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Capitolo 16 (parte 2)


Quando mi sveglio, la prima cosa che faccio è correre al computer accendendolo. Appena il pc si è avviato apro subito la posta elettronica per scrivere un'email a Nathan. Essendo partito da due settimane non gli ho mai scritto, sarebbe stato inutile e gli avrei solo intasato l'email.

" Ehi Nate!

Come stai? Io sto bene anzi, sto benissimo, se ieri ero contenta oggi sono super entusiasta. Sicuramente ti starai chiedendo il perché, vero? Ebbene sappi che è solo grazie a te se il mio stato d'animo è così frizzante. So che, probabilmente, ci vorranno ancora diverse ore prima che tu veda e legga questa email. Lo sappiamo entrambi, non si sa mai a che ora si torna da una missione anche se, si sa il giorno, il che è un po' controverso se ci pensi su.

Ad ogni modo, non è solo perché oggi rientri alla base che sono tanto felice, è soprattutto per il fatto che questa era la tua ultima missione prima di rientrare a casa. Ci vorrà ancora un po' più di un anno prima del tuo ritorno, e sarà un periodo lunghissimo, ma il fatto che resterai alla base comporta un rischio decisamente minore rispetto all'essere in missione e di questo non posso che esserne felice.

Sicuramente a questo punto starai borbottando o brontolando, se non lo stai facendo ad alta voce scommetto che lo stai facendo nella tua testa, ti conosco troppo bene per credere che tu non lo stia facendo. Ti ho beccato!

Non vuoi sentirmi dire o scrivere certe cose ma, sappiamo entrambi che, tutti noi siamo sempre in pensiero per te, la nostra preoccupazione è costante, la mia in particolar modo quindi, non mi sento affatto colpevole a dirti che sto tirando un sospiro di sollievo in questo momento. Ti adoro e lo sai, sei il mio gemello dopo tutto, però il tuo lavoro mi spaventa a morte e, questo, non vuol dire che sia meno orgogliosa o fiera di te quindi si, sono felice perché, finalmente, sei un po' più al sicuro.

Ovvio, non sarò del tutto tranquilla fino a che non tornerai a casa ma sono di certo meno agitata per te. Certo, potresti anche dirmi che la mia paura è irrazionale visto che le persone muoiono tutti i giorni, non solo dove sei tu, ma anche qui a casa. È vero ma è senza dubbio meno rischioso qui a casa che dovunque ti trovi adesso.

Comunque, per cambiare argomento, sembrerebbe che i ragazzi hanno litigato, non saprei dire bene chi tra di loro, ma c'è qualcosa che non va, ne sono sicura. Mamma dice che hanno solo bisogno di tempo e spazio, secondo lei non c'è niente di cui preoccuparsi... Speriamo bene.

Il punto è che, se fosse come al solito, a quest'ora avrebbero già dovuto aver risolto. Di norma, anche se la litigata è brutta, voi ragazzi nel giro di pochi giorni avete già fatto pace e tutto torna com'era prima, come se niente fosse successo, a differenza di noi ragazze che tendiamo a tenere il muso.

Invece qui parliamo di un mal umore che dura almeno da una settimana. Domenica scorsa a pranzo da mamma mi sono resa conto che c'era qualcosa che non andava. Credevo che i gemelli avessero discusso o che Clay avesse spifferato qualcosa come al suo solito ed invece a quanto sembra è qualcos'altro.

Perché lo penso? Perché, se domenica scorsa non me ne ero accorta, questa volta anche Andrew sembrava parecchio abbattuto, teso e preoccupato. Ho provato a chiedere cosa stesse succedendo ma nessuno mi ha risposto, neanche mamma mi ha voluto dire niente.

Prima che tu me lo scriva, si lo so, devo farmi i fatti miei e smetterla di impicciarmi, sono grandi e possono risolvere la questione da soli e bla bla bla...

Ah! Quando ci sentiamo ricordami di raccontarti il piccolo incidente che ho procurato a Mason, sono abbastanza sicura che, dopo la prima ramanzina, saresti molto divertito da quel che è successo.

Va bene dai. Penso di averti scritto un'email abbastanza esaurente. Ti voglio bene, aspetto una tua risposta e ti mando un bacio enorme! "

Ricontrollo di non aver dimenticato nulla e, quando sono abbastanza soddisfatta da ciò che gli ho scritto, non pero altro tempo inviandogli l'email. Controllo che sia stata inviata correttamente e, quando l'email appare nella posta inviata, spengo il computer senza neanche guardare le altre email ricevute.

Guardo l'orologio, sono le otto quindi ho tutto il tempo prepararmi con calma, ho ancora un'ora prima di incontrare lo sceriffo. Dopo aver ripassato mentalmente quel che devo fare inizio a prepararmi. Una doccia veloce, senza bagnarmi i capelli, mi vesto, rifaccio il letto, preparo e mangio la colazione, prendo tutto il necessario per i sopralluoghi e via, destinazione stazione della polizia.

Finisco per arrivare con cinque minuti d'anticipo così scendo dalla macchina ed entro in centrale sorridendo alla signora Lincol che è seduta, come al solito, al suo posto con il telefono già all'orecchio.

Non saprei dire con chi, ma di certo, sta spettegolando di qualcuno con una delle sue amiche, il malcapitato di turno mi fa un po' pena ma, fino a quando non sono io o uno dei miei familiari al centro delle loro chiacchiere, solo sollevata.

<< Oh scusami cara >> Maria mi fa segno di aspettare un secondo << dovremo sentirci più tardi, Faith Reed è proprio davanti a me e non sarebbe molto educato da parte mia continuare a parlare al telefono >> la guardo sorridendo, non so quante volte avrò sentito questa frase, ogni volta che qualcuno entra, a meno che non stia parlando di ricette culinarie, Maria tende ad attaccare velocemente << Ma certo, non preoccuparti, non me lo dimentico, appena posso ti richiamo immediatamente così finisco di raccontarti >> continua ad ascoltare la persona che le parla attraverso la cornetta il suo sguardo è assorto, come se la questione fosse della massima importanza.

Conoscendola sarà una delle solite sciocchezze, in tanti anni che conosco la signora Lincol non ho mai sentito una sola notizia seria uscirle dalla bocca, questa donna e le sue amiche vivono per il gossip ed onestamente mi divertono un sacco quando le incontro. A parte quando mi mettono in imbarazzo... Cosa successa diverse volte nel corso degli anni.

<< Bene allora cerca di sentirla e poi fammi sapere cosa vede, magari riesce a scorgere qualcosa di interessante >> la guardo sorpresa << Ci sentiamo dopo, ciao ciao! >> finalmente attacca la cornetta alzando lo sguardo su di me sorridendomi.

<< Buon giorno signora Lincol >>

<< Buongiorno a te Faith. Cosa posso fare per te questa volta? Non vedo biscotti... >> commenta osservandomi le mani.

<< Mi spiace, questa volta sono qui per una questione di lavoro >>

<< Ah si? >> è palesemente sorpresa eppure dovrebbe sapere ogni impegno già fissato dello sceriffo.

<< Si, lo sceriffo ed io dobbiamo continuare il nostro giro di sopralluoghi tra i palazzi della città >> le faccio presente.

<< Ma certo! Il lavoro che ti ha appioppato il giovane Tom... >> si ferma un attimo meditando << Ragazzo pieno di idee per migliorare ed ampliare la nostra piccola cittadina. Non ho ancora capito se accetterà il progetto dello sceriffo e di Oliver >>

<< Sono certa che lo farà >> la rassicuro.

<< Se lo dici tu che sei la sua fidanzata allora ci credo >>

Arrossisco di botto << Signora Lincol io e Tom non siamo fidanzati... >>

<< Come sarebbe a dire?! >> sbotta saltando sulla sedia << Certo che lo siete, non state uscendo? >>

<< Ma certo. Solo che, sa, di questi tempi si dice frequentarsi, stare insieme, non essere fidanzati, per quello ci vuole un anello ed una proposta di matrimonio >> le faccio presente sempre più in imbarazzo.

