Capitolo 8
In ritardo di dieci minuti, mi presento sotto casa Ryder, i due in realtà mi stanno aspettando fuori chiacchierando. Abbasso il finestrino, non si sono accorti del mio arrivo, per attirare la loro attenzione.
<< Buongiorno! La principessa è riuscita a svegliarsi dal suo profondo sonno? >>
<< Faith! >> scatta subito verso la macchina infilandosi al posto dei passeggeri giusto in mezzo così da poter sporgere la testa in avanti << Non prendermi in giro, ho sempre avuto il sonno pesante, quando mi addormento è difficile svegliarmi >>
<< Lo dimostrano anche le tre sveglie spacca timpani che le servono la mattina per farle aprire almeno un occhio >> anche Oliver entra in macchina ma lui si siede davanti, accanto a me.
Monica indossa una camicetta, bianca, a mezze maniche con sotto una bella gonnellina svolazzante blu elettrico. Oliver è più sportivo, ha un paio di jeans grigi con una t-shirt bianca ed un paio di occhiali da sole scuri inforcati sul naso.
<< Tre sveglie? Accidenti, sei proprio un osso duro >> scherzo avviandomi << Monica se non ti allacci la cintura di sicurezza non parto >> le faccio presente visto che Oliver l'ha già agganciata.
<< Ma sono sul sediolino dietro >> protesta debolmente lei.
<< Poche storie, aggancia quella cintura >>
<< Hai sentito ragazzina? Metti la cintura, immediatamente >> Oliver si gira verso Monica abbassando gli occhiali, la guarda seriamente fino a che la nipote non fa quel che le ha praticamente ordinato.
Una volta sentito lo scatto della cintura mi immetto nella strada ed Oliver rimette a porto gli occhiali girandosi a guardare la strada, Monica sbuffa ed io mi lascio scappare un sorriso.
<< Prima o poi capirai che è meglio perdere qualche secondo in più per evitare pericoli inutili. Hai diciotto anni, non ti rendi ancora pienamente conto di tutti i rischi che corri ogni giorno e credimi, non si sa mai cosa può succedere >> la vedo attraverso lo specchietto osservarmi attenta.
Lascio cadere il discorso alzando il volume della radio, si è appena conclusa una canzone, nel giro di pochi secondi le prime note di Symphony iniziano a risuonare nell'abitacolo ed è così che mi ritrovo a canticchiare senza quasi accorgermene. Adoro guidare con la musica, di norma uso una delle playlist del mio telefono, ma non conoscendo i loro gusti musicali ho preferito lasciare la radio questa volta.
Poco prima del primo ritornello della canzone Monica si aggrega a me così, al ritornello, ci ritroviamo a cantare sul serio tutte e due, Oliver non sembra intenzionato ad aprire bocca, preoccupata che magari lo possa infastidire questo nostro show canoro, con la coda dell'occhio, lo studio un secondo. Sta chiaramente sorridendo quindi decido di potermi lasciar andare, per me guidare, ascoltare musica e cantare è una formula naturale.
Passiamo tutti il viaggio così, per mia fortuna alla radio sono passate tutte canzoni che mi piacciono, ad un certo punto, durante Rockabye, sono quasi certa di aver sentito anche Oliver intonare il motivo a bocca chiusa, ma l'ha fatto così piano e pochissimo che purtroppo non posso essere sicura di non aver sentito male.
Quando parcheggio, tra gli alberi che circondano il parcheggio vicino al lago, noto subito le macchine dei miei familiari, la macchina di Drew e quella di Clay sono già qui.
<< Direi che siamo gli ultimi >> dico spegnendo il motore.
Scendiamo dalla macchina ed una volta chiusa ci avviamo, è allora che Monica riesce a vedere il mio abbigliamento.
<< Avrei dovuto mettere qualcosa di sportivo? >> domanda subito agitata.
Mi giro a guardarla sorpresa << No, così stai benissimo >>
<< Tu hai praticamente una tuta >> si lamenta.
Mi osservo un attimo, indosso dei leggins da atletica neri, una maglietta azzurra un po' più morbida e lunga ed ai piedi ho delle scarpe da corsa.
<< Suppongo di aver dimenticato di dirvi che di solito, quando veniamo al lago, giochiamo a football ma la maggior parte delle volte facciamo partite non molto serie, così da coinvolgere anche Max >>
<< Football? Davvero? Oh ma dai!! >> quello di Monica è un vero e proprio lamento.
Guardo Oliver in cerca di spiegazioni, sta ridendo << Monica è un'appassionata di football e baseball. Non avvertendola le hai fatto un vero affronto perché, se giocherete, non potrà giocare visto com'è vestita >>
La guardo dispiaciuta << Mi spiace tesoro, me lo sono proprio dimenticato >>
<< Non fa niente. Ma la prossima volta puoi star certa che giocherò! >> esclama con sicurezza annuendo a se stessa.
Ancora un po' dispiaciuta per questo piccolo inconveniente li conduco verso il punto in cui tendiamo a sistemarci, dopo un paio di minuti di cammino possiamo già vedere i miei familiari, chi intento a tenere impegnato Max e chi a sistemare le cose.
Il lago è circondato da una leggera boscaglia, che crea piacevoli aree d'ombra, sotto a diversi alberi, si trovano dei tavoli in legno con le panche su cui sedersi, da quando eravamo piccoli occupiamo sempre lo stesso posto. Ogni volta non posso fare a meno di guardare l'incisione che ha fatto Nate quando eravamo piccoli, dopo che ci eravamo riappacificati dopo la nostra prima vera discussione, per fortuna non ne abbiamo avute molte nel corso degli anni, ma quella fu senza dubbio la peggior discussione che abbiamo mai avuto. Per quanto arrabbiata con il mio gemello ero terrorizzata dall'idea che non ci saremmo più riappacificati ma, al contempo, non mi sono minimamente smossa dalla mia posizione.
Alla fine abbiamo fatto pace così mi sono ritrovata a confessargli il mio timore, inutile dirlo che ho pianto peggio di una bambina.
Vicino al tavolo a dove siamo soliti sistemarci c'è uno dei cinque pontili costruiti sul lago, infatti, al porticciolo più grande c'è una rimessa per le barche per coloro che vogliono fare un giro, invece che a piedi o nuotando, del lago, oppure, per quelli che vogliono visitare l'isolotto.
Anch'io ci sono stata una volta, onestamente non è niente di che, è così piccolo che lo puoi attraversare nel giro di due minuti, il punto è che, con gli alberi così alti non si capisce quanto è piccolo, ad occhio e croce direi che è al massimo cinquanta metri quadrati, poco meno del mio appartamento.
Il posto è meraviglioso, posso constatare subito che anche Monica la pensa esattamente come me, le sue espressioni facciali trasmettono tutto ciò che pensa o sente, è come un libro aperto.
<< Zia Faith! >> il primo ad accorgersi di noi è Max.
Sfuggendo dalle braccia di Edward mi corre incontro, lo afferro al volo tirandomelo in braccio e continuando a camminare << Ecco il mio ometto preferito. Certo che cresci e pesi sempre di più >> lo prendo in giro anche se è vero.
<< Ben arrivati! >> mamma ci saluta tutti, Andrew è accanto a lei e mi fissa seriamente, ricambio lo sguardo e lui scuote per dirmi che non fa niente.
<< Allora? Che ne dite? >>
<< Vi piace il posto? >>
Jay e Clay ovviamente si rivolgono ad Oliver e Monica ma guardano in particolare la ragazza.
<< È magnifico! Ed è così tranquillo >>
<< Meno male che ti piace, i ragazzi erano un po' in ansia >> commenta Juliet.
<< Non è vero! >> l'esclamazione contemporanea dei trigemini ci fa capire subito che stanno mentendo e ci fa anche scoppiare a ridere.
