𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗢𝗟𝗢 29. Quante volte mi hai chiamato Kim?
𝗦𝗲𝘂𝗹 𝗩𝗲𝗻𝗼𝗺𓆙
Mi sistemai sotto le coperte di quell'enorme letto. La penombra proveniente dalla luna stava lentamente sparendo. Doveva essere davvero notte tarda, ma ormai non importava più.
Sospirai lasciando andare un po' di stanchezza quando posai la testa sul cuscino morbido e soffice. Avrei potuto restare lì per sempre a dormire, vivere, mangiare e fare qualsiasi altra cosa. Posai una mano accanto al viso ed aprii gli occhi. In quel momento non seppi se avessi preferito tenerli chiusi oppure no. Taehyung mi guardava dall'alto. Aveva le spalle larghe e nude posate contro la testiera del letto, lo sguardo basso su di me, le gambe coperte dalle lenzuola bianche. Il ragazzo mi fissava con circospezione, con un'espressione che indossata da chiunque altro mi avrebbe fatta sentire odiata, ma non da lui. Quella era l'espressione che usava Taehyung per la maggior parte del tempo e non lo faceva con un motivo preciso. Era solo lui ad essere così e mi piaceva, mi incuriosiva.
Sebbene al piano di sotto la festa fosse sempre più rumorosa, le persone stessero continuando ad urlare, a bere e a divertirsi anche a quell'ora della notte, da dove eravamo noi due non si sentiva poi molto. Quella camera doveva essere insonorizzata o qualcosa del genere, perché si udiva solo un lieve rimbombo non fastidioso.
«Ti metterai a dormire?»
Sussurrai appena nell'alzare la testa mantenendola sempre sul cuscino. Le mie gambe nude stavano sotto le coperte al caldo, le mie braccia che circondavano il cuscino come per abbracciarlo.
«Perché lo chiedi?»
«So che non dormi molto, quindi forse non hai sonno a quest'ora»
Taehyung morse per qualche secondo il suo interno guancia continuando a fissarmi dall'alto. La sua testa dritta, abbassata verso di me, il suo petto che si muoveva lentamente e in modo regolare, calmo. La rabbia che poco prima aveva occupato l'intera stanza era ormai svanita un po' a causa del sonno, un po' a causa di altro che io sperai fosse comprensione. Sperai appunto che Taehyung avesse capito che Jungkook fosse solo un amico e niente di più.
«Devi smetterla di preoccuparti per me-»
«Perché?»
«Perché non ho bisogno di preoccupazione o apprensione, Hera-»
«Io credo di sì»
Arricciai il naso per spostare un capello che mi dava fastidio e non mi accorsi subito dello sguardo sconcertato del ragazzone ancora seduto accanto a me. Sbattei velocemente le palpebre e mi sistemai meglio in modo da poter guardare Taehyung senza avere poi il torcicollo. Era così bello, così carino con quei capelli spettinati, con quel look che non era niente di ciò che lui era quando indossava camicie costose, pantaloni eleganti. Mi piaceva quel Taehyung sbarazzino.
«Volevo portarti la cena questa sera- so che non mangi e non voglio che-»
«Perché non l'hai fatto?»
Corrugai la fronte a quella domanda detta quasi in modo deluso. Ci era rimasto male? Abbassai lo sguardo sul suo petto senza nemmeno accorgermene.
«Pensavo che mi odiassi- Jimin mi ha detto che eri arrabbiato e non volevo peggiorare le cose- non mi piaci quando sei arrabbiato»
«Non ero arrabbiato-»
«No? Quindi non hai fatto il fidanzato geloso? Me lo sono sognata?»