<< Quante sciocchezze dite voi giovani. Frequentarsi. Te lo dico io ragazza mia, i maschi della tua generazione sono solo un branco di marmocchi. Ai miei tempi, alla loro età, un uomo non si limitava ad uscire, stare insieme o frequentarsi con una ragazza, no signore. Allora erano davvero degli uomini, sapevano cosa e chi volevano, a quest'ora ti avrebbero già chiesto la mano invece no. I ragazzi d'oggi sono solo un branco di... >>

<< Maria! >> il richiamo dello sceriffo interrompe il discorsetto della signora Lincol << Ti prego, non riempire la testa di Faith con le tue sciocchezze >>

<< Ma che sciocchezze e sciocchezze, sai quanto me che ho ragione >> brontola lei guardando malissimo lo sceriffo << E smettila di fare il bacchettone. Tu dici cose peggiori dei ragazzi della nuova generazione quindi hai poco da rimproverarmi >>

Lo sceriffo si avvicina a noi sorridendo con accondiscendenza << Queste sono le nostre opinioni, quelle di due vecchietti >>

<< Qui l'unico vecchio che vedo sei tu, io sono nel pieno della mia seconda giovinezza. Capito vecchio ciabattone che non sei altro? >> ribatte lei prontamente con voce e sguardo agguerrito, sembra quasi sfidarlo a darle torto.

<< Ehm... forse è meglio andare >> mi intrometto per evitare ulteriori imbarazzi o che si mettano a litigare per niente, cosa che sono certa potrebbero benissimo mettersi a fare da un momento all'altro.

<< Ci vediamo per ora di pranzo Maria e... >> la guarda con espressione esasperata << Ti prego, non far ammattire nessuno >>

Lo sceriffo mi sospinge verso l'uscita << Arrivederci signora Lincol >> ed è così che usciamo dalla stazione di polizia.

Appena siamo fuori lo sceriffo scoppia a ridere di gusto avviandosi verso il primo palazzo. << Non farci caso, queste sono le classiche discussioni che abbiamo io e Maria >>

Passiamo la mattinata a ispezionare tre palazzine, come al solito, tutti gli inquilini sono molto incuriositi dai nostri sopralluoghi e ci riempiono di domande. Ormai lo sceriffo ha imparato tutte le risposte, infatti è lui ad occuparsi delle curiosità delle persone mentre, io, continuo a prendere misure, controllare le planimetrie.

Ad ora di pranzo lo sceriffo torna in ufficio per poter consumare il suo pranzo e per parlare con Tom a proposito del progetto mosso da lui ed Oliver, mi ha dato appuntamento al palazzo successivo verso le tre così da poter andare avanti per un altro paio d'ore.

Visto che ho solo un'ora, invece di tornarmene a casa, vado al pub da Mason, per mia fortuna apre ad ora di pranzo così sono certa di non sporcare nulla visto che, più tardi, verranno Monica e la parrucchiera a casa.

Quando entro Mason mi inquadra subito << Cheeseburger? >>

<< E patatine! >> gli urlo di rimando.

<< In arrivo! >> si affaccia in cucina urlando un'altra volta la mia ordinazione per poi tornare da me << Che fai? Mangi qui al bancone con me o vai al tavolo? Ti raggiunge qualcuno? >>

<< No, sono solo io quindi mangerò qui con te >>

Ad ora di pranzo non c'è molta gente qui al pub, al contrario della sera che è sempre piuttosto pieno, soprattutto dopo una certa ora, quindi è abbastanza tranquillo.

Mi siedo ad ascoltare Mason che inizia a raccontarmi della serata che ha passato ieri, il suo giorno libero è la domenica, la sera resta chiuso visto che tutti tendiamo a rimanere a casa quella sera.

<< Sono andato a quel nuovo locale di cui mi parlava il mio ex qualche tempo fa, ricordi? >>

<< Purtroppo ricordo sia lui che la sua pessima presenza >>

<< Oltrepassando lui >> enfatizza le sue parole muovendo la mano come per dire lascia perdere << Sono andato a dare un'occhiata a questo benedettissimo locale e, esteticamente, è osceno, proprio brutto, il proprietario è l'etero con il peggior gusto mai visto sulla faccia della terra >> commenta con sguardo terrorizzato facendomi ridere << Giuro, se lo vedessi sverresti per lo shock! Superato questo momento di profondo malessere, sono riuscito a farmi coraggio e ad inoltrarmi all'interno >>

A quel punto, Clare, con la sua solita delicatezza da elefante, ci sbatte davanti al piatto le nostre ordinazioni per il pranzo.

<< Buon appetito >> più che augurarcelo sembra ringhiare.

Guardo Mason sorpresa ed appena lei se ne va commento << Però... Sempre più acida. Perché non le consigli un corso intensivo di buone maniere, delicatezza e simpatia? >>

<< Lasciala in pace, diciamo che è ancora arrabbiata con te per la pessima uscita che hai avuto la prima volta che sei stata qui con Oliver e Monica >>

<< Che esagerata, è passato un sacco di tempo >> minimizzo subito.

Anche Mason non si sofferma poi molto sulla questione e riprende a parlare di questo posto, in particolare, di quanto bei ragazzi ha incontrato, a quanto sembra gli hanno dato ben tre numeri di telefono. Si capisce perfettamente che non vede l'ora di conoscere questi tre ragazzi e che spera di trovare, finalmente, anche lui la persona giusta.

Quando esco dal pub di Mason sono ancora più felice di quanto ero prima proprio perché vedere il mio amico tanto allegro è stato davvero bello. Mason è un tipo divertente e tanto romantico, è alla ricerca dell'anima gemella da quando lo conosco e vederlo, ogni volta, stare malissimo a causa di quegli imbecilli dei suoi ex è sempre stato uno strazio, tutto quello che potevo dirgli era semplicemente << Vedrai che prima o poi troverai il ragazzo giusto per te >>.

È anche vero che Mason si è sempre rialzato a testa alta dalle batoste d'amore che ha preso e non ha mai rinunciato, ironizza moltissimo sull'argomento ma, quelli che lo conoscono, sanno che nessuno merita l'amore più di lui.

Come al solito, arrivo qualche minuto in anticipo all'appuntamento con lo sceriffo, non mi è mai piaciuto far aspettare le persone, tanto meno un membro delle forze dell'ordine che mi fa il favore di aiutarmi.

<< Pronta? >> mi giro sorpresa.

<< Oliver. Ciao. Che ci fai qui? >>

<< Tom sta trattenendo lo sceriffo per alcuni particolari sulla nostra proposta >>

<< Perché non sei rimasto con loro? Era la tua proposta dopo tutto, no? >> chiedo un po' confusa.

<< Diciamo che Tom ha specificato che quelle erano questioni che andavano discusse nei particolari solo con lo sceriffo >> dice come se nulla fosse sorridendo.

<< Stai scherzando? >>

<< Affatto >> il verso che rilascio deve essere divertente perché lo fa ridere << Non fartene un cruccio, va bene così, l'importante è che abbia approvato il progetto in sé e, da quanto ho capito, dobbiamo ringraziare solo te se l'ha fatto >>

<< Ma no, non ho fatto niente di che, mi sono limitata a farlo ragionare su come trovare una soluzione soddisfacente per tutti >>

<< Sarà, ma se non l'avessi fatto non avrebbe mai accettato, lo sceriffo era certo che avremmo dovuto trovare un altro modo per fargli dire di si visto come si era espresso al nostro incontro >>

<< Bhè, per fortuna non è stato così. Che dici, iniziamo? >>

<< Certo >>

Come con lo sceriffo, anche con lui lavoriamo alla stessa maniera, io svolgo il mio lavoro concentrandomi mentre Oliver si concentra sugli abitanti dei due palazzi che riusciamo a completare giusto in tempo prima che io me ne debba andare.

<< Vado a prendere Monica >>

<< Il mio turno finirà verso le dieci e mezza e verrò direttamente a prenderla, va bene? >>

<< Certo. A più tardi >> vado via tirando un sospiro di sollievo mentale.

Per fortuna non ci sono stati momenti imbarazzanti neanche quando eravamo da soli, è filato tutto liscio senza tirare in mezzo episodi che è meglio cancellare.



Angolo autrice:

Ringrazio vivamente: MartinaLoreto, betta94, Wonderwall44, fede5494, AnnaDelGrosso, MeloniValeria, libertyflashquick, Fiofio1912, angy_897, CarmelaM4, angelacopes73 e GaiaBarbello.

Speravo di riuscire a postare anche la seconda parte oggi stesso (ero dell'idea di non riuscire a completarlo prima di stanotte ed invece mi è andata decisamente meglio del previsto). Spero siate felici di riuscire a leggere tutto il capitolo 16 nella stessa giornata. Mi raccomando, lasciate tante stelline!!

Ah!! A domani!! ;-)

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