Un nuovo inizio
PoV Sayzor:
Mamma...tu mi hai detto che potevo provare la via del perdono, dopotutto sembra pentito dei suoi crimini.
Ma come eroe non posso più stare a guardare mentre commette atrocità e sperare che io lo perdoni solo perché sono il suo unico amico.
-È inutile che ti dia false speranze, preferisco dire le cose chiaramente.
Non ti aiuterò.-
L'ho palesemente sconvolto con questa mia risposta, mi spiace dover arrivare fino a questo punto.
-Non posso farlo, tu hai spezzato troppe vite innocenti.
In prigione troverai un po' di pace e magari potrai pentirti veramente dei tuoi crimini.
Io come eroe non posso più rimanere indifferente di fronte ad un criminale, anche se sei il mio migliore amico...-
Non ha più il coraggio di parlare, sa che ho ragione. Tuttavia non lo ammetterà mai, è troppo orgoglioso.
Kazuya: Ho capito...
Lasciami dire solo una cosa Sayzor.
Tu e Diana siete state le cose più importanti della mia vita, avete saputo cambiare in meglio un mostro come me. Voleva solo uccidere per puro divertimento e soldi, peccato...che le cose non vadano mai come speriamo.
Avrei tanto voluto mantenere la promessa e vedere l'eroe che saresti diventato.
E invece ho bruciato tutto...
-Non sforzarti, il tuo corpo è debole.-
Kazuya: C'è solo un'ultima cosa che vorrei dirti, poi potrai affrontare quel mondo là fuori senza di me.
Ha bisogno di riposo immediato, ma voglio sentire le sue parole. Potrebbero essere le ultime che sentirò, poi rimarrà solo per sempre...
-Ti ascolto.-
Kazuya: Io...io...
-Che cosa? Kazuya!-
Kazuya: Come padre...sono molto fiero di te.
Padre? Oh no, non vorrà dire che lui è...
-Aspetta, che diavolo vuoi dire Kazuya, Kazuya!-
Non ci fu nulla, solo il silenzio e poi il suono continuo della macchina che segnava solo una lunga riga verdastra. Non c'era più segno di vita, persino io mi sentivo morire, caddi in ginocchio e guardai i palmi delle mie mani...ho lasciato che qualcuno morisse davanti ai miei occhi.
-Che cosa ho fatto?-
Narratore:
Quest'oggi Kazuya Tanaka, alias "Eternal" ha esalato l'ultimo respiro.
Nonostante i suoi numerosi crimini, questo ha dato segni di cambiamento sin dal suo primo incontro con Diana Kurosaki.
Ma la morte non porta via il sorriso nemmeno al più spietato degli assassini.
PoV Sayzor:
-KAZUYAAAAA!-
La mia esistenza fu sconvolta totalmente, urlavo più che potevo, sperando che questo sia solo un incubo.
Io non ho mai voluto che morisse, non è giusto, ho fatto così tanta strada per salvarlo! Ora che è vicino a me, a così pochi centimetri...l'ho perso per sempre.
???: Giovane Kurosaki...
Una voce familiare mi richiamò, All Might...lui che nonostante sapesse del mio segreto, non ha mai pensato fossi un complice.
Non risposi, sono totalmente scioccato, mi abbracciò nonostante avesse un braccio distrutto, All Might non è più il Simbolo della pace, ma la sua sola presenza riuscì a rassicurarmi.
All Might: Mi dispiace, ragazzo mio.
-A-All Might, ti è mai successo di non riuscire a salvare qualcuno?-
Non sapevo cos'altro chiedere, ma forse All Might è l'unico in grado di aiutarmi adesso.
All Might: Ascoltami bene, per gli eroi non sempre riescono a salvare qualcuno.
È sempre una disgrazia quando succede, ma è da questi errori che impariamo, anche se il tuo non è stato affatto un errore.
Hai cercato di fare giustizia, ma nello stesso tempo hai tentato di salvare il tuo amico, e di questo dovresti essere fiero.
Le parole di All Might potevano sembrare forti, io invece ho finalmente capito qualcosa, qualcosa che ignoravo da moltissimo tempo.
Mi sono sempre affidato all'aiuto di Kazuya, ma adesso che lui non c'è più, toccherà a me mantenere la promessa che lui fece a mamma.
Diventare un grande eroe, ma lo farò con le mie forze.
Se un giorno morirò a causa del mio Quirk, non mi interessa.
Prima di allora avrò già realizzato il mio sogno, ma per il momento...questo sarà il mio nuovo inizio, la mia nuova vita.
Il giorno dopo...
In questi due giorni sono accadute parecchie cose: appena andai via dall'ospedale mi rimisi subito ad allenarmi, verso la sera Kendo mi contattò dicendo che era uscita dall'ospedale, ed oggi ci hanno annunciato una cosa parecchio importante, la Yuuei ha intenzione di far andare i propri studenti in dei dormitori speciali.
A quanto pare è questa la soluzione adottata dal preside per garantire la sicurezza degli studenti.
Per quanto ne so, non tutti i genitori sono d'accordo su questa scelta della scuola. I Villain sono riusciti nel loro intento di abbassare la stima che ha la gente nei confronti della scuola.
Tra poche ore arriveranno Vlad ed All Might per discutere con mio padre riguardo a questa faccenda.
Sarà meglio per lui accettare e soprattutto non farmi fare brutta figura, non sono davvero dell'umore adatto per sentire prediche o altro.
Diverse ore più tardi, il campanello suonò, finalmente.
-Vado io!-
Appena aprì la porta, ecco i due insegnanti. Feci un leggero inchino e li invitai ad entrare.
Una volta in soggiorno, anche mio padre...anzi, non ho idea se definirlo tale.
Quella cosa che mi disse Kazuya prima di morire mi lasciò perplesso, nessuna spiegazione.
Eijo: Benvenuti in casa nostra, per me è un piacere accogliervi.
Il solito formale. Una volta sistemati al tavolo, i due insegnati presero la parola.
Vlad: Signor Kurosaki, lei è al corrente del perché siamo quì, dico bene?
All Might: Pensiamo che suo figlio abbia delle ottime capacità come eroe, e sono certo che rimanendo più a stretto contatto con la nostra scuola potrà diventare un ottimo protettore di questa città.
Caspita, All Might ha davvero così tanta stima di me, o lo sta dicendo solo per far contento papà?
Eijo: Mi riempie di gioia saperlo, e la mia risposta è "si", voglio affidare a voi mio figlio. È sempre stato un ragazzo indipendente, e devo dire la verità...non sono mai stato un buon padre, ma niente mi riempirebbe più di gioia sapere che può essere ciò che ha sempre desiderato.
Ha accettato...non ci credo, non l'ho mai visto così comprensivo, appena Vlad ed All Might se ne andranno, parlerò con lui.
Vlad: La ringraziamo Signor Kurosaki, arrivederci.
Li accompagnai alla porta, e rientrati in macchina se ne andarono.
Ora tocca a te papà.
-Ehi, sei stato più comprensivo delle altre volte. Posso sapere cos'è successo?-
Eijo: Questo dovrei chiederlo io a te.
Sayzor, sono due giorni che torni a casa e sembri arrabbiato, ma non con me, è successo qualcos'altro.
Non sapevo cosa dire, possibile che abbia capito davvero come mi sento?
Eijo: Ti senti in colpa per una disgrazia.
-Vecchio, ti è mai capitato di avere una persona davanti, ma di non poter fare nulla per aiutarla?-
Eijo: Soltanto una volta, quando è morta tua madre.
Fu il dolore più grande della mia vita mischiato alla mia più grande gioia, che saresti tu.
Purtroppo viviamo in un mondo dove le disgrazie sono all'ordine del giorno e nemmeno il più forte degli eroi riesce a evitare.
Il dubbio che ti assale riguarda una persona in particolare, vero?
-Esatto, non ho potuto aiutarla nonostante fosse davanti a me.
Mi sono sentito inutile, sia come eroe che come amico.-
Eijo: Ascoltami, figliolo. Come ho detto prima: la vita è fatta di disgrazie che non possiamo evitare.
L'unica cosa più sensata è andare avanti sempre e comunque, tu sei giovane, hai tutta la vita davanti e molto probabilmente non sarà l'ultima volta che ti capiterà una situazione simile.
-Papà...-
Non so a cosa pensare, ma quelle parole mi fecero riflettere, non riuscì nemmeno a dormire la notte stessa.
Continuai a pensare alle sue parole, non risposi nemmeno ai messaggi dei miei amici.
Domani arriveranno gli operai per trasportare la mia roba al dormitorio, da domani inizierà la mia quasi indipendenza totale, perlomeno non sarò da solo.
La mattina seguente, ore 10:30.
Gli operai sono arrivati da circa un'ora ed hanno preso quasi tutta la mia roba, intanto sto facendo la valigia con i miei vestiti, mi fa così strano lasciare la casa nella quale ho vissuto per tutti questi anni.
Immagino dovesse capitare prima o poi, un momento...ma questo coltello?
Flashback:
Sayzor: Che stai facendo?
Kazuya: Sto levigando questo legno, è un ottimo anti-stress, magari un giorno potresti imparare ad usarlo.
Mi sa che quel giorno è arrivato.
Scesi le scale per l'ultima volta mentre mi dirigo all'uscita.
Una volta fuori, mi raggiunse anche mio padre.
Eijo: Te ne vai senza salutare?
-Divertente, ma sai che lo avrei fatto ugualmente.-
Eijo: Non cambi mai, figliolo.
Ed è quì che si sbaglia, ho finalmente capito cosa mancava in me.
Fino ad ora ho sempre vissuto nel passato, ciò ha influito sul mio presente, comportandomi da egoista le cose sono andate male.
Operaio: Siamo pronti, possiamo partire!
È il momento di andare, il momento dell'arrivederci...
Eijo: Sappi che sono orgoglioso di te, Sayzor.
-Vecc-...papà.-
Eijo: Mh?
-Stammi bene.-
Eijo: Buona fortuna.
Non sarà il miglior "arrivederci" del mondo, ma in fondo se lo merita, ora è lui ad aver aiutato me.
Eijo: "Diana, tuo figlio diventerà un grande uomo, ne saresti orgogliosa."
Questo è un punto di svolta importante nella mia vita, se prima guardavo unicamente il passato...adesso guardo con orgoglio il mio futuro!
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