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Capitolo 10 (parte 2)



Dopo la serata al Mason's, passata in braccio ad Andrew e ad ascoltare i ragazzi dire un sacco di cavolate, il resto della settimana è stato abbastanza impegnativo, tra il lavoro che mi ha occupato tutte le giornate e le tre uscite consecutive con Tom non ho avuto un solo momento per fermarmi.

Adesso sto uscendo per andare a pranzo da mamma, stamani, proprio perché è domenica, ho dormito fino a tardi, mi sono presa tutto il tempo necessario per fare le cose con calma ed i servizi di casa tra cui lavare a terra e spolverare visto che era quasi una settimana che non lo facevo.

Nella speranza che oggi le cose con Oliver saranno normali, con tutti i miei familiari e Monica non dovrebbe essere com'è stato mercoledì, mi avvio alla mia casa natale. Mentre guido temo di essere l'ultima e di star facendo aspettare tutti, vedo che mancano ancora un paio di minuti all'una quindi, si sono in ritardo rispetto all'ora in cui mi presento normalmente ma, non sono in ritardo per il pranzo.

Quando parcheggio mi rendo conto di non essere l'ultima perché mi sembra proprio che manchi ancora una macchina, come al solito, la porta di casa non è chiusa a chiave quindi non ho neanche bisogno di bussare.

<< Buongiorno! Scusa il ritardo mamma >> urlo richiudendo la porta ed avviandomi verso la sala da pranzo.

<< Sorellina pensavo che almeno tu mi volessi bene e non volessi vedermi morto >> Jay mi accoglie con una vena alquanto drammatica.

<< Addirittura? Cosa avrei fatto per farti quasi morire? >>

Lo guardo con scetticismo mentre praticamente striscia a terra per accentuare il suo solito siparietto << Sei in ritardo, è l'una passata ed io non sto ancora mangiando. Non credevo che anche tu mi avresti pugnalato alle spalle così >>

<< Senti che roba... Come ti escono alle volte proprio non lo so. Ancora non mi capacito di come sia possibile che sia davvero fratello nostro, mamma sei sicura di non fatto un errore? Magari l'hai scambiato nella culla con un altro bambino >>

<< Edward temo non ci siano stati errori, anche se ogni tanto il dubbio viene anche a me >>

<< Mamma! >>

<< Suvvia Jay alzati e vatti a lavare le mani, voi altri tutti a tavola >>

Riesco ad inquadrare Monica, è vicino a Drew così li raggiungo subito, da mercoledì sera Andrew mi ha chiamata più spesso del solito per controllare come stessi. Quasi sicuramente l'ho messo in allarme ma troverò il modo per tranquillizzarlo e farmi perdonare.

<< Ciao! >> io e Monica ci salutiamo contemporaneamente finendo per ridere della cosa.

<< Come stai? >>

<< Bene, tu? Mi spiace di non essere riuscita a trovare il tempo per stare un po' insieme >>

<< Non preoccuparti Faith, hai il lavoro che ti tiene molto impegnata, avrai avuto davvero molte cose da fare, non pretendo che tu riesca sempre a trovare del tempo da passare con me >>

<< So che lo capisci ma mi spiace lo stesso >>

<< Vedila così, ho avuto più tempo per starmene un po' per conto mio e ripensare a ciò che mi hai consigliato. Magari in settimana ci vediamo così parliamo >>

<< Ma certo! >> esclamo subito stringendole una mano.

<< Allora... Qual è il motivo di questo tuo ritardo assolutamente ingiustificabile? >> Andrew si inserisce nella conversazione distraendomi.

<< Nessuno, semplicemente mi sono svegliata tardi >> mi guardo in torno alla ricerca di Oliver per salutarlo.

<< Volete sedervi voi tre o pensate di restare ancora lì in piedi per molto? >> insiste mamma.

