Sosuke Yamazaki || Free!
𝐓𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨: 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞
𝐏𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨: 𝐒𝐨𝐬𝐮𝐤𝐞 𝐘𝐚𝐦𝐚𝐳𝐚𝐤𝐢
𝐅𝐚𝐧𝐝𝐨𝐦: 𝐅𝐫𝐞𝐞!
𝐑𝐚𝐭𝐢𝐧𝐠: 🔴
𝐍𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞: 𝟓𝟖𝟓𝟏
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L'ennesimo schizzo di acqua rischiò di bagnare di nuovo il costoso libro sul mio grembo, tanto da spingermi a riporlo al sicuro dentro alla mia borsa; per nulla desiderosa di beccarmi un rimprovero da mio padre.
Avevo infatti preso quel volume riguardante la fisioterapia senza il suo esplicito permesso, arrivando anche a portarlo fuori casa.
Lui era molto geloso di quel libro in particolare, considerandone anche la rarità e il prezzo, ma ero stata troppo tentata e avevo finito col portarlo con me.
Ero nel mondo del nuoto da quando avevo imparato a camminare, ma nel tempo mi ero interessata anche ad altre branche, tutte a supporto dei nuotatori professionisti.
Una di quelle era la fisioterapia, in particolar modo riferita nello specifico alle modalità per aiutare un atleta con problemi legati al corpo, ma anche tecniche di massaggio adeguate.
Frequentavo con orgoglio un club di nuoto in una scuola femminile abbastanza in vista, ma non ero sicura di avere davvero le capacità per farlo di professione in un futuro non troppo lontano. Quindi facevo tutto ciò che era in mio potere per correre ai ripari e trovarmi una possibile strada secondaria, così da non restare a bocca asciutta un domani.
<<Finalmente ce l'hai fatta a posare quella noia mortale. Perché non vieni a fare un tuffo con noi?>> mi sentii chiedere da Rin Matsuoka.
Era un nuotatore davvero fantastico, che avevo avuto l'occasione di conoscere l'anno precedente, e non a caso era il capitano della squadra della Samezuka, affiliata con il mio club di nuoto femminile.
<<Te l'ho detto... oggi sono venuta qui solo in qualità di spettatrice. Non sono con la mia squadra e non ho intenzione di nuotare.>>
<<Qual è il problema? Non hai il costume? Poche scuse, da qualche parte sono sicuro che troverai una scorta lasciata da qualche tua compagna. Lo fanno sempre>> mi suggerì lui, porgendomi la mano per convincermi ad alzarmi.
<<Non è questo il punto, Rin. Il costume e tutto il resto ce l'ho, semplicemente non ho voglia>> spiegai.
Rin fece per ribattere, ma altre due persone si aggiunsero alla conversazione.
<<Ha ragione Rin. Perché no? Vieni in acqua con noi. Oggi è perfetta.>>
La voce quella volta apparteneva a Seijuro Mikoshiba. Il vecchio capitano della squadra, ma soprattutto il mio ex fidanzato.
Seijuro ed io ci eravamo messi insieme quando lui era in primo superiore, mentre io all'ultimo anno delle medie, dopo esserci conosciuti alle regionali di nuoto di quello stesso anno.
La scintilla era scoccata immediatamente tra noi e la nostra relazione era andata avanti per due anni e mezzo, salvo poi concludersi di comune accordo per svariate ragioni. La principale era che il tempo da passare insieme si era ridotto drasticamente a causa dei nostri club di nuoto e il futuro si prospettava peggiore a seguito dell'ingresso all'università del ragazzo nell'anno seguente.
Avevamo deciso di restare amici, anche se i primi tempi non era stato semplice a causa di sentimenti reciproci ancora presenti; ma col passare dei mesi la situazione era poi diventata gestibile.
Ero stata molto bene con lui e gli dovevo molto. Con Seijuro avevo avuto molte esperienze, in particolar modo la prima volta di entrambi, ma ormai apparteneva tutto al passato. Un passato bellissimo, ma ormai superato.
Alzai lo sguardo sulla seconda persona presente, mancando un battito alla vista di niente poco di meno che Sosuke Yamazaki.
Non era un ragazzo come tutti gli altri, ma quello che attualmente mi piaceva.
Sosuke si era aggiunto alla squadra all'inizio dell'ultimo anno e dalla prima volta che lo avevo visto, in occasione di un allenamento di gruppo, ero rimasta letteralmente stregata dalla sua presenza. Praticamente come era successo con Seijuro.
Era infatti stato un colpo di fulmine il mio, anche se ancora più intenso che col maggiore dei Mikoshiba.
Ovviamente non faticavo a capirne le ragioni: Sosuke era infatti un ragazzo prestante, atletico, incredibilmente affascinante, serio e circondato da un alone di mistero che non lasciava indifferente il popolo femminile. Per non parlare della sua aria da adulto.
Chiaramente non ero stata l'unica della squadra a mettere gli occhi su di lui, siccome il mio club di nuoto femminile era attualmente diviso in due fazioni: da una parte le ammiratrici di Rin Matsuoka, dall'altra le ammiratrici di Sosuke Yamazaki.
Ovviamente anche il ragazzo dai capelli color vinaccia aveva il suo fascino, ma io ero rimasta letteralmente ammaliata dal suo tenebroso migliore amico.
Molte ragazze del mio club non si sforzavano nemmeno di nascondere il loro interesse per il prescelto tra i due ragazzi, tanto che entrambi erano sempre ricoperti di complimenti, regali principalmente fatti a mano e richieste di appuntamenti, sempre declinate con educazione da ambedue i ragazzi; apparentemente non inclini al momento a intraprendere relazioni romantiche di nessun genere.
Io invece dal canto mio coltivavo il mio interesse nell'ombra, cercando di fare tutto il possibile per non palesare i miei teneri sentimenti nei suoi confronti, riuscendo bene nell'impresa.
L'unico ad essere a conoscenza di tutto era Aiichiro Nitori, praticamente il mio migliore amico da ancora prima l'ingresso al liceo.
Era un ragazzo timido e riservato, quindi era il custode perfetto per i miei segreti.
Ovviamente a modo suo aveva tentato di convincermi a dichiararmi, ma non riuscivo a trovare l'occasione, né tantomeno il coraggio.
Solamente stando davanti a lui mi sentivo come destabilizzata, tanto da fare spesso e volentieri la figura della povera idiota. Proprio come in quel momento, considerando che lo stavo fissando come si era soliti fissare un comandante che aveva sorpreso un povero soldato sotto la sua giurisdizione a fare qualcosa contro le regole.
Sosuke appariva di primo impatto come un ragazzo dallo sguardo spaventoso, capace di intimorire solo coi suoi occhi all'apparenza freddi, ma in verità era solo un finto cuore di pietra. Nascondeva infatti una bontà non visibile immediatamente ad occhio nudo.
Infatti proprio in quel momento, come a giustificare il mio pensiero, il suo volto solitamente serio si distese leggermente in un piccolo accenno di sorriso, a modo suo rassicurante come la più ricca risata a trentadue denti.
<<La volta scorsa non sei riuscita a fare come volevi lo stile a farfalla... se entri in acqua posso provare a darti qualche dritta>> suggerì lui.
<<Va bene>> dissi semplicemente.
<<Eh? Ma come?>> chiese Rin vagamente offeso, notandomi accettare come se nulla fosse l'offerta del suo migliore amico, a discapito suo che aveva tentato di convincermi con decisamente ben più insistenza.
La verità la sapevo solo io ed era che mi ero sentita a disagio a spogliarmi davanti a tutti quei ragazzi, essendo quel giorno l'unica ragazza presente.
Quando ero col mio club non ci facevo troppo caso, ma da sola era tutta un'altra faccenda.
Tuttavia l'offerta di Sosuke era più allettante del mio imbarazzo o delle mie paranoie. Sapevo di non potermi lasciar sfuggire l'occasione di averlo come coach, soprattutto considerando l'assenza di tutte le altre sue pretendenti, solitamente sempre in lizza per avere le sue attenzioni. Quel pomeriggio possedevo di fatto campo libero per mettere a segno un qualche risultato.
Senza frapporre indugio mi privai con un gesto calibrato del leggero vestito che avevo addosso quel giorno, sentendo già nella mia mente il rimprovero silenzioso di Aiichiro. "Non puoi spogliarti qui come se nulla fosse" dicevano infatti i suoi occhi imbarazzati poco distanti, ma in fondo sotto avevo il costume e probabilmente Sosuke non aveva tempo da perdere con me per inutili convenevoli.
Per un secondo mi sembrò di percepire lo sguardo del ragazzo sul mio corpo per un istante più del dovuto, ma cercai di non darci troppo peso. Non volevo farmi illusioni.
Invece non ci fu spazio per i dubbi rispetto a Seijuro, siccome quest'ultimo non si scomodò nemmeno di nascondere il suo apprezzamento.
<<Sei sempre davvero carina>> disse infatti lui, senza preoccuparsi nemmeno di apparire fuori luogo. Tuttavia lui era così: sincero e diretto.
In passato mi ero innamorata di lui anche a causa del suo essere spontaneo.
Semplicemente gli sorrisi in risposta, non trovando poi molto da dire.
<<Andiamo?>> mi chiese Sosuke, facendo cenno di avvicinarci alla piscina.
Lo ascoltai, iniziando a camminare subito dopo; lasciando indietro Rin e Seijuro, apparentemente troppo presi ad intavolare una nuova conversazione per badare a noi.
Lui era già in costume e siccome camminava davanti a me ne approfittai per passare con lo sguardo sulla sua incredibile e definita schiena, senza nulla togliere alle sue spalle. In assoluto la parte che trovavo più seducente su tutto quel suo paradiso di corpo.
Ironia della sorte era proprio una di quelle spalle la causa del suo cruccio e della sua sofferenza più grande.
Avevo scoperto tutto giusto quattro mesi prima e avevo sentito il suo dolore come se fosse stato mio.
