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La rivalsa(parte 1)

PoV Sayzor:

Davanti ai miei amici cercavo di essere forte, ma la verità è che soffrivo parecchio per quello che mi sta succedendo in quest'ultimo periodo.
È iniziato tutto da quando sono entrato alla Yuuei, Kazuya se ne andato subito dopo essere finito in ospedale ad Hosu.
Anche questi strani sogni dove continuo a vedere mia madre, sono ancora scettico al riguardo, su una cosa ha ragione.
Io combatto per i miei amici, mi hanno saputo accettare nonostante sono arrivato da poco.
Ma il perdono è davvero la strada giusta? Forse dovrei lasciare Kazuya a decidere cosa vuole fare veramente. Ma cosa sto dicendo?!
Ha cercato di uccidere Kendo, e probabilmente ha fatto del male a molti altri studenti.
Perché mai dovrei perdonarlo?

In quel preciso istante, entrarono in stanza Kendo accompagnata da Awase, è ancora in stampelle a causa del proiettile che le ha perforato la gamba.

Kendo: Kurosaki, come ti senti?

-Come ieri, ancora indolenzito. La tua gamba invece?-

Kendo: Sta migliorando, Awase mi sta dando una mano nei movimenti.
Non ti ringrazierò mai abbastanza.

Awase: M-ma figurati! Siamo tutti preoccupati per voi due.

-L'importante è che siamo tutti vivi.-

Affermai con una leggera amarezza, è anche vero che l'ospedale mi stava stressando psicologicamente.
Ho preso solo una botta in testa, perché devo rimanere tutti questi giorni a riposo? Il cibo quì fa schifo, inoltre sto iniziando a detestare ogni singolo dottore di questo ospedale, voglio andarmene, voglio tornare ad allenarmi!
Ogni volta che ci ripenso la rabbia prende il sopravvento, ma subito dopo mi calmo ripensando a chi ho al mio fianco, questa splendida ragazza che ogni giorno mi aiuta come meglio può, insieme a molte altre persone.

Kendo: Non devi preoccuparti di nulla.

Awase: Kurosaki, io voglio chiederti scusa per come mi sono comportato nei tuoi confronti. Pensavo fossi uno che voleva approfittarsi degli altri, invece mi hai dimostrato che mi sbagliavo.
Nessun rancore?

-Non preoccuparti amico, va tutto bene.-

Sorrisi al ragazzo per poi tornare a guardar Kendo, che anch'essa mi sorrideva. Niente da dire, posso affermare senza ombra di dubbio che sono i miei due migliori amici.
Almeno loro sapevano come riportarmi il sorriso.

Kendo: Dobbiamo andare, i dottori devono fare dei controlli per la mia gamba.

-Non preoccuparti, riposa e vedrai che guarirà presto.-

Kendo: Sei un tesoro, anzi, lo siete entrambi.

Vidi Awase arrossire, e la cosa mi divertiva parecchio. È cotto a puntino per Kendo.
D'altro canto...c'è da dire che sapeva essere davvero carina.
Quando se ne andarono presi il mio cellulare per guardare le notifiche.
Fortuna che l'avevo messo via durante la prova, altrimenti lo avrei danneggiato durante lo scontro, un messaggio da Midoriya

Deku sta scrivendo...
"Kurosaki, non so quando leggerai questo messaggio. Tuttavia ho bisogno di parlarti."
✔✔

Non so perché, ma ho un brutto presentimento. Stanno accadendo troppe cose in questi ultimi tempi, non mi sorprenderei se arrivasse qualcuno a peggiorare la situazione già difficile di suo.
Entrare alla Yuuei è stata una svolta decisiva, nonostante vivrò metà della mia vita rispetto agli altri, mi piacerebbe tanto essere ricordato come un grande eroe.
Ma se vengo sconfitto così facilmente...come posso sperare di diventarlo.
Ho affrontato due Villain potenti in due diverse occasioni, in entrambe ho rischiato di morire.

Dottoressa: Kurosaki, hai una visita.

Dev'essere Midoriya, ha detto di dovermi parlar- no...non ci credo.

Eijo: Ehi Sayzor.

-Che diavolo sei venuto a fare quì?-

Eijo: Ascolta, so che non mi sopporti. Ma sono comunque tuo padre, e tu sei mio figlio. Che ti piaccia o no, ero preoccupato!

-Hai smesso di essere mio padre nel momento in cui mi rovinasti l'esistenza.-

Eijo: Allora sei proprio immaturo, ti ho detto soltanto la verità, avevi diritto di saperla più di chiunque altro.

-Certe verità fanno male, e tu la vai a raccontare ad un ragazzino di dodici anni, dovresti solo vergognarti.-

Ricordo bene quel giorno, prima di allora io e mio padre siamo sempre andati d'accordo, il classico rapporto padre-figlio, ero un bambino pieno di energie e con molta voglia di vivere.
In più di un occasione non mi vergognai ad urlare "Voglio diventare un eroe!", nonostante avessi solo dieci anni al tempo.
Le cose cambiano col tempo, papà aveva perso la mamma appena io sono nato e lo stress deve averlo portato ad un punto di rottura.

Quattro anni fa, casa Kurosaki.

-Papà, papà!-

Mi diressi verso mio padre mentre alla tv trasmettevano uno dei tanti salvataggi di All Might.
Guardò lo schermo attentamente, nonostante fossi solo un dodicenne, la mia mente era ferma a sei anni.
Tutto nella norma, fino a quando...

-All Might è fortissimo, un giorno voglio essere come lui, anzi! Prenderò d'esempio ogni eroe esistente!-

Eijo: Sayzor...mi dispiace, mi dispiace tanto.

Non capivo cosa voleva dire, lo vidi scoppiare a piangere davanti ai miei occhi.

-Papà che ti prende?-

Chiesi preoccupato, purtroppo avrei dovuto preoccuparmi di quello che avrebbe detto in seguito.

Eijo: Figlio mio, c'è qualcosa del tuo Quirk che non ti ho ancora raccontato.
La tua durata vitale è dimezzata...ed io non voglio perderti ancora prima del tempo!

Mi abbracciò, ma in quel momento potevo sentire il mio cuore spezzarsi, insieme a tutti i miei sogni, quel bambino di dodici anni stava lentamente morendo tra le braccia di un uomo che da quel giorno disprezzai con tutto me stesso.
Scappai in camera mia, mi nascosi nell'armadio cercando di soffocare i miei pianti, ma in quel momento sentì una voce che cercò di consolarmi in tutti i modi.

Kazuya: "Sayzor, non ascoltare ciò che ti dice, insegui sempre i tuoi sogni.
Non importa quale ostacolo ti si para davanti, tu sei un ragazzo forte. Hai solo bisogno della giusta spinta, sii te stesso."

Fine Flashback.

Quelle parole mi fecero riflettere parecchio, mio padre per quanto fosse un brav'uomo prima di quel giorno: mi ha sempre detto di essere un uomo, comportarmi come tale, vestirmi in modo particolare, mi insegnò pure le arti marziali.
L'unica cosa buona fatta da lui. Gli anni seguenti cambiai completamente il mio atteggiamento: mi lasciai crescere i capelli, li tinsi di verde, frequentai diversi psicologi che mi aiutarono con il mio problema d'autostima, e poi arrivò il momento in cui entrai alla Shinketsu.
Una scuola che non mi piacque per niente, io volevo puntare in alto, solo dove i migliori sono nati, la U.A.
Caspita, a ripensarci ho fatto moltissima strada per arrivare fin quì.

Eijo: Sayzor, ho fatto un terribile sbaglio, non so cos'altro devo fare per avere il tuo perdono...

-Vecchi- papà...-

Non volli chiamarlo "vecchio" in questo caso, voglio solo restare da solo a pensare.

-Ne parleremo un'altra volta, io sto bene. Penso che uscirò presto dall'ospedale.-

Eijo: Torna presto a casa, figliolo.

Se ne andò poco dopo, un po' di pace finalmente.
Forse dovrei rispondere al messaggio di Midoriya, prima ho solo visualizzato.

Kuro-chan sta scrivendo...
"Anche ora."
✔✔

Sperando non abbia qualche impegno, sono un po' preoccupato per quello che deve dirmi. Oh aspetta! Ha visualizzato.

Deku sta scrivendo...
"D'accordo, sto arrivando."
✔✔

Non tardò ad arrivare, si sedette vicino al mio letto, mentre io cercai di mettermi comodo.

Midoriya: Non credo tu sappia cos'è successo a Kacchan, giusto?

-Che cosa gli è successo?-

Midoriya: È stato rapito, è avvenuto davanti ai miei occhi senza che io potessi fare niente.

-Mi dispiace per quanto accaduto.
Avete già una pista da seguire?-

Midoriya: Yaoyorozu dice di aver attaccato un dispositivo ad uno di quei Nomu, dice che seguendo la fonte troveremo non solo il deposito di quei mostri, ma anche Kacchan.

-Non vi resta che aspettare che gli eroi riportino a casa Bakugo.-

Midoriya: Non è così, Kurosaki. Intendiamo andare da soli a recuperare Kacchan.

-Sai meglio di me che questa è una follia.-

Midoriya: Lo so, ma ho già elaborato una strategia che ci permetterà di riprenderci Kacchan e fuggire senza combattere.

-Stai sottovalutando il problema, tuttavia hai ragione.
Quei Villain hanno preso uno dei tuoi amici, per questa ragione ho deciso di venire con voi.
Ho intenzione di riportare Kazuya dalla nostra parte.-

Midoriya: Vuoi ancora fidarti di lui dopo quello che ha fatto?

-La mia non è una questione di fiducia, Midoriya.
Lui è stato il solo ad aiutarmi quando credevo di aver perso tutto. Per questa ragione voglio essere io ad aiutarlo questa volta, dammi la possibilità di venire con voi! Per favore.-

Midoriya: Non posso costringerti a rimanere Kurosaki, tu come noi hai un obbiettivo.
D'accordo, ce la faremo!

Non capisco come faccia Monoma ad odiare la 1°A, sono tutti così gentili. Inoltre mi hanno dato la possibilità di riportare indietro Kazuya, è quello che vuoi anche tu...mamma.

Midoriya: Usciti dall'ospedale, riprenderemo gli allenamenti, così saremo pronti ad ogni evenienza.

-Mi stai chiedendo di allenarmi con te?-

Midoriya: Esatto, il tuo Mist Dark e il One For All possono scatenare un enorme potere.
All Might ha visto del potenziale in te, così come altri professori.

Ora ho capito, non sto combattendo solo per riprendermi Kazuya, lo sto facendo perché ora dipende in parte anche da me.
Ed io non posso deludere tutti come ho già fatto!

-Allora andiamo.-

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