Capitolo 20 (parte 2)
Angolo autrice:
È doveroso aprire il capitolo per ringraziare:
MartinaLoreto, GaiaBarbello, betta94, Wonderwall44, fede5494, AnnaDelGrosso, MeloniValeria, libertyflashquick, angelacopes73, CarmelaM4, Flore82, emmamartinucci, Monicalovino3, assa2003, giojamo11, _lelle2004_ e SilviaSimbula.
<< Calme! Ho capito, c'erto che le puoi raccontare, è abbastanza grande per sapere e capire ogni cosa >> annuisce con la testa per sottolineare la sua decisone.
<< Bene. Oggi ho avuto un attacco di panico, uno di quelli forti, quando mi sono accorta che sarebbe stato inevitabile e non potevo fare nulla per bloccarlo sono venuta qui a casa vostra >>
<< Un attacco di panico? Ti succede spesso? >>
<< Il primo l'ho avuto quando avevo la tua età però no. Non avevo un attacco da anni e, in tutta onestà non ne ho avuto così tanti o per lo meno, questo era il quarto e non credo siano moltissimi. Normalmente riesco a gestire le cose senza troppi problemi ma, questa volta, ho avuto un crollo, non potevo mantenere il controllo ed ho avuto bisogno di aiuto. Per fortuna Oliver era preparato e sapeva cosa fare >>
<< Stamattina stavi bene, quando ci siamo viste alla raccolta fondi... Ieri mi avevi detto che saresti andata in cantiere per controllare i ragazzi, i gemelli hanno litigato o qualcosa del genere, giusto? >> domanda guardandomi con evidente curiosità.
<< Monica... >> il tono di Oliver è d'avvertimento.
<< No. Va bene >> lo rassicuro subito << Dopo che ci siamo lasciate non sono andata in cantiere, sono andata a casa di mia madre. Nathan è partito per una missione due settimane fa, te l'avevo detto, ero convinta fosse rientrato ieri ed invece, ho scoperto che è scomparso. Dieci giorni fa sono stati attaccati, molti hanno perso la vita, mio fratello non era tra loro, ma non hanno idea di dove si trovi adesso >>
<< Dieci giorni fa? E vi hanno chiamato solo ora? Avrebbero dovuto farlo immediatamente >> Monica salta subito in aria come un petardo alzando la voce.
<< Abbassa il tono signorina, subito >> Oliver la riprende subito indicandola con la forchetta.
<< Scusa... >>
<< Ci hanno avvertiti o meglio, hanno chiamato Andrew che è andato da mia madre, la quale, ha deciso di non dire niente a nessuno per proteggerci. Per sua sfortuna i gemelli hanno sentito quindi sono stati costretti a dirlo per lo meno a loro ma io, io sono un'altra storia, non c'ero quindi perché dirmelo? >>
<< Lilia? Ma sei sicura? Lilia ha fatto una cosa del genere? Non posso crederci... >>
<< Credici perché è così, l'ha ammesso senza troppi problemi stamani quando ho affrontato il discorso per capire cosa stesse succedendo >>
<< Quindi i gemelli? >>
<< Non avevano litigato, non proprio, erano in disaccordo con mamma ed in difficoltà tra di loro per la posizione in cui sono stati messi. Mi sono preoccupata come un'imbecille per i fratelli sbagliati, loro stavano bene, erano solo in conflitto con la loro coscienza. Stupida io a non aver capito che avrei dovuto insistere e farmi dire cosa stesse succedendo >>
<< Ok. Adesso basta tutte e due, continuando così non risolvere nulla. Mangiate. State facendo raffreddare ogni cosa >>
Dopo averci spronato a mangiare, Oliver, riprende a mangiare come se nulla fosse. Monica ascolta immediatamente lo zio. Io invece guardo un po' il cibo nel mio piatto.
Ho fame, però al tempo stesso ho lo stomaco chiuso. Ho paura che se mangiassi mi ritroverei a vomitare subito tutto. Un po' in difficoltà, giocherello con il pollo spostandolo da una parte all'altra del piatto.
<< Se non mangi non ti piaceranno i provvedimenti che prenderò >>
Sobbalzo nel sentire il tono duro di Oliver, quando alzo lo sguardo mi sta fissando molto seriamente. Capisco subito che ha ragione, non mi piacerebbe affatto ritrovarmi ad affrontarlo arrabbiato in questo momento.
<< Ho paura di vomitare se solo provo a mangiare qualcosa, l'angoscia non mi aiuta >>
<< Non rimetterai niente ed ora mangia. I miei metodi non sono sempre molto delicati o gentili >>
<< Posso testimoniare che è assolutamente vero... Alle volte sembra un elefante in un negozio di cristalli, come si muove o respira distrugge ogni cosa >> commenta con ironia Monica << Vedrai che non starai male. Basta che mangi con calma >> mi suggerisce incoraggiandomi.