Il dolore di una persona a un passo dall'afferrare il proprio sogno, ma impossibilitata a farlo da una forza più grande delle proprie capacità.
Quello di Sosuke era un destino triste e l'episodio aveva impresso in maniera indelebile una leggera nota malinconica nei suoi occhi, impossibile da cancellare e visibile solo dalle persone a lui più vicine e a conoscenza di tutto.
Io ero una delle poche persone da lui scelte per conoscere il suo intimo segreto e ne ero onorata.
<<Come va la spalla? Come procede la riabilitazione?>> chiesi, mentre entravo lentamente in acqua.
Lui restò fuori, in modo da potermi osservare e indirizzarmi meglio; quindi per proseguire la conversazione mi appoggiai sul bordo della piscina a braccia conserte.
Sosuke si accovacciò davanti a me, forse per mantenere privata quella conversazione.
Era bellissimo averlo così vicino a me, tutto per me anche solo per poco.
Poter sentire la sua voce.
Potermi beare della vista dei suoi occhi tra il turchese e l'acquamarina fissi di me.
Poter stare semplicemente in sua compagnia, senza nessuno capace di interromperci.
<<Dicono che continuando con loro potrò nuotare un po' in futuro, ma non a livello agonistico, queste saranno le mie ultime gare>> rispose lui, facendo trasudare tutta la sua tristezza da quelle poche parole.
Sentii il mio cuore investito da una fitta e d'istinto posai una mia mano sul suo ginocchio sinistro, stringendolo leggermente in un gesto di conforto.
<<Ti va di farmi dare un'occhiata dopo? Sono migliorata con i massaggi e se vuoi posso fartene uno per sdebitarmi di questa lezione. Magari uno fatto bene, non frettolosamente a causa dell'affollamento della piscina>> proposi immediatamente io.
Non c'era malizia nella mia richiesta, ma semplicemente il puro desiderio di essergli d'aiuto, oltre che una sincera preoccupazione per le sue condizioni di salute. Ma ovviamente il poter toccare i suoi muscoli era un valore aggiunto al tutto.
In passato mi era capitato di provare qualche massaggio su di lui, ma era sempre successo a bordo piscina e con altre persone presenti. Quella volta invece avevo in mente qualcosa di più privato e tranquillo, siccome non c'erano le sue ammiratrici ovunque, pronte a saltare alla gola di qualsiasi ragazza che anche solo un po' osava monopolizzare troppo l'attenzione del ragazzo.
<<Possiamo andare nella mia stanza se ti va bene>> propose lui, forse intuendo la mia intenzione di spostare quella seduta di approccio fisioterapico in una zona più tranquilla.
Il mio stupore durò solo per qualche secondo. In fondo non potevo aspettarmi nulla di diverso da Sosuke.
Fin dal principio infatti aveva sempre avuto la capacità di anticipare le mie intenzioni, così come quelle degli altri a lui vicini, forse perché possessore di una sensibilità e un'intelligenza fuori dal comune.
<<Sei sicuro che vada bene? A Rin non darà fastidio e qualche responsabile della tua scuola non potrebbe arrabbiarsi?>> chiesi, iniziando immediatamente a darmi della scema da sola.
Sosuke mi stava servendo su un piatto d'argento la chance di entrare nella sua stanza ed io stavo mettendo davanti a me tutte le mie solite paranoie. Ero davvero un caso disperato.
<<Rin si fermerà qui per altri allenamenti dopo e per il personale basterà non farci beccare>> spiegò semplicemente lui.
La mia risposta arrivò immediatamente, senza neanche bisogno di pensarci ancora su: <<Allora ci sto>>.
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La stanza in comune di Rin e Sosuke era più ordinata che in qualsiasi mia aspettativa pregressa, ma in fondo non potevo aspettarmi diversamente da due ragazzi coscienziosi come loro.
Mi presi qualche secondo per guardarmi intorno, sentendo nel frattempo il ragazzo chiudere la porta alle mie spalle.
L'allenamento era andato molto bene e grazie agli insegnamenti del ragazzo ero riuscita a migliorare molto il mio stile a farfalla, soprattutto perché la specialità indiscussa del ragazzo.
Era davvero un mostro quando si trattava di nuotare in quel modo e non a caso era tra i dieci nuotatori giapponesi più veloci in quella particolare categoria. Quello rendeva ancora più dolorosa e ingiusta la sua situazione.
Il mio piccolo tour visivo della stanza si concluse sul letto a castello, iniziando a sentire un leggero filo di imbarazzo.
In passato avevo messo piede solo dentro altre due stanze di un ragazzo: quella di Aiichiro e quella di Seijuro, ma in quell'occasione l'atmosfera era diversa e non riuscivo nemmeno esattamente a spiegarne il motivo
Forse semplicemente a causa della mia grandissima attrazione nei riguardi del ragazzo.
Praticamente me lo sognavo anche la notte e mi incantavo ogni volta che lo vedevo, specie se in costume.
Segretamente in passato nel mio club femminile di nuoto era girato un foglio dove ci era stato chiesto di scrivere il nome del ragazzo del club di nuoto della Samezuka col fisico migliore ed era stato proprio Sosuke a spuntarla, siccome era stato votato anche da alcune ammiratrici di Rin Matsuoka.
Era un dato di fatto: Sosuke aveva il fisico di una divinità greca e nessuno poteva ribattere.
Tuttavia non era solo il suo aspetto ad attirarmi, ma piuttosto ogni singola parte di lui.
Quel ragazzo mi piaceva davvero. Mi piaceva per il suo carattere all'apparenza freddo e scontroso, mi piaceva per la sua predisposizione ad aiutare i suoi amici senza nemmeno cercare di darlo a vedere, mi piaceva per la sua gentilezza, mi piaceva per la sua determinazione, mi piaceva con tutti i suoi demoni interiori.
Quando mostrava il suo raro sorriso, ma anche quando i suoi occhi dal colore unico erano ricolmi di tristezza.
Dentro di me sapevo di non essere semplicemente ammaliata dalla sua bellezza.
Io ero davvero innamorata di Sosuke Yamazaki e non avevo nessun dubbio in merito.
Sentivo quel sentimento spingere dentro di me. Impetuoso, martellante e travolgente, a volte quasi impossibile da contenere.
<<Posso mettermi sul letto?>> sentii chiedere dal ragazzo.
Sussultai per la sorpresa, tornando bruscamente alla realtà.
<<Certo, lì andrà benissimo, scusami>> risposi immediatamente, vergognandomi come una ladra per la mia ennesima figuraccia.
Sosuke si accomodò lentamente sul letto inferiore, mentre io iniziai a trafficare lentamente dentro l'interno della mia borsa, riuscendo a trovare solo dopo qualche momento l'oggetto desiderato.
<<Vorrei avere un olio, ma penso che dovremo accontentarci di questa>> dissi, esibendo una semplice crema corpo <<non ha un odore femminile, puoi stare tranquillo, praticamente è neutra.>>
Il ragazzo semplicemente annuì brevemente, osservando ogni mio minimo movimento.
Iniziai legandomi i capelli ancora leggermente umidi per la doccia da poco fatta nello spogliatoio di servizio della scuola del ragazzo, per poi aprire lentamente il barattolo, prendendo una generosa noce di crema dalla confezione.
<<Potresti... toglierti la canotta?>> chiesi timidamente, riferendomi all'indumento nero che fasciava perfettamente il corpo del ragazzo.
Sosuke di nuovo non rispose, ma semplicemente allungò le mani fino al bordo inferiore, sollevandola leggermente.
Sentii la mia bocca seccarsi alla vista dei muscoli delle sue braccia che si contraevano durante la procedura, specie alla vista dei suoi addominali e del suo petto completamente nudo.
Avevo visto svariate volte il ragazzo in costume, ma non ero mai riuscita ad abituarmi alla vista. Era troppo per i miei poveri occhi.
<<Be-bene, possiamo iniziare>> blaterai a bassa voce, sentendomi l'ultima delle cretine.
Sosuke, considerata la sua intelligenza, sembrò capire da sé il motivo del mio improvviso balbettare, così come quello del rossore adesso sicuramente visibile sul mio viso.
In fondo ero da sola in stanza con un ragazzo mezzo nudo, quello che mi piaceva oltretutto.
Fortunatamente l'ultima informazione a lui era ancora sconosciuta.
Mi avvicinai lentamente a Sosuke, iniziando a sentire già le dita prudere dall'immensa voglia di toccare quel corpo così tonico e seducente.
Quel ragazzo era il sogno proibito di tantissime ragazze e popolava chiaramente anche le mie fantasie. Fantasie spesso e volentieri non sempre innocenti.
Decisi di iniziare il mio massaggio dai muscoli del trapezio, in modo da farlo rilassare un po', prima di avvicinarmi alla zona deltoide, praticamente quella dolente.
Cercai di rimembrare tutte le mie conoscenze e le prove fatte con mio padre, iniziando a massaggiare lentamente il ragazzo.
<<Dimmi se ti faccio male o se qualcosa non ti piace>> dissi dopo qualche secondo, cercando di lavorare con delicatezza, ma anche con efficienza.
<<No, va bene... sei brava>> disse semplicemente lui.
Sosuke non era un ragazzo di molte parole, né tantomeno affine ai complimenti. Parlava quando la situazione lo richiedeva e senza mai sbilanciarsi più di tanto in materia.
Quindi da parte sua potevo considerarlo una specie di miracolo.
Quel pomeriggio avevo voglia di coccolare sul serio il ragazzo. Un po' per ringraziarlo della lezione, ma soprattutto perché lo amavo così tanto da desiderare il suo benessere.
Lentamente iniziai a sentire il suo corpo rilassarsi e i suoi muscoli tesi tendersi dolcemente sotto al mio tocco. Un risultato davvero importante per me.
Decisi quindi di passare alla zona deltoide, sentendo il ragazzo irrigidirsi leggermente, forse in attesa di percepire del dolore.
<<Non preoccuparti, Sosuke. Sarò delicata, te lo prometto. Ti chiedo solo di fidarti di me>> gli sussurrai, accarezzando dolcemente le sue spalle in un gesto rassicurante.
Alle mie parole sentii il suo corpo di nuovo morbido sotto le mie mani e il suo respiro rallentare di nuovo. <<Bravo... così>> sussurrai nuovamente, quasi cullandolo col suono della mia voce <<stai rilassato.>>
Cercai di essere di parola e passai docile sui punti che sapevo potergli causare dolore, tanto che nemmeno per un momento Sosuke diede l'impressione di sentire male da qualche parte.
Anzi, lo sentivo sempre più rilassato e sempre più schiavo del mio tocco.
Il ragazzo infatti era visibilmente in pace con se stesso in quel momento e sembrava gradire molto il mio massaggio.
Decisi di cogliere la palla al balzo per tagliare un po' della distanza tra di noi. Volevo uscire da quella stanza con un rapporto più stretto. Non volevo andarmene via senza niente di concluso. Volevo finire ancora un passo avanti rispetto al resto delle sue ammiratrici e potevo farlo solo assumendo maggiore confidenza con lui.
Chiaramente avevo già un rapporto molto stretto con lui, molto più rispetto alle mie compagne, ma non mi bastava. Volevo ancora di più.
Raccolsi quindi il coraggio, sussurrando al suo orecchio: <<Così va bene? Ti piace?>>
La voce mi uscì con un tono molto più suadente del previsto e un po' me ne imbarazzai.
Non l'avevo chiaramente programmato e lo accostai semplicemente al mio coinvolgimento sentimentale nei suoi riguardi.
Sentii Sosuke rizzarsi leggermente con la schiena al suono delle mie parole e poi vidi il suo viso ruotare lentamente nella mia direzione.
Il ragazzo non disse nulla, limitandosi semplicemente a fissarmi in silenzio.
<<Ti ho fatto male? Qualcosa non va?>> chiesi apprensiva, notando qualcosa di nuovo nel suo sguardo.
La mano destra del ragazzo si avvicinò lentamente alla mia, iniziando a risalire lentamente lungo il mio braccio.
<<Sosuke?>>
Il suo percorso terminò sulla mia guancia e il suo sguardo una volta lì si fece più intenso.
Non ero una ragazza ingenua e capii da me il significato di tutta quella situazione. L'aria in fondo era sempre stata strana da quando avevo messo piede in quella stanza ed iniziavo a capirne le motivazioni. Doveva succedere qualcosa.
Scelsi quindi di spegnere momentaneamente il cervello e senza aspettare nemmeno un secondo di più mi fiondai sulle labbra del ragazzo. Semplicemente buttandomi e basta .
Sentii il mio cuore quasi scoppiare a contatto con quelle labbra che ormai bramavo senza sosta da ormai diversi mesi, al punto da non riuscire più a pensare ad altro.
Pensavo tutto il giorno a Sosuke. Costantemente a Sosuke.
Lui inaspettatamente si mostrò bramoso quanto me e in men che non si dica mi spinse con decisione contro il suo corpo, infilando quasi rudemente le dita della mano sinistra tra i miei capelli.
A quel gesto così possessivo non riuscii a contenere un piccolo gemito, tanto da lasciarmelo scappare contro le sue labbra sufficientemente carnose.
Mi aggrappai con le braccia attorno al suo collo come se ne andasse della mia stessa vita, risalendo poi a mia volta con le mani tra i suoi capelli, tirandoli leggermente.
Le nostre labbra nel frattempo si cercavano senza sosta e non esitai percependo la sua intenzione di far incontrare le nostre lingue.
Quel bacio partito in modo quasi illogico si tramutò ben presto in un bacio caldo, bagnato ed estremamente bisognoso.
Non mi risparmiai e mi lasciai scappare un altro piccolo gemito, soffocato a dovere dalla sua lingua alla disperata ricerca della mia.
Non riuscivo nemmeno io a spiegare la situazione. Semplicemente qualcuno aveva spento l'interruttore, dando sfogo ad istinti quasi animaleschi.
Io stavo sfogando in quel bacio tutto il mio enorme desiderio nei riguardi del ragazzo e sentivo di contro lo stesso bisogno.
Non serviva sentirmelo dire a parole, semplicemente lo percepivo e basta.
Erano le sue labbra a parlarmi. Le sue bellissime labbra che si muovevano freneticamente contro le mie. Mordendole, succhiandole, tirandole prima dolcemente e poi con più irruenza.
Era la sua lingua calda a parlarmi, quella che mi vezzeggiava, portandomi fino in paradiso.
Erano le sue mani a parlarmi, quelle che non riuscivano più a stare ferme e che lentamente stavano scendendo.
Trovarono infatti la propria destinazione sui miei glutei e non opposi resistenza quando le sentii avvolgersi con possessione esattamente in quel punto. Soprattutto perché lo usò come pretesto per afferrarmi e spingermi contro le sue gambe, facendo scontrare per la prima volta i nostri bacini.
Solo a quel punto ci staccammo per la prima volta, iniziando a riprendere disperatamente aria, tenendo la fronte poggiata su quella dell'altro.
<<Cielo... cosa è appena successo?>> riuscii a chiedere a fatica, respirando affannosamente.
Sosuke non era messo meglio di me e solo in quel momento ricordai un dettaglio non trascurabile: il ragazzo era senza maglietta.
<<Qualcosa che doveva succedere prima di oggi>> rispose lui, tornando voracemente con le labbra sopra le mie.
Non volevo fermarlo. Non volevo fermarmi.
Desideravo tantissimo le sue labbra. Desideravo tantissimo ogni parte di lui.
Le labbra del ragazzo scesero poi fameliche sul mio collo, dandomi di nuovo la possibilità di parlare.
<<Sosuke, non so cosa ne pensi te, ma questa per me non è una cosa tanto per fare. Io provo qualcosa per te, qualcosa di forte>> riuscii a dire a fatica, troppo distratta dal tocco delle sue labbra bollenti contro la mia pelle.
Sentii i denti del ragazzo mordicchiarmi leggermente la pelle e poi la sua voce roca e seducente all'orecchio che mi sussurrava: <<Allora non hai nulla da temere>>.
Potevo considerarla una dichiarazione e sentii il mio petto quasi esplodere, invaso da una felicità che raramente mi era capitato di provare in passato.
<<Vorrei davvero continuare, ma Rin potrebbe->>
Lui mi bloccò. <<Non lo farà, non tornerà. Non lo fa mai prima di sera. Quindi vuoi o non vuoi?>>
Mi presi qualche secondo per guardare il suo bellissimo viso, completato dai suoi occhi in quel momento così carichi di aspettativa e di desiderio.
Eravamo entrambi schiavi della passione, seppur scoppiata apparentemente senza nessun senso logico, forse a causa di sentimenti repressi per troppo tempo, quindi non riuscivamo a ragionare molto bene.
Chiaramente io sapevo la risposta, volevo solo ammirare la sua bellezza per un altro po' e godermi quel momento così bello.
<<Seriamente aspetti un mio cenno affermativo? Che aspetti? Vai avanti>> gli sussurrai leggermente imbarazzata, sviando per un momento lo sguardo altrove.
Sosuke non si fiondò voracemente sulle mie labbra come nelle mie aspettative, ma lo fece con più calma, prendendosi anche lui qualche momento per potermi guardare.
<<Dicevo sul serio poco fa. Nemmeno per me è tanto per>> mi disse lui.
<<Lo so. Ormai ho imparato a conoscerti e so che sei un ragazzo serio e coscienzioso, mi piaci tanto anche per questo>> gli risposi, soffiando le ultime parole sulle sue labbra <<dalla prima volta che ti ho visto.>>
Quel clima rude sembrava essersi un po' placato e riuscivo a vedere solo tanto sentimento negli occhi del ragazzo in quel momento.
Non era entrato nella mia vita da chissà quanto tempo, ma aveva impresso in me una scia profonda e da come stava lasciando intuire per lui doveva essere lo stesso.
Ripensai velocemente a tutte le nostre chiacchierate, alle nostre risate, ai nostri momenti di affetto rubati, alla nostra complicità e il quadro prese forma nella mia mente.
Io e Sosuke avevamo passato tutti quei mesi a rincorrerci a vicenda, inconsapevoli di aspettare l'altro da tempo già sulla linea del traguardo, erroneamente convinti di essere i soli a farlo.
<<Ho un po' paura del dopo, ma adesso desidero solo essere tua. Posso?>> chiesi.
<<Che coincidenza... vogliamo la stessa cosa>> rispose lui, chinandosi lentamente verso di me, fino a spingermi con la schiena contro il materasso, dolcemente.
Gli sorrisi piena di felicità e la mia espressione sembrò riaccendere qualcosa negli occhi del ragazzo. Infatti Sosuke tornò a fiondarsi con impeto sulla mia bocca, infilando la lingua tra le mie labbra prima ancora di darmi il tempo di realizzare.
Presa dalla passione passai con veemenza le unghie lungo la sua schiena, attenta a non fargli male, sentendolo contorcersi sotto al mio tocco.
Tornò quindi sul mio collo, iniziando a baciare e succhiare ancora più avidamente la mia pelle e solo in quel momento registrai una sensazione: quella del suo duro membro contro la mia coscia destra.
<<Sosuke...>> mormorai, strusciando inconsciamente la mia gamba contro la sua eccitazione già particolarmente apprezzabile.
Sosuke indossava infatti una tuta, mentre io avevo le gambe nude, quindi riuscivo a sentirlo facilmente, molto facilmente.
Lui si lasciò scappare un piccolo e roco gemito contro al mio collo, tanto da incoraggiarmi a continuare.
Anche il ragazzo prese a strusciarsi contro di me, facendo rilasciare dei piccoli versi di apprezzamento ad entrambi.
Ci stavamo già pregustando quello che sapevamo sarebbe presto arrivato.
Non riuscii più a stare ferma con le mani ed iniziai a toccare tutti i suoi muscoli tonici, con particolare considerazione per la schiena e le spalle. Non risparmiai nemmeno un centimetro di pelle e fu poi il mio turno di baciare la sua pelle liscia e abbronzata.
Mi concentrai soprattutto sul suo collo e sul suo petto muscoloso, delineando ogni singolo solco con la lingua.
La voglia di lasciare qualche marchio violaceo sulla sua pelle era tanta, ma non potevo farlo e rischiare di metterlo in imbarazzo durante gli allenamenti con la squadra. In compenso però strizzai con decisione i suoi sodi e alti glutei, facendo scontrare per un momento con maggior decisione i nostri bacini.
Sosuke prese nuovamente a baciarmi con voglia e con aggressività, infilando quasi di prepotenza le sue grandi mani sotto al mio vestito, sollevandolo fino alla mia testa, per poi sfilarlo via.
Le sue attenzioni furono poi tutte per il mio seno, in particolar modo dopo averlo privato dell'accessorio intimo che indossavo quel giorno a sostegno.
Sentire la sua calda lingua sui miei capezzoli bastò per farmi inarcare la schiena, per poi rilasciare un lungo e imbarazzante gemito.
Sosuke reagì bene al mio verso di apprezzamento, iniziando a palpeggiare i miei fianchi pieno di desiderio.
Decisi di non essere da meno e con una leggera titubanza entrai con una mano dentro alla sua tuta, iniziando a saggiare di sfuggita la superficie del suo membro. Un membro enorme a dirla tutta.
Sentire il ragazzo sospirare mi incoraggiò ad iniziare a massaggiarlo, tuttavia senza superare ancora la barriera dei boxer.
Amavo sentirlo eccitato per me e sapere di essere esclusivamente io la causa della sua prominente erezione.
<<Puoi toccarmi meglio se vuoi>> sentii dire dal ragazzo, prima di vedere il suo viso risalire lentamente all'altezza del mio.
Ero stupita. Stavo assistendo a un lato del ragazzo prima di quel momento mai visto, ma sinceramente nella mia mente lo avevo sempre figurato come un ragazzo abbastanza disinibito a letto.
In fin dei conti quel corpo incredibilmente sensuale non poteva di certo essere tutto fumo e niente arrosto.
<<Non me lo faccio ripetere due volte>> commentai, infilando la mano dentro ai suoi boxer, quelli che aveva messo dopo la doccia fatta non molto tempo prima.
Sentire il suo caldo membro contro la mia mano mi fece eccitare all'inverosimile e non persi nemmeno un secondo per iniziare a dargli piacere.
Sosuke in quel momento era ancora più bello.
Era sopra di me. Accaldato, sudato, mezzo nudo e col viso contratto dal piacere.
Uno spettacolo capace di farmi raggiungere l'apice semplicemente guardandolo. Quel ragazzo era troppo sexy per essere reale.
Lui ovviamente non se ne restò buono e pacifico, tanto che in men che non si dica prese ad accompagnare i movimenti della mia mano, iniziando a scandire il ritmo a lui più gradito.
Sosuke in quel momento era alla mia merce. Solo e unicamente mio.
<<Ti desidero>> mi sussurrò lui all'improvviso, utilizzando quella sua voce roca e sensuale capace di farmi impazzire.
<<Anche io ti desidero, Sosuke>> commentai, lasciando a malincuore il suo membro.
Il ragazzo infatti sembrava desideroso di ricambiare e lo osservai sfilarsi ammirata i pantaloni della tuta, prima di tornare di nuovo sopra di me.
La sue lunghe dite ambrate iniziarono col tracciare piccoli cerchi sulla mia pancia, prima di iniziare ad avventurarsi con calcolata lentezza sotto alla stoffa dei miei slip.
Chiaramente lo lasciai fare, divaricando leggermente le gambe per dargli margine di movimento.
<<So-Sosuke>> balbettai, sentendo quello che doveva essere il suo indice sfiorare ripetutamente la mia entrata.
Mi stava stuzzicando a dovere e mi vergognavo leggermente, considerando quanto ero già bagnata per lui. Talmente tanto da sentire il rumore dell'attrito del suo dito e dei miei abbondanti umori.
Le labbra del ragazzo tornarono sul mio seno e sentii il suo dito farsi spazio dentro le mie pieghe bagnate, contemporaneamente ai suoi denti che iniziavano a mordicchiare sensualmente il mio capezzolo destro.
Sosuke iniziò ad alternare morbidi baci sui miei seni al vigoroso movimento della sua mano sulla mia femminilità, prima un dito, poi due, infine tre. Sempre più velocemente e sempre più a fondo, con una manualità da mandarmi fuori di testa.
La sua lingua nel frattempo mi inumidiva il petto e il collo, facendo salire vertiginosamente la temperatura.
Mi stava spingendo al limite.
<<Ti prego, basta con i preliminari. Voglio solo che ti sbrighi>> pronunciai, quasi piagnucolando dall'estremo bisogno di sentirlo dentro di me.
Sosuke sorrise e quel sorriso bastò per farmi innamorare per l'ennesima volta di lui.
Tuttavia le mie attenzioni dirottarono immediatamente sul suo bacino, per nulla decisa a perdermi il momento della rimozione dei suoi boxer.
Sosuke li tolse da sé, facendo svettare fuori la sua grande erezione. Non fu tanto la lunghezza sopra la media a stupirmi, ma più che altro il diametro.
Il membro del ragazzo era lungo e largo allo stesso tempo ed era attraversato da due grandi vene ben visibili superficialmente, che in quel momento sembravano pompare sangue all'impazzata. La punta era inoltre arrossata e presentava qualche piccola goccia di liquido preseminale.
Sosuke era incredibilmente pronto per me, così come io ero pronta per lui.
<<Preoccupata?>> chiese il ragazzo.
<<No, sono solo sorpresa. Certo che tu sei enorme proprio ovunque>> commentai senza peli sulla lingua.
Inaspettatamente sorrise leggermente di nuovo, portando le mani ai lati dei miei slip. <<Questi non servono più, dico bene?>> chiese, ottenendo immediatamente una mia risposta positiva.
Sosuke scelse di stuzzicarmi ancora e lo fece affondando le dita saldamente sui miei fianchi, prima di iniziare a far scorrere la punta del suo membro davanti alla mia femminilità. Più e più volte, con una lentezza quasi disarmante.
<<Ti prego>> gli sussurrai nuovamente.
Le labbra del ragazzo tornarono sopra alle mie e poi mi sentii tirare nella sua direzione.
Sosuke era talmente forte da riuscirmi a portare senza problemi sulle sue gambe, così come aveva fatto durante il nostro primo focoso bacio. E fu baciandomi di nuovo che mi scivolò lentamente dentro, riempiendomi completamente col suo enorme membro.
Mi lasciai andare ad un lungo sospiro di soddisfazione, mordendo leggermente la sua spalla sana nel tentativo di sfogare quell'immenso piacere che era riuscito a darmi semplicemente col suo ingresso.
Sosuke non mi staccava gli occhi di dosso e aveva le labbra a un soffio dalle mie. Era bellissimo, di una bellezza non umana.
Mi lasciai completamente andare al suo volere e gli permisi di condurre il gioco.
Il ragazzo mi infatti prese dolcemente per i fianchi, stabilendo il ritmo del nostro amplesso.
Quella posizione mi piaceva molto, perché mi permetteva di sentire per bene la sua erezione farsi largo tra le mie pareti calde ed estremamente sensibili e adoravo stare seduta sulle sue gambe.
Partì un nuovo bacio passionale e bagnato, che spinse Sosuke a dettare un ritmo più sostenuto e portò me ad iniziare a gemere senza freni.
Lui però sembrò stufarsi presto di quel gioco e me lo fece capire facendomi distendere con la schiena contro il materasso, salendo sopra di me.
<<Ti sei abituata? Perché adesso inizio a fare sul serio>> mi chiese lui.
<<Quindi adesso non hai fatto sul serio?>> chiesi
<<Secondo te? Mi sto trattenendo, ma non riesco più a farlo>> mi soffiò lui sulle labbra.
<<Allora non farlo. Mostrami tutto quello di cui sei capace.>>
Sosuke reagì come se non avesse aspettato altro, rientrando con un colpo secco dentro di me.
Sentii il piacere investirmi con la forza di un'onda anomala, conseguentemente alle sue spinte sempre più profonde, veloci e potenti.
Il ragazzo si posò con le braccia contro al muro, iniziando a farsi leva per spingere ancora di più dentro di me e restai ferma a boccheggiare ammirata lo spettacolo dei suoi muscoli che si contraevano vigorosamente sotto alla potenza dei suoi affondi.
Anche Sosuke stava gemendo quasi senza ritegno e vedevo nei suoi occhi leggermente socchiusi e nelle sue labbra che cercavano disperatamente di prendere aria tutto il piacere che stava provando.
Il rumore delle nostri carni che collidevano era per me la migliore delle melodie, seconda solo ai versi di piacere del ragazzo.
Sosuke stava sfogando tutto il suo istinto animale e quello mi spinse ad arpionarmi saldamente alle sue spalle, sentendo il mio limite sempre di più vicino.
<<So-Sosuke, sono innamorata di te>> riuscii a confessare, poca prima di sentire il piacere esplodere a partire dal mio basso ventre.
Il ragazzo riuscì a durare ancora qualche minuto, prima di lasciarsi cadere stanco e appagato contro al mio petto nudo, stampandomi un bacio sulle labbra.
<<Anche io, altrimenti non sarei qui.>>
Ero felice. Ero immensamente felice. Non riuscivo quasi a credere al momento appena condiviso ed ero decisa a viverne molti altri simili, sempre in compagnia di Sosuke.
Passammo diversi minuti in silenzio, semplicemente persi l'una negli occhi dell'altro, a coccolarci dolcemente.
Lui tracciando il profilo delle mie labbra. Io accarezzando i suoi capelli scuri.
<<Penso che dovrò scusarmi con Rin prima o poi>> disse lui all'improvviso.
<<E perché?>> chiesi io.
<<Perché l'abbiamo fatto sul suo letto.>>
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