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Capitolo 13



Proprio come aveva detto Andrew, la domenica, a pranzo, mamma mi ha sgridato come mai prima d'ora. Certo, anch'io ho fatto diverse marachelle, alle volte ho disubbidito, ho risposto male ed ho avuto brutti voti, chi non ha mai fatto almeno una di queste cose durante la propria adolescenza o nella vita? Nessuno.

Però erano anni ormai che non venivo sgridata da mia madre, non ricordo neanche l'ultima volta in cui è successo, ma, di certo, quando è successo non era così infuriata con me. Penso abbia un po' esagerato, dopotutto sono grande, e quando gliel'ho fatto notare mi ha guardata male e senza aggiungere altro è passata oltre.

Il resto del pranzo è stato abbastanza teso, non solo mamma era ancora nervosa, ma anche Andrew mi è sembrato abbastanza agitato. Quando gli ho chiesto come mai era così ansioso ha negato tutto dicendo che, semplicemente, non aveva dormito molto la sera prima.

Alla fine sono tornata a casa prima del solito, nessuno sembrava dell'umore giusto per chiacchierare, Clay, Juliet e Max non sono neanche venuti a casa di mamma, mentre Jay era parecchio contrariato da non so bene cosa. Probabilmente avrà litigato con Edward o con Clay, non sarebbe la prima volta.

Per quanto il rapporto tra gemelli, in generale, possa essere estremamente stretto, come in ogni rapporto si litiga, ne soffriamo moltissimo proprio perché siamo così legati ma è normale che si abbiano opinioni diverse, essere gemelli non ci esenta dall'avere discussioni.

Essendo, la mia, una famiglia molto unita le liti non durano mai molto, di solito si litiga, andiamo a dormire ed il giorno dopo è come se non fosse successo nulla. Non è sempre così, alle volte tra di noi ci sono veri e propri contrasti d'opinione, allora lasciamo che i diretti interessati se la vedano tra di loro per evitare di peggiorare la situazione anche se, quando accade, ne soffriamo tutti, soprattutto mamma.

Nel pomeriggio ho chiamato Monica per controllare come stava e soprattutto per confermarle che, non importa ciò che può dire Oliver, può chiamarmi sempre e che ci sono per lei, in qualunque circostanza.

Mi ha detto di non preoccuparmi, suo zio era solo preoccupato ed arrabbiato e che, la mattina, si era già calmato e tranquillizzato. Certo, la punizione c'era ancora, sarebbe stata controllata a vista, la bicicletta era sotto sequestro e non poteva andare da nessuna parte se prima Oliver non l'avesse accompagnata e si fosse accertato che lei sarebbe stata là però, sembrava già essersi ammorbidito un po'.

Insomma, abbiamo chiacchierato parecchio al telefono, le ho anche raccontato della predica che mi sono sorbita da parte di mamma, l'ho aggiornata su quel che è successo tra me e Tom in quelle settimane in cui non ci siamo sentite e le ho raccontato di Nate.

Mi ha fatto bene parlare con Monica, mentre eravamo al telefono mi sono resa conto di quanto mi era mancato passare del tempo insieme, parlare e scherzare con lei.

Siamo a martedì, ieri ho pensato di fissare con Monica per cenare insieme e fare la serata cinema o serie televisiva ma non ero certa di poterglielo chiedere prima di aver parlato con Oliver e, sapendo che era a lavoro non l'ho chiamato.

Così, dopo essermi informata, sto aspettando che il turno di oggi finisca per poterlo chiamare. Il problema? Il problema è che anche oggi finirebbe davvero tardi quindi, ieri sera, ho preparato diversi biscotti da portare alla centrale di polizia.

La scusa è che non mi sono ancora presentata ai nuovi arrivati e, volendo fare un gesto carino, ho cucinato dei biscotti da portargli. A quel punto, visto che mi trovo, parlerò con Oliver per capire se posso invitare Monica a casa mia domani sera.

Mentre incarto i biscotti mi ripeto più volte che sono un vero genio visto che, in questa maniera, evito l'imbarazzo della chiamata ed il rischio che Oliver non mi risponda al telefono e poi, sono convinta che, è più difficile dire ad una persona di no di persona. Al contrario, se gli chiedessi il permesso al cellulare ho praticamente la certezza che mi direbbe subito di no, senza pensarci neanche un secondo.

Ed ecco mi qui adesso, mi chiudo casa alle spalle, dopo aver lavorato tutto il giorno, mi avvio alla centrale di polizia, quando guardo l'orologio mi accorgo che sono le sette ed io sono già in ritardo rispetto a quel che avevo premeditato.

Per mia grande fortuna, abitando in centro, casa non dista molto dalla mia meta, tant'è vero che in pochi minuti sono già arrivata. È a quel punto che mi rendo conto che forse era meglio chiamarlo, mi sarebbe servito meno coraggio ed anche se fossi stata nervosa sarebbe stato più difficile che se ne rendesse conto tramite telefono.

<< Accidenti ed ora? >> mi domando guardando la scatola di biscotti che ho incartato con tanta cura.

Sento il cuore battere all'impazzata, un miscuglio tra paura e vergogna mi attanaglia lo stomaco. Uno potrebbe benissimo chiedermi, perché vergogna? E, nel caso ve lo stiate chiedendo davvero, la risposta sarebbe estremamente facile.

Non solo sono consapevole del fatto che, almeno fino a due settimane fa, Oliver prova qualcosa per me, ora l'ho deluso e l'ultima volta che ci siamo visti, tre giorni fa, ho pianto ed abbiamo avuto una mezza discussione. Insomma, non ci siamo salutati proprio bene ma è soprattutto il fatto che mi abbia detto di non fidarsi più di me che brucia di più, sapere di averlo deluso mi fa sentire incredibilmente in imbarazzo perché ha ragione.