Rimetto Max a terra che corre subito a giocare di nuovo con Edward, Jay e Clay, prende a rincorrendoli cercando di acchiapparli con Booby alle calcagna, a controllarli c'è Juliet che non li perde d'occhio.
<< Grazie ancora per l'invito signora Reed >>
<< Oliver ancora con questa signora? Quante volte dovrò dirti ancora di chiamarmi Lilia? Non è difficile >>
<< Cosa posso fare per aiutarvi? >>
<< Temo niente Monica, Andrew è in modalità mamma chioccia >> le risponde mamma facendo mormorare qualcosa di indecifrabile a mio fratello << è inutile che brontoli tu, ti voglio bene tesoro, ma alle volte sei fin troppo premuroso, non sono ancora una vecchia incapace >>
<< Lo sai che non ti aiuto per questo, semplicemente non voglio che ti stanchi troppo >>
<< In pratica è come dirmi che sono troppo vecchia per fare certe cose >> lo riprende ancora mamma facendolo sbuffare esasperato.
<< Non sono uno dei tanti gemelli di casa, a me le tue polemiche non mi fanno nessun effetto >>
<< Ehi! >> esclamo indignata.
<< Niente di personale sorellina, non lascerei fare sforzi nemmeno a te, lo sai >> Drew mi sorride e, come quasi tutte le volte, lascio correre.
Oliver affianca Andrew ed insieme imbandiscono la tavola tirando su i porta vivande, il frigo portatile ed un cesto enorme. A quel punto possiamo dare una mano.
<< Ancora non mi hai raccontato niente sul lavoro, come ti trovi alla centrale? >> Andrew non è il più espansivo dei miei fratelli e, di norma, non è neanche uno che ama le chiacchiere fatte tanto per farle.
<< Decisamente bene, lo sceriffo ed il vice sceriffo sono due uomini in gamba, la signora Lincol mi fa leggermente impazzire, ha sempre qualche domanda personale da farmi e passa un sacco di tempo al telefono con le sue amiche a spettegolare di qualcosa. Per il resto c'è da dire che da queste parti non succede molto, gli eventi più emozionanti sono le multe o le prediche a quelli che superano il limite di velocità. A quanto ho capito presto faranno arrivare un paio di nuovi membri, una recluta ed un altro agente poco più giovane di me, non è solo lo sceriffo ad andare in pensione, anche il vice e, per fortuna, faranno in modo da non farmi ritrovare da solo con un perfetto estraneo >>
<< Era l'ora che incrementassero un po' le forze dell'ordine, è vero che non succede mai niente, ma se mai ci fosse qualche evenienza non sapremmo come fare >> concorda Drew.
<< Invece sono sorpresa dal fatto che Maria non abbia ancora tentato di rifilarti qualche donna >> commenta mamma intromettendosi.
<< È pronto? Abbiamo una peste affamata! >> esclama Jay interrompendo il discorso.
<< Lo sappiamo! Forza, non preoccuparti, è tutto pronto per il tuo stomaco, basta che ti siedi >> gli risponde mamma.
<< Ehi! Guarda che la peste è Max! >>
<< Certo, farò finta di crederci tesoro >>
Ci sediamo, mamma ed Andrew ai due capi opposti come capo tavola, da un lato si siedono Edward, affianco a Drew, Juliet, Max e Clay accanto a mamma. Dall'altra parte invece si siede Monica in mezzo tra me e Jay, il quale è al fianco di nostra madre, ed infine, tra me e Drew si siede Oliver.
<< Cos'è che vedo? Insalata di patate? Sul serio mamma? >> è Jay a parlare << Com'è che c'è sempre uno dei tuoi piatti preferiti quando ci sei tu? >> chiede guardando Drew questa volta.
<< Perché tu non hai piatti preferiti, ti basta mangiare, fosse per te potresti anche non guardare cosa ingurgiti >> lo sfotte Edward.