Ed io ovviamente mi lascio convincere da questi due. Faccio diversi pezzettini ed alla fine, con un po' di titubanza, inizio a mangiarli, tutti, con calma, masticando per bene.
Le mie paure si rivelano infondate, non c'è stato nessun "incidente" anzi, avevo decisamente fame, visto che, alla fine, ho fatto il bis di pollo ed ho preso anche un pezzo di torta salata.
Quando abbiamo quasi finito di cenare, Monica inizia a raccontarci della raccolta fondi.
<< Non avevo mai preparato tanti caffè, neanche quelli che ho fatto in una vita intera arrivano alla quantità di caffè che ho fatto oggi. Sul serio, la gente beve proprio una marea di caffè, non ci avevo mai fatto caso prima d'ora ma, preparandolo, mi sono accorta della quantità smisurata che ognuno utilizza >> mentre lo racconta sembra veramente stupita dalla questione.
<< Penso che la bevanda più consumata al mondo, dopo l'acqua, sia proprio il caffè quindi non sarei così stupita se fossi in te >> commento mentre la guardo fare su e giù per la cucina a rimettere a posto le cose.
Mi sento abbastanza in colpa perché non posso aiutarla anche se, Oliver, ha provato a darle una mano ma, Monica, l'ha fatto rimettere a tavola dicendogli che lei è più veloce a sparecchiare da sola che in compagnia.
<< Ah ma poi vi siete persi uno spettacolo incredibile! >> esclama ad un certo punto fermandosi e guardandoci con sguardo davvero entusiasta.
<< Cioè? >> Oliver sembra curioso e lo sono anch'io.
<< Brooke! Non mi avevi detto niente del vostro stand! >>
<< Sei riuscita a vedere qualcosa? Com'era? >>
<< Ha riscosso un sacco di successo, c'erano un sacco di persone ad assistere e, mamma mia! Non avevo mai visto niente del genere dal vivo, pensavo si vedessero solo alla televisione è stato incredibile, Brooke è stata incredibile. Avreste dovuto vederla, era inarrestabile >>
<< Quanto ne è uscito ammaccato Aston? >>
<< Bhè, onestamente abbastanza, però gli è andata bene >>
<< In che senso? >> intervengo io.
<< Ad un certo punto si deve essere sparsa la voce che, oltre ai normali banchetti, c'era anche lo stand della polizia con dimostrazioni di difesa e combattimento corpo a corpo. Insomma, sono arrivati un sacco di persone, soprattutto uomini che volevano vedere questo spettacolo. Quando Brooke ha atterrato per l'ennesima volta il povero Aston che era già abbastanza provato e dolorante, dal pubblico un uomo ha urlato che era tutta scena per far credere alle donne di avere qualche possibilità contro un uomo e che, Aston, in realtà era una mammoletta >>
<< Perché queste cose accadono sempre quando non ci sono io? >>
<< Oliver! >> lo rimprovero subito.
<< Che c'è? Sarei morto dalle risate, deve essere stato davvero comico da vedere >>
<< Comunque >> ci interrompe riprendendo a raccontargli gli avvenimenti del pomeriggio << A quel punto, Aston, ancora a terra, gli ha proposto di prendere il suo posto. Non credo pensasse avrebbe accettato davvero, ma fatto sta che si è fatto subito avanti >>
<< Cosa? >> la interrompe Oliver << Non avranno mica combattuto con dei civili? Si beccheranno una denuncia >>
<< No no. Miss Mills è intervenuta subito. Ha detto che se volevano fare una prova dovevano firmare una liberatoria, senza non avrebbero potuto raggiungere Brooke sulla pedana >>
<< Meno male che c'era la tua insegnate altrimenti avremmo avuto un sacco di grane in centrale domani >>
<< Ok, ma cos'è successo? >> chiedo curiosa.
<< È successo che, Brooke, l'ha buttato a culo a terra nel giro di un minuto, scaraventandolo fuori dalla piattaforma >>
<< Accidenti... >> mormoro veramente stupita.
<< Ribadisco, grazie al cielo che c'era Miss Mills >>
<< A quel punto è iniziata una vera e propria fila di uomini che volevano dimostrare che, l'avversario precedente non era altro che una mezza calzetta. Non so quanti consensi ha dovuto scrivere e far firmare Miss Mills, ma posso assicurarti che Brooke era decisamente divertita. Aston era sollevato invece, quando mi sono avvicinata a lui per chiedergli se era preoccupato per la sua collega mi ha guardato come se fossi stata matta >> scoppia a ridere, suppongo perché la faccia di Aston deve essere stata molto divertente.