«Non sono fidanzato»
«No che non lo sei, Taehyung- finché non ti inginocchi e non mi chiedi di essere la tua ragazza, tu non sei fidanzato e nemmeno io»
«Io non mi inginocchio davanti a nessuno»
Sbuffai rumorosamente e piantai di nuovo la testa sul cuscino. Quel ragazzo era una delle persone più orgogliose che io avessi mai conosciuto e questo di certo non era un pregio. Odiavo quando mi rispondeva in quel modo secco, scazzato come se mi odiasse ed io lo stessi infastidendo perché sapevo bene che non fosse così. O, almeno, a lui non dispiaceva essere infastidito da me, altrimenti mi avrebbe già minacciato un paio di volte.
«E io non sono fedele ai fidanzati che non esistono-»
Venni interrotta da un movimento veloce al mio fianco. Mi voltai per vedere Taehyung nascondere il suo petto nudo sotto le coperte continuando però a fissarmi. Il ragazzo si tirò addosso le lenzuola e si avvicinò alla sottoscritta. All'inizio pensai che fosse solo una caso, ma poi lui si fece ancora più vicino. Stetti per aprire bocca e chiedergli cosa volesse fare, ma venni zittita dalla quasi inesistente distanza fra me e quel castano. Cazzo. Taehyung si spinse sopra di me. Le sue gambe intrecciate alle mie, i suoi gomiti ai lati della mia testa immobile, il suo petto sollevato dal mio. La sua faccia era proprio davanti la mia, quelle labbra socchiuse, il naso che sfiorava la punta del mio che respirava e soffiava aria calda per tutta la mia pelle ricoperta da brividi. Quel ragazzo mi avrebbe fatto impazzire prima o poi.
«Era solo un amico?»
Taehyung sussurrò quella domanda come per supplicarmi di rispondere in modo affermativo, quasi come per chiedermi gentilmente di accontentarlo e di dargli una conferma. Santo Dio. Si riferiva a Jungkook? Forse aveva capito davvero quello che gli avevo detto e non pensava più che io lo avessi tradito in un qualche modo.
Tenni le mani posate sul suo petto nudo, i suoi pettorali. Guardai negli occhi quel ragazzo dalle spalle larghe, dal portamento severo e duro che in quel momento sembrava un cucciolo di cane smarrito e bisognoso di affetto. Era così carino.
«Solo un amico, Taehyung» sussurrai anch'io, ma fui talmente presa dai miei pensieri, da quegli occhi che non fui sicura di aver parlato. Lo capii quando il maggiore lasciò andare un sospiro carico di stress dalle sue labbra secche, ora socchiuse.
Taehyung aveva avuto la sua riposta, ora era tranquillo come, a quanto pareva, non era da tempo, ma non si era ancora tolto da quella posizione. Immaginai che, purtroppo, si sarebbe spostato, che si sarebbe girato dall'altro alto del letto e si sarebbe messo a dormire, ma non successe. Il suo corpo rimase sopra al mio, le sue braccia ai lati della mia testa, il suo respiro calmo sul mio viso. Quelle iridi marroni che erano capaci di racchiudere qualsiasi tipo di sentimento e qualsiasi quantità di qualsiasi emozione rimasero sulle mie. Il ragazzo stava fermo in silenzio, lo sguardo che oscillava dai miei occhi alle mie labbra. Sembrava ipnotizzato, sembrava volesse fare una cosa che però si stava impedendo di fare.
«Vuoi baciarmi?»
«Sì»
Taehyung rispose in automatico, senza pensarci e questo mi fece tremare. Le mie mani rimasero ferme sul suo petto nudo a sentirlo muovere, a sentire il suo cuore sotto il mio palmo battere ancora e ancora. Gli occhi del ragazzo rimasero sulle mie labbra senza spostarsi, senza accennare a volersi muovere.
«Lo farai?»
«No»
«Perché?»
Deglutii nel continuare a sussurrare, ma continuai a non capire perché Taehyung si stesse comportando in quel modo. Non si era mai fatto problemi a baciarmi, a fare qualsiasi cosa lui volesse fare senza mai preoccuparsi di possibili conseguenze. Perché in quel momento sì? In quel momento quando ero sicura di volerlo anch'io?
