'A FACC.'
-'that's what she said-'
-'E vabbè sarà una neve tossica con i rimasugli di corona,che ne so'
Nonostante non le avesse mai sentite prima,nella sua testa aveva detto quelle frasi al loro stesso tempo. Era confuso. D'improvviso le sue orecchie cominciarono a fischiare,il suono delle voci urlanti di Maria e Fortuna si sfocavano andando a perdersi nel rumoroso fischio.
Cenere.
Devi sbrigarti-
Rimbombò una voce roca.
-Chi-chi sei? Perché sei nella mia testa?
Non c'é più tempo. Dovete scappare nel passaggio sotto la stazione o si ripeterà tutto.
-Quale passaggio? Cosa si ripeterà? ESCI DALLA MIA CAZZO DI TESTA!
'Marvin! OO MARVIN! TERRA CHIAMA MARFINO!'
Il ragazzo sobbalzò tornando a sentire la voce che sembrava essere quella di Luisa.
'Oh?Oh! Ah si,puoi ripetere?'
Rispose il biondino ancora scosso dell'accaduto.
'AIZ O CUL RO TEL MIJ,MOVT.'
Espresse Fortuna con la sua solita finezza.
Proprio mentre stava per alzarsi,un fischio,poi un tonfo,e in fine una luce abbagliante. Dalla terra si alzarono dense nuvole di terra e polvere che,se pur lontane al gruppo di ragazzi,erano ben visibili.
-'O raga...che cazzo stà succedendo?'
Luisa tremava,Maria Sara stava per piangere così come Fortuna che,nonostante si mostrasse arrabbiata lanciando imprecazioni al mondo,era la più impaurita di tutti. Persino Maria e Salvatore che all'esterno apparivano completamente calmi,si mantenevano composti solo per la speranza di incoraggiare gli altri.
Le gambe di Marvin tremavano,le lacrime iniziarono a scendere. Non capiva cosa stesse succedendo ma allo stesso tempo gli sembrava tutto riconoscibile.
ATTENZIONE!RIPETO,ATTENZIONE! L'INTERA ITALIA É IN LOCKDOWN. RIFUGIATEVI IN QUALSIASI POSTO SOTTERRANEO CHE VI É PIÙ VICINO. QUESTA É UN'EMERGENZA.LA GUERRA É INIZIATA.
Il rumore della sirena era assordante.
'Dove ho già visto tutto questo?'
Continuava a chiedersi ripetutamente.
'MARVIN MUOVITI! IO VOGLIO MORIRE MA TU NON DEVI FARLO COGLIONE,MUOVI QUEL CULO!'
Maria gli prese la mano.
Le gambe si muovevano da sole,prendendo velocità per stare al passo con la ragazza più alta,e nonostante il ragazzino sapesse che ormai era finita,ci avrebbe provato comunque a correre finché i suoi polmoni non fossero stati prosciugati completamente.
Un minuto in più,un minuto in più e sarebbero stati salvi. Ma un minuto non gli era disponibile. Un fischio,poi un tonfo,una luce abbagliante,visibile anche oltre gli occhi chiusi per la paura. Lo sapevano tutti,ma alla fin fine sarebbero morti assieme. Marvin si lasciò inghiottire dall'oscurità.
'Marvin!Hey,tutto bene?'
Il biondo riaprì gli occhi,dovendo riassestare la vista per la troppa luce. Era in piedi in una stanza estremamente luminosa completamente riempita da piccoli schermi che parevano tutti mostrare video Di gruppi di persone simili fra loro.
Di fronte a lui un uomo non molto alto,dagli occhi azzurri e capelli biondi raccolti in un man bun e un po di barbetta ai lati del mento del medesimo colore dei capelli. Aveva dei fili attaccati su quasi tutto il corpo,che appareva tonico e adornato da diverse cicatrici. Non ci volle molto perché Marvin si accorgesse che anche il suo corpo era pieno di fili.
'Scusami,é stato crudele da parte mia farti rivivere tutto questo...ci ho sperato fino all'ultimo sai? Intendo,che il futuro potesse essere cambiato,ma alla fine credo sia davvero impossibile a questo punto,sai non é la prima volta che ci provo Hahaha...D'altronde quel vecchissimo del Tempo é difficile da ingannare '
Si espresse l'uomo con tono triste anche prima che Marvin potesse fiatare.