<< Si è fatto male qualcuno? >> chiede preoccupato Oliver.
<< Oltre agli avversari di Brooke? No nessuno, temo che sia riuscita a distruggere l'ego di diversi uomini oggi >> riprende a togliere le cose da mezzo << Lo spettacolo però è stato incredibile, parecchie signore si sono appassionate, facevano un tifo incredibile, tutte ad incoraggiare Brooke. Insomma, le ha fatte divertire un sacco, la signora Larrison ha detto che la sua prossima gallina la chiamerà Brooke >>
<< Gallina? >> è il commento scettico di Oliver.
<< Ehi! È un grande onore se la signora Larrison decide di dare il tuo nome ad una gallina e poi... siamo onesti, sarebbe il primo nome normale che utilizza >>
<< A parte Adelina e Guendalina, anche quelli sono abbastanza normali >> interviene Monica in suo favore chiudendo la lavastoviglie visto che, finalmente, ha finito di mettere via gli avanzi e sparecchiare.
<< Si, ma li ha usati solo perché ama Gli aristogatti ed adora quelle oche... >> le faccio presente << Ora è proprio ora di tornare a casa, ho disturbato abbastanza e voi siete stati gentilissi >>
<< Monica vatti a lavare i denti >>
<< Vado >> si avvia verso la sua stanza, prima di chiudere la porta aggiunge << Chiamatemi quando avete finito di parlare >>
<< Che c'è? >> gli chiedo.
<< Sarei più tranquillo se restassi a dormire qui. Monica ha un letto matrimoniale e può prestarti qualcosa per dormire ed un cambio per domani >>
<< Oliver... >>
<< È un momento difficile e stamani hai avuto un brutto attacco di panico quindi, puoi decidere, o resti a dormire qui da noi o dovrò richiamare Andrew per avvisarlo che ti sto portando a casa sua perché, siamo onesti, non puoi metterti alla guida, non ancora >>
<< Scusa? >>
<< Dopo che ti ho sistemato il tuo telefono continuava a suonare come impazzito. Non ho risposto ad alcuna chiamata, però ad un certo punto, ho dovuto metterlo in modalità silenziosa, mi stava facendo uscere pazzo. Scusa se l'ho fatto ma non potevo lasciare che continuasse a suonare con tanta insistenza. A quel punto ho potuto vedere che, tutte quelle chiamate, erano i tuoi parenti, una marea di telefonate da parte di tua madre, Andrew, Edward, Clay e Jay >>
<< Immaginavo che fossero loro a chiamare... >>
<< Diciamo che, potendo benissimo immaginare, quanto potessero essere preoccupati, mi sono affrettato a chiamare Andrew >>
<< Non voglio parlarci, figuriamoci vederli >> gli faccio presente.
<< Avevo già supposto anche questo, ecco perché, dopo aver rassicurato Andrew sulle tue condizioni, visto che era preoccupato per un eventuale attacco di panico, gli ho fatto presente che... >>
<< Gli hai detto della crisi? >> lo interrompo rilasciando un gemito di disappunto.
<< Si, era preoccupato che te ne venisse uno, non potevo non dirgli che già ti era venuto ma che siamo riusciti ad arginarlo. Ad ogni modo. Gli ho fatto presente che stavi riposando visto quanto eri scossa e che, sicuramente, l'avresti fatto per un bel po' visto l'attacco di panico ed il pianto che ti eri fatta >>
<< Anche quello? Ma gli hai raccontato proprio tutto? Oliver! >>
<< Andrew è tuo fratello ed era preoccupato, certo che gli ho raccontato tutto! Ora, se gentilmente, volessi farmi finire di parlare, te ne sarei grato. Una volta rassicurato Drew gli ho fatto sapere che non volevi neanche rispondergli al telefono per parlarci per cui, immaginavo, non avresti neanche voluto vederli >>
<< Esatto... >>
<< Il punto è che Andrew non vuole che resti sola, non stasera per lo meno, ed io sono d'accordo con lui. Così gli ho promesso che, se non avessi voluto restare qui per questa notte, ti avrei portato a casa sua o da uno, qualunque tu voglia, dei tuoi fratelli quindi scegli. Resti qua o vuoi che ti accompagni da uno dei tuoi fratelli? >> mi guarda in attesa di una risposta.
<< Questo è un ricatto bello e buono >>
<< Vedilo come vuoi ma, per ora, non hai altra scelta anche perché non sei nelle condizioni per protestare >>
Sbuffo << Resto qui >>
<< Ottimo. Vado a dire a Monica che hai bisogno di un suo pigiama >> e si alza da tavola.
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