«Perché un bacio non mi basterebbe»
Gli occhi irruenti del ragazzo finirono sui miei senza preavviso. Io mi feci piccola e rimasi imbambolata a guardarlo dal basso, a trattenere il respiro. Le mie labbra erano socchiuse, le gambe ora bollenti sotto quelle coperte dai jeans del maggiore. Come poteva starsene così tranquillo? O, meglio, come poteva pensare che io potessi starmene tranquilla esattamente come lui?
Forse a me un bacio basterebbe.
Alzai di poco la testa dal cuscino e quella di Taehyung indietreggiò all'improvviso, ma rimase comunque sopra di me. Tentennai qualche secondo continuando a guardare il ragazzo, vedendo le sue mani stringersi a pugno accanto le mie tempie, il suo respiro ora agitato compire il mio viso. Premetti le labbra sulle sue e le sfiorai appena. Rimasi lì ferma in un bacio a stampo e poi mi staccai.
Guardai intimidita il maggiore che non si era nemmeno mosso e gli chiesi il permesso con lo sguardo. Lui non fece nulla. Baciai nuovamente le labbra morbide del ragazzo, feci scorrere le mani fino al suo collo, poi sulle sue guance prendendole a coppa. Chiusi gli occhi quando la bocca del maggiore iniziò a muoversi sulla mia che la seguì a ruota. I movimenti erano lenti, calmi che mi stavano inquinando anche la mente con quella leggerezza, dolcezza. Cose che non durarono molto.
Taehyung spinse la mia testa contro il cuscino e si mosse sopra di me non staccando la sua bocca dalla mia. Mugugnai nel bacio quando una mano del ragazzo si posò sulla mia guancia, accarezzò la mia fronte, i miei capelli del tutto fuori posto e scompigliati. La gentilezza di quei movimenti, l'accortezza, la paura di potermi fare del male solo sfiorandomi mi fecero stringere la presa sulle guance del castano. Le nostre lingue giocavano l'una con l'altra. Il bacio era umido e dopo poco divenne bisognoso, divenne una necessità. Credetti di poter svenire.
Le labbra del ragazzo si tolsero dalle mie ed iniziarono a lasciare baci agli angoli della mia bocca, a salire sulle mie guance, a scendere poi lungo il mio collo. Taehyung strinse fra i denti il lobo del mio orecchio ed io inarcai la schiena deglutendo. Le mani libere del ragazzo attorcigliarono il mio petto impedendomi di sgusciare via da quella posizione che doveva essere il paradiso in Terra. I suoi baci umidi, i suoi morsi scesero per tutto il mio collo facendomi ansimare, facendomi muovere e lamentare sotto di lui non riuscendo ad esternare quell'accenno di piacere. Portai le mani sui suoi capelli spettinandoglieli, tirando appena alcune ciocche, mentre lui continuò a lavorare sulla mia pelle candida, mai stata trattata nel modo in cui la stava trattando lui.
Trattenni il respiro quando le dita del maggiore sfregarono sopra il tessuto della camicia, sul mio capezzolo rendendolo turgido come era stato qualche decina di minuti prima. Le sue labbra esperte continuavano a baciare, leccare ogni singolo lembo di pelle si presentasse loro davanti. Sentii il ragazzo succhiare, mordicchiare sopra le mie clavicole, il suo pollice che pizzicava lievemente l'altro capezzolo.
Strinsi i capelli del ragazzo con entrambe le mani e ansimai senza contegno. Taehyung non sembrava nemmeno starmi ascoltando: sembrava che lui avesse un obbiettivo in mente, una sola cosa da fare e che nessuno lo avrebbe mai distratto.
Le mani del maggiore si tolsero dal mio seno ipersensibile ed iniziarono ad armeggiare con i bottoni della camicia. Io ero così inerme sotto di lui che mi sembrava di essere in prigione. Una prigione per cui avrei pagato per starci.