Il ragazzo riusciva a sentire perfettamente ogni briciolo di tristezza e rabbia che scorreva nel corpo di quell'uomo. Faceva male. Tanto male.
'D-Dove sono? Chi sei tu e perché conosci il mio nome? E COS'É QUESTO DOLORE CHE SENTO?'
'Dolore? Ah si,bhe questo é come mi sento ogni giorno mentre mi giudico colpevole di essere l'unico sopravvissuto e di non aver potuto salvare i miei amici. Hahah,comprendo la tua sorpresa ma non preoccuparti,fra un po anche tu sparirai dimenticando tutto... e,non preoccuparti,non sentirai più dolore.
Ah e,chi sei tu?
Sei solo un piccolo pezzo di me.'
...
Era il 10 Giugno 2020,fine della quarantena,inizio delle vacanze ufficiali.
Marvin aprì gli occhi,poi li richiuse,sopraffatto da un senso di vuoto che non comprendeva. Osservava il soffitto con sguardo vuoto,pensando a quanto fosse rumoroso il silenzio.
-'MARTÌ SCETT! SONGN E TRE.'
'Di nuovo?'
Pensò il ragazzo,ma non capendo perché lo avesse pensato tornò a fissare il soffitto con sguardo vuoto.
3) "La Promessa Spezzata" -Maria Sara
Pov Maria Sara
Sono pronta per andare a casa di Fortuna. Ci ha invitato tutti quanti per stare un po' insieme visto che siamo nel periodo delle vacanze pasquali.
Scendo dalla macchina di mio fratello che mi ha accompagnata e in lontananza vedo Luisa correre verso di me; no mi sbaglio ci sono anche Marvin e Salvatore dietro che camminano più lentamente. Ci salutiamo con abbracci e qualche risatina e insieme suoniamo il campanello. Fortuna ci lascia entrare in casa e subito andiamo in camera sua. È davvero molto carina e accogliente e subito viene anche suo fratello che ci saluta tutto contento. Intanto salutiamo anche Maria che era già lì poi mi fiondo sulla sua libreria di yaoi mentre gli altri si siedono chi sul letto chi a terra chiacchierando e ridendo.
Pov Maria
È così bello averli tutti qui finalmente... esco dalla stanza con Marvin per andare a prendere il cibo in cucina. Ovviamente non staremo con le mani in mano per ore, io e Fortuna ci siamo assicurate cibo a volontà per nutrire come si deve quelle stecche di biliardo che stanno di là.
Ritorniamo in stanza e noto un sorriso sul viso di Marvin, sarà felice poiché gli ho comprato le sue patatine preferite. Lancio poi il pacchetto di caramelle a menta a Maria Sara perché so che se le divorerà tutte, infatti, mi guarda e mi sorride compiaciuta.
C'è cioccolato al latte e quello fondente per Luisa e tante altre schifezze prese dal negozio americano e al supermercato. Noto poi che Salvatore e Luisa trovano un pacchetto di caramelle gommose rosa e ridono. Mi unisco a loro così come tutti quanti gli altri.
Pov Luisa
"Oh ma possiamo aprirle?" Disse Salvatore che era vicino a me.
"No non puoi. È vietato ora ti denuncio per violazione di proprietà altrui." Disse Maria. Ridemmo tutti e iniziammo a mangiare quelle caramelle. Porca miseria se erano buone.
"PURE IO PUR IOOO" urlarono Marvin e Maria Sara. "Ce ne sono tantissime tranquilli." intervenne Fortuna.
Chiesi a Maria e Fortuna dove le avessero comprate.
"In verità fuori al supermercato c'era una vecchia che le vendeva e boh mi fece pure lo sconto facendomele pagare 80 centesimi. Sono tipo 1 kg di caramelle."
"Un bell'investimento AHAHAHAHA" disse Maria Sara.
"Stai semp a pnsa e sord" dicemmo io e Maria in coro e ridemmo tutti quanti.
"E se hanno il veleno dentro?" Ci -rassicurò- Marvin.
"Sisi in caso moriamo tutti insieme" aggiunse Maria.
E non sarebbe mica male, pensai ridendo.
Pov Marvin
Ho finito già il mio pacchetto di patatine. Abbiamo giocato a Uno, un po' a heads up con il cellulare di Fortuna e mangiato tanto tutti quanti, ora ciò che ci rimane sono quelle buonissime caramelle gommose.
