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Fuga

PoV Narratore:

Il tempo stringeva, i vari gruppi a breve sarebbero fuggiti, purtroppo però, alcuni dei loro membri mancavano all'appello.
Jupiter era disperso, correva più in fretta che poteva alla ricerca del figlio, urlando a squarciagola il suo nome, ma niente da fare, Xander non si trovava, ma ciò non fece arrendere il Re dei cacciatori. 

https://youtu.be/B_MW65XxS7s

Nel mentre, da tutt'altra parte era appena iniziato lo scontro fra Adam e Seth. Erano entrambi due spadaccini provetti e le loro abilità nella scherma erano eccezionali; tra parate, affondi, spezzate e fendenti vari, quello scontro sembrava essere giocato perfettamente alla pari, la loro concentrazione era perfetta.
Tuttavia Adam stava accumulando sempre più danni all'interno della sua lama, era questo il suo Semblence: utilizzava la spada come catalizzatore per assorbire i danni e poi rimandarli indietro al doppio della potenza, un potere molto simile a quello del Re dei cacciatori, con l'unica differenza che quello di Adam assorbiva solo gli attacchi fisici.
I due spadaccini incrociarono nuovamente le lame, cercando di avere la meglio l'uno sull'altro, entrambi avevano una grande forza fisica. Fu Seth a costringere l'avversario ad arretrare con un balzo all'indietro, altrimenti il rosso sarebbe stato colpito da una spezzata. Il capo dei White Fang venne illuminato da una strana aura rossa, la sua posa era la stessa di quando doveva tirare fuori la katana dal fodero. L'uomo dai capelli argenti sembrava aver anticipato la mossa del nemico, così puntò l'indice e il medio uniti verso di lui, scatenando sotto i suoi piedi una volata di vento, abbastanza forte da lanciare in aria Adam.

Adam: Cosa?!

Il cacciatore dai capelli argenti ne approfittò per compiere un balzo in alto, volendo colpire il capo dei White Fang ora che era senza difese.
Incredibilmente, quest'ultimo riuscì a parare il fendente di Seth in aria, l'impatto causato dalle due armi, oltre a generare un forte rumore metallico, scatenò un'onda d'urto che danneggiò ulteriormente le strutture circostanti, come se fossero state tagliate.
Il cacciatore riuscì a spingere il suo avversario verso quello che era rimasto del tetto dell'edificio in fiamme, solo qualche tegola e mattone la reggevano ancora in piedi.
Seth raggiunse il rosso sul tetto e dopo uno scambio di sguardi durato appena pochi istanti ripreso a lottare, questa volta i colpi erano ancora più potenti e pesanti, ma in quanto a forza, l'uomo era in vantaggio e mentre quest'ultimo avanzava ad ogni fendente, il Faunus era costretto ad indietreggiare, anche se riusciva a star dietro alla velocità dell'umano davanti a lui.
Fino a quel momento Seth aveva usato una mano sola per impugnare la spada, ma ora la prese con ambe le mani e provò a colpire il nemico con un taglio verso il basso, che Adam fu costretto a bloccare, dato che un altro passo e sarebbe precipitato. Il capo dei White Fang riuscì a liberarsi da quella situazione spingendo con tutta la sua forza l'umano e correndo verso il centro del tetto, sembrava tutto parte di una strategia. L'uomo dai capelli argenti scattò nuovamente verso Adam, ma questo si mosse più velocemente di lui, come se ad ogni passo lasciasse dietro di sé come un'immagine residua, ciò disorientò Seth. Questo capì subito dove si trovava l'avversario, alle sue spalle. Il Faunus tirò nuovamente fuori dal fodero la spada e questa volta voleva rispedire indietro tutti i danni subiti con una potenza maggiore, gli bastò un fendente in aria laterale per generare un'onda d'energia concentrata di colore rosso scarlatto. L'uomo spalancò la mano destra davanti a sé, provando a creare una protezione fatta di pura aria, come uno scudo. Tuttavia, appena l'attacco di Adam si scontrò con lo scudo d'aria, esplose immediatamente, lanciando l'umano verso il suolo. Seth, poco prima di schiantarsi, lanciò la katana alle sue spalle, facendola piantare al terreno, afferrò l'elsa poco prima di schiantarsi, così da evitare di colpire il terreno e atterrare in sicurezza, in ginocchio, per poi rialzarsi estraendo la spada da terra. L'aura scorreva in tutto il suo corpo, l'esplosione di prima non fu indolore, e Seth stava iniziando davvero ad accusare tutte le battaglie, era stanco.

Seth: È forte proprio come ricordavo... Sono al limite, non penso di poterlo sconfiggere in questo momento.

Parlò tra sé e sé tenendo stretta la spada e toccandosi il petto.
In quel momento si accorse di un proiettile che lo stava per raggiungere, riuscì a schivarlo in tempo. Fu proprio Adam a spararlo, grazie al fodero della sua katana che faceva anche da fucile, quest'ultimo commentò la situazione divertito, avendo notato lo stato di salute del nemico.

Adam: Sei già stanco? Prima sembravi tanto sicuro di te.

Disse estraendo nuovamente la katana rossa.

Seth: Affatto, abbiamo appena cominciato.

Adam: Un umano non potrà mai avere la resistenza di un Faunus.

Osservò il rosso, saltò poi giù dal tetto, atterrando senza farsi male e prendendo al suo avversario. Seth non avrebbe resistito a lungo, ma sentiva in lontananza il rumore di un motore, forse stavano venendo a prenderlo con la navetta.
L'uomo si rimise in posizione di guardia, prendendo un profondo respiro, mentre intorno a lui si stava accumulando una gran quantità di vento, che roteava intorno a lui, per poi depositarsi sulla sua katana, rivestendola di una sorta di "pelle aggiuntiva", che avrebbe reso il fendente più veloce e potente.
Adam scattò verso di lui, pronto a colpirlo con una spezzata, mentre l'umano portò la spada sopra la sua testa.
Lo scontrò durò un'istante impercettibile, entrambi si ritrovarono l'uno alle spalle dell'altro e sembrava che ad avere la peggio fu Seth. Il rosso gli aveva procurato un grosso taglio sulla spalla destra, rendendogli quel braccio inutilizzabile, questo si girò soddisfatto verso l'umano, mentre la sua katana rossa si stava illuminando nuovamente di un bagliore rosso scarlatto. Tuttavia, il capo dei White Fang si accorse dopo del danno ricevuto, Seth riuscì a tagliare a metà la sua maschera, facendo cadere le due parti al suolo, rivelando l'occhio destro azzurro e l'altra parte di viso completamente sfregiata, come se fosse stato marchiato con delle lettere: "SDC".
Adam non sembrava arrabbiato, anzi, pareva piuttosto calmo, tant'è che prese a sorridere.

Adam: Vedi? Questo è il motivo per il quale la vostra razza deve aver paura di noi, sarà l'ultima cosa che vedrete prima di finire all'inferno!

L'uomo rimase indifferente, non aveva ne paura, ne timore. La ferita, però, gli avrebbe impedito di impegnarsi al massimo. Incredibilmente Seth riusciva ad utilizzare la katana anche con il braccio sinistro, anche se teneva la spada al contrario; volle provare una spezzata contro il suo avversario. Il Faunus saltò all'indietro per evitarlo, ma venne ugualmente colpito al petto, anche se si trattava di una ferita superficiale, questo dimostrava l'efficacia di una spada dalla lunga lama.
Il cacciatore sorrideva sotto i baffi, come a farsi beffe del suo avversario, mentre si reggeva la spalla ferita.

Il capo dei White Fang si tenne pronto a caricarlo nuovamente, e Seth fece un balzo in alto, arrivando sul tetto dell'edificio alle sue spalle. Nello stesso istante, una navetta volante simile a quelle dell'esercito di Atlas, passò sopra le teste dei due spadaccini. Il cacciatore ripose la spada nel fodero e saltò, atterrando dentro il mezzo di trasporto. Alla guida del veicolo vi era Achilleus, Shark era sul bordo del esso, aiutò Seth ad entrare visto che aveva un braccio inutilizzabile, mentre Nifa nei posti da passeggeri cercava di applicare delle prime medicazioni alla ferita di Arya, che giaceva ancora svenuta. Lo sportello era aperto, Seth ne approfittò per lanciare un ultimo sguardo di sfida al capo dei White Fang. Quest'ultimo incrociò lo sguardo col cacciatore, non disse nulla, si limitò ad ordinare ai suoi uomini di ritirarsi, dichiarando che lì avevano finito.  L'uomo dai capelli argenti chiuse lo sportello e si sedette accanto alle due ragazze, in attesa di essere medicato alla spalla. Notando il viso da angelo di Arya, gli venne spontaneo carezzarla, spostandole una ciocca di capelli dal volto, il tutto mentre sussurrava una sola frase.

Seth: Da adesso in poi, sarò io a proteggerti.

Nel mentre, da tutt'altra parte, in mezza a quella distruzione, un uomo stava lottando contro le creature di Grimm per cercare il figlio. L'enorme uomo in armatura urlò il nome del ragazzo più volte, non ricevendo però risposta.
Correva... correva più veloce che poteva, i suoi pesanti passi dovuti all'armatura erano l'unico suono, insieme ai ruggiti dei Grimm e quello del vento. Si fermò davanti ad un edificio in fiamme, trovando poi all'ingresso il moschetto della figlia, in quel momento il cuore gli andò il gola.
Dov'era finita? Perché avrebbe dovuto abbandonare la sua arma? Adesso non stava più urlando solo il nome del figlio, ma anche di Arya, sentiva che era in pericolo.

Jupiter: Arya! Xander! Dove siete?!

Continuò a guardarsi intorno spaesato, il calore delle fiamme lo stava lasciando senza forze, nell'armatura era come un forno. Uscì da quel posto e volse lo sguardo verso l'entrata della scuola, dato che aveva visto un corpo steso davanti alle scale, corse velocemente verso di esso, sperava che fosse uno dei suoi figli, ma nello stesso tempo, sperava di non essere arrivato troppo tardi. Identificò subito la figura a terra: era suo figlio Xander. Controllò immediatamente il respiro e fortunatamente era solo svenuto.

Jupiter: Ma dov'è finita Arya?!

Non poteva fare altro in quel momento, caricò il ragazzo in spalla e corse verso la navetta per raggiungere la moglie e gli amici di Xander, dopo pochi minuti li raggiunse. Gwynne e Viria corsero incontro all'uomo, la corvina prese in braccio il capitano e la moglie chiese spiegazioni al marito.

Gwynne: Alex! Cosa gli è successo? E dov'è Arya?!

Jupiter: L'ho trovato già svenuto, quanto ad Arya... non lo so...

In quel momento, la situazione sembrava disperata: Arya era dispersa, Xander e Raiden erano svenuti in circostanze misteriose e non c'era modo di contattare l'esercito.
L'uomo, prese l'unica decisione sensata di quel momento.

Jupiter: Non potete più stare qui, andate!

Gwynne: Scordatelo! Io non ti lascio da solo!

Jupiter: Non preoccuparti per me! Quando avrò ritrovato Arya, troveremo il modo di tornare a casa, fidati di me!

La moglie si guardò con Viria, che pareva spaventata quanto lei, ma era vero.
In quel posto avrebbero rischiato solo di mettersi in pericolo. Si fecero forza e caricarono il ragazzo sulla navetta insieme a Raiden. La corvina restò ad osservare i due ragazzi svenuti, pregando con tutto se stessa che persino Arya potesse tornare a casa con loro, Gwynne si mise ai motori e fece partire la navetta.
Non appena furono abbastanza in alto, i motori fecero partire a tutta velocità il veicolo, mentre una luce bianca illuminò tutta la zona della scuola e pareva estendersi per vari chilometri, poi... silenzio.

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