Il mio ennesimo gemito venne bloccato dalle labbra del ragazzo premute contro le mie. Questa volta il bacio era affamato, vorace e non ammetteva nessuna discussione a riguardo. Sollevai di poco la testa dal cuscino per poter incontrare le labbra del maggiore, ma mi dovetti staccare un'altra volta quando i miei seni furono liberi dal tessuto della camicia. Piagnucolai nel far cadere la testa contro il cuscino nel sentire le dita di Taehyung sul mio petto che stringevano, palpavano e pizzicavano i miei seni, i miei capezzoli come se lui non avesse fatto altro che desiderare quello per mesi, anni interi. Sentivo lo sguardo cruce del maggiore su di me, sul mio viso contorto in espressioni di piacere, sul mio corpo che non riusciva a stare fermo. Non ero mai stata toccata in quel modo da nessuno.
La bocca peccaminosa di Taehyung premette con forza al centro del mio petto, mentre le sue dita pizzicavano leggermente i miei capezzoli ora turgidi e troppo sensibili. Senza nemmeno rendermene conto, portai le mani sui miei stessi seni iniziando a massaggiarli sopra il dorso delle mani di Taehyung.
Non passò nemmeno un secondo che i miei polsi vennero ancorati sopra la mia testa. Piagnucolai a causa del mancato contatto, a causa di quel movimento rude e irrispettoso che mi piacque come non dovette proprio piacermi.
«Devo fare qualcosa per queste mani o riesci a tenerle al loro posto, mh?»
Il sibilo con cui Taehyung mi parlò, il ringhio che quasi uscì dalle sue labbra mi fece crescere un nodo in gola. Quelle parole avrebbero dovuto farmi arrabbiare, ma al contrario fecero solo nascere un familiare formicolio in mezzo alle mie gambe
Abbassai le palpebre quando Taehyung iniziò a baciare i miei occhi chiusi. Quel gesto fu dolce, pieno di affetto, di amore. Cercai di togliere le mani da quella del maggiore, ma appena ci provai, Taehyung strinse maggiormente la presa.
Il ragazzo non disse più niente e riprese la sua tortura lenta e che mi stava mandando fuori di testa. Il castano baciò le mie labbra, il mio collo soffermandosi su quel punto che lui sapeva mi facesse impazzire. Provai a trattenere tutti gli ansimi, ma uscirono dalla mia bocca senza alcun ritegno. Non sapevo se sentirmi imbarazzata o no. Taehyung poteva fare qualsiasi cosa volesse con me ed io gliel'avrei lasciata fare. Il suo tocco sulla mia pelle era paradiso, i suoi baci sul mio corpo erano come fuoco ardente che mi bruciavano dall'interno per poi esplodere in ogni parte del mio essere. Le mie cosce erano strette fra di loro, un calore non indifferente stava crescendo nel mio basso ventre e Taehyung lo sapeva, eccome se lo sapeva. Eppure non se ne preoccupò. Lui continuò a torturarmi.
Mi mancò il respiro quando le sue labbra catturarono il mio capezzolo. Inarcai la schiena contro il suo viso per avvicinarmi di più a quell'immenso piacere, ma la sua mano libera mi spinse con forza contro il materasso. Ansimai di colpo quando il corpo di Taehyung premette contro il mio in modo da tenermi ancorata in basso. Non potevo muovermi. I miei polsi erano bloccati sopra la mia testa, la mano libera di Taehyung torturava il mio capezzolo e le sue labbra umide si occupavano dell'altro. Il maggiore mi toccava come nessuno mi aveva mai toccato, stringeva parti della mia pelle che nessuno aveva mai stretto in quel modo. Mi stava facendo impazzire esattamente come l'altra sera e a lui questo piaceva.
Mugolai qualcosa quando i denti del ragazzo strinsero fra di loro il mio capezzolo. Trattenni il respiro ed aprii gli occhi. Vedevo Taehyung dall'alto con le palpebre abbassate, l'espressione di puro piacere ed impazienza che si faceva strada sul suo viso bellissimo. Il maggiore strinse di più il mio sensibile pezzo di pelle fra i denti ed io tentai di liberare i miei polsi, ma mi fu impossibile.