"Dammene altre!" Dissi a Maria Sara che se le stava divorando.
"Hai già quelle a menta!" Aggiunsi.
"Ehssi ma voglio pure queste ah." Mi rispose Maria Sara.
"OEEEE TNIMM NU CHIN E STI COS JAMM" ci riprese Fortuna.
Aveva ragione però Maria Sara si stava finendo quelle di tutti e non le sue.
Improvvisamente mi sento poco bene, non so, il corpo mi formicolava tutto e la testa mi girava. Ero anche tutto sudato.
Lasciai tutti per andare un momento in bagno.
Pov Maria Sara
Mangio tranquillamente le caramelle gommose insieme agli altri. Non capisco che gli è preso a Marv, mica me le tengo tutte per me. Non capisco nemmeno perché sia andato in bagno. Arrabbiato per ciò? Che bambino.
Dopo un po' Salvatore e Maria iniziano a sentirsi poco bene.
"Ma che sta succedendo?" Disse Fortuna.
"È arrivata la nostra ora." disse Luisa in tono scherzoso.
Non sono in vena di scherzare visto la situazione e mi preoccupo un po'. Scappano entrambi nell'altro bagno e così rimaniamo solo io, Luisa e Fortuna. Che bello.
Passano meno di due minuti e vediamo Marvin, Maria e Salvatore tornare finalmente da noi.
Io non credo ai miei occhi.
"MA CHE CAZZO-... CHE CAZZO VI È SUCCESSO!?" urlò Fortuna mentre io e Luisa rimanemmo scioccate a bocca aperta. Subito dopo Luisa si mette una mano sulla fronte come se le girasse la testa e poi scappa in bagno e io tento di fermarla ma senza successo.
"Fortuna che cazzo facciamo." Ci guardiamo in faccia senza avere un piano in mente.
"Forse è colpa di quelle caramelle???" Disse lei.
"E io che cazzo ne so. Fatto sta che siamo fottute anche noi allora."
Panico. Panico. Panico. Fortuna quasi impazzisce io provo a trovare una soluzione e finalmente ritorna anche Luisa. Io scettica. Anche lei ha subito la stessa sorte degli altri...
È come se il tempo fosse passato in meno di un secondo. Non le riconosco più...
Sono... sono invecchiate. Viso pieno di rughe, mani tremolanti, gobba, capelli bianchi e occhi stanchi... proprio come quelli di un anziano.
"Ragazzi..." sussurrai. Nessuna risposta. Fortuna andò in bagno, io iniziai a pensare al peggio.
"Sono quelle caramelle! E se quella vecchia che le vendeva era una strega fissata con incantesimi e pozioni- AAAH MA CHE STO DICENDO! Calmati..."
Fortuna tornò e io rimasi di sasso. Anche lei... anche lei era invecchiata. Camminavano lentamente verso di me appoggiandosi al muro e allo stipite della porta. Deboli com'erano potevano cadere da un momento all'altro e rompersi il femore o l'osso del collo nel peggiore dei casi... Non ci sono bastoni da passeggio qui... nessuno di loro ha la forza di parlare... mi guardano soltanto come se volessero che io facessi qualcosa, ma cosa!
Sono rimasta sola. Mi inginocchio ai loro piedi accarezzando tutte le loro mani, uno ad uno guardandoli. I loro occhi tristi e lucidi, come se fossero bagnati dalle lacrime. Lo erano infatti.
Il mio dolore aumentò nel vederli così senza sapere cosa fare. Li guardo ancora, promettendomi di trovare una soluzione a tutti i costi anche se avevo paura. Avremmo passato di nuovo un pomeriggio insieme, tranquillo senza nessun intoppo. Sì, è una promessa.
Corro in bagno, inizio a sentirmi strana;
ho capito: lo stesso loro destino mi tocca. È la fine anche per me quindi. Mi rassegno all'abbandonare i miei sedici anni per diventare vecchia all'istante, tempo della mia gioventù bruciato immediatamente, senza esser riuscita a godermela a pieno con i miei amici più cari, anzi no, la mia famiglia...
La promessa, spezzata... Non sono riuscita a mantenerla... sarete mai in grado di... perdonarmi?
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro