Epilogo (parte 2)
<< Mamma! Ti sei fatta male? Che ci fai qua dentro? Qual è l'emergenza? >> chiedo a raffica girandole attorno per essere certa che non sia ferita.
<< Certo che sto bene >> afferma guardandomi male.
<< È inutile che mi guardi con quel cipiglio offeso, mi hai scritto dicendomi che era un'emergenza, e sei dentro una struttura in completo degrado! Cos'è successo?! >> mentre parlo l'afferro per le braccia per enfatizzare il tutto.
<< Ora prendi un bel respiro e calmati. Non è successo niente, tutti stanno bene, volevo farti vedere con urgenza quel che vorrei far diventare il mio prossimo progetto. Ricordi? Quel giorno al centro commerciale, la prima volta che siamo andate con Monica? Ti avevo detto che ero presa da qualcosa e che te ne avrei parlato. Ecco, è arrivato quel momento, ma, per riuscire a realizzare il mio progetto, avrò bisogno del tuo aiuto ed appoggio >> inizia a spiegarmi.
<< Il mio appoggio? >>
<< Esattamente, ho bisogno del tuo sostegno con i tuoi fratelli >> lo sguardo che mi lancia mi preoccupa ancora più delle sue parole.
<< Questo non promette niente di buono... >> commento sospirando affranta. Un piccione vicino a noi vola via facendomi sussultare << Non è che, potresti parlarmi di quello che vuoi però... fuori di qui? >>
<< No, ho bisogno che tu veda questo posto >> ed inizia a muoversi.
<< Perché? >>
<< Perché te ne devi innamorare come me >> la guardo con scetticismo.
<< E di cosa dovrei innamorarmi per la precisione? Di un sacco di sporcizia? Di pezzi di vetro o spunzoni di ferro acuminati che spuntano fuori? Ah ci sono, dei piccioni che vivono qui dentro e delle malatine che finiremo per prenderci >>
<< Smettila di fare sarcasmo e seguimi >>
Camminiamo per tutto il piano terra dell'edificio con mamma che snocciola informazioni, mi è subito evidente che, prima di parlarmene, si è studiata tutte le carte per poterlo illustrare al meglio.
<< L'intero edificio è stato costruito all'inizio del 900, come puoi vedere la struttura è molto solida, è composta da tre piani, di cui, il piano terra ed il primo piano ognuno ha una superficie di cinquecento metri quadrati, l'ultimo piano invece ha trecento metri quadrati più i restanti duecento composti da una terrazza che gira tutto intorno a quel piano. Originariamente era la tenuta di una famiglia molto nobile, che una volta caduta in disgrazia l'ha trasformata in una locanda, a questo piano tenevano la parte ristorativa, sopra diversi alloggi e quattro bagni, mentre all'ultimo piano vivevano i proprietari >> passiamo da una stanza all'altra ed io continuo a guardarmi attorno con attenzione, più per paura che possa crollare qualcosa. Quando ci avviciniamo a delle scale rallento leggermente la mia andatura con il timore che mia madre abbia la folle idea di percorrerle ma, per mia fortuna, le passa senza neanche accennare a salire, facendomi tirare un sospiro di sollievo.
<< Ok, hai fatto i compiti a casa e questo vecchio rudere ha molta storia, ma non capisco dove vuoi arrivare >>
<< Adesso lo capirai, guarda >> pronuncia queste parole spalancando una porta finestra completamente annerita e che non permetteva la vista all'esterno << Non è splendido? >>
Io non sono un architetto paesaggistico ma, anche se sono un semplice architetto, posso capire ed apprezzare il potenziale di quel che sto guardando. Esco dalla porta finestra, lasciando mia madre alle mie spalle, non mi sporgo troppo, giusto un paio di passi fuori per osservare meglio la situazione.
<< Non so cosa tu abbia in mente mamma, ma, se hai davvero intenzione di fare qualcosa qui, sicuramente richiederà molto lavoro e... Andrew non ne sarà felice, lui detesta i tuoi progetti, soprattutto visto che siamo già pieni di lavoro >>
<< Si, sarà molto impegnativo anche perché ho un'idea ben precisa per questo posto >>
<< Vuoi che faccia un progetto? Allora parli sul serio, vuoi davvero comprare questo posto per rimetterlo a nuovo? >>
<< Voglio il miglior progetto che tu abbia mai fatto >>
Mi giro a guardarla per bene, non sembra affatto preoccupata per un mio eventuale rifiuto, ha lo sguardo tranquillo sa che non le avrei detto di no.
<< Allora dovrai parlarmi al meglio della tua idea perché non ho la più pallida idea di cosa dovrei progettare per questo posto >>
<< Faith! >>
<< Che ci fa Oliver qui? >> chiede mamma appena lo sentiamo urlare.
<< Siamo qui >> urlo di ricambi << Perché mi hai scritto che era un'emergenza e non sapevo se avrei avuto bisogno d'aiuto >> mi giustifico.
<< Faith! Tesoro va tutto bene? Tua madre? >> Oliver ci raggiunge di corsa.
<< Mi dispiace tesoro, non volevo allarmarti >> mi scuso abbracciandolo << Ogni tanto dimentico che i componenti della mia famiglia non sono tanto normale >>
Angolo autrice:
Con questo capitolo siamo arrivati alla conclusione di questa storia.
Spero che vi sia piaciuta, che vi abbia emozionato e divertito. Domani aggiungerò una parte per i ringraziamenti e poi per un avviso.
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