«T-Taehyung, mi fa male-» quasi la voce mi si ruppe in ogni parte della frase «Per favore, non mordere così forte-»
Venni interrotta dal mio stesso urlo. Taehyung morse con forza una parte del mio seno, non il capezzolo, ed io gemetti per la sorpresa. Il ragazzo era irritato ed infastidito dal non poter fare quello che voleva e questo, per quanto strano, mi fece eccitare di più. Taehyung voleva me, il mio corpo, voleva la mia pelle, le mie urla e i miei gemiti. Lui desiderava me. Questo mi fece serrare le gambe ancora di più.
«Potrei stare qui per tutto il giorno, cazzo»
Il ragazzo parlò fra sé e sé continuando a mordicchiare la pelle attorno al mio capezzolo rosso, irritato. Taehyung si mosse velocemente sull'altro capezzolo e lo baciò, lo succhiò con forza prima di leccarlo e dare colpi veloci con la lingua.
Roteai gli occhi al cielo e spinsi la testa ancora più contro il cuscino. Mi sembrava di star vedendo le stelle o qualsiasi cosa ci fosse da vedere.
«Tesoro, girati, okay? Va bene?»
Deglutii e sentii la mano del maggiore sfuggire dai miei polsi. Aprii gli occhi frastornata, ma capii perfettamente le parole del ragazzo. Lo guardai con gli occhi socchiusi ed annuii senza davvero intenderlo. Iniziai a girarmi sul materasso, ma non riuscii a tenere a freno la lingua.
«La prossima volta girami tu- non chiedere-»
Gemetti rumorosamente quando le mani grandi del castano si intrufolarono sotto le coperte, mi presero dai fianchi e mi sollevarono senza alcuna fatica. Taehyung non aspettò nemmeno un secondo per alzare il mio bacino e tenere premuta la mia schiena verso il basso. Le mie ginocchia erano ancorate contro il materasso, il mio petto posato contro il letto, la guancia contro il cuscino. Le mie gambe erano semiaperte lasciando che Taehyung avesse una visuale completa su qualsiasi cosa.
Aprii la bocca, ma non uscì nulla quando una mano del maggiore si scontrò con violenza contro il mio sedere. Ansimai ancora e ancora non capendo cosa diavolo stesse succedendo. Taehyung mi stava sculacciando? E mi stava piacendo?
Un altro schiaffo mi fece piagnucolare contro il cuscino. Tentai inconsapevolmente di strisciare via da quello strano piacere misto a dolore, ma le mani forti e magre del ragazzo scavarono sulla pelle dei miei fianchi e mi tennero ferma in quella posizione. Portai le dita fra i capelli, il mio petto che si muoveva su e giù per il materasso, Taehyung che non ne voleva sapere di lasciarmi andare.
«Stai attenta a quello che dici, tesoro- devi prenderti le tue responsabilità-» la sua mano si scontrò con violenza contro la mia natica ed io mi spinsi in avanti per sfuggire a quel dolore improvviso, ma il ragazzo mi riportò di fretta al mio posto «Guardati, cazzo- stai gocciolando sulle lenzuola e devo ancora usare le dita-»
«Taehyung- Taehyung- aspetta-»
Gemetti ancora quando l'ennesimo schiaffo fece vibrare la pelle già rossa ed irritata del mio sedere. Strinsi la presa sul cuscino. Perché mi stava piacendo?
«Quante volte mi hai chiamato Kim, tesoro? Sei o sette?»
«I-io non-»
Sussultai sul posto quando le sue dita coperte di anelli si abbatterono con ferocia contro la mia pelle dolorante. Mi morsi il labbro con forza e tentai di gemere ad alta voce, di ansimare come il mio corpo mi pregava di fare, ma non ci riuscii.
