Capitolo 21
Angolo autrice:
Apro il capitolo ringraziando:
MartinaLoreto, GaiaBarbello, betta94, Wonderwall44, fede5494, AnnaDelGrosso, MeloniValeria, libertyflashquick, CarmelaM4, Flore82, emmamartinucci, Monicalovino3, assa2003, giojamo11, _lelle2004_, SilviaSimbula, Fiofio1912 e misswilkinsonakanada.
Grazie a voi ieri siamo arrivati ad 1K di stelline quindi.... Rullo di tamburi!!
Come promesso oggi arriveranno tre capitoli. Questo è il primo, il secondo arriverà verso ora di pranzo, non so ancora se prima o dopo. Mentre il terzo arriverà, di sicuro, dopo cena!!
Buona lettura a tutti!!
Come preannunciato da Oliver, Monica mi presta uno dei pigiami che abbiamo comprato insieme, anche se abbiamo forme diverse, per fortuna, abbiamo la stessa taglia d'abbigliamento quindi, non ci sono troppi problemi.
<< Vado a prenderti uno spazzolino nuovo, ne abbiamo comprato una confezione nuova la scorsa settimana >> è con questa frase che si è ritirato dalla stanza della nipote Oliver, per andare alla ricerca di uno spazzolino per me.
Effettivamente penso di avere un alito davvero terribile visto che mi sono lavata i denti solo questa mattina. A quel pensiero serro di più la bocca, timorosa di aver fatto un sacco di figuracce e loro, che sono troppo gentili, non mi hanno detto assolutamente niente.
<< Cambiati pure con calma, io vado a recuperare il tuo spazzolino e ti aspetto qui fuori così andiamo al bagno insieme ok? >>
Ancora con la bocca ben serrata annuisco velocemente in direzione di Monica che, come sempre, ha un bel sorriso stampato in faccia. È proprio felice della mia presenza ed io non posso che ricambiare il suo stato d'animo.
Dopo il momento iniziale, entrambi, si comportano con naturalezza, come se non ci fosse nessun problema al mondo e fossero abituati ad avermi intorno.
Mi sfilo i jeans e la maglietta ripiegando tutto per bene ed appoggiandolo sulla sedia vicino alla scrivania di Monica. Prendo il pigiama che abbiamo comprato insieme ad intimissimi la volta che siamo andate al centro commerciale.
Infilo il pantaloncino coordinato con la canottiera, entrambi in seta, di un bel rosso acceso. Ho fatto molta fatica ha farglielo comprare, Monica lo voleva acquistare in blue o nero perché, essendo colori scuri, smagriscono. Come se ne avesse bisogno.
Però capisco il motivo delle sue insicurezze. Sono poche le ragazze che, all'età di Monica o durante l'adolescenza, possono veramente affermare di essere state assolutamente certe e a proprio agio con qualunque parte del proprio corpo.
Ogni donna ha qualcosa che vorrebbe cambiare in un modo o nell'altro. C'è chi vorrebbe avere le gambe più slanciate, chi i fianchi meno prominenti, c'è chi detesta il proprio naso o il mento, chi odia il proprio sorriso e chi, come Monica, ha qualche difficoltà con il proprio decolté.
Assolutamente assurdo, una buona parte della popolazione femminile è composta da due parti. La prima è composta da chi ha poco seno ne vorrebbe di più. Mente la seconda, di controparte, è composta da chi ne ha molto ne desidera di meno.
<< Monica? >> chiamo aprendo la porta della stanza facendo spuntare solo la testa.
<< Eccomi. Hai finito di cambiarti? >> chiede spuntando all'improvviso da non so dove.
<< Si, sono pronta >>
<< Allora andiamo dai! >> così dicendo spalanca la porta che tenevo socchiusa facendomi segno di seguirla.
Ovviamente le vado subito dietro attraversando con lei il corridoio per poi entrare in bagno.
<< Ti sta proprio bene questo pigiama >> si complimenta.
<< Ne ho uno davvero molto simile, ricordi? Te l'ho detto, l'unica differenze è che il mio è più un bordeaux mentre il tuo è rosso. Comunque sono c'entra che sta benissimo anche a te >>
<< Non saprei dirti. Da quando lo abbiamo comprato non l'ho ancora utilizzato >>
<< Davvero? E come mai? >>
<< Diciamo pure che mi mette un ancora un po' in soggezione, mi sembra strano utilizzarlo per andare a dormire tutti i giorni... >>
<< Perché? >> chiedo un po' confusa guardando il pigiama che ho addosso, è semplice in seta, ma non ha strane trasparenze e non è neanche troppo scollato.
A me sta leggermente larga la canotta ma è normale, io e Monica abbiamo volumi diversi per quanto riguarda il decolté, lei la riempie meglio, al contrario, se abbiamo la stessa identica taglia per il pantalone, per quanto riguarda la maglia io porto una taglia in meno.
<< Mi sembra più un pigiama adatto ad altre occasioni. Ecco... Hai capito cosa intendo no? >> inizia a spazzolarsi i denti con lo spazzolino e sposta lo sguardo mentre con l'altra mano mi allunga il mio spazzolino.
L'aria imbarazzata che ha mi fa ridere ed infatti non mi trattengo molto, le lascio capire che la cosa mi diverte. Prendo lo spazzolino che mi porge e, senza aggiungere altro, per il momento, inizio anch'io a lavarmi i denti.
Quando finisce di lavarsi scappa via, suppongo a cambiarsi visto che ancora non si è messa il pigiama. Io mi prendo un altro paio di minuti sia per darle un po' di tempo sia perché anch'io ho bisogno di un minuto da sola per i miei bisogni.