Prendiamo posto, anche Jay che si è lavato le mani al lavello della cucina, è allora che me ne accorgo davvero, ci siamo tutti, tutti tranne Oliver.

<< Dov'è finito tuo zio? >> chiedo piano a Monica che è seduta accanto a me.

Mi guarda e, mentre mamma inizia a riempire i piatti, mi risponde << È di turno oggi. Sai no? Ultimamente c'è molto lavoro in centrale >>

<< Con il fatto che stanno per aumentare le persone che lavoreranno nelle forze dell'ordine stanno organizzando le cose in maniera meno provinciale diciamo >> mi spiega Andrew.

Non ci impiego molto a capire che hanno parlato, non so se di persona o al telefono, Oliver ed Andrew sono amici, non dovrei essere sorpresa invece, un po', lo sono, soprattutto perché mio fratello non ha mai accennato a questa novità nelle nostre telefonate.

<< In che senso meno provinciale? >> è Clay a porre la domanda e gliene sono grata visto che lo voglio sapere anch'io ma non volevo chiederlo.

Mi ritrovo il piatto di pasta sotto il naso, inizio a mangiare con calma mentre ascolto attentamente Andrew.

<< Nel senso che, per quanto una piccola città anche qui possono sorgere problemi con la giustizia ed è meglio se le forze dell'ordine sono preparate e raggiungibili ventiquattrore al giorno >>

<< Sul serio? >>

<< Si, so che per ora lo sceriffo Malcom ha assunto un altro agente ed hanno preso una recluta, dovrebbero essere arrivati o arrivare oggi visto che inizieranno domani >>

<< Era l'ora che facessero delle aggiunte, è troppo tempo che sono solo Carl e suo cognato per non parlare del fatto che ormai è arrivato anche per loro l'ora di andare in pensione >> mamma conosce lo sceriffo Malcom da tutta la vita, era il suo vicino di casa quando era bambina e lui andava al liceo.

<< Oliver mi diceva anche che prima di andare in pensione, tra due settimane, lo sceriffo Malcom gli ha promesso di aiutarlo a parlare con Tom per incrementare ancora di più il personale, vorrebbero riuscire a far assumere almeno altre sette persone tra agenti e reclute. In questa maniera potrebbero essere in dieci ed organizzare turni sia per il giorno che per la notte >> finisce di spiegare Andrew.

<< So che Carl è molto preoccupato, ha detto che con il disastro del tornado ha visto in giro parecchie persone poco raccomandabili e teme che possano stabilirsi qui >> sostiene mamma.

<< Motivo per il quale tu... >> Andrew mi fissa << Dovresti smetterla di andartene a giro da sola la sera. D'ora in poi mi raccomando, se esci la sera cerca di farti riaccompagnare da qualcuno di fidato, non vorrei ti succedesse qualcosa >>

<< Non sono una bambina, so badare a me stessa >>

<< Mi fa piacere sentirlo dire ma ti sarei grato se evitassi di metterti in pericoli inutili >>

<< È tutta la vita che torno a casa da sola, non è mai successo niente >>

<< Andrew ha ragione Faith, sei una ragazza >> interviene Jay.

<< Che cavolo vuol dire? Anche un ragazzo può essere aggredito >> ribatto.

<< Senza dubbio ma tu saresti un obbiettivo molto più semplice >>

<< Questo è sessismo >>

<< Questa è logica e la realtà delle cose quindi smettila di protestare come una bambina ed ascolta Andrew, lo sai che ha ragione >> il fatto che Jay sia così serio lascia trapelare il fatto che anche lui è preoccupato.

È raro che Jay si intrometta in discorsi del genere senza scherzare e tentare di alleggerire la situazione ed è questo che ferma le mie continue proteste. Mamma non è mai intervenuta e lanciandole uno sguardo capisco subito che devono averne già parlato, sta semplicemente lasciando che siano i ragazzi ad occuparsene, sa che alla fine farò come mi dicono.

<< Va bene. Adesso però mangiamo, si sta raffreddando tutto >> mi arrendo perché so che hanno ragione.

Il resto del pranzo per fortuna passa tranquillo, parlando di tutto, ridono e scherzano, Max ci racconta delle ultime marachelle del suo migliore amico, Edward ci comunica di essere uscito con un paio di donne nell'ultimo periodo ma che non ha ancora trovato nessuna che lo interessi davvero. Poi ha scoperto che Clay ci aveva già detto del suo primo appuntamento quindi è scoppiata la solita tarantella tra i trigemini sul fatto che Clay è una pettegola e rana dalla bocca larga.

Mentre sparecchiamo affianco Monica che è stata abbastanza silenziosa oggi, come me del resto << Insomma? Che mi racconti? Tra poco finirà la scuola >>

<< Già, una settimana e sarà finita anche se il diploma ci verrà consegnato tra due settimane >>

<< Forza, questo è l'ultimo sforzo prima di un po' di meritate vacanze >>

<< Non vedo l'ora, questa settimana sarà uno stress con tutti gli esami che dovrò sostenere >>

<< Sono sicura che andrà bene >>

<< Anche lo zio Oliver è preoccupato sai? Dice che non vede l'ora che arrivino altri agenti, non gli piace non avere certe cose sotto controllo e dice che qui al momento nessuno controlla niente >>

La guardo un attimo senza sapere cosa dirle << Vedrai che Tom accetterà subito la sua proposta, è un buon sindaco e si preoccupa molto della sicurezza della città >>

<< Speriamo >>

<< Come torni a casa? Posso riaccompagnarti io >> cambio discorso.

<< Mi riaccompagna Andrew. Lui e zio Olly si sono sentiti ieri sera per organizzarsi, mi è anche venuto a prendere >>

<< Capisco... >> vero che ieri sera non ci siamo sentiti ma accidenti, io abito più vicino a Monica ed Oliver, perché non hanno chiamato me?

Andrew abita qui nella proprietà di famiglia a due minuti da mamma, si è costruito casa sua circa tre anni fa, io l'ho aiutato a progettarla ed i ragazzi a costruirla, è una bellissima villetta a due piani con seminterrato circondata da alberi che le conferiscono la dovuta privacy ma, al contempo, gli permettono comunque di tenere d'occhio mamma.

Dopo aver costruito casa ad Andrew, sei mesi dopo per la precisione, abbiamo avviato la costruzione della casa di Clay e Juliet, anche questa si erge all'interno del terreno di famiglia, per la precisione dalla parte opposta rispetto a casa di Andrew. Solo io, Edward e Jay non abitiamo nella proprietà. Teoricamente anche Nate abita ancora qui, non essendo stato molto a casa in questi ultimi sei anni e mezzo tutte le sue cose sono rimaste in camera sua a casa di mamma e, ogni volta che torna, dorme qui.

Quindi in realtà no, non capisco, come mai sia andato Andrew a prendere Monica e la riporti a casa ma per oggi ho finito di protestare e discutere, mi sono già stancata di farlo.

Non ci vuole molto prima che tutti se ne tornino a casa propria ed anch'io seguo l'esempio dei miei fratelli anche perché forse Nate chiamerà tramite Skype, non succede spesso ma quando mi scrive che un pomeriggio potrebbe chiamarmi di solito lo fa, e voglio essere a casa per potergli parlare tranquillamente.

Proprio mentre sto per aprire la porta di casa sento lo squillo di Skype << Cavolo! >> cerco di fare il più in fretta possibile, non voglio perdere la chiamata di Nate.

Non richiudo neanche la porta, le do un calcio facendola sbattere, corro al computer lasciando cadere la borsa a terra. Riesca ad arrivare in tempo al pc per rispondere e, mentre la linea si carica trasmettendo la chiamata, inizio a sfilarmi la giacca.