«Arrotondiamo a dieci, mh? Che ne dici?-»
«Taehyung, per favore-»
La mia frase finì in un piagnucolio di piacere appena qualcosa di caldo ed umido iniziò a farsi strada per la mia intimità. Mi mancò il respiro nel sentire la lingua di Taehyung accarezzare ogni millimetro di pelle sensibile. Le sue labbra ora fradice succhiavano il mio clitoride, lo colpivano con la lingua, mentre il suo naso sfiorava continuamente la mia entrata. Stetti per urlare, per cadere stramazzata sul materasso quando una mano si abbatté con forza sul mio sedere. Il dolore era molto, ma il piacere che Taehyung mi stava dando era decisamente maggiore. Chiusi gli occhi e senza accorgermene spalancai le gambe scendendo ancora con il busto contro il materasso. Iniziai a gemere senza vergogna, ad ansimare in modo pesante.
Il ragazzo avvicinò una mano alla mia intimità ed io piagnucolai quando un suo dito finse di entrare in me, ma si ritirò subito. Sentivo calore in me, le gambe che facevano male da tenere così aperte, ma io non avrei cambiato quella posizione per nulla al mondo. Allungai le braccia sul cuscino e strinsi quel tessuto.
Taehyung baciò con forza il mio centro prima di togliersi da lì. Stetti per protestare, per supplicarlo di tornare in quel posto, ma lui non me lo permise.
Un'altra lacrima scappò dai miei occhi quando due sculacciate più veloci delle altre mi fecero tremare. Cercai di chiudere le gambe sentendomi improvvisamente troppo esposta, ma lui non mi permise nemmeno di fare questo.
«Questo è quello che vorrei farti quando mi parli come hai fatto prima» il ringhio del ragazzo mi fece mugolare in un modo che non credetti possibile. Altri due schiaffi si scontrarono sulle mie natiche doloranti. Nove. «Guardati- la perfetta ragazza che lavora, studia che si fa piegare a pecora da un cattivo ragazzo-»
«V-vaffanculo-»
Venni interrotta a causa del decimo schiaffo che mi fece quasi scoppiare a piangere. La mano di Taehyung era premuta sulla mia bocca impedendomi di urlare talmente forte che qualcuno avrebbe potuto sentirmi. Singhiozzai senza controllo e premetti la fronte sul cuscino circondandolo con le braccia. Non riuscii nemmeno a riprendere a respirare che delle dita si intrufolarono in mezzo alle mie gambe.
Alzai la testa per respirare e mi ritrovai ad ansimare più forte di prima, senza un briciolo di autocontrollo. Le dita lunghe, calde e a tratti fredde a causa degli anelli del maggiore mi fecero roteare gli occhi al cielo, spingere il bacino contro di loro e allo stesso tempo più lontano a causa del troppo piacere.
Improvvisamente, la mano libera del ragazzo fu ancora sopra la mia bocca. Sentii il suo respiro sull'orecchio, il suo petto sulla mia schiena nuda, mentre le sue dita esperte lavoravano su di me. Il suo pollice sul mio clitoride, l'indice che pompava velocemente dentro e fuori la mia entrata. Porca puttana.
Chiusi gli occhi a causa del piacere quando Taehyung iniziò a baciare, mordere il mio collo sensibile. Non riuscivo a sopportare più nulla. Mi sentivo come se fossi potuta esplodere da un secondo all'altro e come se il minimo tocco mi avrebbe fatto urlare, seppure Taehyung stesse facendo decisamente di più del semplice toccarmi. Sembrava che lui decidesse quanto il mio corpo potesse sopportare, quanto io dovessi aspettare per raggiungere il culmine.
«Tesoro, riesci a prendere due dita? Sì?»
La sua fu una domanda che naturalmente non aspettò alcun tipo di risposta. Mi arricciai su me stessa appena il ragazzo aggiunse un dito dentro di me, ma la sua mano sulla mia bocca non mi permise si appallottolarmi per sfuggire a tutto quel piacere. Era solo questo ciò che provavo: piacere, impazienza. E lo amavo.
«Taehyung, Taehyung- puoi-?»