Appena finisco scarico e controllo che tutto sia in ordine, vedendo dei residui di dentifricio nel lavandino apro di nuovo l'acqua, mi lavo le mani e, già che ci sono, sciacquo il lavabo così da lasciare per lo meno pulito.
Apro la porta e, come ho fatto quando sono uscita dalla mia stanza, tiro fuori la testa per vedere se c'è movimento in corridoio.
Le due camere da letto sono separate solo dal bagno di Oliver e vorrei tanto evitare altre figuracce, penso di averne fatte a sufficienza per oggi.
Sento solo del rumore provenire dalla cucina, il frigo che viene aperto, esco dal bagno tenendo lo sguardo nella direzione della cucina e, con passo silenzioso mi muovo velocemente verso la stanza di Monica.
Ed è così che, invece di infilarmi velocemente in camera vado a sbattere contro qualcosa, perché invece di guardare dove andavo avevo lo sguardo fisso verso la cucina.
<< Che stai combinando? >>
Sobbalzo perché mi rendo conto di non essere andata a sbattere contro qualcosa ma contro qualcuno.
<< Oliver! >> mi giro di scatto.
<< Hai l'aria di una che si sta muovendo di soppiatto. Una cosa che non passa molto inosservata. Va tutto bene? >>
<< Cavolo, sei silenzioso, non ti ho sentito arrivare >>
<< Ah lo so, Monica me lo rinfaccia sempre, dice che la faccio spaventare spuntando all'improvviso. Suppongo che il muoversi silenziosamente sia una conseguenza del mio lavoro >> commenta alzando le spalle.
<< Allora chi c'è in cucina >>
<< Considerando il casino che sento è senza dubbio Monica >>
<< Ti sento! >> urla la presa in causa.
<< Se io mi muovo senza fare rumore, Monica, al contrario, fa un gran baccano >>
<< Oh! Non me ne ero resa conto >>
Oliver mi squadra facendo una strana smorfia improvvisamente così, allarmata, mi guardo per vedere cos'ho combinato, ma non vedo niente di particolare.
<< E questo da dov'è spuntato? >>
<< Scusa? >>
<< Questo pigiama. Non sapevo che Monica avesse un pigiama del genere, perché ha un pigiama del genere? >> mentre se lo chiede la sua espressione muta e diventa allarmata << Non avevamo già detto che è troppo piccola per, anche solo pensare a, certe cose? >>
<< Non dire sciocchezze Oliver, questo pigiama non è niente di che, è un semplice completo maglia pantaloncino. L'abbiamo preso insieme e, posso assicurarti, che a Monica sta molto meglio che a me >>
<< Oh no, non mi interessa assolutamente saperlo, sono abbastanza certo del fatto che adoro la mia ignoranza in certe cose >>
<< Pensa che si rifiuta persino di avvicinarsi alla lavatrice da stendere se sa che dentro c'è della mia biancheria >> commenta Monica arrivandomi alle spalle.
<< Non sono pronto, per mia sfortuna non sei più una bambina ed io non ci tengo minimamente a vedere la tua biancheria, potrei rimanere traumatizzato >>
<< Come sei esagerato, non le ho mica fatto prendere chissà cosa, è della semplice biancheria, un po' di seta e qualche pizzo, niente di più niente di meno >> affermo ripensando ai nostri acquisti << Piuttosto, dovremmo tornare a comprarti qualcosa, scommetto che da quando siamo andati non hai più acquistato niente >>
<< No, niente di niente. Ma, a questo punto, pensavo di aspettare i saldi, tanto manca meno di un mese e fino ad ora sono riuscita a gestirmi abbastanza bene con quello che abbiamo comprato. Forse devo fare la lavatrice abbastanza spesso ma non c'è problema >> mi spiega Monica.
<< La lavatrice è diventata un'ossessione >>
<< Smettila di lamentarti, ha ragione, non ha molta biancheria. Comunque va bene, aspettiamo i saldi così compriamo qualcosina in più. Però il primo giorno andiamo subito, ad ora di apertura >> contratto.
<< Ci sto. Tanto la scuola sarà finita per allora. E... visto che siamo in argomento. Come sai tra qualche giorno ci sarà la consegna del diploma, in ritardo >>
<< Ho sentito, a quanto ne so hanno avuto diversi problemi a causa di quel che è successo alla tua vecchia scuola, il ministero non era ancora bene al corrente di dove fossero precisamente gli alunni così ha fatto un po' di caos nella spedizione dei diplomi alle scuole >>
<< Esattamente. Ora, la cerimonia ci sarà venerdì e mi chiedevo se avessi voglia di venire... >> me lo chiede con evidente imbarazzo << Ma non devi sentirti obbligata, se non puoi non fa niente, mi rendo conto che >>
Sta parlando a macchinetta e la fermo andandole in contro ed abbracciandola << Sarei venuta al tuo diploma anche se non mi avessi invitata, non me lo perderò per nessuna ragione >>
Monica mi abbraccia a sua volta mormorando un grazie a bassa voce e mi viene quasi da piangere.
<< Prima che si aprano le fontane, andatevene a dormire, tutte e due, forza! >>
<< Sta sempre ad impartire ordini, te ne sei accorta? >> inizio a prendere in giro Oliver.
<< È come un generale, sempre a richiamare tutti all'attenti ed all'ordine >>
Così riesco ad evitare momenti imbarazzanti per il fatto che sono andata dritta a sbattere contro Oliver mentre mi aggiravo di soppiatto proprio per evitarlo. Burlandoci di lui ce ne andiamo a letto tra le risate.
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