<< Prima o poi mi vendicherò per tutte le volte che mi prendete in giro con il cibo >>
Come sempre, quando siamo insieme, l'aria è piena di allegria, mamma ha preparato di tutto e di più e, per quando a Jay piaccia scherzarci su, ha preparato uno dei piatti preferiti di tutti, l'insalata di pollo per Clay, le tartine al salmone per Edward, le crocchette di patate per Max, le verdure grigliate per Juliet, il polpettone di zucca per Jay ed i coccoli accompagnati dal prosciutto per me.
Clay oggi sembra abbastanza silenzioso il che vuol dire che ha combinato qualcosa, probabilmente si è lasciato sfuggire qualche avvenimento o pettegolezzo con Juliet o con mamma, e, sicuramente, non avrebbe dovuto.
Monica ci sta raccontando delle sue lezioni, Max interviene ogni tanto facendo domande, Jay ha provato a metterla in difficoltà, chiedendole se avesse adocchiato qualche ragazzo interessante, ma lei è riuscita a surclassare l'argomento, per la gioia di Oliver. A me invece non è sfuggita il leggero nervosismo dovuto all'argomento e, dal sorrisetto di mamma e Juliet, direi che non sono l'unica.
Andrew è abbastanza strano oggi, continua a lanciarmi occhiate e mi osserva con uno dei suoi sguardi cupi, visto che inizia ad innervosirmi mi giro a guardarlo, solo Oliver ci presta attenzione visto che è proprio nel mezzo.
<< Falla finita, lo sai che detesto quando fai così >>
<< Non sto facendo niente >>
<< Se hai qualcosa da dirmi dimmela e basta >>
<< Non sono certo di poterlo fare qui >>
Lo guardo male << Non ho nulla da nascondere quindi parla chiaro >> a quel punto abbiamo attirato l'attenzione di tutta la tavolata.
<< Ieri sera Clay mi ha detto una cosa, non pensando fosse vero sono andato a controllare >>
Mi giro a guardare il gemello in questione << Che gli avresti mai detto? >>
<< Immagina la mia sorpresa quando mi ha detto che hai un appuntamento con Tom stasera, a cena >> continua Drew.
Fisso Clay sorpresa perché non ho la più pallida idea di come l'abbia saputo.
<< L'ho sempre detto, saresti dovuto nascere femmina per quanto sei pettegolo >> lo riprende Jay in modo giocoso.
Torno ad osservare Drew << E quindi... ? >>
<< Credendolo impossibile sono andato da Tom >>
<< Tu sei andato dove?! >> a quel punto inizio ad arrabbiarmi.
<< È stato allora che mi ha confermato il vostro appuntamento! Ho provato a dirgli che non volevo usciste insieme e che sono convinto sia una pessima idea... >>
<< Oh mio dio! >> praticamente urlo << Dimmi che stai scherzando! Che diavolo ti è passato per il cervello!? Andrew Reed! >> alla fine sono certa di aver alzato la voce definitivamente.
Stringe gli occhi guardandomi male << È inutile che fai la voce grossa con me ragazzina, non funziona quindi datti una calmata >>
<< Io? Sei tu quello che ha perso la testa! Mamma! >> mi volto esasperata, lei mi guarda come se non capisse cosa voglio da lei << Digli qualcosa! >>
<< Oh certo, Andrew caro... >>
<< Andrew caro un corno! Come ti sei permesso? Non importa a nessuno se ti sembra un'idea buona o no se esco con un uomo! >>
<< Il problema non è se esci con un uomo! Per l'amor del cielo, desidero più di tutti che tu possa trovare qualcuno con cui costruirti la tua famiglia, so quanto vuoi una famiglia >>
<< Allora perché sei andato da Tom? >>
<< Per farlo desistere! Dannazione ti rendi conto? Tom? Sul serio? Vuoi un uomo come lui? >>
<< Ma che ne sai! >>
<< Conosco Tom da una vita, sei tu che non sai assolutamente niente di lui, ti sei creata quest'immagine di lui che non lo rispecchia per niente, non ama, Tom pensa solo ai vantaggi personali che può trarre da qualcosa >>
<< Andrew non esagerare, tutti amano, anche Tom ed il fatto che ogni tanto mi chieda dei piccoli favori... >>
<< Ogni tanto? >>
<< Piccoli favori? >> le esclamazioni scettiche e sorprese sono rispettivamente di Ed e Jay.
