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Capitolo 3



<< Quante volte ancora dovrò dirti di non far arrabbiare mamma? >>

<< È arrivato brontolo! >> esclama di rimando, Jay, riceve uno scappellotto proprio dal diretto interessato, Andrew.

<< Ehi! Solo io posso chiamare Drew brontolo! >> puntualizzo.

<< Nessuno può chiamarlo così >>

<< Ed ecco che mamma accorre subito in suo soccorso >> commenta con ironia Jay.

<< Smettila di fare il giullare di corte >> mamma lo guarda male puntandogli ancora contro il mestolo.

Andrew ormai le è accanto, le passa un braccio sulle spalle in una sorta di mezzo abbraccio per poi riprendere a rivolgersi a nostro fratello guardandolo con scetticismo << Non sei proprio in grado di dire altro che scemenze te? >>

<< Lui? >> Edward fissa bene il gemello per poi tornare a guardare mamma e Drew << Impossibile, idiota è il suo secondo nome >>

<< Ehi! >> esclama indignato Jay.

C'è poco da fare, è sempre stato quello più bersagliato in casa, se c'è da fare ironia su qualcuno di solito la facciamo su di lui visto che è senza dubbio il meno permaloso ed il più autoironico. In realtà, negli anni, anche Andrew ha avuto un sacco di soprannomi ed i ragazzi l'hanno preso spesso in giro, soprattutto per il suo essere parecchio scorbutico e diretto. Questo suo essere diretto in maniera quasi disarmante, alle volte, soprattutto quando una persona non lo conosce, può risultare rude, persino maleducato, ma è il suo modo di essere sempre sincero.

<< Scusali tanto cara, temo di non aver cresciuto grandi esempi di educazione, neanche la mia unica figlia femmina sembra ricordarla al momento >> mamma si fa largo tra Ed e Drew avvicinandosi a noi.

Tutti e quattro incassiamo il velato, neanche tanto.

<< Mamma lei è Monica, Monica, questa è mia madre, Lilia >> le introduco finendo per guardare mamma come per chiederle se così va bene.

Ovviamente lei non pome la minima attenzione a me, è completamente concentrata sulla ragazza che ha di fronte << Sono contenta di conoscerti >>

<< Piacere di conoscerla signora, mi spiace disturbarla così >> allarga un po' le braccia.

<< Oh non dire sciocchezze, se ti avessero lasciata laggiù tutta da sola li avrei mandati a prenderti di corsa >> l'abbraccia subito senza fermarsi neanche un attimo davanti alla sua timidezza o imbarazzo.

<< In realtà, se non fosse venuta con noi, avrei passato la nottata a controllarla >> le fa presente Drew guardando mamma un po' offeso.

Ed e Jay trattengono a stento una risata con diversi colpi di tosse davanti all'espressione di Drew, ad essere onesti anch'io mi ritrovo a tossire per coprire la mia risata.

<< Allora vi ho insegnato qualcosa! >> il finto tono sorpreso di mamma finisce per far riedere tutti, anche Monica << Forza tutti a tavola prima che quell'ingordo si mangi tutta la cena senza di noi >>

Andiamo tutti a lavarci le mani, chi in uno dei tre bagni e chi al lavello in cucina, e ci mettiamo a tavola. Dopo l'inizio un po' impacciato, non avevo dubbi sul fatto che, anche mamma sarebbe riuscita a mettere Monica a suo agio, infatti al momento appare rilassata e tranquilla.

Siamo mangiando la frutta, Booby è ai piedi di Drew che continua a ricevere cibo, in questo caso spicchi di arancia.

<< Possibile che tu lo faccia mangiare quanto Jay? >>

<< Un po' di vitamina c non gli farà male >>

<< Guarda che anche i cani non devono esagerare con il cibo >>

<< Che ho fatto di male stasera per beccarmi tutti questi rimproveri? >>

<< Smettetela di battibeccare voi due e, Drew, tesoro... Tua sorella ha ragione, smettila di dar da mangiare al cane >> appena mamma si gira faccio una linguaccia a mio fratello.