«Non abbiamo preservativi, tesoro- non pensavo sarebbe finita così» il ringhio del ragazzo sopra al mio orecchio mi fece buttare la testa indietro. La sua mano si tolse dalla mia bocca per raggiungere il mio seno. Lo palpò senza ritegno come se fosse qualcosa di suo, che appartenesse a lui e basta. «Vanno bene tre dita?»
Nemmeno questa volta il maggiore aspettò alcun tipo di risposta e spinse dentro di me l'ennesimo dito. Caddi con la faccia contro il cuscino, il mio corpo che rispose in modo automatico, il mio petto si mosse velocemente, venne di continuo torturato dalla mano del ragazzo che stava facendo qualsiasi cosa lui volesse fare di me. Sentivo il respiro pesante di Taehyung sulla schiena, il suo petto premuto contro il mio corpo per impedirmi di muovermi. Il mio capezzolo stava venendo pizzicato, stretto e a me non stava importando niente di niente. Volevo solo finire, urlare il nome del ragazzo che mi stava uccidendo lentamente e collassare al suolo.
Fu quando il pollice di Taehyung iniziò a scorrere da destra verso sinistra invece di picchiettare che incurvai la schiena. Il maggiore me la spinse ancora inarcata, ma io non riuscii ad accontentarlo.
«Taehyung, più veloce- più- veloce, cazzo- Taehyung-!»
Collassai sul materasso appena un urlo più forte degli altri prosciugò ogni singola forza rimasta dentro di me. Il mio respiro era accelerato, le mani deboli accanto la testa. Taehyung continuava a baciare la mia schiena, ad accarezzare il mio sedere con una dolcezza che prima non aveva affatto dimostrato. Mi beai di quelle carezze, sebbene il mio corpo fosse pervaso da scariche simili a scosse elettriche. Sentii il petto del ragazzo aderire perfettamente al mio, la sua mano spostare i capelli da davanti il mio viso. Io tenevo gli occhi chiusi.
«Brava ragazza- la mia brava ragazza» Taehyung baciò con dolcezza la mia guancia, la fronte continuando a sussurrare «Vuoi andare in bagno? Vuoi bere dell'acqua?-»
«N-no, no- voglio- voglio provare-» mi misi a sedere a fatica, ma cercai di recuperare in fretta le forze. Volevo farlo.
Premetti le labbra su quelle del maggiore che, sorpreso, ci mise qualche secondo per ricambiare. Mi alzai sulle ginocchia, sebbene la mia testa fosse ancora frastornata a causa dell'orgasmo, e spinsi Taehyung seduto. Accarezzai il suo petto muscoloso, coperto da pochi tatuaggi e lo obbligai a non staccare le labbra dalle mie neanche per un attimo. Sfiorai l'intimità del ragazzo da sopra i pantaloni. Scesi con le labbra per il suo collo baciandolo con dolcezza, toccando la sua pelle solo con i polpastrelli per sentire la sua pelle d'oca formarsi. Aprii gli occhi per guardare la faccia del maggiore e lo trovai con le palpebre socchiuse, il labbro inferiore fra i denti e lo sguardo pieno di lussuria sopra di me. Le sue dita magre stavano fra i miei capelli, mentre la mia testa scendeva sempre di più fino a toccare la sua linea V. Baciai quella pelle ricoperta da brividi, mentre con le mani feci scorrere i pantaloni del ragazzo giù per le sue cosce.
La schiena del maggiore era contro la colonna del letto, il petto che sia alzava lentamente, il respiro calmo e profondo allo stesso tempo. Non avevo mai visto Taehyung in quel modo, con quegli occhi socchiusi, quel respiro impaziente, lo sguardo che continuava a dirmi di andare avanti e di non fermarmi.
Tolsi il membro del ragazzo dai suoi boxer. Era già duro, ricoperto da liquido bianco che aveva sporcato le mutande. Sorrisi nel vedere che io non fossi l'unica impaziente in quella stanza. Taehyung poteva parlare quanto voleva, ma lui era tanto bisognoso quanto lo ero io.