<< Non intromettetevi voi due! >> torno a concentrarmi su Drew e sto per esplodere, poi ricordo che sono in mezzo a Monica ed Oliver allora lascio cadere le posate sul tavolo e mi alzo.
Afferro la borsa ed inizio ad incamminarmi verso il parcheggio, ho bisogno di calmarmi, non so come gestire la situazione perché Andrew non si è mai comportato così. Certo, è protettivo, ma quello dai gesti sconsiderati e folli è Nathan, non Drew, da lui non mi sarei mai aspettata un comportamento del genere, mi sento così ferita e tradita.
<< Faith! Fermati aspettami! >> mi blocco solo perché è Monica che mi sta correndo dietro << Hai il passo svelto >>
<< Monica, non ora >>
<< So che sei arrabbiata... >>
<< Non provarci neanche a giustificarlo >>
Alza le mani << Non è mia intenzione, solo... Andrew è un fratello maggiore, lo è sempre stato e si vede lontano miglia quanto ti vuole bene, penso sia solo preoccupato, avrà agito ancora prima di pensare alle possibili conseguenze. Dopotutto, anche se tu lo ritieni praticamente perfetto, è umano esattamente come te, e sbaglia come tutti noi >>
Impossibile a credersi ma riesce a farmi calmare abbastanza per farmi guardare verso il tavolo, Andrew si è già alzato e si sta avvicinando lentamente a noi. Sbuffo incrociando le braccia sotto il seno, infondo sono ancora molto arrabbiata con lui.
<< Vi lascio >>
Rimango in silenzio a fissare mio fratello, sa di avermi ferito << Per te ho sbagliato, ne sono consapevole ma rifarei comunque quello che ho fatto >> sto per riprenderlo ancora una volta quindi mi blocca riprendendo a parlare ed afferrandomi per abbracciarmi << Puoi dire quello che vuoi ma non cambia le cose. Tom non va bene per te, preferirei evitare che tu venga ferita ma è evidente che hai bisogno di sbattere la testa contro questo muro quindi... Prego. Spero solo che poi non sia troppo tardi per farti aprire gli occhi su quel che hai bisogno >>
Verso la fine del suo discorso mi sono lasciata andare ed ho ricambiato l'abbraccio, ancora una volta mi sono fatta sfuggire un paio di lacrime.
<< Mi spiace averti ferito sorellina, non era mia intenzione. Ma davvero, devi capire di cos'hai bisogno e devi capirlo in fretta, prima che tu finisca per farti male sul serio ed io detesto vederti piangere >>
<< Lo so >> borbotto nascondendomi tra le sue braccia e lasciandomi trascinare dalla nostra famiglia.
<< Allora smettila o mi farai sentire una schifezza >>
<< Te lo meriteresti >>
<< Vorrei far notare a tutti come Andrew riesce sempre a cavarsela a buon mercato, neanche Nate c'è riuscito >> sottolinea Jay con una fintissima espressione di sorpresa << Ma allora non è una leggenda metropolitana, sei davvero il preferito! >>
Scoppiamo tutti a ridere, non solo per l'espressione buffissima ma, anche, per il tono mezzo sorpreso e mezzo indignato. Per fortuna che c'è, se non ci fosse Jay bisognerebbe inventarlo per quante volte è riuscito a smorzare la tensione, momenti tristi o imbarazzanti.
Angolo autrice:
Questa volta il capitolo è parecchio più lungo del solito, diciamo solo che non ho neanche potuto inserire tutto ciò che volevo quindi... Spero vi sia piaciuto, a domani!!
Grazie di cuore a: MartinaLoreto, Fiofio1912, MeloniValeria, Fede9292, GaiaBarbello, martak01, UniFMate, MaricicaVallasca, maribea8282, betta94 e libertyflashquick.
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