<< Tesoro... >> rincara la dose Jay facendo il verso a mamma.

<< Va bene, per oggi ne ho avute abbastanza >> Andrew si alza prendendo tutti i piatti, al posto di mamma, portandoli in cucina e, dopo aver buttato le bucce, li sistema in lavastoviglie.

Anch'io mi alzo aiutando mamma a sparecchiare mentre i gemelli intrattengono Monica, con qualche battuta o aneddoto, facendola ridere di gusto.

<< Vatti a riposare, sarai stanco, ci penso io a sistemare tutto >>

<< Puoi scommetterci che sono stanco ma lo sarai anche tu, hai passato ieri sera a preparare e questa mattina ti sei svegliata prestissimo per cuocere tutto il cibo che ci hai fatto portare. Inoltre, hai dovuto preparare la camera per Monica e la cena per tutti di corsa >>

<< Si, è vero, ma tu ti sei svegliato presto ed hai lavorato tutto il giorno scavando e demolendo >>

Adoro il rapporto che c'è tra mamma e Drew, lui sarà anche dispotico e brontolone, ma, a modo suo, è sempre stato affettuoso nei suoi riguardi, la tiene sempre d'occhio e cerca di alleggerirla delle incombenze quando può. In realtà è sempre stato così anche con me, lo ricordo sin da quando ero piccola, c'è stato un periodo in cui Nate era incredibilmente geloso, eravamo piccoli, avremo avuto cinque o sei anni e lui voleva tutto il mio affetto, non si rendeva conto che potevo voler bene ad entrambi contemporaneamente.

<< Andate tutti e due a riposarvi, ci penso io qui >> li zittisco entrambi spingendoli via dalla cucina.

<< Sei sicura? Guarda che posso aiutarti >>

<< Smettila ed esci da questa cucina! Mamma ha ragione, hai bisogno di farti una doccia, anche i gemelli sono già riusciti a farla, tu sei l'unico ancora tutto impolverato e sporco. Oltre tutto hai bisogno anche di riposarti, domani è un altro giorno ed avete molto lavoro da fare quindi poche storie e fila via >>

<< Come vuoi. E comunque hai ragione, ho proprio bisogno di una doccia, non ce la faccio più a restare così sporco, se non ci fosse stata Monica me la sarei già andata a fare lasciandovi mangiare senza di me >> sorrido perché so che è proprio così, in passato è successo più volte.

<< Ti spiace se domani rimango qui in città? Potrei lavorare da casa così da non lasciare Monica da sola >>

<< Faith non starti a preoccupare, oggi sei stata più che efficiente e non c'è bisogno che tu sia presente in cantiere, lo sai, siamo ancora in fase di demolizione, ti voglio il più lontano possibile da questa fase dai lavori >>

Da quando ho avuto un piccolo incidente durante una demolizione, all'epoca avevo quattordici anni, più di otto anni fa, mi sono ritrovata con una gamba incastrata sotto un pezzo di muratura che, due operai, avevano appena buttato giù, niente di grave, una semplice frattura della gamba con diversi graffi. Andrew e papà si spaventarono così tanto che non mi permisero più di essere presente in un cantiere mentre buttano a terra ogni cosa, tutt'oggi Drew non nasconde affatto la sua preoccupazione.

<< Bene, allora siamo d'accordo, per qualunque cosa terrò il cellulare a portata di mano >>

<< Ne sono sicuro. Buona notte sorellina >> e, come ogni volta, mi scompiglia i capelli.

Molte volte penso che mi veda ancora come una bambina, quando pochi mesi fa ho deciso di trasferirmi a vivere da sola era lievemente preoccupato, per mia fortuna si è reso subito conto che non ce n'era bisogno. Abitiamo in una cittadina tranquilla in cui ci siamo visti crescere e ci conosciamo tutti, la cosa più grave che è successa da queste parti, togliendo il tornado che non c'ha neanche sfiorato, è stato il caso della gallina, Cocca, scomparsa la signora Larrison, era disperata.

