5-You're My Sister
teenage dream,Olivia Rodrigo/pretty isn't pretty,Olivia Ridrigo
NYX🌴
Non avrei mai pensato in tutta la mia esistenza di andare ad una festa per adolescenti della California.
Ma cosa non si farebbe per amicizia?
Continuavo a ripetermi quella frase, stesa sul mio letto.
Eppure, la coscienza che la mia migliore amica non sapesse niente del mio passato, mi continuava a tormentare. Giorno e notte.
Se lo avesse saputo, avrebbe deciso di lasciare stare doppia w (William Williams) e tutto il resto solo per starmi accanto. Avrebbe messo la mia felicità prima della sua, Aubrey era fatta così. Nella sua vita aveva fatto tanti sacrifici per me, aveva perfino rinunciato ad andare a Miami con suo padre per aiutarmi in un brutto periodo.
Ma io non potevo permettere che succedesse. Non potevo permettermi di trascinare Aubrey negli abissi della mia mente.
Teenage dream di Olivia Rodrigo risuonava nella mia stanza attraverso lo stereo.
Ero sola, sola con il mio dolore, per non farlo provare agli altri.
L'odio che provavo per quei ricconi figli di papà era più grande di me.
Charles aveva passato la vita a darmi fastidio, e anche se non volevo mostrarlo, mi feriva ogni volta che mi spingeva o mi tirava i capelli. I primi anni li passavo a piangere nei bagni con solo Aubrey al mio fianco. Poi, ho capito che il problema non ero io.
Era lui.
La canzone finì, e passo a pretty isn't pretty.
Mi rannicchiai sul letto e mi misi in posizione "uovo".
Mamma la chiamava così, diceva che fin da bambina quando mi sdraiavo mi rannicchiavo e mi facevo piccola, così tanto da sembrare un uovo.
Papà, invece, non diceva niente.
Lui non diceva mai niente.
La mia psicologa diceva che era da lui che derivavano tutte le mie insicurezze sul mio fisico, su me stessa e l'odio che provavo quando mi guardavo allo specchio.
E aveva ragione.
Perché la mia insicurezza derivava dal fatto che per lui non esistevo. Che, quando al parco gli chiedevo se volesse giocare a nascondino, lui nemmeno mi sentiva. O forse mi sentiva, ma preferiva stare al telefono con i suoi colleghi che stare con sua figlia.
E se fossi io il problema? E se non fossi io alla sua altezza?
Probabile.
Subito dopo la sua morte, il mio migliore amico Bernard morì a 16 anni per over- dose.
Una settimana dopo,per precisione.
Forse, se fossi stata al suo fianco quella sera, non sarebbe successo.
Dio Nyx, la tua vita è un fottuto casino.
E poi Lexi? Che hai intenzione di fare quando la vedrai alla festa?
Quello di stamattina era stato il momento più strano e imbarazzante della mia vita.
Sembrava se le fosse scritta e imparate a memoria quelle cose che mi ha detto.
Avevo un blocco dentro, come un lucchetto, che non mi permetteva di perdonare niente.
E quando qualcuno mi chiedeva scusa, iniziava a stringere sempre di più, finché non mi si creava un nodo in gola.
Appena si parlava di perdono,una voce dentro di me mi diceva che se erano stati in grado di farmi del male una volta,ne sarebbero stati capaci altre cento.
Aprii il telefono ed entrai su Instagram.
C'era un post di William e lo aprì.
-Charles, dove vai?- diceva lui ridendo.
-Piantala di riprendere, coglione-
-vuoi farti un bel tuffo in mare?-
Erano con tutta la loro gang di idioti e idiote in spiaggia al tramonto.
Doppia W era sempre felice, esaltato.
La loro vita sembrava uscita da un film, peccato che a me non andasse di guardarlo.
Se ne erano dimenticati. Non c'era una traccia di rimpianto nei loro volti.
Aprivano il fusto di birra e ridevano, urlavano, si divertivano.
Mentre io ero appena riuscita ad uscire dal periodo più cupo e brutto della mia vita.
In quei mesi non riuscivo a spiccicare parola, se non "ok" o "no".
Ma forse, non l'avrei superata mai.
E loro se ne stavano là, su una spiaggia della California a riprendersi mentre facevano i coglioni.
Un bel pugno in testa non gli avrebbe fatto male.
Non avrei mai nemmeno lontanamente pensato di andare ad una festa loro.
E non avrei mai neanche lontanamente pensato a quello che sarebbe successo.
Entrai sul profilo di doppia W e scrollai tra le foto.
Era sempre sorriddente, mi chiedevo se sotto a quel sorriso ci fosse qualcosa di più.
In una foto taggava Charles, e non so per quale ragione, schiacciai sul suo profilo.
Dio, 10.002 follower?!?
Ma che cazzo, io ne ho a malapena 100 e metà sono colleghi di mia madre.
Certo, lui era figlio del possessore di tutte le aziende emergenti della California, ed era un belloccio, per cui era scontato che metà dei suoi follower fossero ragazzine.
Però, lui seguiva solo cinque persone.
Scrollai tra i suoi post.
Uno era di lui che abbracciava il suo cane, un altro era con Will al mare. Lui faceva il dito medio con un espressione scioccata e il suo amico doppia W sorrideva con i suoi ricci biondi.
Solo un idiota avrebbe detto che Charles non avesse dei bei muscoli e un viso perfetto, ma era solo e tutta apparenza.
Come un libro. Piace a tutti solo per la copertina, e allora non ha senso leggerlo.
Tanto cosa importa se il contenuto non è bello?
Che logica da idioti.
Un altro era con una ragazza, sua sorella a quanto pare.
E infine, uno con un bambino di circa sei anni.
Indossava quasi sempre una camicia sbottonata, oppure una felpa.
La sua foto profilo era lui, seduto su un divano in un posto sicuramente di lusso, che faceva il dito medio.
Beh, simpatico direi.
Per sbaglio, schiacciai su "segui".
-Oh cazzo, no no! - gridai.
Tolsi subito.
Che figura di merda. Complimenti Nyx, ora avrà un altro motivo per prenderti per il culo.
Mi alzai ancora sgridandomi da sola, e aprii il mio armadio.
Optai per un paio di jeans e una t- shirt larga.
Improvvisamente la porta della mia camera si spalancò e Aubrey entrò tutta euforica.
Teneva tra le dita una carta di credito.
Si avvicinò a me e io capì al volo.
-No, no, non se ne parla- dissi scuotendo la testa.
-Ok, lo sapevo che avresti detto così. Però stamattina eri così giù, e ci ho pensato tutto il giorno. Non eri in te. E rispetto il fatto che tu non te la senti di dirmi che succede, ma lascia che ti aiuti. Voglio vederti sorridere, voglio vederti ridere e qualsiasi cosa sia in mio potere per farti stare bene la farò. Non voglio che tu mi dica perché stai così, non ti forzerò mai, ma lascia che ti aiuti-
La guardai senza dire niente.
Non credo di meritarmela come migliore amica.
-No, Aubrey, io—
-No. Oggi tu riderai, costi quel che costi. Scalerò anche il monte Everest se necessario. E la sai una cosa? Non ci andiamo a quella festa. Non mi importa niente, niente è più importante di te, capito? Sei mia sorella, il mio tutto e non permetterò che tu stia male. -
Mi sorrise e si catapultò addosso a me, abbracciandomi.
-Quindi? Andiamo a fare shopping? Tanto lo so che sotto sotto ti piace fare shopping con me eh-
Un lieve sorriso prese forma sulle mie labbra.
-Aubrey, noi alla festa ci andiamo. E se doppia W non guarda gli spacco le palle, capito?-
-No, se non te la senti...-
-Me la sento. Ora andiamo a comprarti un vestitino talmente sexy che doppia W si rifarà gli occhi-
-Doppia W?!?-
Scoppiò a ridere e mi prese a braccetto, uscendo di casa e dirigendoci al centro commerciale.
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