<< Iniziavo a pensare non avresti risposto >>

<< Nate! >>

<< Non urlare Faith! Ricordi? Ho le cuffie, se urli così mi toccherà andare a mettere un apparecchio acustico prima dei venticinque anni >>

<< Scusa è che sono contenta di vederti e parlarti >> fisso il mio gemello, è così bello vederlo dopo un mese, anche se tramite uno schermo del pc.

<< Lo so. Come stai? Ti vedo bene >>

Posso vedere soltanto il suo viso, da quel poco che si vede del collo direi che indossa una semplice t-shirt bianca, i capelli biondi sono rasati, come sempre da quando è entrato nell'esercito. Quando eravamo al liceo li portava abbastanza lunghi, per poter avere il ciuffo laterale, dietro il quale correvano un sacco di ragazze.

<< Ora sto bene. Lo sai che vederti mi rincuora sempre >> mi ritrovo a tirare su con il naso ancora prima di rendermene conto.

<< Per favore, non piangere... >>

<< Non sto piangendo >>

<< Sei una pessima pallista, ricordati di non giocare mai a poker perderesti tutto nel giro di un minuto >>

<< Solo tu, Jay ed Andrew giocate a carte, al resto di noi non sono mai piaciute >>

<< Semplicemente perché siete delle pippe >>

Continuiamo a battibeccare e per un po'. Purtroppo le chiamate che può fare non durano mai abbastanza o per lo meno, per me sono troppo brevi.

<< Adesso devo andare >>

<< Devi proprio? Non puoi restare un altro paio di minuti >>

<< Mi spiace sorellina ma lo sai, anche gli altri aspettano di fare le loro chiamate... >>

<< Lo so, non sarebbe giusto. Hai ragione >>

<< Ascolta, per le prossime due settimane non riuscirò a rispondere alle email di nessuno o a mettermi in contatto in alcun modo >>

<< Vai in missione? >> non è la prima volta che sento queste parole, in questi anni gli è capitato più volte, ma la reazione del mio cuore è sempre la stessa, il mio battito accelera.

<< Si ma posso assicurarti che sarà la mia ultima spedizione di missione, mi è già stato comunicato ufficialmente, per il prossimo anno farò solo pattuglia, sarà sempre qui vicino al campo centrale >>

<< Va bene >> sappiamo entrambi che non è così ma non posso dirgli altro, non voglio che vada in missione preoccupato.

<< Due settimane, poi prometto che ti scriverò tutti i giorni fino a quando non prenderò l'aereo per tornare a casa, d'accordo? >>

<< Sta certo che ti ricorderò questa promessa >>

<< Ci conto. E Faith... >>

<< Dimmi >>

<< Ti voglio bene >>

<< Anch'io. Ti voglio bene anch'io >>

Non so se è la linea a cascare o se è lui ad aver attaccato ma la conversazione si interrompe. Resto a fissare lo schermo, le uscite in missione sono sempre pericolose, mi mettono ansia ed agitazione, anche più di quella che già sento, non mi sono mai piaciute queste uscite anche se non gli è mai successo nulla.

Ed inevitabilmente, per tutta l'ansia per Nate e per le situazioni attuali, mi ritrovo a piangere e singhiozzare. So già che finirò per farlo fino a quando non sarò così stanca da addormentarmi quindi me ne vado a letto, domani mi sentirò meglio perché avrò scaricato il più della tensione.



Angolo autrice:

Abbiamo raggiunto le 1000 visualizzazioni WOW!! Accidenti! Bhè grazie mille a tutte e tutti, non so se c'è anche qualche maschietto che legge la storia (se c'è non si è ancora fatto "vedere" ne con una stellina ne con un commento).

Un grazie ancora più grande però va a: MartinaLoreto, Fede9292, UniFMate, GaiaBarbello, libertyflashquick, Fiofio1912, MeloniValeria, Wonderwall44, martak01, fede5494 e AnnaDelGrosso0

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