Quella donna e le sue galline, le riconosce una ad una, ricordo di averle chiesto come faceva visto che a me, la maggior parte, sembravano tutte uguali e lei se n'è uscita fuori con una semplice alzata di spalle ed una domanda: << Voi come riconoscete Jay, Clayton ed Edward? >>

La prima cosa che ho pensato è stato che era assurdo paragonare i miei fratelli a delle galline, è vero, i gemelli sono davvero identici, fisicamente è molto difficile riconoscerli, ma conoscendoli si riconoscono. Poi ho capito, noi li distinguiamo perché li conosciamo da sempre, ogni sfumatura del loro carattere, ogni gesto, movimento e modo che hanno di porsi è un tratto che caratterizza. Per la signora Larrison è la stessa cosa con le sue galline, le conosce così bene che riesce a distinguerle.

Che poi, quelle galline, hanno tutte dei nomi assurdi, Nina, Pina, Gina, Attila, Guendalina ed Adelina, in onore del cartone della Disney anche se quelle erano oche e non galline, Osvalda, Calimera, Cicina, Allegra e, l'ultima arrivata, Rosita, in onore di una pubblicità di Banderas.

Comunque, tornando al caso della gallina scomparsa, non si capiva proprio come fosse potuto succedere, non c'erano segni d'effrazione e mancava solo Cocca. La notizia si sparse molto velocemente per la città, ne parlavano tutti ma proprio non si capiva come fosse potuto succedere. Alla fine, il giorno dopo, il mistero sulla scomparsa di Cocca fu risolto, nessuno l'aveva rapita o rubata, quella stupida gallina si era semplicemente incastrata nelle fondamenta del grosso pollaio fatto in legno.

Ripensare a questa storia mi fa sempre sorridere perché è assurda.

Sto finendo di rimettere tutto in ordine quando Edward entra in cucina portando la tovaglia che, dopo averla scrollata delle briciole nella lavastoviglie, piega e mette a posto per poi appoggiarsi al mobile e guardarmi con le braccia incociate.

<< Che c'è? >> gli chiedo dopo poco vedendo che non si decide a parlare.

<< Mi chiedevo se fosse tutto a posto >>

<< Certo, perché questa domanda? >>

<< Nathan è appena partito e tutti sappiamo ti preoccupi per lui >>

<< Tutti ci preoccupiamo per lui, non è propriamente al sicuro >> ribatto guardandolo un attimo male << La differenza tra di noi è che non sono brava nel nasconderlo, mentre voi ci riuscite piuttosto bene >>

<< Vero >> rimaniamo in silenzio, lo guardo perché so che non ha finito << Sei stata brava oggi >> lo guardo confusa << Con Monica, sei stata brava con lei >>

<< Oh... Si bhè, ognuno di voi avrebbe fatto la stessa cosa al mio posto >> Ed si limita a scuotere la testa sorridendo.

<< Me ne vado a dormire, fallo anche te, sarai stanca >> a quel punto mi accorgo che mi ha portato il borsone con le cose che ho preso da casa prima di venire qui da mamma.

<< Ora vado, prima controllo come sta Monica >> siamo rimasti solo noi due su questo piano quindi ci avviamo alle scale.

<< Mamma le ha preparato la stanza di Nate mentre Jay le ha portato di sopra gli scatoloni con dentro le sue cose >> mi mette al corrente mentre stiamo salendo.

<< Grazie e buona notte Ed >>

Mi avvio verso la stanza di Nate, quella proprio accanto alla mia camera, con la quale ho il bagno in comune. Prima di entrare busso alla porta aspettando che mi dia il permesso.


Angolo autrice:

Prima di lasciarvi vorrei ringraziare di cuore MartinaLoreto (che mi sopporta :-P e supporta) , GaiaBarbello, betta94 e UniFMate!

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