Sospiro chiudendo gli occhi ed inizio a sbattere leggermente la testa sul poggia testa dietro di me.

<< Ma perché? Accidenti a me... Possibile che sia così scema? >>

Sto parlando da sola quando qualcuno bussa al mio finestrino facendomi sobbalzare dallo spavento, mi giro di scatto e mi ritrovo la faccia della signora Lincol a pochi centimetri dal mio finestrino che mi sorride.

<< Ciao Faith >>

<< Salve signora Lincol. Come sta? >> chiedo abbassando il finestrino.

<< Tutto bene, grazie cara e tu? Come mai te ne stai qua fuori? >>

<< Io... Ehm >> mi schiarisco la gola << Ho preparato dei biscotti per i nuovi acquisti della polizia >> le spiego mostrandole il pacchetto.

<< Che gesto carino. Forza allora, penso mi fermerò per assaggiarne uno sono molto curiosa, se cucini bene come tua madre saranno buonissimi >> mi apre la portiera ed io mi ritrovo a chiudere il finestrino.

<< Ecco questo potrebbe essere un terribile paragone, non sono minimamente all'altezza di mamma >> commento e, prima che possa accorgermene, sto entrando alla stazione di polizia.

Insomma, invece di farmi coraggio da sola, la signora Lincol è riuscita a farmi arrivare dove volevo anche se non ne avevo il coraggio.

<< Maria sei già tornata! >> esclama lo sceriffo << So che ci adori ma non credevo così tanto >>

<< Ho trovato questa signorina che stava per entrare. Quando mi ha detto di aver portato dei biscotti non ho potuto resistere, devo sapere se la cucina è un dono di famiglia oppure se c'è speranza per tutti >> scherza ridendo.

<< Speriamo di si. Altrimenti sarebbe un vero peccato >> ribatte lui sorridendomi << Ehi gente! Venite, abbiamo una sorpresa >> lo sceriffo richiama tutti.

Il primo ad arrivare è un ragazzo, è giovane, avrà più o meno la mia età, appena incrocia il mio sguardo si apre in un gran bel sorriso. È alto, biondo e con gli occhi color nocciola, ha uno sguardo davvero dolce.

Lo sceriffo me lo presenta subito allungando un braccio nella sua direzione << Lui è Aston, il cadetto ed il più giovane qua dentro, ha poco più dell'età che aveva Nate quando si è unito all'esercito >>

<< Piacere di conoscerti, io sono Faith >> mi presento allungando la mano per stringergliela.

<< Il piacere è mio >> a sua volta si protende nella mia direzione afferrandomi la mano.

<< Per essere un giovanotto è piuttosto educato >> commenta con compiacimento la signora Lincol.

<< Maria cos'è vuoi fare da cupido tra i due? So che Faith esce con Tom da un po' di tempo ormai >>

<< Sul serio? >> la signora Lincol non sta chiedendo conferma a me, ma allo sceriffo che le ha appena dato l'ultimo gossip che, evidentemente, era sfuggito a lei ed il suo club.

Con mio grande imbarazzo sorrido a tutti, in particolare ad Aston che, comunque, non sembra fare molto caso alla questione.

Il imbarazzo sale alle stelle appena vedo spuntare Oliver, mi guarda con un misto di sorpresa e curiosità, non si aspettava che venissi in centrale.

<< Ciao Oliver. Ho portato dei biscotti per i nuovi arrivati >>

<< A me non hai fatto dei biscotti quando sono arrivato >> puntualizza.

<< Certo perché si siamo conosciuti subito >>

<< Ah in pratica sei venuta a presentarti >>

<< Esattamente >>

Mi rendo conto che non è convinto dalle mie parole ed oggettivamente ha ragione perché in realtà sono qui per altro, non solo per presentarmi ai nuovi arrivati. Peccato che, quella che rimane sorpresa sono io, appena spunta il secondo membro dei nuovi arrivati o forse dovrei dire l'altra.

È tutto ciò che non sono io, capelli mossi in onde perfette, bruna, altissima, con un paio di gambe super slanciate e gli occhi verdi. Sembra una modella, non una di quelle che già dall'espressione capisci che è antipatica, no, una di quelle che appare pure simpatica e con un sorriso smagliante incredibile.

<< Ciao! >> mi saluta con entusiasmo.

Sbatto le palpebre perché non capisco, ha l'uniforme come quella di Oliver, dello sceriffo e del cadetto ma è una ragazza mentre io mi aspettavo un uomo, non una bellissima donna.

<< Ciao... >> mormoro decisamente confusa.

<< Faith lei è Brooke, Brooke lei è Faith Reed, il miglior architetto della città >> ci presenta lo sceriffo.

<< Solo perché sono l'unica >> ironizzo.

<< Oh si, ho sentito parlare di te, Mason ha detto che ci avrebbe dovuto presentare assolutamente >>

<< Ah si? >>

<< Si, ha detto che andremmo un sacco d'accordo >> mi fa sapere appoggiando una mano sul braccio di Oliver.

<< Ma davvero? >> Oliver alza un sopracciglio alla mia domanda poco convinta ma lo ignoro bellamente schiarendomi la voce << Bhè, chi vuole un biscotto? >>


Angolo autrice:

Vorrei ringraziare moltissimo: _dreamy16, angy_897, Francesca-addeo, MartinaLoreto, UniFMate, GaiaBarbello, libertyflashquick, Fiofio1912, MeloniValeria, CarmelaM4 Wonderwall44, martak01, MaricicaVallasca, AnnaDelGrosso0, uncomunemortale e betta94.

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