Mi sistemai sulle ginocchia ed accarezzai l'asta del ragazzo. Premetti le labbra sul suo interno coscia senza sfiorare il membro rosso e gonfio. Volevo farmi pregare come lui aveva preteso da me. Ma lui non la pensava allo stesso modo.
Gemetti dal dolore quando Taehyung tirò i miei capelli così forte che mi costrinse a piazzare la faccia davanti la sua. Sentii gli occhi lucidi, il respiro in gola. Lo sguardo del castano era infuocato, pieno di desiderio, malizia, lussuria. Aveva un'espressione incazzata, furiosa che io potevo solo vedere nei miei incubi peggiori.
«Prova solo a fare quello che hai appena pensato di fare e io ti fotto finché non mi supplichi di avere pietà, mi hai capito?»
Mi morsi il labbro sentendo gli occhi pizzicare, il petto nudo ebbe un fremito, le gambe divennero fredde. Non avevo mai visto Taehyung in quel modo furioso, così arrabbiato. La cosa, oltre a spaventarmi, mi eccitò di nuovo. Cazzo.
«Non ho sentito, tesoro»
«S-sì, h-ho capito»
«Brava ragazza- bravissima» Taehyung si inumidì le labbra prima di deglutire. Prese un grosso respiro e spinse nuovamente la ma testa fra le sue gambe.
Non me lo feci ripetere due volte e presi in bocca il membro del ragazzo che tanto mi faceva girare la testa. Feci lenti movimenti, chiusi gli occhi per poter arrivare fino in fondo all'asta. L'altra mano girava intorno all'estremità del membro, mentre la mia lingua lo accarezzava dall'interno. Sentivo ansimi flebili, quasi inudibili del ragazzo sotto di me. La sua stretta sui miei capelli aumentò, la sua mano che inglobava la mia nuca mi istruì nei movimenti facendo muovere la mia testa dall'alto al basso prima lentamente, poi velocemente e poi in modo di nuovo lento. La punta del membro sbatteva contro la fine della mia gola facendomi lamentare con strani versi, ma continuavo a succhiare, a leccare. Taehyung raccolse tutti i miei capelli sulla nuca con le mani e continuò a gemere sussurrando, a muovere la mia testa secondo come piaceva a lui.
«Guardami»
Aprii di scatto gli occhi e mi sforzai di non interrompere il contatto. Mi sistemai distesa sul materasso e continuai a succhiare, a dare piacere all'uomo che mi aveva appena distrutto. Mugolai contro il suo membro e mi spinsi sempre più in fondo massaggiando l'asta con le mani. Baciai la punta e questo fece stringere maggiormente le dita di Taehyung sui miei capelli. Mi lamentai dal fastidio, ma presi subito dopo la sua intimità in bocca. I suoi sospiri di piacere, quella sua continua voglia di controllo ed obbedienza mi stavano facendo bagnare di nuovo.
Le dita del maggiore si strinsero di più sulla mia cute, segno che fra poco avrebbe raggiunto il limite. Aumentai i movimenti, l'intensità e la quantità di saliva che stavo mettendo fino a quel momento.
Chiusi gli occhi quando un liquido caldo mi si riversò dentro la bocca. Mi tolsi dalle gambe del ragazzo e le sue mani mi obbligarono a tornare davanti il suo viso.
«Ingoia»
Mandai giù a fatica il liquido seminale.
Prima ancora che potessi aprire bocca, le labbra del castano furono sulle mie. Taehyung mi baciò come se avesse aspettato quel momento per giorni, mesi o anni e non avesse fatto altro. Mi feci attirare fra le sue braccia, contro il suo petto. Le sue mani che accarezzavano i miei capelli, la mia schiena, le mie gambe tremanti.
Ed io, lì, fra le sue braccia, in quel petto, avrei potuto viverci una vita intera.
xxx
Buona sera,
come state?
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro